Chitarra/Scale
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Un po' di teoria: che cos'è una scala
[modifica] Partiamo dall'intervallo: che cos'è un intervallo
Anzitutto, cos'è un intervallo? E' la distanza che intercorre tra una nota e l'altra che si può definire di prima, di seconda, di terza, di quarta, di quinta, di sesta, di settima e di ottava, a seconda del numero di note che distano dalla prima alla seconda nota, come vedremo tra poco.
L'intervallo più piccolo che esista è il semitono e generalmente le note sono distanziate di un tono l'una dall'altra, ovvero dalla somma di due semitoni.
[modifica] Tono e semitono
Una scala, altro non è che una successione ascendente o discendente di suoni comprese nell'ambito di un'ottava. Quando si determina una scala, ne conosceremo gli intervalli e i rapporti tra le varie note.
Al fine di comprendere le scale musicali, dobbiamo basarci sulla sequenza di intervalli che le compongono. Anzitutto, cos'è un intervallo?
E' la distanza che intercorre tra una nota e l'altra che si può definire di prima, di seconda, di terza, di quarta, di quinta, di sesta, di settima e di ottava, a seconda del numero di note che distano dalla prima alla seconda nota, come vedremo tra poco.
La distanza minima tra una nota è l'altra è il semitono (e generalmente le note sono distanziate di un tono l'una dall'altra, ovvero dalla somma di due semitoni) che può a sua volta essere:
- naturale, come nel caso della distanza tra Mi e Fa o tra Si e Do che è una distanza "naturalmente" formata da un semitono;
- artificiale, come in tutti gli altri casi.
Il semitono può anche essere:
- cromatico: quando il nome delle note che lo compongono non varia da una nota all'altra, ma vi si aggiunge solo l'alterazione (es: Re - Re #);
- diatonico: quando le note che lo compongono hanno due nomi diversi (es: Mi - Fa);
[modifica] I tipi di intervallo
- melodico: quando le note vengono suonate sequenzialmente;
- armonico: quando le note vengono suonate simultaneamente;
L'ottava viene suddivisa quindi in 12 intervalli uguali (12 semitoni), secondo il sistema temperato o temperamento equabile che è appunto il sistema odierno di suddivisione dell’ottava in 12 semitoni aventi la stessa distanza l’uno dall’altro.
| 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 |
| DO | DO# o REb | RE | RE# o Mib | MI | FA | FA# o SOLb | SOL | SOL# o LAb | LA | LA# o SIb | SI |
Approfondiamo questi concetti. Immaginiamo che i 12 semitoni di cui si parlava prima siano dei mattoncini, come mostrato nella tabella qui sopra e partendo da quest'assunto, vediamo di esemplificare la distanza tra i diversi semitoni, il nome che prenderebbe l'intervallo ad una determinata distanza dall'altro e il tipo di intervallo stesso.
| NUMERO DI TONI: DISTANZA | TIPO DI INTERVALLO | MATTONCINI |
|---|---|---|
| 0 | unisono (o di prima) | mattoncino n. 1 |
| 1 semitono | 2a minore | mattoncini 1 e 2 |
| 1 tono | 2a maggiore (o di seconda) | mattoncini 1, 2 e 3 |
| 1 tono e mezzo | 3a minore | mattoncini 1, 2, 3 e 4 |
| 2 toni | 3a maggiore | mattoncini 1, 2, 3, 4 e 5 |
| 2 toni e mezzo | 4a giusta | mattoncini 1, 2, 3, 4, 5 e 6 |
| 3 toni | diminuito di 5a | mattoncini 1, 2, 3, 4, 5, 6 e 7 |
| 3 toni e mezzo | 5a giusta | mattoncini 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7 e 8 |
| 4 toni | minore di 6a | mattoncini 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8 e 9 |
| 4 toni e mezzo | 6a maggiore | mattoncini 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10 |
| 5 toni | 7a minore | mattoncini 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 e 11 |
| 5 toni e mezzo | 7a maggiore | mattoncini 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11 e 12 |
| 6 toni | ottava | mattoncini 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12 e 13 |
| 7 toni | 9a maggiore | mattoncini 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14 e 15 |
| 9 toni e mezzo | 11a giusta | mattoncini 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19 e 20 |
| 10 toni e mezzo | 13a maggiore | mattoncini 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23 |
Quindi come si accennava nell'introduzione, l'intervallo si può definire di prima, di seconda, di terza, di quarta, di quinta, di sesta, di settima e di ottava, a seconda del numero di note che distano dalla prima alla seconda nota ed è così che andremo a leggere la tabella appena vista: se la nota di partenza dista ad es. 0 toni dalla nota di arrivo, il nome dell'intervallo sarà "unisono" e così via.
