Chitarra/Lettura del pentagramma
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Introduzione: un po' di storia
Le note musicali sono originate dal beato Guido d'Arezzo, monaco benedettino, attorno all'anno 1000, il quale compose un canto latino in onore di San Giovanni Battista che si intitolava: Ut queant laxis e le sillabe iniziali dei versi di questo canto rappresentavano appunto le nostre note attuali (do, re, mi, fa, sol, la, si). L'unico cambiamento approntato nel corso dei secoli fu che Ut, sillaba un po' scomoda da pronunciare, fu cambiata in Do dal fiorentino Giovan Battista Doni (cosa realizzata probabilmente in proprio onore nel 17° secolo).
- ut queant laxis
- resonare fibris
- mira gestorum
- famuli tuorum
- solve polluti
- labii reatum
- sancte Iohannes
Traduzione: "Affinché i tuoi servi possano cantare con voci libere le meraviglie delle tue azioni, cancella il peccato, o Santo Giovanni, dalle loro labbra indegne".

[modifica] Il suono
La musica è il risultato sonoro di una o più vibrazioni. E le caratteristiche del suono sono appunto: l'altezza, l'intensità e il timbro. Per altezza s'intende che un suono potrà essere più o meno grave o più o meno acuto il che dipende dal numero di vibrazioni che tale suono avrà e quindi dalla sua frequenza. Per intensità s'intende invece la forza che tale suono avrà: piano, forte, fortissimo etc. Per timbro (o colore) s'intende la tipologia di suono che viene emesso, che sarà poi la caratteristica che ci indicherà quale strumento sta emettendo il suono.
[modifica] Il pentagramma e la chiave di violino
Il pentagramma, come dice la parola stessa ha 5 righi e 4 spazi, ![]()
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Per memorizzare con maggiore facilità righi e spazi, immaginiamo (come in figura) che ogni dito della mano corrisponda appunto ad uno dei righi e che lo spazio che intercorre fra un rigo e l'altro sia appunto il famoso spazio.
Ciò, diversamente dal tabulato (tablature) che ha 6 righe che sono la rappresentazione grafica delle 6 corde della chitarra. Il pentagramma è normalmente singolo ma potrà anche accadere a strumenti come il pianoforte che leggono 2 chiavi, che il pentagramma sia doppio,
triplo come per l'organo o multiplo a seconda del numero delle voci che concorrono al brano. Il nostro per chitarra sarà sempre singolo.
Il primo simbolo che troviamo sul pentagramma è la chiave, il suo compito è quello di indicare la posizione delle note sul pentagramma stesso.
Pensiamo al pianoforte: certamente le cinque righe e i quattro spazi del pentagramma non bastano a contenerle tutte. Si possono scrivere quindi le note anche al di fuori del pentagramma utilizzando i cosidetti tagli addizionali, ma più di tanto non si può, altrimenti la lettura diventerebbe difficile. Ecco allora inervenire le chiavi. La chiave di Sol (detta anche chiave di violino), stabilisce che la nota SOL si trova sul secondo rigo poiché il "ricciolo" interno della chiave taglia a metà il 2° rigo come fa il sol, così è possibile sistemare le altre note in conseguenza. Le note che possiamo sistemare sul pentagramma coprono circa tre ottave. Quando ci troviamo nella necessità di scrivere note più gravi appartenenti dunque ad altre ottave inferiori, si cambia chiave e si utilizza quella di FA o chiave di basso. Essa stabilisce che la nota Fa si trova sul quarto rigo, laddove nella chiave di Sol si trova un Re. Dunque su questo pentagramma scriveremo note le cui ottave sono più basse, ma la posizione delle note è diversa,essendo praticamente scalate di un rigo o di uno spazio rispetto alla chiave di Sol. Diciamo poi che la chitarra legge soltanto la chiave di violino e non le altre chiavi. ![]()
Tale chiave viene messa sul pentagramma, all'inizio di un qualsiasi spartito per un qualsiasi strumento che legga detta chiave.
Chiave di basso o di fa 
Viene chiamata chiave di basso perché è usata per la scrittura della musica per la voce di basso e per gli strumenti con registro grave.
