Fisiologia/Esperienze/Minimo discriminabile
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ESPERIMENTO DI NEUROFISIOLOGIA: "Misura del potere risolutivo tattile in diverse zone della cute del braccio".
L'esperienza di laboratorio consiste nel misurare la capacità di discriminare due stimoli applicati in cinque parti diverse della cute del braccio e di calcolarne poi l'acuità tattile. Le parti della cute sono:
- punta del dito indice
- falange del dito indice
- palmo della mano
- centro dell’avambraccio
- braccio (inteso come la cute subito sopra il gomito)
Con le punte di un compasso si applica contemporaneamente due stimoli tattili puntiformi in due punti separati della cute nelle diverse zone del braccio di un soggetto al quale è stato impedito di osservare le zone in esame.
Risulta ovvio che la stimolazione riguardava i meccanocettori (recettori tattili) della pelle capaci di convertire la deformazione meccanica in segnale elettrico.
Per ogni parte della cute è poi eseguita una serie di misure ripetuta quattro volte per ogni zona in modo da poter calcolare il valore medio del MINIMO DISCRIMINABILE cioè la distanza minima tra le punte del compasso alla quale il soggetto ha percepito i due stimoli tattili come distinti.
Ad ogni valore medio di separazione minima si è calcolato il relativo errore standard e l'acuità tattile intesa come l’inverso del minimo percepibile ( 1/minimo discriminabile ). Questi valori sono poi utilizzati per la costruzione di opportuni grafici.
I valori calcolati per le diverse zone della cute del braccio sono:
[modifica] Valori medii del minimo discriminabile
2,5 mm per punta del dito indice 3,5 mm per falange del dito indice 5,5 mm per palmo della mano 8,25 mm per avambraccio 13,25 mm per braccio
[modifica] Errore standard relativo
punta del dito indice: ±0,577 falange del dito indice: ±1 palmo della mano: ±0,577 avambraccio: ±0,957 braccio: ±0,957
[modifica] Acuità tattile
punta del dito indice: 0,400 falange del dito indice: 0,286 palmo della mano: 0,182 avambraccio: 0,121 braccio: 0,075
Dalle misurazioni fatte si è notato che la sensibilità maggiore è sulla punta delle dita e man mano che si va verso il braccio questa diminuisce.
L’acuità tattile è quindi maggiore in quelle zone che hanno una rappresentazione corticale grande (mano,viso) rispetto a zone con rappresentazione corticale più piccola.
Quindi la discriminazione di due punti è risultata migliore in quelle zone della cute dove:
- la densità recettoriale è più alta (difatti la cute della mano è densamente innervata contiene 15.000/20.000 meccanocettori)
- il grado di convergenza sui neuroni di ordine superiore è più basso
- l’inibizione laterale, che determina l’entità dell’ inibizione dei recettori circostanti ai recettori stimolati nella corteccia somatosensitiva, è ben sviluppata.