Fisica matematica/Notazione di Einstein
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In questa pagina riassumo alcuni richiami sulla notazione di Einstein che viene utilizzata abbondantemente durante tutto il libro.
Sia
un vettore di uno spazio vettoriale V di dimensione n.
Usando l'isomorfismo tra V e
possiamo scrivere il vettore in componenti:
con
base di
.
Evidentemente Einstein (che era uno che i vettori li usava tanto) si stufò di mettere la somma e inventò la seguente regola:
ogni volta che in un termine ci sono due indici ripetuti (uno in alto e l'altro in basso) si sottointende la somma su quell'indice.
Il nostro vettore allora diventa:
.
Regola fondamentale: è vietato in un termine utilizzare tre indici uguali.
Gli indici ripetuti si dicono indici muti e possono essere cambiati a piacimento:
, gli indici che non sono ripetuti si dicono indici liberi e possono essere cambiati a patto che la formula resti coerente (nel testo ci saranno abbondanti esempi).
Si noti fin da subito la posizione degli indici delle componenti in alto e quella dei vettori in basso, sarà fondamentale la loro posizione e verrà discussa nel capitolo sui tensori.