Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Arabia Saudita

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L'Arabia Saudita, un ricchissimo Paese grazie alle immense riserve di petrolio sul suo territorio, ha avuto modo di incrementare, sia pure lentamente, anche le sue forze armate. Inizialmente, la sua forza militare era modesta, ma negli anni '50 iniziarono programmi importanti. Uno di questi era certamente l'acquisizione di aerei ad alte prestazioni, che inizialmente furono di due tipi: F-5 americani e alcuni dei pochi Lighting esportati dalla Gran Bretagna. La marina ebbe solo in tempi successivi dei miglioramenti notevoli, che arrivarono in effetti a livelli apprezzabili solo con la Classe Madina, una potente classe di 4 fregate, originariamente chiamate F-2000 (Frigate 2000 t displacement).

Inoltre, la struttura sociale della nazione era ed è ancora evidentemente pre-moderna se non proprio medievale, dopotutto si tratta di una monarchia assoluta. Meno ovvio come questo influenza sulla struttura delle forze armate.

Gli inizi[modifica]

Flag map of Saudi Arabia.svg

L'Arabia è sempre stata una terra misteriosa, essendo tanto grande quanto desolata. Tale alone di mistero ebbe un apporto notevole allorché Alessandro Magno morì prima di organizzare una spedizione che avrebbe dovuto esplorarla e conquistarla. Nelle epoche successive, furono gli arabi, unificati culturalmente nell'Islam, a conquistare gran parte del mondo occidentale, portando non tanto le spade, ma, nonostante la propaganda dei Cristiani, una immensa cultura e conoscenza, dando agli Europei le versioni di opere greche oramai perdute in Occidente, e un gran numero di invenzioni, molte delle quali sembra che arrivassero dalla Cina (polvere da sparo, carta, bussola etc.). Nel tempo gli Arabi decaddero e vennero sostituiti in gran parte da altri e più feroci musulmani, i Turchi. L'Arabia decadde e diventò terra di conquista e di imprese leggendarie, come la saga del colonnello Lawrence nel primo conflitto mondiale, contro i Turchi.

Nel secondo dopoguerra entrò in una fase di rinascimento economico, grazie alle immense ricchezze date da quella sostanza oleosa e maleodorante, per secoli quasi inutilizzabile, chiamata petrolio. La forza militare dei Sauditi si appoggiò inizialmente agli Inglesi e anche agli Americani.

Tra gli acquisti del secondo dopoguerra, da ricordare il numero, invero ridotto, di caccia F-86 avvenuto nel 1958. Sebbene piuttosto in ritardo rispetto al valore residuo che questi apparecchi ancora possedevano, l'acquisto da parte dei sauditi diede una prima esperienza di jet ad "alte prestazioni". La commessa totale, ovviamente di seconda mano non essendo più i caccia in produzione, vide 16 macchine ex-USAF che vennero aggiornate allo standard F-86F-40, e forse vennero seguiti da altri 3 ex-Norvegesi nel 1966. La mancanza di parti di ricambio negò a tutti i caccia l'entrata in servizio attivo con il No.7 Squadron basato a Dharhan. In ogni caso, non ebbero che un ridotto uso e all'inizio degli anni '70 vennero sostituiti dagli F-5.

Questi[1]erano del modello A, e la RSAF fu una dei primi utilizzatori, ma appena possibile, a questi caccia assai poco sofisticati (che agivano come 'spalla' per i Lighting) vennero aggiunti i caccia F-5 di seconda generazione: F-5E,F, RF-5E e anche i biposto, prima non comprati, del tipo B. Le commesse iniziarono nel 1971, l'anno dopo il prototipo della seconda generazione, che introduceva alcuni miglioramenti molto sentitamente richiesti, quali il radar e motori più potenti. Le commesse di 30 F-5E e 20 F iniziarono nel 1974, naturalmente con il solito sistema FMS e il nome del relativo programma, Peace Hawk. Dopo un breve embargo relativo alla crisi petrolifera del 1974 dovuta alla decisione degli arabi di usare la loro arma più potente contro il sostegno occidentale ad Israele, le consegne ripresero già nel 1975 con altri 40 'E' e 20 'F', con il programma 'Peace Hawk II'. Finalmente, altri due vennero comprati nel 1976, modello 'F', e 10 RF-5 nel 1982 (rimpiazzando alcuni F-5E modificati per la ricognizione con le attrezzature dei vecchi A) assieme a 4 'E' e 1 'F' per rimpiazzare le perdite. A quel punto la RSAF ebbe in carico oltre 100 F-5 che rimpiazzarono i poco adatti Lighting nel ruolo di attacco al suolo e divennero senza dubbio i più importanti caccia tattici sauditi. La loro carriera ebbe luogo con il N.3 Sqn a Taif come unità OCU, seguita dal No.10, sempre a Taif/Prince Fahd AB, e il 17imo a Tabuk/King Faisal AB.

Naturalmente, data la ricchezza di denaro e la scarsità di personale, i sauditi cercarono dei caccia che fossero dotati dei più sofisticati sistemi d'arma disponibili. A differenza, per esempio, degli F-5 dell'Iran, essi erano stati comprati per restare in servizio per parecchio tempo e quindi erano stati dotati di vari sistemi d'arma che li valorizzassero appieno e ne conservassero la validità per molti anni: potevano usare le CBU Mk 20 Rockeye, letali missili fire-and forget AGM-65 e 'A' e 'B', bombe laser GBU-10 e -12 da 227 kg, e infine nel ruolo 'SEAD potevano usare i missili Shrike, abbinati al sistema RWR che era tutt'altro che uno standard per gli F-5E. Una specie di piccolo F-18 quanto a capacità.

I missili aria-aria erano i Sidewinder, ma anche gli R.550 Magic. L'avionica contava poi sulla piattaforma inerziale di seconda generazione Litton LN-33, sull' RWR ALR-46, sui pod ECM ALQ-101 e ALQ-119. Per l'impiego delle armi guidate gli F-5F biposto (questo spiega tra l'altro il numero elevato di queste macchine rispetto al normale) erano utilizzati per l'attacco e designazione con bombe laser: probilmente queste erano utilizzate anche dai monoposto, ma solo i biposto potevano guidarle, con un rudimentale AVQ-27, designatore laser ad azionamento manuale, sistemato sul tettuccio. Infine, questi caccia erano muniti di sonde per il rifornimento in volo dalle aerocisterne KC-130. Nell'insieme, si trattava di caccia F-5 "Gold plated" ma al solito, il personale era un elemento più carente dei mezzi materiali. Circa 20 aerei sono stati persi nel servizio, che ancora nei tardi anni '90 continuava, incluso uno perso durante una missione CAS il 13 febbraio del 1991, in quanto questi piccoli e piuttosto anziani caccia vennero utilizzati dai sauditi assieme ai Tornado. Non c'è molto da stupirsi, considerando che i sauditi utilizzarono anche gli addestratori Hawk come cacciabombardieri tattici.

Degno di nota l'acquisto di un certo numero di Lighting, esportati solo qui e in Kuwait per un totale di circa 50 macchine. Erano potenti e veloci, ma anche costosi e pesanti per quel poco che offrivano, specie in termini di raggio d'azione e flessibilità d'impiego. Questi caccia erano interessanti perché nella loro vicenda affonda l'origine della stessa RSAF moderna, grazie all'operazione 'Magic Carpet', pensata per finanziare l'acquisto degli F-111K per la RAF, e al tempo stesso per potenziare la RSAF contro i sorvoli degli aerei egiziani, frequenti data la sua attività contro i ribelli nord-yemeniti.

Era il dicembre 1965, quando a causa del coinvolgimento egiziano nella guerra civile nordyemenita, andarono in azione persino bombardieri Il-28 e Tu-16. Così venne fuori l'Operazione Magic Carpet, ordinando 34 Lightning F. Mk-53 (o F.53), più un altro che venne comprato quale rimpiazzo per una perdita prima della consegna. Vennero anche comprati sei T.55 biposto, ma per fare più in fretta vennero anche presi in carico cinque F.52 (F.2 convertiti, ex RAF) e 2 T.54 (ex T.4 ex RAF), arrivati nel luglio 1966. Vi fu persino un F.1 di pre-produzione, impiegato per compiti di addestramento a terra, data la complessità manutentiva di quest'aereo.