Globalmente ci sono 7 chiavi: quella di violino (SOL), quella di soprano (DO), di mezzosoprano (DO), di contralto (DO), di tenore, di baritono (FA) e di basso (FA) e queste sette chiavi si chiamano appunto setticlavio.
[modifica] Pentagramma vuoto
[modifica] Le ottave
Come sappiamo, le note sono sette, ma se guardiamo la tastiera di un pianoforte ne vediamo molte di più. In realtà sono sempre quelle sette che si ripetono passando dai toni gravi a quelli acuti. Ogni gruppo di 8 note (dal DO al DO successivo) viene chiamato ottava.
La chitarra ( dal Mi basso a vuoto al MI cantino premuto al 12° tasto ) ha un'estensione notevole di note, tuttavia per scriverne la musica si utilizza un pentagramma con chiave di Sol. È importante sapere che le note scritte, in realtà sulla chitarra, suonano un'ottava più bassa: in altre parole il Mi con tre tagli in gola non corrisponde al MI basso della chitarra, ma al Mi che si trova sulla quarta corda al secondo tasto.
L'estensione della chitarra sul pentagramma
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Spesso per rimediare a ciò si mette sotto la chiave di Sol un numerino, l'8, che indica che le note scritte vanno in realtà suonate un'ottava più bassa.
Allo stesso modo quando abbiamo bisogno di suonare note più alte di quelle indicate il numerino si mette sopra la chiave ad indicare che le note vanno suonate un'ottava più alta di quanto indicato.
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Esiste anche il caso in cui si debba salire o scendere di due ottave, il che verrà indicato in spartito col numero 15.
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[modifica] La battuta
La suddivisione tipica del pentagramma è la battuta (o misura) ed è rappresentata da una stanghetta verticale chiamata spezzabattute. ![]()
La stanghetta doppia, cioè una linea sottile e una doppia, si mettono alla fine di una parte importante del brano. ![]()
La doppia stanghetta finale rappresenta invece la fine del pezzo ![]()
Per imparare a leggere il pentagramma, conviene considerarlo come portatore di "eventi" che si ripetono in maniera regolare nel tempo. Per indicare questi eventi si usano le figure musicali, in altre parole le note. Le figure, oltre ad indicare la nota, indicano anche quanto deve durare il suono nel tempo. Vale a dire che hanno un valore. A seconda della durata che deve avere il suono, cambia l'aspetto della nota. Come nota di riferimento usiamo quella da 1/4 (vedi sotto). Prendiamo un metronomo e facciamolo oscillare: ad ogni tic e ad ogni tac corrisponderà una nota da 1/4.
Abbiamo così ottenuto un primo movimento ritmico. Notiamo però che il metronomo può essere fatto oscillare più velocemente o più adagio. Questo significa che le figure non indicano un tempo assoluto (per es. 1 secondo), ma relativo. La figura non dice quanto veramente dura il suono; questo il musicista lo desume da una indicazione posta all'inizio del pentagramma: sarà una notina seguita da un numero che indica i battiti per minuto (Bpm).
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Se ad esempio troviamo 60 Bpm, significa che ogni nota da1/4 dura 1 sessantesimo di minuto, cioè 1 secondo. Se troviamo 120 dura mezzo secondo e così via. Lo schema ritmico sopra riportato può quindi essere eseguito a velocità diverse, l'importante è che sia mantenuta sempre regolare la scansione tra una nota e l'altra. Se andiamo a 60 Bpm deve sempre passare un secondo tra un tic e il successivo tac; se andiamo a 120 deve passare mezzo secondo e così via. Possiamo riportare la figurazione ritmica sopra illustrata sulla chitarra. Scegliamo una corda a vuoto e pizzichiamola col plettro dando alla nostra mano una oscillazione regolare in su e in giù (stiamo in pratica realizzando la pennata alternata): tic pennata in giù, tac pennata in su. Cominciamo con un tempo lento e poi acceleriamo fino alla massima velocità che ci è possibile raggiungere senza commettere errori.
