Esperanto/Articolo e frasi semplici

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Copertina Esperanto/Copertina
Introduzione
Verso la frase semplice
  1. L'alfabeto e la pronuncia Esperanto/Alfabeto e pronuncia
  2. Parti del discorso ricavabili dalla radice Esperanto/Parti del discorso ricavabili da radice
  3. Genere e numero Esperanto/Genere e numero
  4. Modi e tempi verbali semplici Esperanto/Coniugazione verbale semplice
  5. Accusativo Esperanto/Accusativo
  6. Pronomi personali ed aggettivi possessivi Esperanto/Pronomi personali ed aggettivi possessivi
  7. Articolo e frasi semplici Esperanto/Articolo e frasi semplici
Verso la frase complessa (preposizioni, correlativi...)
  1. Numerali Esperanto/Numerali
  2. Giocare con suffissi e prefissi Esperanto/Agglutinazione
  3. Modi e tempi verbali composti Esperanto/Coniugazione composta
  4. Alcune congiunzioni ed esclamazioni Esperanto/Alcune congiunzioni ed esclamazioni
  5. Preposizioni Esperanto/Preposizioni
  6. I correlativi Esperanto/Correlativi
  7. I gradi degli aggettivi Esperanto/I gradi degli aggettivi
  8. Frasi interrogative e affermative complesse Esperanto/Frasi interrogative e affermative complesse
Diventare indipendenti
  1. Testi didattici Esperanto/Testi didattici
Appendici e note
  1. Elenco dei prefissi ed esempi d'uso Esperanto/Prefissi
  2. Elenco dei suffissi ed esempi d'uso Esperanto/Suffissi

In questa parte, vengono messi insieme gli elementi forniti dalle lezioni precedenti e si danno indicazioni per scrivere delle semplici frasi.

Indice

[modifica] L'articolo

L'articolo in esperanto è unico, cioè "la", ed è un articolo determinativo. Come in italiano, si fa precedere il nome o l'aggettivo da un articolo determinativo se indica qualcosa di già noto, determinato per chi parla. Con l'unico articolo, si sostituiscono tutti gli articoli italiani, esso infatti è invariabile.

Kato (gatto, un gatto)

Singolare Plurale
Maschile la kato (il gatto) la katoj (i gatti)
Femminile la katino (la gatta) la katinoj (le gatte)

L'articolo indeterminativo non esiste. Se qualcosa è indeterminato, allora semplicemente non si pone l'articolo determinativo. Viro quindi sarà tradotto "uomo" o "un uomo" a seconda del contesto, ma non "l'uomo" (la viro). Un nome (eventualmente accompagnato da un aggettivo) è determinato se sia chi parla che chi ascolta sanno esattamente di chi/cosa si sta parlando,

  • Mi vidis knabon blondan. = Ho visto un ragazzo biondo.
  • Mi vidis la knabon blondan. = Ho visto il ragazzo biondo (sia chi parla che chi ascolta ha in mente qual è il ragazzo in questione).
  • Mi vidis knabojn blondajn. = Ho visto (dei) ragazzi biondi.
  • Mi vidis la knabojn blondajn. = Ho visto i ragazzi biondi (sia chi parla che chi ascolta ha in mente quali sono i ragazzi in questione).

NOTA: Non si usa l'articolo davanti ai nomi propri di persona, come abitudine (erronea anche in italiano) diffusa particolarmente nel Nord Italia, tanto da essere (spesso troppo) tollerata in TV, nelle canzoni...

[modifica] L'elisione

L'articolo la può perdere la vocale sostituita da un apostrofo (elisione) se preceduto o seguito da vocale, per cui potrà essere scritto nella forma " l' ". L'elisione non è affatto obbligatoria, e si usa specie in testi letterari, per motivi di musicalità o eufonia (gradevolezza del suono). Lo stesso può valere per altre parti del discorso. Infatti, anche altre parole possono subire l'elisione di una vocale, sostituita da un apostrofo, nel caso in cui due vocali si incontrano, per motivi di musicalità.

In questo corso comunque, cercheremo di evitare le elisioni, per motivi didattici.