Questi F.53, erano davvero Lightning 'doppio ruolo', che possedeva un armamento efficace per tutti i compiti. Inizialmente, i Lightning erano intercettori a corto raggio, con un solo scopo reale: salire in quota velocissimi, venire vettorati ed abbattere un bombardiere russo con i loro missili a corto raggio, per poi ritornare a terra prima possibile, dato il consumo tremendo dei suoi motori. Il Lightning era insomma un 'mono ruolo' e tanto serviva alla RAF, dato che comunque ogni punto della Gran Bretagna non distava più di 75 miglia dal mare, quindi non c'era margine per mezzi a lungo raggio e poco prestanti, come gli intercettori strategici russi e americani. Avevano un radar rudimentale e non esisteva alcun RWR, perché evidentemente non era contemplato l'incontro con caccia e sistemi a.a. nemici. Se si usava la manetta troppo pesantemente, il raggio scendeva a circa 15 minuti. E per giunta, esternamente non c'erano serbatoi esterni, mentre la sonda IFR veniva usata sopratutto per missioni di trasferimento[2].

Ma il Lightning aveva anche una potenza esuberante ed un'eccellente maneggevolezza. Ma i suoi 3.300 litri di carburante interno non rendevano giustizia a due motori che mettevano insieme fino a circa 14 tonnellate di spinta. Sebbene il motore fosse troppo potente, i Lightning potevano accelerare rapidamente e farne un uso limitato. Il tipo F Mk.53 aveva 5.671 kg a secco e 7.393 kg/s a pieno A/B. Poteva andare a Mach 1 senza accendere i postbruciatori, poteva andare in crociera con un motore solo (come anche gli altri Lightning, dato che non c'erano problemi di spinta asimmetrica), a 7.620 metri. Saliva alla quota di tangenza in 2,5 minuti e accelerava da mach 1 a mach 2 in 3,5 minuti[3].

Con questi motori potenti, era possibile aumentare il carico utile, se soltanto si trovava il modo di ospitarlo. I Lightning ebbero già un serbatoio ventrale di vari modelli, tipicamente fisso, tra 1.100 e 2.770 litri, così come serbatoi dorsali da 1.180 litri e sonda IFR. I mezzi sauditi non avevano quest'ultima, almeno come dotazione standard. La vera novità erano le armi aria-superficie. L'ala aveva altri due piloni, capaci di portare due bombe da 454 kg (interni) e una dello stesso peso (esterni). In alternativa c'erano 4 lanciarazzi SNEB da 68 mm (72 armi complessive, 18 l'uno). Sopra gli originali punti d'aggancio sovralari (replicati parzialmente con i Jaguar anni dopo, ma senza praticamente altri paragoni) c'era la possibilità anche di portare due bombe da 454 kg, eiettabili con sicurezza grazie a cartucce esplosive. Infine c'era una combinazione particolare: il sistema JL-100, con 18 razzi da 68 mm e 250 litri di carburante nella parte interna, tipico dell'industria francese.

I cannoni interni Aden avevano 130 colpi l'uno, erano installati in un gunpack che a sua volta poteva sostituire la parte anteriore del serbatoio ventrale. I missili aria-aria avevano un'attrezzatura che poteva essere tuttavia sostituita con lanciarazzi Microcell da 51 mm: 2 pacchi da 22 razzi l'uno. In tutto, quindi, il Lightning F.53 poteva portare fino a 188 razzi, 4 in meno dei Mi-8 Hip-H, e non tanto di meno dei Su-25 (256 razzi). Ma si poteva anche installare un altro pod, quello fotografico, sempre nello stesso recesso. Esso aveva 4 camere Vinten Mk.360, da 70 mm, che potevano essere ottimizzate per missioni tra 61 e 9.150 metri. Quindi, il Lightning era non soltanto doppio, ma 'triplo ruolo', potendo fare anche la ricognizione tattica. Il pilota aveva un Martin-Bake Mk.BS4C Mk-2, utilizzabile 0 metri/167+ kmh. Il peso massimo al decollo era di 18.914 kg, a vuoto 13.426. Questo non poteva consentire il pieno di armi e di carburante assieme, sopratutto perché il Lightning aveva già un carico enorme sulle ruote, pressurizzate in maniera insolitamente elevata. Esse erano quasi 'mono-uso', a peso normale già tendevano a durare giusto 7 atterraggi, ma al peso massimo erano capaci di assicurare una sola missione. Non si poteva fare di più, con quel tipo di carrello, che era anche molto alto e stretto. Quanto alle prestazioni, la velocità massima eccedeva mach 2, ma non di molto dato il rischio di surriscaldare il cono radar anteriore (in vetroresina). Il decollo a 17,6 t circa, era di 1.006 metri, l'atterraggio (a 13.154 kg, praticamente a vuoto totale, se questi dati sono credibili) in 1.097 metri.

Tuttavia, anche questo Lightning aveva ancora dei limiti: la mancanza di un RWR, la mancanza dei missili Red Top (usava i Firestreak in attesa dell'autorizzazione all'export di questi ultimi), e sopratutto, un fastidioso problema: quello degli incendi ai motori, nella zona dei tubi di scarico e postbruciatore. Le fiamme danneggiavano i comandi di coda e l'aereo era perso inesorabilmente. Nessun rimedio riuscì mai a ovviare totalmente a questo problema, che rimase in testa alle cause di perdite per guasti dei Lightning. Un Lightning F.53 cadde per questa ragione, all'inizio del '70, vicino al confine dello Yemen. Gli F.53 operarono dalla base di Khamis, con i radar Type 80 che erano basati nell'assolata Usram. Uno degli aerei, l'unico per causa di fuoco nemico, venne perso il 3 maggio 1970, appena prima della fine della guerra (era il 53-697). L'ultimo venne consegnato nel 1972, con l'ultima fase della 'Magic Carpet' (la IV). Altri bireattori sono andati persi nel 1967-70 e uno di essi addirittura prima di essere entrati in servizio. Venne anche perso un T.55 in addestramento a Warton (nel 1967). La base di Dahran venne ricostruita ad un certo punto nella pista di volo, mandando gli aerei a Riyadh. Tornando a Dahran nel luglio 1970, formarono il No.2 Sqn con 10 F.53, mentre l'unità di conversione (LCU) ebbe 5 F.53 e 6 T.55. C'era anche il No.6 Sqn, che aveva gli F.52 e F.54 (due monoposto andarono persi per incidenti), e che ricevette 5 F.53. Altri aerei erano in riserva a Riyadh. Allorché l'amministrazione Carter autorizzò la vendita degli F-15 (nonostante l'opposizione israeliana), essi entrarono in servizio nel 1981 e marginalizzarono progressivamente i Lightning. Le prestazioni non erano tanto diverse, ma il radar e l'autonomia, nonché l'armamento aria-aria, erano un altro mondo, specie per una nazione così grande da difendere. I Lightning vennero ritirati nel 1986, quando il monoposto più sfruttato aveva 2.304 ore (F.53) e il biposto arrivava a 2.484; quel gennaio, gli ultimi 18 F.53 e 4 T.55 tornarono in volo in Regno Unito e così finì la carriera dei bireattori britannici in Arabia Saudita, anche se già, dall'anno precedente, erano in atto i piani per l'adozione di un altro bireattore 'britannico': il Tornado.

Il Kuwait era anch'esso interessato dai Lightning: ne comprò 14 nel dicembre 1966, con 12 F.53K e 2 T.55K. Ma se la manutenzione di questi aviogetti era così difficile già per altre nazioni, inclusa l'Arabia Saudita, per il Kuwait fu troppo. Questi aerei, simili a quelli sauditi, vennero ritirati già nel 1977, comprando piuttosto i Mirage F.1K. Gli aerei superstiti sono rimasti lì, e così il Kuwait divenne una specie di oasi per questi potenti bireattori inglesi.

Per altri dettagli, vedi pure: Yemen

I Sauditi rimasero ad un livello di operatività se non anche di forza numerica molto basso per lungo tempo, a causa di problemi demografici. Solo dagli anni '70 iniziarono a sviluppare davvero coerentemente la loro capacità militare, con massicci investimenti che però non hanno aiutato molto il Paese ad uscire da carenze di organico, personale addestrato, e in generale da una situazione che, nonostante la modernità e ricchezza, ha molto più a che fare con le società medioevali che in stati arabi moderni come per esempio, il confinante Irak.

1984[4][modifica]

Le forze armate in quell'anno erano molto intensi gli aggiornamenti nel campo degli equipaggiamenti, ma l'esercito era ancora una struttura veramente unica: ne esistevano due, costruiti per controllarsi a vicenda. L'esercito regolare era stato fondato per controllare il potere della Ikhwan, una forza leggera per condurre azioni di guerriglia contro i Turchi, formata per lo più da beduini, che aveva combattuto bene per l'indipendenza agli inizi del XX secolo.