Gli intervalli si possono suddividere in 2 categorie ulteriori:
- maggiori (se di 2a, 3a, 6a, 7a) o giusti (se di 1a, 4a, 5a, 8va), entrambi se non alterati;
- minori(sono i maggiori abbassati di un semitono), diminuiti o eccedenti se alterati
E si può ulteriormente aggiungere che:
- intervallo giusto + semitono = eccedente;
- intervallo giusto - semitono = diminuito;
- intervallo maggiore + semitono = eccedente;
- intervallo maggiore - semitono = minore;
- intervallo minore + semitono = maggiore;
- intervallo minore - semitono = diminuito
Cerchiamo di vedere anche la circolarità di questi intervalli appena citati, perché come si è detto aggiungendo o togliendo semitoni da un determinato intervallo se ne ottiene uno diverso. Si può anche dire che: un intervallo maggiore può diventare minore; un minore può diventare maggiore; un intervallo giusto rimane giusto; un intervallo eccedente può diventare diminuito; un intervallo diminuito può diventare eccedente.
[modifica] I gradi delle scale
Le note che compongono una scala, vengono chiamate gradi.
- la 1ā nota di una scala, o I grado, si chiama tonica (o fondamentale). E' il grado fondamentale, e quindi più importante della scala ed ha un carattere di stabilità.
- la 2ā nota di una scala, o II grado, si chiama sopratonica. E' un grado di passaggio, che dà un effetto di instabilità.
- la 3ā nota di una scala, o III grado, può essere chiamata mediante / modale / caratteristica (poiché determina il modo maggiore o minore di una scala). La distanza che lo separa dalla tonica ci dice il modo della scala.
- la 4ā nota di una scala, o IV grado, si chiama sottodominante (cioè, prima della dominante). E' un grado instabile.
- la 5ā nota di una scala, o V grado, si chiama dominante (poiché domina la scala dal punto di vista armonico). E' un grado che produce un effetto di sospensione ed è dopo la tonica, la nota più importante della scala
- la 6ā nota di una scala, o VI grado, si chiama sopradominante (cioè sopra la dominante). E' un grado di passaggio.
- la 7ā nota di una scala, o VII grado, può essere chiamata sensibile / sottotonica (sensibile: se dista 1 semitono dalla tonica; sottotonica: se dista 1 tono dalla tonica). E' un grado instabile.
- l' 8ā nota di una scala, o VIII grado è appunto l'ottava, è la fondamentale riportata un'ottava sopra.
Attenzione: gli intervalli possono essere:
- semplici se sono nell'ambito della stessa ottava;
- composti se sono nell'ambito di 2 ottave;
[modifica] Scale maggiori
[modifica] Struttura della scala maggiore
La scala maggiore, detta anche scala fondamentale della tonalità, è eptafonica, ovvero è composta da 7 suoni appartenenti ad un'ottava + la 1ā nota dell'ottava sopra.
Perchè si aggiunge l'8° grado?
Perchè eseguendo la scala, ci si rende conto che finire sul 7° grado non è possibile: rimane un suono di tensione che attende una risoluzione, cioè l'8° (e questo è anche il motivo per cui il 7° grado si chiama sensibile). Le scale eptafoniche vengono suddivise in tetracordi, che sono gruppi di 4 note, es: Do re mi fa (1° tetracordo); sol la si do (2° tetracordo). La scala maggiore ha la seguente sequenza di intervalli: (T sta per tono; S sta per semitono)
T T S T T T S
(Tono Tono Semitono - Tono Tono Tono Semitono)
(Bisogna fare riferimento alla scala cromatica per comprendere gli intervalli).