[modifica] La frase semplice

Per frasi semplici intendiamo le "frasi minime", formate al massimo da: soggetto, verbo e complemento (che può essere formato da un nome ed eventuali aggettivi), senza preposizioni o congiunzioni. A questo punto abbiamo tutti gli elementi per formare frasi minime. Si ricorda che se una frase ha un verbo che ricade su un complemento, bisogna usare l'accusativo per il complemento (basta aggiungere una n alla fine del nome e all'eventuale aggettivo).

  • La knabo havis belan libron. = Il ragazzo aveva un bel libro.
  • Vortaroj enhavas multajn vortojn. = I vocabolari contengono molte parole.

Si ribadisce che, nel caso in cui si usa il verbo essere, non è richiesto l'accusativo, vista la particolarità di questo verbo: l'azione di "essere" è fatta e contemporaneamente subita dallo stesso soggetto, per cui non si ha un complemento oggetto.

  • Italio estas bela lando. = L'Italia è una bella nazione.

[modifica] C'è, non c'è

Come in latino, non è presente una costruzione apposita per tradurre il "c'è" italiano. Basta dire "estas" (ci sono, ci sei, c'è...) o "ne estas" (non ci sono, non ci sei, non c'è...), e la cosa di cui si indica la presenza/assenza. Ovviamente basta variare il tempo per dire "c'era", "ci sarà", ad esempio:

  • Estas pano kaj vino. = C'è (del) pane e (del) vino.
  • La libro mia ne estis. = Il libro mio non c'era.
  • Estos Barbara kaj Francesco. = Ci saranno Barbara e Francesco.

Il contesto chiarisce la funzione di esti per una corretta traduzione in italiano. Con l'introduzione delle preposizioni che sarà fatta nella seconda parte del corso, saranno possibili frasi più complesse, cioè si potrà indicare il luogo come nelle seguenti:

  • En Egiptio estas la piramidoj. = In Egitto ci sono le piramidi.
  • En Romo estis Cezaro = A Roma c'era Cesare.

[modifica] La congiunzione più semplice: kaj

Per la sua importanza e semplicità, presentiamo qui la congiunzione più semplice: kaj, che equivale ad "e". Questo per leggere il testo nel capitolo "Testi didattici" dedicato alla presentazione.

[modifica] Frasi interrogative semplici (risposta sì-no)

In esperanto non bisogna cambiare l'ordine delle parole per fare una domanda, vige sempre la libertà lasciata a chi parla. Le domande che richiedono una risposta di tipo sì-no, per chiarezza devono essere precedute dalla particella "ĉu".

  • Affermazione: La floro estas bela. = Il fiore è bello.
  • Domanda: Ĉu la floro estas bela? ([dimmi, sì-no] il fiore è bello?)
  • Risposta: Jes (sì). Ne (no).

Si noti che ne in esperanto traduce sia il "no" che il "non" italiani, la distinzione si capisce a seconda del contesto:

  • "Ĉu lia frato estas malbona?" - "Ne, li ne estas malbona, li estas bona! = "Suo fratello è cattivo? - "No, egli non è cattivo, è buono!

Nota: La particella “ĉu” deriva dalle lingue slave (quasi certamente dal polacco “czy”, che approssimativamente si pronuncia come “ci” in italiano). Ma si noti la somiglianza tra la funzione del “ĉu” dell’esperanto e quella del “che” del romanesco (e dell’italiano “dialettizzato” parlato informalmente dai romani):

  • Che hai mangiato dolci? = Ĉu vi manĝis kukojn?
  • Che è Mario quello? = Ĉu estas Mario tiu?

[modifica] Esercizio: presentarsi

Seguendo l'esempio della presentazione nel capitolo "Testi didattici", scrivere un breve testo in cui ci si presenta, usando la congiunzione "kaj" almeno due volte.

[modifica] Esercizi sulle frasi semplici

  1. Con l'aiuto di un dizionario per il lessico, si formino delle frasi minime di cui 3 al presente, 3 al passato e 3 al futuro indicativo, facendo attenzione all'uso dell'accusativo e dell'articolo.
  2. Similmente all'esercizio precedente, si formino almeno due frasi minime usando gli altri tempi verbali semplici.
  3. Si formulino cinque domande semplici, usando tempi a scelta.

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