Un AMX-30 francese in Desert Storm. In realtà, la maggiore forza di tali carri della regione era saudita

La successiva indipendenza della penisola arabica vide vari cambiamenti, e la Ikhwan venne istituzionalizzata come una sorta di guardia nazionale, con una forza di poco inferiore a quella dell'Esercito regolare, e particolarmente fedele alla monarchia. In ogni caso è sempre stata sostanzialmente una forza di irregolari, a base tribale.

L'Esercito regolare aveva allora una forza di 35.000 effettivi, ed era concentrato in 4 cittadelle militari, ovvero Tabuk, King Khalid Military City (ovvero Hafar Al Batin), Assad Military City (Al Kharj), e infine Khamis Mushayt. Tutte queste strutture erano dotate di proprie basi aeree, una fortissima contraerea e nell'insieme erano strutturate con funzioni difensive, anche di ordine pubblico.

Ecco l'elenco delle unità note all'epoca:

  • 2 brigate corazzate, inclusa una quadro
  • 2 brigate fanteria meccanizzata
  • 2 brigate fanteria
  • 1 brigata aeroportata, su 2 battaglioni paracadutisti e una compagnia forze speciali
  • 1 reggimento guardie reali
  • 5 battaglioni d'artiglieria, uno in costituzione
  • 18bataglioni di artiglieria contraerei
  • 16 battaglioni SAM

Mezzi in dotazione:

  • 300 carri AMX-30S e 150 M60A1/A3
  • 200 AML-60/90
  • 100 Alvis Fox
  • Alvis Scorpion
  • 200 EE-9
  • 600+ M113
  • Panhard M3
  • 60 AMX-10P
  • Artiglierie GCT, M110, M101, M102, FH-70, M198
  • Cannoni da 90 mm A/A, M42 Duster, 53 AMX-30VDA,M163VAD, cannoni leggeri
  • Missili SAM Redeye, Shanine,HAWK
  • TOW, HOT, Dragon, cannoni SR 106mm.

Come per tutte le altre forze armate saudite, il problema non era certo la ricchezza dei mezzi in dotazione, ma quello del personale:

  • 7 brigate
  • 1 reggimento
  • 40 battaglioni
  • per un totale di circa 35.000 uomini

La brigata corazzata, per esempio, aveva il grosso dei carri con un totale di 450 mezzi francesi e americani, e anche se si era una seconda unità analoga in riserva, il quantitativo dei carri disponibili era sufficiente per 2 divisioni meccanizzate. Le brigate avevano il grosso dei 600 e passa M113, 200 AML, 200 EE-9, 60 AMX-10P.

Grande importanza per la difesa antiaerea concentrata verosimilmente quasi del tutto attorno alle cittadelle dell'esercito. Con:

  • 36 battaglioni (un numero veramente impressionante per il piccolo strumento militare Saudita armati con:)
  • 53 semoventi AMX-30VDA
  • cannoni binati da 30 mm
  • cannoni antiaerei di vario tipo dal Vulcan da 20 mm al vecchio pezzo americano da 90 mm M117
  • 16 battaglioni SAM di cui 14 missili MIM-23 HAWK e gli altri due armati con 48 lanciamissili Shanine SICA su scafo AMX-30.

Questi ultimi, praticamente prodotti per la sola Arabia Saudita, meritano da soli una notevole attenzione. Si tratta di missili derivati dai 'Crotale', che hanno però prestazioni maggiori pesando 100 kg anziché 85, ma sopratutto queste armi da 13 km di gittata avevano un nuovo sistema di locomozione: non più il vecchio veicolo a 4 ruote con motore elettrico (!), per la difesa di obiettivi strategici come gli aeroporti, ma lo scafo del carro AMX-30, con 6 anziché 4 tubi di lancio. La commessa per questi 48 mezzi e per i 53 similari AMX-30 VDA con cannoni ha dato per la prima volta una moderna capacità di difesa antiaerea mobile per le truppe.

La Guardia nazionale aveva 25.000 uomini, sulle cittadine militari di Al Hasa e Qassin.

  • 4 battaglioni interarma
  • 16 battaglioni fanteria
  • 24 battaglioni non organici in riserva
  • Unità minori

Equipaggiamenti:

  • 240 mezzi corazzati americani (quasi sicuramente V-100 Commando 4x4)
  • Obici da 105mm M102, artiglierie a.a. da 20 mm Vulcan e da 90mm.

Aeronautica -RSAF[modifica]

Questa aveva una difesa integrata di difesa aerea con il Kuwait e il Quatar. Anch'essa aveva un organico estremamente ridotto rispetto alla sua dotazione teorica, con conseguente riduzione, in pratica, della sua capacità operativa. Questo perché in tutto vi erano solo 15.000 uomini che controllavano non meno di 14 gruppi aerei. Questi avevano:

Organizzazione e organico:

  • 2 gruppi intercettori (Lighting Mk.53/T. Mk.55, MDDF-15C/D)
  • 3 gruppi attacco (F-5E)
  • 1 gruppo ricognizione (RF-5E)
  • 2 gruppi d'addestramento avanzato (F-5B, F, F-15D)
  • 3 gruppi da trasporto (C-130E/H, KC-130H)
  • 2 gruppi elicotteri (AB.205, AB.206, AB.212)
  • 1 gruppo VIP (VC-130H, Boeing 747SP, 707-320, Lochkeed VC-140 JetStar, AB.206, AS 61A-4)
  • 1 gruppo ricerca e salvataggio (KV-107)
  • Gruppi d'addestramento (Strikemaster Mk 80, Cessna-Reims 172G/H/M).

Con:

  • 17 Lighting
  • 65 F-5E, 23 F-5F, 15 F-5B
  • 10 C-130E, 26 C-130H, 6 KC-130H.

I reparti VIP avevano:

  • 2 Jetstar
  • 1 B.707.
  • 2 VC-130H
  • 2 C-130H*
  • 3 elicotteri

Gli elicotteri, impiegati solo dall'Aviazione, comprendevano:

  • 12 AB.205
  • 12 AB.206
  • 10 AB.212
  • 2 Aluette III
  • un Bell 212.

I mezzi da addestramento erano i supersiti di 47 'Strikemaster' e 17 Cessna (T-37?), mentre le missioni di soccorso erano appannaggio di 18 KV-107-II.


In termini di dotazioni, i velivoli inglesi erano oramai per lo più rimpiazzati da quelli americani, con un ordine di 62 caccia F-15C/D dei quali (per accordi con Israele da parte americana) non più di 57 schierabili simultaneamente sul territorio saudito, altri 4 F-5,un gran numero di C-130. Gli elicotteri, curiosamente, erano modelli americani, ma prodotti su licenza in Italia, mentre le macchine da soccorso erano di costruzione giapponese, ma un modello americano.

Marina[modifica]

Naval Jack of Saudi Arabia.svg

Piccola forza di difesa costiera, con basi principali ad Al Quatif e Jidda. Vi erano in carico_

  • 4 corvette
  • 5 navi d'attacco con missil Harpoon

Mentre in ordine vi erano, nell'ambito della gigantesca commessa Al Yamamha

  • 4 F-2000 Madina
  • 24 elicotteri AS-365.

La difesa costiera era data da batterie con missili Otomat. Una piccola Guardia costiera aveva alcuni elicotteri, 8 hovercraft SRN-6 e 90 mezzi di pattugliamento.

Con 2.200 uomini si trattava di una forza troppo ridotta sia per quella necessaria per controllare le immense coste saudite, sia per i successivi sviluppi, in quanto le sole Madina richiedevano nominalmente quasi 800 uomini d'equipaggio. Anche qui la carenza di personale, e di personale qualificato ed addestrato in particole aveva un peso non irrilevante nella reale efficienza della forza armata, anche se era in programma l'incremento a circa 4500 uomini entro la seconda metà degli anni '80.

