Esperanto/Prefazione: storia, ideali e filosofia

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Esperanto
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Copertina Esperanto/Copertina
Introduzione
Verso la frase semplice
  1. L'alfabeto e la pronuncia Esperanto/Alfabeto e pronuncia
  2. Parti del discorso ricavabili dalla radice Esperanto/Parti del discorso ricavabili da radice
  3. Genere e numero Esperanto/Genere e numero
  4. Modi e tempi verbali semplici Esperanto/Coniugazione verbale semplice
  5. Accusativo Esperanto/Accusativo
  6. Pronomi personali ed aggettivi possessivi Esperanto/Pronomi personali ed aggettivi possessivi
  7. Articolo e frasi semplici Esperanto/Articolo e frasi semplici
Verso la frase complessa (preposizioni, correlativi...)
  1. Numerali Esperanto/Numerali
  2. Giocare con suffissi e prefissi Esperanto/Agglutinazione
  3. Modi e tempi verbali composti Esperanto/Coniugazione composta
  4. Alcune congiunzioni ed esclamazioni Esperanto/Alcune congiunzioni ed esclamazioni
  5. Preposizioni Esperanto/Preposizioni
  6. I correlativi Esperanto/Correlativi
  7. I gradi degli aggettivi Esperanto/I gradi degli aggettivi
  8. Frasi interrogative e affermative complesse Esperanto/Frasi interrogative e affermative complesse
Diventare indipendenti
  1. Testi didattici Esperanto/Testi didattici
Appendici e note
  1. Elenco dei prefissi ed esempi d'uso Esperanto/Prefissi
  2. Elenco dei suffissi ed esempi d'uso Esperanto/Suffissi

Indice

[modifica] Storia, dalla creazione all'era di internet

[modifica] Intuizione del Dottor Zamenhof

Il dottor Ludwik Lejzer Zamenhof era un oculista polacco. Vivendo in una zona in cui convivevano lingue e culture diverse in lotta tra loro, Zamenhof pensò che una lingua, per mettere d'accordo tutti sarebbe dovuta essere neutra, per la parità e salvaguardia delle culture, per farle comunicare e non metterle in competizione. Fu così che cominciò sin da giovanissimo, sfruttando la sua grande cultura in campo linguistico, a creare (o "pianificare", come spesso si preferisce, ma non ci interesseremo di tali discussioni) una lingua ausiliaria internazionale, di proprietà non di una nazione che la esporta o impone, o di un gruppo (religioso, politico...), ma appartenente all'intera umanità. Delle lingue che conosceva e che ebbe occasione di studiare, Zamenhof trasse gli aspetti più interessanti, per cui il risultato del suo lavoro è una lingua viva, i cui meccanismi provengono da lingue "naturali" nelle quali sono usati da millenni, ed è in grado perciò di esprimere quello che la mente umana può produrre.
Il primo libro su questa lingua uscì nel 1887 a Varsavia, col titolo "Internacia lingvo", firmato da Zamenhof come Doktoro Esperanto, cioè "Dottor Sperante" (tale pseudonimo darà poi il nome alla lingua). Nacque quindi il movimento esperantista e, nel 1905 a Boulogne un migliaio di esperantisti provenienti da venti nazioni diverse si riunirono per parlare di alcuni problemi usando solo l'esperanto, dimostrandone per la prima volta l'efficacia. Esiste anche una bandiera per l'esperanto, che su un fondo verde, presenta un riquadro bianco nel quale sta una stella a 5 punte, anch'essa verde (speranza di un futuro migliore per tutti i cinque continenti). La lingua attrae in genere molti giovani, ed è regolata a livello internazionale dalla Universala Esperanto Asocio (UEA).
(Dati storici: Dizionario Enciclopedico Moderno, DEI edizioni Bergamo)

[modifica] Imparare l'esperanto: ieri ed oggi

Nonostante la lingua internazionale sia spesso ignorata in ambito accademico e scolastico, ecco i motivi per cui penso che questa lingua oggi è più forte che in passato. Prima, per imparare l'esperanto bisognava:

  1. venirne a conoscenza (spesso in ambienti "alti" di cultura)
  2. comprare una grammatica e un dizionario
  3. abbonarsi a riviste per usare la lingua, e partecipare a convegni (giovanili, scientifici...) e frequentare associazioni

Adesso invece è possibile:

  1. venirne a conoscenza (più facile da internet, anche accidentalmente)
  2. scaricare una delle tante grammatiche e dizionari gratuiti, disponibili praticamente in tutti i formati (anche questa); o come prima, comprare una grammatica e dizionario cartacei
  3. andare su internet (ad esempio wikipedia) e praticare, scegliere l'argomento preferito in esperanto; contattare amici da qualsiasi parte del mondo.
  4. come prima, abbonarsi a riviste per usare la lingua, e partecipare a convegni (giovanili, scientifici...) e frequentare associazioni

Risultato: l'esperanto non è più una lingua per intellettuali, ma è accessibile veramente a tutti, facilmente.

[modifica] Curiosità

  • Nel celeberrimo film di Charlie Chaplin "Il grande dittatore", insieme alle iscrizioni fantasiose dei nomi di negozi, molte iscrizioni nella città in cui è ambientato il film sono in esperanto.

[modifica] Caratteristiche della lingua e classificazione

L'esperanto, dal punto di vista lessicale è una lingua indoeuropea, poiché le sue parole provengono dalle principali famiglie linguistiche europee (il lessico è preso da lingue romanze, germaniche e slave, nonostante i recenti termini tendano a provenire anche da lingue non indoeuropee). Dal punto di vista grammaticale invece, si classifica come lingua "agglutinante" ed ha caratteristiche simili al finlandese, turco, giapponese ed altre lingue non europee. La sua grammatica è comunque minimale (ma non banale) ed estremamente regolare, per facilitarne l'apprendimento, senza però pregiudicarne l'espressività, la quale regge il confronto con le varie lingue etniche anche quando si traducono importanti opere letterarie (nonché quando vengono create direttamente in esperanto).

[modifica] Ideali e filosofia

Un riassunto semplice, breve ed allo stesso tempo abbastanza completo della filosofia e dei valori dell'esperanto si possono trovare nel manifesto di Praga, un documento pubblicato appunto nella città ceca di Praga in sette articoli.

[modifica] Che cosa spera l'esperantista?

Gli ideali che animano l'esperanto e che lo tengono in vita da più di un secolo sono ideali di pace ed uguaglianza. Molte guerre sono fatte per motivi culturali, l'esperanto propone di mantenere le differenti culture, e si propone come tramite tra di esse (lingua ausiliaria internazionale). Una lingua etnica (di qualsiasi parte del mondo) imporrebbe (volutamente o no) una sudditanza tra il mondo e le nazioni in cui tale lingua è parlata (tentativi difficili di imitazione di pronuncia, sudditanza culturale). Questo argomento ha fatto nascere dibattiti aperti da tantissimo tempo, ormai spostati su Internet, per cui chi volesse seguirli non farà fatica a trovare forum, o siti che se ne occupano. In quest'opera ci proponiamo di trattare la lingua internazionale da un punto di vista didattico, sperando in un mondo più giusto. Come ogni esperantista, e non solo.

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