[modifica] Il valore delle note
Oltre le note da 1/4 abbiamo anche altre note, ovviamente di valore diverso. Consideriamole come valori frazionali, partendo dall'intero e dividendo sempre a metà. All'intero corrisponde la nota detta semibreve che dura quanto 4 note da 1/4, dunque il suo valore sarà 4/4. Se il tempo è 60 Bpm la semibreve durerà 4 secondi. ![]()
La metà della semibreve è la minima che dura quanto 2 note da 1/4 dunque il suo valore sarà 1/2 e su un tempo di 60 bpm la minima durerà 2 secondi. ![]()
La metà della minima è la semiminima cioè la nota da 1/4 che abbiamo già visto. ![]()
La metà della semiminima è la croma che vale 1/8. ![]()
La metà della croma è la semicroma che vale 1/16. ![]()
La metà della semicroma è la biscroma che vale 1/32. ![]()
La metà della biscroma è la semibiscroma che vale 1/64; la sua velocità di esecuzione è talmente elevata che non viene quasi mai usata (a meno che il chitarrista non si chiami John Petrucci!). ![]()
Forti di quanto appena appreso, suoniamo ritmicamente sulla chitarra lo schema seguente. Posto che il tempo sia 60 Bpm la nota da 4/4 durerà 4 secondi, e quindi quattro oscillazioni della mano. Attenzione: solo la prima oscillazione colpirà la corda, le altre tre saranno a vuoto. Per le note da 1/8 dovremo suonare due note nel tempo di 1 secondo e così via come abbiamo visto ( possiamo aiutarci contando mentalmente ).
Possiamo (e dobbiamo) provare altre combinazioni a nostro piacimento.
Schema: Il valore delle note
Nota: il valore delle note all'interno di una battuta, non potrà mai superare il tempo scritto in chiave.
Analizziamo adesso come è composta la nota: ![]()
- 1.Uncino (opzionale);
- 2.Gambo (opzionale);
- 3.Testa (piena, vuota o contornata)
Il gambo della nota va verso l'alto se la nota sta al di sotto del 3° rigo, va verso il basso se la nota si trova al di sopra.
[modifica] Le note sul pentagramma e i tagli addizionali
Oltre a conoscere le i nomi delle note in italiano, risulterà molto comodo conoscere anche quelle anglofone. In questo schema qui sotto riportato, conoscerle ci aiuterà a memorizzarne la posizione sul pentagramma, poiché si può relizzarne un acronimo.
Nella prima figura si può farsi aiutare da questo acronimo:
- E very
- G ood
- B oy
- D oes
- F ine
E gli anglofoni dicono che questo pentagramma "rhymes with lines", cioè: fa rima con le linee, ovvero, la nota è tagliata a metà dalla linea)
Nella seconda figura, è ancora più facile, come già leggerete: F A C E, cioè face, faccia in inglese, e gli anglofoni dicono: face rhymes with space, cioè: faccia fa rima con spazio, ovvero queste note sono negli spazi.
RHYMES WITH SPACE
Le note che si trovano oltre le righe del pentagramma si avvalgono dei tagli addizionali per essere rappresentate. Praticamente la loro funzione è quella di estendere il pentagramma e di rendere possibile di rappresentare suoni più alti o più bassi rispetto a quelli all'interno del pentagramma stesso.
Per noi italiani le note sono Do, re, mi, fa, sol, la, si invece, come già detto, la notazione anglosassone corrispondente è C, D, E, F, G, A, B. Praticamente gli inglesi in realtà, anzichè partire con la denominazione delle note musicali col Do, partono iniziando dal La (A, B, C, D, E, F, G) ovvero dalla relativa minore del Do.
[modifica] Le pause
Ad ogni tipo di nota è abbinato anche un determinato tipo di pausa.

E quindi, giusto per visualizzare l'abbinamento, avremo:
[modifica] Le alterazioni o accidenti
La nota viene "alterata", ovvero abbassata/alzata di un semitono tramite dei segni che si chiamano appunto alterazioni o accidenti. Il segno Diesis, alza la nota di un semitono, il doppio diesis la alza di un tono, il bemolle la abbassa di un semitono, il doppio bemolle la abbassa di un tono, il bequadro la riporta allo stato naturale invece.