  • 4 fregate F-2000 in ordinazione
  • 4 corvette 'Badr'
  • 5 navi d'attacco 'Al Siddiq', altre 4 in ordinazione
  • 3 motosiluranti 'Jaguar'
  • 4 dragamine costieri
  • 1 unità pattugliamento di grandi dimensioni
  • 2 navi logistiche in ordinazione
  • 53 mezzi per il pattugliamento costiero
  • 6 mezzi di sbarco
  • 2 Aerei pattugliamento Atlantique-2 in ordinazione
  • 24 SA-365F Dauphin-2 in ordinazione

A parte le Fregate Madina il contratto vinto dai francesi era relativo anche a 24 AS-365N, di cui 20 armati con missili AS-15TT antinave e con i sistemi per la guida di mezzacorsa degli OTOMAT. Forse questo spiega come mai tanti elicotteri siano stati comprati, quando le Madina ne hanno solo uno ciascuna: probabilmente gli elicotteri erano intesi anche per la guida oltre l'orizzonte degli Otomat delle difese costiere: con la loro gittata di 180+ km gli Otomat erano la migliore scelta per difendere in maniera accettabile almeno le principali coste saudite, con un totale di 4 batterie dotate ciascuna di lanciamissili binati, forse in 2-4 esemplari l'una.

Per le 'Madina', giova ricordare che le consegne ebbero luogo tra il 1984 e il 1986, e compresero le 4 fregate e i due rifornitori di squadra, poi aggiornati nel 1994 con un programma di revisione. Per la cronaca, i dati principali delle 'Madina' vertevano su dimensioni di 115 x12,5 x4,9 m, dislocamento 2000/2870 t, con 4 diesel SEMPT per 30 nodi di velocità e l'autonomia che ripagava la velocità non eccezionale, con 8.000 miglia a 15 nodi e 6.500 a 18. L'armamento comprendeva:

  • 8 missili OTOMAT
  • 1 lanciamissili Crotale
  • 1 cannone da 100mm
  • 4 da 40 mm
  • 4 tls da 533mm con siluri bivalenti
  • un elicottero Dauphin con missili AS-15TT
  • una serie di sensori, comprendenti il radar TIGER da ricerca, il Castor IIB per controllo tiro
  • due sonar
  • sistemi ESM il tutto collegato al sistema C3 TACIVAC[5].


Al 1990[6][modifica]

2.153.169 km2, 7.282.000 abitanti. 77.700 militari. 20 Tornado ADV F Mk 3, 57 F-15C eD, 64 F-5E/F, 21 Tornado IDS e altri 27 in consegna (oltre a 4 ADV e 12 F-15); 30 Hawk Mk.65, 30 PC-9; 53 C-130, 5 E-3A, 127 elicotteri. 9 CSS-2, 32 Otomat, 32 Harpoon, AIM-9J/L/P, AIM-7F, 916 AGM-65, 128 I-HAWK (solo considerando le rampe), 141 Crotale/Shanine. 550 carri. 29 navi.

Dalla Guerra del Golfo[modifica]

Delle Aquile e dei Tornado[modifica]

Un Eagle Saudita in fase di aviorifornimento

L'Arabia Saudita venne letteralmente scioccata dalla rapida ed efficiente invasione irakena del vicino Kuwait. La mancanza di personale addestrato era chiara: l'Arabia Saudita era senza una difesa sufficiente per contrastare eventuali colpi di mano irakeni nel suo territorio, mentre appare del tutto fuori dalla realtà un'invasione dell'intero, immenso territorio saudita, sopratutto per motivi di logistica e al tempo stesso, per l'ovvia reazione americana. La guerra contro l'Irak vide una immensa coalizione impegnata contro il 'cattivo' S.Hussein, utilizzando tutti gli armamenti e le tattiche studiate per sconfiggere l'URSS, che era la principale fornitrice di armi dell'Irak (questo non dice nulla, ovviamente, sui finanziamenti di guerra, dai cui contenziosi l'Irak decise di invadere il Kuwait che dopo avere finanziato la guerra con l'Iran, per la quale aveva chiaro interesse diretto, pretese indietro i soldi prestati all'Irak, già prostrato dalla lunga guerra). La fine della Guerra fredda venne così 'salutata' da questo spettacolare sfoggio di armi e tecnologie, quasi una parata della 'vittoria', svolta sui cieli e sul suolo irakeno. Ma prima che questo accadesse, i Sauditi iniziarono a mettere mano al portafogli, e continuarono a spendere miliardi di dollari per ottenere finalmente uno strumento militare realmente efficiente. La prima mossa fu l'invio di armi americane già disponibili: per prima cosa, si trattò di inviare 24 caccia F-15C direttamente dall'USAF, oltre a rimuovere, contestualmente, ogni divieto al riguardo dei limiti posti (in funzione pro-israeliana) nello schieramento di armi moderne sul suolo saudita: prima, infatti, non più di 57 F-15 erano schierabili in Arabia dei 62 comprati (gli altri restavano negli USA, ed erano usati come rimpiazzo per le perdite subite). La forza saudita comprendeva inizialmente 47 -C e 15 -D, ordinati nell'ambito del programma FMS (the Foreign Military Sales)Peace Sun.

Con missili Sparrow come questo gli Eagle Sauditi hanno ottenuto vittorie aeree su iraniani e irakeni

L'inizio dell'operatività giunse nell'agosto 1981. Le unità coinvolte erano il 5° squadron di King Fahad AFB, Taif, il 6° di King Khaled di Khamis Mushayt, nonché il 13° a King Abdul Aziz, Dharan. Il loro debutto in combattimento non era che questione di tempo, perché per tutta la costa orientale l'Arabia Saudita era molto vicina all'Iran e ai suoi aerei (Tomcat inclusi), e il 5 giugno 1984 un paio di Eagle del 6°, pare biposto con 'consiglieri americani' come secondo membro d'equipaggio, abbatterono uno o forse due Phantom iraniani, l'unica battaglia aerea che vide caccia della MDD confrontarsi tra di loro.

Dal momento che la RSAF avrebbe voluto un maggior numero di F-15, ma il Congresso americano si oppose, già irritato per la prima fornitura, i sauditi si rivolsero alla Gran Bretagna e comprarono 72 Tornado, molto meno "difficili" da ottenere. Anche l'Oman all'epoca ne voleva 8 esemplari, poi non consegnati. Verso la fine degli anni '80 48 Tornado IDS e 24 ADV erano in fase di consegna nell'unico contratto firmato per questo efficiente ma costoso apparecchio da combattimento per l'export. La RSAF era a quel punto fornita di un buon numero di aerei, con oltre 100 F-15 e Tornado in ordine, decine di F-5 e persino 5 E-3 Sentry AWACS, necessari per controllare l'enorme regno saudita con un numero ridotto di apparecchi disponibili. Con l'invasione del Kuwait 24 F-15C e D vennero finalmente forniti, annullando ogni limite precedetne, e formarono il 42° Squadron a Dharhan.

Durante la guerra, uno dei pattugliamenti di F-15 sauditi ottenne un clamoroso successo: il capitano Ayehid Salah al-Shamrani, No 13 Sqn, localizzò e attaccò due Mirage F.1 armati verosimilmente con Exocet antinave, in volo a bassa quota.

Dopo la guerra, l'ordine addizionale posto nel 1989 ma non accettato dal Congresso venne sbloccato e altri 9 F-15C e 3D vennero forniti alla RSAF.

F-15E. I Sauditi hanno avuto il 'downgraded' F-15S

Naturalmente, per l'Arabia Saudita niente era mai troppo costoso, cosicché, impressionata dalle prestazioni dei pur scarsamente operativi (mancavano ancora parte degli apparati avionici), pensò di comprare l' F-15E, ma questo era troppo 'sensibile' per l'export e allora si pensò di comprare 24 F-15F monoposto, simili per il resto all' 'E'. Alla fine, anche questa limitazione venne meno e nel 1993, nell'ambito dei formidabili programmi di riarmo l'Arabia poté finalmente ordinare ben 72 F-15XP, poi noti, giustamente come F-15S, ovvero la versione 'degradata' dell'E; esso non aveva serbatoi "conformal", i processori erano più lenti, non vi erano armi guidate abbinate ai sistemi d'arma. Il programma era chiamato Peace Sun IX e vennero consegnati dal 19 giugno 1995, e terminò nel 1999[7]. L'aereo, nonostante il numero elevato di esemplari, è stato introdotto in servizio sopratutto con il 55° Sqn a Khamis Mushait e il 92°. Tra le altre modifiche, da notare che il radar APG-70 è stato "depotenziato" al livello dell'APG-63 e non ha la capacità di eseguire la mappatura del terreno, mentre l'ASW-51 (l'autopilota) non ha la capacità di pilotaggio TFR automatica, mentre il GPS è omesso. Nell'insieme, non è chiaro perché non ordinare semplicemente altri Tornado IDS oltre a quelli già in ordine. Forse semplicemente perché era possibile un "upgrade" se vi fossero stati "problemi" con qualche vicino che non fosse Israele, la cui lobby si adoperò al Congresso per impedire i contratti con i sauditi per gli F-15 ogni volta che poté farlo. Le ECM erano di tipo più vecchio o assenti rispetto agli apparati analoghi degli 'È in maniera tale da non essere valide contro i sistemi americani, ma ancora buone per quelli di origine sovietica (ovvero contro l'Irak), i sistemi Lantirn erano di tipo semplificato e non compatibili con i Maverick (sono i modelli 'ridotti' chiamati Sharpshooter). Se non altro i motori erano i nuovi F100-PW-229 da circa 13 t di spinta, e forse anche per questo si è ipotizzato che gli F-15S fossero intesi e in parte utilizzati per l'intercettazione. La loro capacità di usare serbatoi conformal è stata in seguito confermata, mentre il primo esemplare comincià nell'ottobre 1993 e terminò 10 mesi dopo, per volare il 19 giugno 1995.