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Gradi scala maggiore:
- I
- II
- III
- IV
- V
- VI
- VII
Si può creare una scala maggiore a partire da qualunque dei 12 suoni della scala cromatica, ovviamente mantenendo la sequenza degli intervalli su citata. Infatti, i semitoni che formano un'ottava sono appunto 12, e partendo da ognuno di questi 12 suoni si possono costruire 15 scale maggiori:
- 7 scale con # (scale maggiori di: sol, re, la, mi, si, fa#, do#) ;
- 7 scale con b (scale maggiori di: fa, sib, mib, lab, reb, solb, dob);
- la scala di Do maggiore (nessuna alterazione);
Alcune di queste scale sono "omofone" tra loro, ovvero, hanno gli stessi suoni ma nomi diversi (es: Do# e Reb). L'armatura di chiave di una determinata scala maggiore non mescolerà però mai le alterazioni: o si avranno diesis, o si avranno bemolli in chiave. La scala maggiore rappresenta il modo ionico.
[modifica] Il circolo delle quinte
Vale la pena parlare a questo punto, di un argomento importante, la cui utilità sta nel fatto di aiutarci a capire quali siano le alterazioni in chiave, le alterazioni di ogni tonalità:
Schema del circolo delle quinte
La struttura della scala maggiore ci fa capire che le note fondamentali delle scale, sono distanziate da un intervallo di 5ā. Questo schema si può leggere nei due sensi: considerando le 5ē ascendenti in senso orario (il succedersi del V grado e quindi andiamo verso la dominante) con le quali troveremo i #, o le 4ē discendenti (il succedersi del IV grado e quindi andiamo verso la sottodominante) con le quali troveremo i b in senso antiorario. Il metodo con cui si ricava la struttura delle scale maggiori comprendente # e b, di cui si è parlato al capitolo precedente, evidenzia che le note fondamentali delle scale si distanziano progressivamente di un intervallo di 5ā. Facciamo un esempio guardando lo schema appena visto, la 5a nota nella scala di do maggiore è Sol (seguite il circolo: dopo Do, c'è sol); la 5a nota nella scala di Sol maggiore è re. Ovvero, ogni volta che ci si muove di un tono in avanti si arriva a una 5a (ps: si conta anche la nota di partenza!).
[modifica] Un rimando storico per capire il circolo delle quinte: Pitagora
[modifica] Scale maggiori e relative minori
Ogni scala maggiore ha una relativa minore.
SCHEMA RIASSUNTIVO DELLE SCALE MAGGIORI E LORO RELATIVE MINORI
[modifica] Tecnica: come suonare le scale
Ricordiamo sempre di mantenere un dito per ogni tasto e di non tenere la mano di lato, ma di tenerla come se si tenesse una pallina da tennis nel palmo della mano, e quindi parallela alla tastiera, su qualunque corda siamo, come in figura, e non diagonalmente perché questo ci allontana dalla tastiera. Un'altra cosa importante è tenere il pollice dietro il manico, non deve assolutamente spuntare quando si suonano le scale. Se così fosse, si avrebbe molta meno elasticità nel farlo e molta meno apertura della mano.
POSIZIONE CORRETTA CON MANO PARALLELA ALLA TASTIERA
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POSIZIONE SCORRETTA CON DITA POSTE DIAGONALMENTE ALLA TASTIERA
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Un'altra cosa importante da dire è che quando si esegue una scala ci dev'essere un intervallare della tensione dei muscoli della mano con il rilassamento conseguente degli stessi. Inizialmente non è importante la velocità con cui si esegue una scala, ma l'accuratezza, quindi si può iniziare ad esercitarsi senza settare nessun metronomo, quindi senza impostare nessun tempo, poiché la cosa importante è iniziare a suonare le giuste note. Quando si sarà acquisito un po' di sicurezza sui movimenti da eseguire, allora si potrà settare un tempo.
[modifica] Come leggere i box / diagrammi delle scale
Le scale oltre ad essere rappresentate sul pentagramma nella maniera più classica e nei tabulati che abbiamo già imparato a leggere, vengono talvolta rappresentate anche in dei box che rappresentano precisamente il manico della chitarra. Capiamo come funzionano. Riferiamoci all'esempio della figura sottostante.
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I diagrammi sono come istantanee del manico della chitarra, quindi, le linee orizzontali del box rappresentano le corde, mentre quelle verticali rappresentano i tasti e qui si fa ancora riferimento alla stessa visualizzazione delle tabs, anche per l'ordine delle corde.
