Esperanto/Alfabeto e pronuncia

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Copertina Esperanto/Copertina
Introduzione
Verso la frase semplice
  1. L'alfabeto e la pronuncia Esperanto/Alfabeto e pronuncia
  2. Parti del discorso ricavabili dalla radice Esperanto/Parti del discorso ricavabili da radice
  3. Genere e numero Esperanto/Genere e numero
  4. Modi e tempi verbali semplici Esperanto/Coniugazione verbale semplice
  5. Accusativo Esperanto/Accusativo
  6. Pronomi personali ed aggettivi possessivi Esperanto/Pronomi personali ed aggettivi possessivi
  7. Articolo e frasi semplici Esperanto/Articolo e frasi semplici
Verso la frase complessa (preposizioni, correlativi...)
  1. Numerali Esperanto/Numerali
  2. Giocare con suffissi e prefissi Esperanto/Agglutinazione
  3. Modi e tempi verbali composti Esperanto/Coniugazione composta
  4. Alcune congiunzioni ed esclamazioni Esperanto/Alcune congiunzioni ed esclamazioni
  5. Preposizioni Esperanto/Preposizioni
  6. I correlativi Esperanto/Correlativi
  7. I gradi degli aggettivi Esperanto/I gradi degli aggettivi
  8. Frasi interrogative e affermative complesse Esperanto/Frasi interrogative e affermative complesse
Diventare indipendenti
  1. Testi didattici Esperanto/Testi didattici
Appendici e note
  1. Elenco dei prefissi ed esempi d'uso Esperanto/Prefissi
  2. Elenco dei suffissi ed esempi d'uso Esperanto/Suffissi

Prima di affrontare lo studio della grammatica vera e propria, ci soffermeremo un po' su alcune informazioni basilari sull'alfabeto e di fonologia.

Indice

[modifica] L'alfabeto

L'alfabeto dell'esperanto è composto da 28 lettere. La pronuncia (come vedremo in seguito) è costante per ogni lettera (ad ogni suono una lettera, ad ogni lettera un suono). Il nome di ogni vocale è dato dal suono della vocale stessa (come in italiano); il nome di ogni consonante (comprese le semivocali ŭ e j) è data dal suono della consonante seguita da una o (il motivo della o è che questa è la desinenza dei nomi, ma per adesso non è importante). Ecco tutte le lettere dell'alfabeto dell'esperanto (chiamato aboco, dal nome delle prime tre lettere).

Lettera Nome in esperanto Lettera Nome in esperanto
A a K ko
B bo L lo
C co M mo
Ĉ ĉo N no
D do O o
E e P po
F fo R ro
G go S so
Ĝ ĝo Ŝ ŝo
H ho T to
Ĥ ĥo U u
I i Ŭ ŭo
J jo V vo
Ĵ ĵo Z zo


Non fanno parte dell'alfabeto dell'esperanto, ma si possono trovare in espressioni matematiche le seguenti:

  • q (kuo), w (duobla vo), x (ikso) , y (ipsilono).

[modifica] La pronuncia

L'alfabeto esperantista è particolarmente semplice per noi italiani. Caratteristica però dell'esperanto, è che ad ogni lettera è associato un suono, indifferentemente dalla vocale o consonante successiva o precedente. Questo ha portato al bisogno di nuove lettere per avere una certa varietà di suoni.

[modifica] Le vocali

Le vocali sono a, e, i, o, u, e si pronunciano come in italiano.

[modifica] Le consonanti

Gran parte delle consonanti sono uguali a quelle italiane, per cui sotto sono indicate solo quelle con pronuncia differente:

  • La C si pronuncia sempre come la z nell'italiano ozio
  • La Ĉ si pronuncia come la c nell'italiano pace
  • La G si pronuncia sempre come la g dura italiana, come nella parola italiana gara
  • La Ĝ si pronuncia sempre come la g dolce italiana, come nella parola italiana gelo
  • La H si pronuncia leggermente aspirata, come h nel tedesco Haus, o nell'inglese hello
  • La Ĥ si pronuncia fortemente aspirata, come ch nel tedesco Buch
  • La J è una semivocale, e si pronuncia come una breve i, come la i dell'italiano buio
  • La Ĵ si pronuncia come la j nel francese jour
  • La K si pronuncia sempre come la c dura italiana, come nella parola italiana casa
  • La Ŝ si pronuncia come la sc nell'italiano pesce
  • La Ŭ è una semivocale, e si pronuncia come una breve u, come la u di guanto, o la w in inglese di windows
  • La Z si pronuncia come la s sonora italiana della parola trasmettere

[modifica] Consonanti vicine

Le consonanti sono sempre lette singolarmente, indifferentemente se uguali o diverse tra loro, o da come esse siano lette in italiano. Ad esempio:

  • Signo (segno) si pronuncia come sig-no, con la 'g' dura;
  • Littuko (lenzuolo) si pronuncia come lit-tuko, separando le due 't';
  • Scii (sapere) si pronuncia come s-zii.