Un Tornado ADV Saudita nel 1991. Gli IDS avevano un'altra bella mimetizzazione in una aggressiva livrea marrone-sabbia desertica

Nel frattempo la RSAF ordinò anche altri Tornado: il totale di 164 F-15 non era ancora giudicato sufficiente per la RSAF, e dal momento che il Tornado ADV era risultato poco gradito, mentre un buon risultato l'aveva ottenuto il Tornado IDS, la scelta andò su quest'ultimo. La flotta di aerei Tornado IDS sauditi entrò in azione con bombe e missili ALARM durante la guerra con gli Irakeni, contribuendo, come gli italiani con una singola perdita, al totale di 10 Tornado abbattuti o persi in azione. Ma essi risultarono anche efficaci e precisi nello scaricare bombe sugli obiettivi irakeni, e vennero sostanzialmente graditi, anche se messi un po' in subordine rispetto ai versatili F-15E. 48 nuovi aerei vennero ordinati, anche se in pratica, almeno per un certo tempo, 6 di questi erano GR Mk.1A ex-RAF. In tutto, vennero ordinati 116 Tornado, e quelli da intercettazione furono in seguito, come anche alcune macchine inglesi, convertiti al ruolo di aerei d'attacco antiradar/intercettori a lungo raggio, con missili Sky Flash e ALARM. La dotazione di aerei da combattimento comprendeva anche gli addestratori Hawk, che entrarono anche in azione con missioni di attacco contro bersagli a terra irakeni, confermando le loro buone doti belliche, sia pure relative a quelle di un caccia leggero.

Altri programmi[modifica]

Moltissime commesse per materiale bellico, che come si sarà ancora meglio compreso, costituisce la maggior parte della validità delle F.A. Saudite, che continuano ad avere problemi di organico e di truppe ben addestrate.

Per ottenere maggiore efficienza dando agli uomini il meglio disponibile, non sono mancati altri programmi, stavolta terrestri. Uno di questi era relativo ai carri. Era noto che i Sauditi avrebbero voluto ancora una volta un dualismo con due tipi diversi di carri di diversa provenienza. La scelta, negli anni '80, era per l'M1 Abrams come "carro pesante", e per il carro Osorio brasiliano nella categoria "medi" (40 t). L'Osorio era un bel carro armato, moderno e dall'aspetto aggressivo, parzialmente progettato negli USA e armabile con un cannone da 105 ma anche uno da 120, come l'M1. Dopo la guerra l'ordine venne cambiato sul tutto 'pesante': questo significò purtroppo la perdita di ordini per l'Osorio e l'ENGESA di lì a poco, rimasta senza clientela, andò in fallimento. Infine vennero così ordinati 315 M1A2 Abrams, centinaia di Desert Warrior e 1117 LAV.

L' M1A2 Abrams merita una particolare menzione. Si tratta dell'ultima versione prodotta di questo carro armato, il quale ha ottenuto l'ordine nel 1990. Si trattò di un contratto da 1,8 miliardi di dollari e 47.000 ore/uomo lavorative, cosa non trascurabile per le linee di produzione del carro armato, oramai giunte al termine del carico di lavoro per le esigenze nazionali. Si tratta di un carro armato molto migliorato in vari aspetti, con un programma iniziato dal febbraio 1985: il capocarro, prima semplicemente privo di un periscopio di osservazione del livello del PERI tedesco o anche dei tipi sistemati sui carri sovietici e persino dei predecessori americani, ha adesso un visore CITV costituito da un sensore ad immagine termica. Si tratta di un periscopio estremamente costoso, stabilizzato e corazzato. Una differenza notevolissima nella capacità di individuare bersagli a giro d'orizzonte in condizioni giorno/notte e anche attraverso fumo e nebbia (con limitazioni).

In sostanza, nell'M1 normale il comandante ha sì la possibilità di vedere una immagine termica dell'ambiente circostante, ma si tratta del ripetitore della camera TIS del cannoniere, che è fissa e che guarda in avanti. Per guardare tutt'attorno è necessario ruotare la torretta del carro, il che prende tempo e causa anche un consumo di carburante notevole. Oppure è possibile guardare con gli iposcopi o infine con il minuscolo periscopio 3x della mitragliatrice M2 controllabile da dentro il carro armato. Non molto per gli standard moderni. In questo modo, invece, il capocarro ha una visione indipendente, per giunta con un apparecchio sistemato in torretta, poco esigente per il consumo di energia elettrica. Un'altra differenza di gran conto era la postazione di lavoro migliorata per il capocarro, ICWS, il sistema di comunicazione interveicolare IVIS (Inter-Vehicular-Information System). Infine, il sistema di navigazione terrestre POS/NAV, che mette finalmente fine ai problemi, spesso drammatici, di posizionamento e di orientazione di ogni veicolo. Come se non bastasse, si presupponeva di installare una APU, un generatore ausiliario di piccola potenza per non avviare il ben più assetato motore principale col carro fermo. I cingoli sono anche migliorati, essendo il vecchio modello prone a durare molto di meno (poco oltre un migliaio di km) di quanto previsto. In sostanza, il nuovo carro, dotato tra l'altro anche di una corazzatura DU e proiettili di nuova generazione (quando disponibili), ha in sostanza la capacità di muoversi, comunicare, vedere ideale per un carro armato. Se il precedente M1 aveva gli 'occhi' di nuova generazione (sensori IR, telemetro laser e computer digitale), la sua forza bruta qui è sviluppata nella capacità di comunicare e di conoscere la propria posizione, grazie allo scambio tattico di informazioni su display che permettono, per esempio, di conoscere la posizione di tutti i 4 carri del plotone in ogni momento. In sostanza, si trattava dell'informatica applicata ai corazzati in una architettura C3I, simile a quella degli aerei da combattimento. Nel frattempo la ENGESA, costruttrice di corazzati brasiliani che conobbe un grande successo tra gli anni '70 e '80, era già fallita ed era sotto curatore fallimentare. Il piano di ottenere 600-700 carri tra Osorio e Abrams venne annullato, come si è visto, e questo significò la fine per il costruttore brasiliano. Altri 'piccoli programmi' riguardavano 12 carri recupero M88 per un costo di 26 milioni, e l'aggiornamento dei 5 E-3A e due KA-3A per un totale di ben 600 milioni di dollari, portando i Sentry allo standard dell'USAF.

