Esperanto/Accusativo
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[modifica] Funzione del caso accusativo
Chi ha studiato una lingua con i casi, non deve aver affatto paura, l'esperanto contiene solo questo caso, per i motivi sotto indicati. Esso serve essenzialmente a "marcare" il complemento oggetto di una frase, per distinguerlo dal soggetto.
[modifica] Individuazione del complemento oggetto e formazione dell'accusativo
"Marcare" il complemento oggetto (che può essere un pronome, o un sostantivo con eventuali aggettivi) mediante l'accusativo è molto semplice da imparare, infatti basta aggiungere il suffisso -n, e questo vale sempre sia al plurale che al singolare. Per chi ha problemi a distinguere il soggetto dal complemento oggetto di una frase, basta concentrarsi sull'azione espressa dal verbo: il soggetto fa (compie) l'azione, il complemento oggetto la subisce. Essi rispondono quindi alle seguenti domande:
- Soggetto: chi/che cosa compie l'azione?
- Complemento oggetto: chi/che cosa subisce l'azione?
Ad esempio:
- Barbara vidas katon. = Barbara (soggetto) vede (verbo = azione) il gatto (complemento oggetto).
Il soggetto è Barbara, che compie l'azione di "vedere" un gatto (kato), che quindi è il complemento oggetto, marcato dall'accusativo.
- Mi rigardas la pomojn. = Io (soggetto) guardo (verbo) le mele (complemento oggetto = accusativo).
Gli aggettivi che indicano le caratteristiche della cosa che subisce l'azione, fanno parte del complemento oggetto. Sono quindi anch'essi marcati dall'accusativo:
- Mi havas belan katon = Io ho un bel gatto.
- Johano manĝas multajn pomojn = Giovanni mangia molte mele.
- Li amas ŝin sed ŝi ne amas lin = Egli ama lei ma lei non ama lui.
[modifica] Complemento oggetto complesso
Se il nome che funge da complemento oggetto è composto da più parole (ad esempio il titolo di un libro o film) il suffisso si aggiunge seguito da un trattino:
- Mi legis “La aventuroj de Pinokjo”-n. = Ho letto “Le avventure di Pinocchio”.
- Mi vidis “Vivo estas bela”-n. = Ho visto “La vita è bella”.
[modifica] Il verbo essere (esti) non richiede accusativo
Il verbo essere esti è particolare, l'azione "essere" infatti ricade sullo stesso soggetto che la compie, quindi con essere non si usa l'accusativo.
Esempi:
- La floro estas bela. = Il fiore è bello. (bello è riferito sempre a fiore che è il soggetto)
- Li estas bona knabo. = Lui è un buon ragazzo.
- Italio estas bela lando. = L'Italia è una bella nazione.
[modifica] Note riassuntive
- L'accusativo serve principalmente a marcare il complemento oggetto della frase.
- Possono essere complemento oggetto SOLO pronomi, nomi e aggettivi, non altre parti del discorso (articolo, avverbi...). Vedremo più avanti che -se indicano moto a luogo- anche alcuni avverbi (avverbi di luogo) possono avere la terminazione –n, ma non ci cureremo di questo ora.
- Il verbo esti (essere) non richiede l'accusativo, poiché l'azione di essere ricade sul soggetto.
- Un nome, pronome o aggettivo si dice al nominativo se non è all'accusativo.
[modifica] Frasi che sottintendono soggetto e verbo
Vedendo un saluto in esperanto, si può adesso notare che è nel caso accusativo. Questo perché un saluto è spesso una frase in cui si esplicita solo la cosa augurata (o idealmente data), evitando soggetto e verbo:
- Bonan nokton! = (Io auguro una) buona notte!
- Bonan tagon! = (Io auguro una) buona giornata!
Similmente per gli altri saluti, che adesso possono essere facilmente ricavati cercando le parole in un dizionario. Un poco meno intuitivo, è il ciao, che si traduce come il mandare un saluto molto generale (e quindi informale, amichevole):
- Saluton! = Ciao! - Letteralmente: (Io mando a te) un saluto!
Così via, ad esempio in un messaggio scritto:
- Kisojn! = Baci!
o per ringraziare:
- Dankon = grazie - Letteralmente: (Io do a te) un ringraziamento.
Similmente nelle altre frasi che in generale sottintendono soggetto e verbo:
- Kelnero, (mi deziras) la kalkulon. = Cameriere, (desidero) il conto.
[modifica] Esercizio
- Ricavare i saluti per le varie ore della giornata.
[modifica] Accusativo, libertà al prezzo di aggiungere una "n"
Perché portarsi dietro un caso per una lingua che vuole essere la più semplice possibile? In italiano (inglese, spagnolo, francese...) abbiamo solo residui dei casi, specie nei pronomi (tu - te, he-him, je-moi...) e stiamo bene.
I motivi in realtà sono vari, e ne citiamo qualcuno. Principalmente, la presenza dell'accusativo rende l'ordine delle parole meno importante per capire il significato della frase. Porta il vantaggio per il principiante di poter usare l'ordine della propria lingua madre per le parole. Nel mondo esistono centinaia di lingue, e non tutte usano l'ordine soggetto-verbo-complemento come l'italiano o le lingue europee più note. Questa libertà iniziale, può essere poi usata dai parlanti più esperti per mettere enfasi sulle parole più importanti (non serve molto tempo per imparare). Ad esempio:
- Mi amas cin.
significa: Io amo te
- Mi cin amas.
significa anche la stessa cosa, ma l'enfasi è posta sul complemento oggetto in misura maggiore: Io amo te (non un altro/a!)
L'accusativo inoltre, rende la lingua internazionale più adatta alla composizione di testi letterari e poetici; diminuisce l'ambiguità anche nei testi scientifici, e così via. È libertà senza ambiguità quindi, al prezzo di aggiungere una "-n".
[modifica] Altri usi dell'accusativo
Oltre alla funzione principale di complemento oggetto, l'accusativo ha anche altri usi secondari, trattati nel capitolo delle preposizioni. Alcune preposizioni infatti possono essere sostituite dall'accusativo in certi contesti. Il principiante per adesso non si preoccupi di ciò.