[modifica] Accento e divisione in sillabe

L'accento cade sempre sulla penultima vocale (che corrisponde alla penultima sillaba), a parte naturalmente nei monosillabi. Si noti che ogni sillaba è caratterizzata da una vocale. Le semivocali invece non si contano nella formazione delle sillabe (come le consonanti). Ecco alcuni esempi:

  • Sabato (sabato) si pronuncia sabàto
  • Domo (casa) si pronuncia dòmo

Le semivocali ŭ e j non spostano l'accento. Pur avendo il suono delle vocali (u ed i), esse sono più brevi, e l'accento "scivola" sulla vocale successiva, o rimane sulla vocale precedente, come se fossero consonanti. Importante notare che l'aggiunta della j forma il plurale, lasciando come detto l'accento dove si trova:

  • Domoj (case) si pronuncia dòmoi
  • Adiaŭ (arrivederci) si pronuncia adìau

[modifica] La scrittura delle lettere speciali al computer

Un problema pratico per gli esperantisti che devono scrivere al computer è quello di scrivere le lettere tipiche dell'esperanto. Ci sono degli insiemi di caratteri appositi in rete con i quali si possono scrivere i documenti (correttamente visualizzati però solo sui computer con tali caratteri), oppure si può impostare la tastiera (se il sistema lo permette), o si ricorre allo scomodo copia-incolla. Un'altra soluzione è quella di sacrificare la biunivocità suono-lettera, e scrivere le lettere speciali senza cappellino ma seguiti da un'altra lettera, in genere la "h" o la "x". Qualcuno preferisce la "h" perché è esteticamente migliore, altri la "x" perché non compare nell'aboco (in cui invece la "h" indica aspirazione). In parole povere, in attesa di meglio in futuro, si può trovare scritto, o si può essere nella condizione di dover scrivere:

  • "cx" o "ch" al posto di "ĉ"
  • "gx" o "gh" al posto di "ĝ"
  • "hx" o "hh" al posto di "ĥ"
  • "jx" o "jh" al posto di "ĵ"
  • "sx" o "sh" al posto di "ŝ"
  • "ux" o "uh" al posto di "ŭ"

[modifica] Esempi ed esercizi di lettura

[modifica] Pronuncia

Le parole seguenti non sono parole dell'esperanto, se non per casualità. Esse sono parole italiane trascritte anche con l'alfabeto esperantista, così da confrontare i due alfabeti. Eccetto i monosillabi, sono state scelte appositamente parole con l'accento sulla penultima sillaba (che in esperanto è caratterizzata sempre da una vocale). Si noti la differenza tra la "u" e la "ŭ", e tra la "i" e la "j" in esperanto (una volta si faceva tale distinzione in italiano, e qualche scrittore ha scritto Jacopo, noja…).
L'esercizio consiste semplicemente nel leggere e confrontare le due scritture, per abituarsi al suono insolito (per gli italiani) associato ad alcune lettere.

  • marzo → marco
  • Marco → Marko
  • ciao → ĉao
  • Francesco → Franĉesko
  • Costanzo → Kostanco
  • buio → bujo
  • gioia → ĝoja
  • rischio → riskjo
  • gioviale → ĝovjale
  • generale → ĝenerale
  • gioco → ĝoko
  • Giorgio → Ĝorĝo
  • ghirlanda → girlanda
  • ghepardo → gepardo
  • sciame → ŝame
  • coscia → koŝa
  • manìa → mania
  • smània → zmanja
  • sdentato → zdentato
  • destarsi → destarsi
  • serata → serata
  • guanto → gŭanto
  • paura → paura
  • sauro → saŭro


Facendo riferimento a parole straniere:

  • (inglese) when → ŭen
  • (inglese) wow! → ŭaŭ!
  • (tedesco) Buch → buĥ
  • (spagnolo) Julio → Ĥuljo
  • (polacco) herbata → herbata
  • (inglese) house → haus
  • (francese) je → ĵe
  • (francese) jour → ĵur
  • (polacco) zima → ĵima

[modifica] Accento

L'accento dell'esperanto come detto, tranne ovviamente nei monosillabi, cade sempre sulla penultima sillaba, che in esperanto corrisponde sempre alla penultima vocale (vedi sopra la differenza tra vocale e semivocale). Per abituarsi a ciò, analogamente all'esercizio precedente, ecco delle parole, questa volta in esperanto con la pronuncia in italiano (*) e con gli accenti segnati (alcune parole suonano "strane" all'inizio):

  • lingvo → lìngvo
  • internacia → internazìa
  • beleco → belèzo
  • almenaŭ → almènau
  • rapide → rapìde
  • geamikoj → gheamìkoi
  • kalkulo → calcùlo
  • Francio → Franzìo
  • sandviĉo → sandvìcio
  • unua → unùa
  • malgranda → malgrànda
  • Kalabrio → Calabrìo
  • Kilogramo → chilogràmo
  • somero → somèro
  • neniu → nenìu
  • stacio → stazìo

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