L'ordine dei carri è stato abbinato a quello dei blindati LAV. Questi sono i MOWAG Piranha svizzeri adottati dal Marine Corps, e ordinati in 750 esemplari circa. Si tratta di una versione 8x8 di questo blindato polimorfo, di gran lunga quello di maggior successo tra i mezzi ruotati occidentali moderni. Dopo essere stato adottato dagli USA, è stato prodotto su licenza dalla General motors canadese. La macchina da sostituire era il vecchi Cadillac Commando V-150 4x4, in servizio sia con l'Esercito che con la guardia nazionale saudite. Per mantenere il dualismo, l'Arabia Saudita ha ordinato i veicoli per la Guardia nazionale alla MOWAG, e i mezzi per l'Esercito alla GM via FMS. Il veicolo base, classe 13 t, è dotato di un cannone M252 da 25mm con 600 colpi, capace di perforare un blindato BMP-1 ad oltre 2 km, almeno quando dotato di munizioni DU, e stimato capace di sparare a 200-300 colpi al minuto proiettili che, nel tipo APDS, perforano circa 25mm a 60 gradi a 1 o 2 km (secondo le fonti). L'arma può essere usata anche contro elicotteri ed è integrata con una mitragliatrice da 7,62 e 1800 colpi in una torretta biposto, dotata di un visore ad immagine termica (ma non di un telemetro laser). In tutto ne sono stati ordinati 300 per l'Esercito dalla MOWAG, e altri 1.117 per la Guardia nazionale nel 1990. La maggior parte dei mezzi dell'Esercito avevano il cannone da 90 mm CS90F4 su torretta GIAT TS 90, arma ben più potente dei vecchi pezzi da 90 mm e 33 calibri: questo è da 52 calibri e quasi eguaglia i cannoni da 105 mm come capacità perforante. I mezzi della Guardia sono 417 veicoli armati col 25 mm, 113 con missili BGM-71 TOW e altri mezzi vari per compiti come i portamortaio. La versione più impegnativa era un LAV armato addirittura con un cannone da 105mm a lungo rinculo, ma questo mezzo non ha avuto poi seguito, essendo troppo alte le difficoltà di integrare un cannone del genere su di uno scafo ruotato da 13 tonnellate (gli scafi ruotati tendono ad essere più alti di quelli cingolati, e questo non aiuta la stabilizzazione durante il tiro), dopotutto le Centauro italiane pesano non meno di 24 tonnellate in assetto di combattimento.

I missili MIM-104 Patriot ebbero un grande successo nel Golfo, anche se il numero degli 'Scud' abbattuti realmente dai 140 missili lanciati non è mai stato chiarito con esattezza (tra i 45 iniziali e i 9 'dopo revisione'). La loro semplice presenza, nella versione parzialmente riprogettate per capacità antibalistiche PAC-2, è stata se non altro una risposta psicologica ai missili irakeni, e ampiamente pubblicizzata dai mass-media. Già nel 1993 l'Arabia Saudita ha ricevuto 8 batterie con otto lanciatori quadrupli l'una e circa 300 missili, che erano già stati ordinati nel 1990. Nel mentre, ha ordinato un altro lotto di 13 batterie con ben 762 missili PAC-2. Il contratto comprendeva anche 5 batterie in opzione (cosa non sorprendente visto il numero di missili ordinati) e costava in tutto 1,03 miliardi di dollari. Nel frattempo anche il vicino Kuwait ordinava 5 lanciatori (come nel caso saudita, non è chiaro se si trattava di lanciatori singoli, o si intendeva batterie di lancio, dato il numero di missili ordinati) con un totale di 210 missili per 327 milioni di dollari.

I razzi MLRS hanno costituito un'altra arma devastante per gli Alleati, capaci di lanciare ad oltre 30 km salve di 7700 bomblets da 0,23 kg e capaci di effetti sia antipersonali che anticarro (erano una delle tante armi studiate per annientare le masse di carri sovietici). L'Effetto Golfo, già nel 1992 produsse una messe di raccolto per lo 'Steel rain', e l'Arabia Saudita cominciò con 9 lanciatori e un buon numero di razzi, come prologo per altri ordini.

Infine i missili più potenti e più problematici. Agli inizi degli anni '90 i Sauditi comprarono dalla Cina i CSS-2. Dopo tanto parlare di sviluppo di armi di "distruzione di massa", missilistiche e così via, controllo sulla proliferazione nucleare e missilistica, i Sauditi non fecero di meglio che comprare, senza nessuna reazione nota da parte americana, qualcosa come 70 missili balistici (se non addirittura 100) da 30 t, capaci di portare una testata di un megaton a 2,800 km di distanza. L'assicurazione che i missili erano stati forniti dai cinesi senza testate belliche non ha mai chiarito, in concreto, che ruolo avevano tali ordigni, né come si potesse biasimare gli altri Paesi del Medio oriente per la loro corsa missilistica, quando tutti i principali Alleati americani della zona avevano programmi in tal senso (come Israele, Egitto e Arabia), spesso con associati programmi per WMD (che Israele aveva per certo in quantità, incluse le armi nucleari).

1997,RSAF[8][modifica]

Aviazione Royal Saudi Air Force (RSAF) o Selah Altayaran Almlaky El Arabi As Saudi:

Combattimento:

  • 53+ (su 90 ordinati) BAe Tornado IDS
  • 6 (6) Tornado GR Mk 1A
  • 24? (24) Tornado ADV F Mk.3
  • 70 MDD F-15C
  • 22 F-15D
  • 12 (72) F-15S
  • 58 (70) Northrop F-5E Tiger 2
  • 10 (10) RF-5E Tigereye
  • 21 (24) F-5F

Addestramento/attacco leggero:

  • 30 (30) BAe Hawk Mk 65
  • 14 (20) F-5B Freedom fighter
  • 1 (2) BAe-137 Jetstream Mk 51
  • 40 (46) Pilatus PC-9

Trasporto, collegamento:

  • 9 (11) C-130E Hercules
  • 19 (19) C-130H Hercules
  • 7 (8) KC-130H
  • 8 (8) KE-3A (KC-707)
  • 4 (4) Nsantara Airtech CN-235

Altri ruoli:

  • 5 (5) Boeing E-3 AWACCS
  • 16 (20) AB-206
  • 20 (25) AB-205
  • 12 (12) Cessna 172G/H/M
  • 10 (12) AB.212
  • 7 (7) Kawasaki KV-107

Royal Saudi Navy Forces:

  • 24 (24) Aérospatiale AS-365N Dauphin 2N di cui 20 con AS-15TT
  • 6 (6) AS-332B Super Puma
  • 6 (6) AS-332F Super Puma

Royal Saudi Land Forces:

  • 15 (15) Bell Model 406CS Combat Scout
  • 20 (21) Sikorsky S-70A Black Hawk o UH-60L
  • 6 (6) SA-365F
  • 12 (12) MDD AH-64A Apache

Le La Fayette del Re[9][modifica]

Continuando la collaborazione con i cantieri francesi DCN, L'Arabia Saudita ha ordinato, all'indomani di Desert Storm, 3 nuove fregate, la classe Al Riyadh. Note anche come F-3000S (fregate da 3000 t per l'Arabia Saudita) sono più grandi delle precedenti navi "Al Madina" (F-2000), ed essendo ancora munite di soli diesel, esse sono anche più lente. L'accordo venne siglato nel 1989 come MoU, ma l'ordine, dopo alcune revisioni, ebbe luogo nell'estate del 1991. In servizio dal 2002, Al Riyadh (812), Makkah (814) da 2003, Al Dammam (816) dal 2004, sono dotate di sensori di ultima generazione, e in particolare hanno nuovi missili contraerei. In un certo senso, in termini missilistici sono ancora "ripartite" come le precedenti, che avevano un sistema franco-italiano e uno esclusivamente francese; ma lì si trattava dei missili OTOMAT antinave e Crotal SAM, mentre qui è l'esatto opposto: gli OTOMAT, nonostante la lunga gittata, sono stati rimpiazzati dai missili MM.40 Exocet, anche se questi ultimi sono oramai disponibili anche con motore turbojet (lo stesso dell'OTOMAT) con maggiore raggio d'azione (però senza data-link di teleguida). L'armamento comprendeva anche gli ASTER-15 (franco-italiani), ottime armi antiaeree a corto (in realtà medio-corto)raggio, con grande agilità e gittata di 15-40 km a seconda delle quote e della velocità dei bersagli. Per il resto vi erano un cannone da 100 mm ad alta cadenza di tiro (80 colpi al minuto), 2 cannoni da 20 mm, e innovazione importante, 4 lanciasiluri da 533 mm per siluri ASW e antinave. Infine vi era il solito elicottero Dauphin.

I sensori comprendevano il radar Jupiter ER 3011 con una portata a lungo raggio (massimo di 380 km). Il CSF Tiger, normalmente sistemato sulle 'La Fayette', arriva solo a 200 km. L'antenna dello Jupiter è però assai grande (1.550 kg con dimensioni di 7,31 x 3 m). La combinazione di questo radar e dell'ARABEL della CSF consente un vero salto di qualità nella funzione di difesa aerea: l'ARABEL, del tipo Phased Array ha una funzione multipla, sia di scoperta che di ingaggio (come il radar del Patriot e dell'SA-10). La capacità di scoperta arriva a 120 bersagli in simultanea, con inseguimento di 60 su di un raggio di 100 km, più che sufficiente per impiegare gli ASTER. Questi sono sistemati in 2 lanciatori 'Sylver', con 16 missili complessivi pronti al lancio in verticale, quindi rapidamente utilizzabili contro avversari proventienti da ogni direzione (grazie alla vettorazione rapida con sistema PIF-PAF). La capacità dell'ARABEL di controllare lo spazio aereo, rotando a 40 giri al minuto -contro i 15 che costituiscono il massimo per lo JUPITER, consente di guidare con precisione fino a 16 missili contro 10 bersagli in simultanea: i comandi sono via radio, mentre per l'ingaggio finale entra in azione il radar attivo di ciascun missile. In sostanza, se necessario l'intera dotazione della nave può essere lanciata con un unico ingaggio. La fornitura dell'ASTER ha avuto una importanza fondamentale per il contratto: si tratta della seconda classe di navi che entra in servizio con tale armamento, precedute solo dalla portaerei francese De Gaulle.