Solitamente le note evidenziate sono quelle fondamentali per la scala, oppure troveremo una R maiuscola cerchiata (che sta per Root note, dall'inglese) ad indicare sempre le note fondamentali per la scala, che sono poi quelle che danno il nome alla scala stessa. Viene sempre evidenziato in che punto del manico ci si trova, in questo caso viene rappresentato il capotasto e quindi ci si trova all'inizio.
I numeri indicati in questo tipo di diagrammi, sono riferiti al dito che va usato per suonare una determinata nota (dito 1, dito 2 etc) diversamente dalle tabs nelle quali il numero si riferisce unicamente al tasto da suonare.
Il miglior modo per suonare una scala è suonarla prima ascendente e poi discendente (andata e ritorno).
[modifica] DO maggiore
Con la scala di Do maggiore non si hanno alterazioni.
(movibile)
-----------------------------------------------
-----------------------------------------------
-----------------------------2----4----5-------
--------------2----3----5----------------------
----3----5-------------------------------------
-----------------------------------------------
DO RE MI FA SOL LA SI DO
Alternativa più semplice in prima posizione, laddove per prima posizione s'intende: la prima posizione possibile più vicina al capotasto per questa scala. ![]()
DO RE MI FA SOL LA SI DO
altra scala di DO
--------------------------------------------------- -------------------------------10----12----13------ --------------9----10----12------------------------ --10----12----------------------------------------- --------------------------------------------------- --------------------------------------------------- DO RE MI FA SOL LA SI DO
[modifica] DO# maggiore
Con la scala di Do# maggiore si hanno 7 alterazioni.
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[modifica] REb maggiore
Con la scala di Reb maggiore si hanno 5 alterazioni.
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REb MIb FA SOLb LAb SIb DO REb
[modifica] RE maggiore
Con la scala di Re maggiore si hanno 2 alterazioni.
RE MI FA# SOL LA SI DO# RE
[modifica] RE# maggiore
[modifica] MIb maggiore
[modifica] MI maggiore
Con la scala di Mi maggiore si hanno 4 alterazioni.
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MI FA# SOL# LA SI DO# RE# MI
[modifica] FA maggiore
Con la scala di Fa maggiore si ha un'alterazione.
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FA SOL LA SIb DO RE MI FA
[modifica] FA# maggiore
Con la scala di Fa# maggiore si hanno 6 alterazioni.
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[modifica] SOLb maggiore
Con la scala di Solb maggiore si hanno 6 alterazioni.
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SOLb LAb SIb DOb REb MIb FA SOLb
[modifica] SOL maggiore
Con la scala di Sol maggiore si ha un'alterazione.
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SOL LA SI DO RE MI FA# SOL
[modifica] SOL# maggiore
[modifica] LAb maggiore
Con la scala di Lab maggiore si hanno 4 alterazioni.
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[modifica] LA maggiore
Con la scala di La maggiore si hanno 3 alterazioni.
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LA SI DO# RE MI FA# SOL# LA
[modifica] LA# maggiore
[modifica] SIb maggiore
Con la scala di Sib maggiore si hanno 2 alterazioni.
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SIb DO RE MIb FA SOL LA SIb
[modifica] SI maggiore
Con la scala di Si maggiore si hanno 5 alterazioni.
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SI DO# RE# MI FA# SOL# LA# SI
[modifica] DOb maggiore
[modifica] Scale minori
Esistono 3 tipi di scale minori, che hanno intervalli differenti: la scala minore naturale (corrisponde al modo Eolio), la scala minore armonica (è una scala minore col 7° grado alzato) e la scala minore melodica (è una scala minore col 6° e 7° grado alzati nel salire).
[modifica] Scala minore naturale
T S T T - S T T S
(Tono Semitono Tono Tono - Semitono Tono Tono Semitono)
[modifica] Do minore naturale
[modifica] La minore naturale
[modifica] Scala minore armonica
T S T T - S T S S
(Tono Semitono Tono Tono - Semitono Tono Semitono Semitono)
Gradi scala minore armonica:
- I
- II
- III b
- IV
- V
- VI b
- VII
[modifica] LA minore armonica
[modifica] Scala minore melodica
T S T T - T T S
(Tono Semitono Tono Tono - Tono Tono Semitono)
Gradi scala minore melodica:
- I
- II
- III b
- IV
- V
- VI b
- VII