L'alterazione, sul pentagramma, precede la nota, anche se quando la leggiamo, la diciamo dopo di essa.
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Le alterazioni possono essere di 2 tipi:
- le alterazioni in chiave: ovvero le alterazioni costanti che sono inserite in armatura di chiave e che permangono durante tutto il brano, e in tutte le ottave, a meno che un bequadro non intervenga a modificarle. Esse definiscono la tonalità;
- le alterazioni transitorie: ovvero le alterazioni che appunto alterano solamente una determinata nota all'interno del brano musicale e sono appunto riferite solamente all'ottava all'interno della quale sono inserite;
[modifica] Il tempo
Il tempo, cioè, la velocità alla quale potrà andare un brano è indicata all'inizio del brano stesso; se poi intervengono cambiamenti, allora ciò dovrà essere indicato altresì. Indipendentemente dalla velocità del brano, i rapporti interni di velocità tra una nota e l'altra rimarranno comunque invariati. Bpm vuol dire battiti per minuto e si riferisce al tempo indicato dal metronomo. Quindi se un determinato artista vuole che il suo brano venga riprodotto ad un preciso tempo, potrà indicare i bpm.
| Andamento | Tempo (battiti per minuto) |
|---|---|
| Largo | 40 - 60 bpm |
| Larghetto | 60 - 66 bpm |
| Adagio | 66 - 76 bpm |
| Andante | 76 - 108 bpm |
| Moderato | 108 - 120 bpm |
| Allegro | 120 - 168 bpm |
| Presto | 168 - 200 bpm |
| Prestissimo | 200 - 208 bpm |
| A tempo | bpm specifico |
Ma ogni battuta ha una sua precisa durata che è stabilita dalla frazione posta all'inizio di qualsiasi brano. ![]()
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Laddove il numeratore, cioè la parte di sopra, rappresenti in numero dei tempi, ovvero quanti battiti ci sono in ogni battura, e il denominatore, cioè la parte di sotto rappresenti la durata di ogni tempo, ovvero che tipo di note prende quella battuta.

Movimenti solfeggio
[modifica] Tempi semplici e composti
[modifica] La dinamica del suono
Per dinamica s'intendono i vari gradi di intensità del suono. Ogni suono emesso è costituito da una determinata ampiezza e da una determinata intensità. Con questo s'intende che più forte il suono sarà, maggiore sarà il numero di decibel ad esso attribuito.

Segni che indicano l'intensità del suono:
[modifica] Gli abbellimenti
Gli abbellimenti, come lo dice la parola stessa, sono appunto delle "decorazioni" della melodia o di un accordo. Si possono chiamare anche fioriture, fioretti, ornamenti. Nel corso dei secoli si sono modificati ed alcuni sono attuali mentre altri non lo sono più oppure sono applicati principalmente ai brani di musica classica.
Vediamoli.
[modifica] L'acciaccatura
L'acciaccatura sul pentagramma
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Essa può essere semplice, doppia o tripla.
[modifica] L'appoggiatura
L'appoggiatura è un abbellimento col quale si va a dimezzare il valore della nota a cui tale abbellimento si "appoggia".
L'appoggiatura sul pentagramma
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Si tratta praticamente di una nota piccolina che precede sul pentagramma la nota in oggetto.
[modifica] L'arpeggio
L'arpeggio è un abbellimento con cui si "spezza" un accordo, ovvero non lo si esegue suonando tutte le note che lo compongono simultaneamente, ma in successione.
[modifica] Il glissando (o slide)
[modifica] Il gruppetto
Il gruppetto è un abbellimento secondo il quale si esegue una nota, ma prima di eseguire quella seguente in spartito, dovremo eseguire delle note di passaggio.
[modifica] Il mordente
Il mordente sul pentagramma.

Il primo è il mordente superiore, il secondo è il mordente inferiore.
Esso può essere semplice o doppio.