Per il resto, a bordo vi è anche il TACIVAC 2000, versione export del SENIT-7. I motori diesel, a 16 cilindri fanno parte della famiglia che motorizza anche le La Fayette e le Halifax canadesi, ma sufficienti per appena 24,5 nodi. Le 'Madina' erano capaci di navigare a 30 nodi, le 'Lafayette' ad oltre 25. Ma queste nuove navi raggiungono le 3.800 t standard, 4.650 t a pieno carico e dimensioni di 133x17 m (contro le 124x15,4 m delle 'Madina').

I rifornitori hanno invece 11.200 t a pieno carico per 135 x18,7 x7m, due diesel e 20,5 nodi, 7.000 miglia di autonomia a 15 nodi, 129 uomini di equipaggio e 11 cadetti per addestramento, hanno due torrette Breda da 40mm, controllate da due centraline NAJA optroniche e due mirini LYNX. Hanno 4350 t di nafta e 350 di carburante avio, 100t munizioni, 140 acqua dolce, 100 t alimenti, 70t ricambi vari e due elicotteri Dauphin.

Infine, a lato del programma SAWARI I vi furono vari altri programmi, come quello per 21 Eurocopter Cougar del 1990.

Con queste ultime fregate si è raggiunto il massimo livello di forza per la piccola Marina saudita, afflitta come gli altri servizi dalla carenza di personale, essendo passata da 1000 effettivi nel 1974, a 4400 nel 1985 e fino a 9500 nel 1991 comprensivo di 1500 marines.

2001, Odissea nel Terrore[modifica]

La mattina dell'11 settembre 2001 una nuova era si è aperta nella Storia: quella della "guerra al terrore". Gli schianti degli aerei sulle Torri e sul Pentagono hanno segnato un cambio di percezione della "minaccia", che ha stravolto la geopolitica almeno quanto avvenne 11 anni prima. Stavolta, però, la posizione saudita è risultata molto più problematica. La maggior parte degli attentatori che presero parte all'attacco sugli Stati uniti era saudita, e Osama Bin Laden, il "presunto" mandante dell'attacco, è il rampollo di una ricchissima e altrettanto numerosa famiglia saudita. La situazione si è rivelata ancora più complessa per i rapporti tra la genealogia di presidenti della famiglia Bush e i sauditi, che sono definibili, nel migliore dei casi, come 'controversi'.

L'Arabia Saudita non è stata tuttavia toccata da nessuna ritorsione americana, anzi, nei giorni successivi agli attentati oltre 100 sauditi, tra cui molti parenti dello "Sceicco del terrore" sono stati fatti espatriare dagli Stati Uniti. In Arabia Saudita la lotta al terrorismo è stata a tratti feroce, ma il regno whaabita non è per questo totalmente "al di sopra" di ogni sospetto. Nel frattempo, però, G.W. Bush ha invaso l'Afghanistan, retto dal regime dei Talebani da cui Bin Laden trovava alloggio, e a questa guerra -opinabile ma abbastanza comprensibile data la situazione- ne è seguita un'altra, assolutamente pretestuosa, contro l'Irak. Questo non ha risolto il problema del terrorismo internazionale, né della "minaccia delle WMD". Il terrorismo, al contrario si è espanso in tutta la regione, a cominciare dall'Irak, mentre le nazioni realmente interessate alle WMD, da Israele alla Libia, non ne sono state per nulla affette, tanto che la Libia nel 2004 non ha trovato di meglio che abbandonare ufficialmente il suo programma per queste armi, del tutto ignorato o non conosciuto, nonostante che già negli anni '80 si fosse localizzato almeno un impianto sotterraneo per la loro produzione (con tanto di ipotesi di attacco aereo). Apparentemente, l'Arabia Saudita non ha ricevuto alcuna seria limitazione nei suoi approvigionamenti di armi, che sono proseguiti come da programma. Tra l'altro, l'acquisto di missili CSS-2 cinesi, balistici da 3.000 km di gittata e con capacità potenzialmente nucleari, non ha minimamente afflitto gli Stati Uniti nel continuare le forniture di ingenti quantità di armamenti convenzionali.

Un'altra cosa di rilievo è che, ben prima dell'11 settembre Bin Laden era già un terrorista ben noto a livello internazionale, sospettato di essere dietro ad alcuni gravi attentati già compiuti contro gli Stati Uniti. Tutta questa questione è ancora da chiarire, e non si sà se e quando eventuali sgradevoli verità sulle "relazioni pericolose" verranno fuori. Di certo appare che le accuse, i "nemici" e la "minaccia percepita" dipendono da fattori tutt'altro che oggettivi.

2008[10][modifica]

Al tempo attuale, l'età per il militare è di 18 anni e la disponibilità (al 2004) è di circa 8,2 mln di uomini, di cui 4,73 abili al servizio. Di questi ne sono attivi 199.500, mentre la spesa per la difesa è di 31,255 mld di dollari (al 2006), ovvero ben il 10% del PIL. Nondimeno esso è talmente alto che la popolazione saudita non vive certo nella miseria. Tuttavia, ultimamente vi sono dei problemi sconosciuti nei decenni precedenti e che mostrano anche la società di questo Paese come vulnerabile in una certa misura alla povertà e ai problemi che vi sono in tante altre nazioni.

Sebbene i Sauditi abbiano le branche aeree, terrestri e navali, esse non sono tutto. Come si è detto, l'esercito è di fatto diviso in due, in quanto oltre a questo esiste anche la quasi altrettanto potente Guardia nazionale. Anche l'aviazione è appoggiata dalla difesa aerea, come nello stile sovietico e questo nonostante che i Sauditi siano clienti 'fissi' di prodotti occidentali'. Lo strumento militare è sotto il controllo del Ministero della Difesa che -per sottolinearne l'importanza- lo è anche dell'Aviazione (sia civile che militare). Data la natura arcaica del sistema di potere saudita, forse non stupirà nemmeno che il Principe Sultan bin Abdulrahman bin Abdulaziz ricopre tale carica dal 1962, e che il vice-ministro è suo fratello, mentre il suo primogenito è Assistente del Ministero della Difesa per gli Affari esteri.

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Ora che il regime irakeno non esiste più, la minaccia ai confini è stata rimossa definitivamente. Ma non così è per l'altro nemico storico, l'Iran rivoluzionario. Questo problema, specie con l'amministrazione Bush, minacciava di deflagrare in un'altra guerra, di cui inevitabilmente l'Arabia Saudita sarebbe stata parte. Ma con Obama le cose sembrano un po' migliorate, sebbene sia presto per tirare delle conclusioni. Un problema storico sono le tribù yemenite che oltrepassano i confini sauditi senza controlli sufficienti. Un altro ancora, ben più recente, sono i legami con il terrorismo islamico -ufficialmente combattuto- e per finire, dei problemi sociali di cui poco si sa, data la difficoltà di accesso all'Arabia da parte straniera (pellegrinaggi a parte), ma ultimamente sono aumentati. L'Arabia Saudita del resto si trova in difficoltà pratiche rispetto alla sua retorica anti-occidentale, inclusa la volontà di non far stazionare sul suo territorio truppe straniere. Eppure, dei compromessi sono stati necessari, come con l'invasione del Kuwait da parte irakena, che portò all'immediata richiesta di armi e di rinforzi da parte occidentale, specialmente americana. La 5th Fleet dell'USN protegge attivamente l'export di petrolio nel Golfo Persico, sia pure operando da basi in Barhain; mentre in quanto ad acquisti di armi, i Sauditi, che solo di recente hanno sviluppato un'industria del settore, hanno comprato solo nel 2005 armi americane per 1,1 mld di dollari. Le F.A. saudite sono apprezzabilmente cresciute in numero rispetto al 1990; a quanto pare, la maggiore disoccupazione giovanile ha aiutato a trovare ragazzi disposti a servire la Patria nelle F.A. Le donne Saudite, praticamente prive di diritti, non sono ovviamente ammesse in simili ruoli. Tra i prodotti 'tipici' ultimamente si segnalano non pochi mezzi terrestri, che in effetti sono diventati presto un'intera gamma: si tratta degli AFV Der' AL-Jazeerah-1 e 2, dell'Al-Faris 8-400, dell'Al Fahd, AL Kaser, Al Mansoor, Al Naif 5, 7, 9, Al Faisal, Al Shibl 1 e 2. Del resto, se anche i piccoli Emirati Arabi Uniti riescono oramai a produrre tecnologie sofisticate, non da meno sono le potenzialità dei Sauditi, sebbene per ora sono state meno sfruttate di quanto non potrebbero. Che l'Arabia Saudita sia diventata esportatrice di armi, cosa praticamente impensabile 20 anni fa, è però un fatto: forse in futuro vedremo nazioni occidentali comprare saudita, esattamente il contrario di quanto fin'ora è stato.


RSA[modifica]

Saudi Army.png

L'Esercito è comandato attualmente dal Field Marshal Saleh Al Muhaya. Le origini di quest'arma sono attorno al 1902, quando 63 uomini al comando di Ib Saud, futuro re dell'Arabia, combatterono assieme al Principe del Kuwait Mubarak Al Sabah, conquistando la città di Riyadh. Fino al '35 i rapporti con i britannici (ben esemplificati da Lawrence d'Arabia) furono buoni, poi i Sauditi conquistarono Hejaz. Dal '45 furono gli Americani i maggiori alleati dell'Arabia tramite un incontro di Roosvelt con il Re Ibn Saud. L'esercito saudita, fino ad allora poco sviluppato, cominciò il suo built-up con la guerra israeliana del 1948-49, e poi con la caduta del regime dello Sha nel '79. I Sauditi combatterono nella guerra del '48 con oltre 3.000 soldati, nel '67 arrivarono oltre 20.000 soldati in Giordania, combatterono poi la guerra di Al Wadiah, con le forze dello Yemen del Sud che avevano invaso la città di Al-Wadiah, per poi essere respinte dai sauditi. Combatterono con circa 3.000 soldati anche nella guerra del Kippur, e poi parteciparono alla guerra del 1991.

Attualmente vi sono 4 brigate corazzate, 17 meccanizzate, 3 motorizzate e una aerotrasportata, più 5 brigate d'artiglieria indipendenti. Tra le unità di cui si ha notizia, la 12th AB e la 6th MB sono alla città militare di King Faisal, nell'area di Tabuk. La 4th AB e la 11th MB sono alla città militare di King Abdul Aziz, nella zona di Khamish Mushayt. La 8th e la 20th MB sono alla King Khalid Military City, la 10th MB è a Sharawrah. In tutto vi sarebbero circa 75.000 effettivi.

Nonostante la forza teorica, il numero di uomini di cui le unità difettano è di circa il 30-50%, anche di più considerando una certa permissività per l'assenteismo, per non dire poi della carenza di tecnici e ufficiali. Per giunta la Guardia Nazionale è una concorrente per il reclutamento. Di sicuro vi sono molti più equipaggiamenti che uomini abili al loro uso.

Brigate corazzate:

  • 4th (King Fah’d) Armored Brigade
  • 8th Armored Brigade
  • 12th Armored Brigade
  • 45th Armored Brigade

Esse hanno tipicamente una cp ricognizione, 3 carri (42 carri l'una che sono distribuiti in 2 cp con 15 carri l'una e 3 plotoni con 12 mezzi complessivi), più un btg fanteria con 54 mezzi e un btg artiglieria con 18 semoventi. Infine vi è anche una cp aviazione, una genio, un btg logistico, una cp medica e un mercato campale.

  • 6th Mechanized Brigade
  • 8th Mechanized Brigade
  • 10th Mechanized Brigade
  • 11th Mechanized Brigade
  • 20th Mechanized Brigade
  • Imam Muhammad bin Saud Mechanized Brigade (IMBS)(SANG)
  • Prince Saad Abdulrahman Mechanized Brigade (PSAR) (SANG)
  • Turki Mechanized Brigade (SANG)
  • King Khalid Light Infantry Brigade’s (SANG)
  • King Abdulaziz Mechanized Brigade(SANG)
  • Prince Mohammad bin Abdulrahman al-Saud Light Infantry Brigade (SANG)
  • 1 light infantry brigade, Jeddah (SANG)
  • 1 light infantry brigade, Medina ( SANG )
  • Omar bin Kattab light infantry brigade, Taif( SANG )
  • 17th Mechanized Brigade
  • 18th Mechanized Brigade
  • 19th Mechanized Brigade

5 delle brigate meccanizzate ha un btg carri, 3 blindati, uno artiglieria e uno supporto; tipocamente vi è una cp ricognizione, un btg carri, 3 btg fanteria con 54 blindati, 2 cp con 33 mezzi APC e 3 plotoni indipendenti con altri 12, più un btg artiglieria, una cp aviazione, una genio, un btg logistico, un mercato campale e una cp medica. Vi sono anche 24 armi c.c. missilistiche e 4 sezioni mortai per 8 armi da 81 mm.

Fanteria:

  •  ? infantry brigate
  • 2nd Motorized Infantry Brigade
    • 5th Combined Arms Battalion
    • 6th Combined Arms Battalion
    • 7th Combined Arms Battalion
    • 8th Combined Arms Battalion
  • 10th Infantry Brigade

Ogni brigata ha 3 btg motorizzati, un btg artiglieria, uno supporto.

Parà:

  • The Airborne Brigade
    • 4th Airborne Battalion
    • 5th Airborne Battalion

È vicino Tabuk, con due btg parà e tre cp compagnie SF.

Poi vi sono le brigate motorizzate, le 17, 18 e 19 per compiti sopratutto antiterrorismo.

Artiglieria:

  • 5 artillery battalions
    • 14th FA (Towed, 155) Battalion
    • 15th FA (MLRS) Battalion
    • 18th Missile (MLRS) Battalion

Infine vi sono i 3 battaglioni di fanteria leggera del Saudi Royal Guard Regiment.


Mezzi autoctoni[modifica]

Il blindato Al-Fahd è un IFV con tre uomini d'equipaggio, motore a 12 cilindri Deutz diesel da 550 hp, raffreddato ad aria, armi da 105 e 40 mm. La velocità è di 90 kmh e l'autonomia di 600 km. Esso è stato sviluppato dalla Al Faris Company for Heavy Industries che è basata a Damman. Non è un mezzo che è apparso dal nulla, dato che è basato sul LAV-25, molto diffuso (oltre 1.000 mezzi) in Arabia. Tuttavia si tratta di un mezzo di produzione industriale e ne sono stati messi 100 in produzione per la Guardia Nazionale e l'esercito a partire dal 1998. Naturalmente, come l'antenato, è un 8x8 e attinge a numerose tecnologie occidentali, che sono assemblate in loco. Tra i tipi troviamo infatti l'AF-40-80-2, che realizza un vecchio sogno, la torretta da 105 mm a basso rinculo (già si tentò di installarla sul LAV a suo tempo), oppure, come mezzo APC, un cannone da 40 mm (sempre che non sia un lanciagranate, cosa altrettanto probabile). Il tipo base AF-40-8-1 ha la capacità di portare 12 soldati in tutto. A quanto pare, esso conserva il motore in avanti. Il che significa che la versione più armata, la -2, ha il motore nel settore posteriore del mezzo, dato che a quanto pare sono sistemati in maniera diversa. Il motore, in questo caso, è a 10 cilindri e dà 400 hp, con una minore potenza, ma con 800 km di autonomia. Quanto all'impiego pratico, il mezzo ha un motore ma anche una trasmissione (ZF 6WG) tedeschi e su strada è possibile usare solo le 4 ruote centrali per risparmiare carburante. Il disegno, anche per via delle temperature infernali tipiche del luogo, è stato reso più comodo per l'equipaggio e le sospensioni sono di tipo gas-meccanico; il gas nitrogeno usato per queste è usato anche per la movimentazione della torretta e l'azionamento delle armi. Il grado di mobilità è tale da superare pendenze laterali del 55%, frontali dell'80%, trincee di 2,5 m, fossati di 2 m. E' opzionale (date le esigenze locali) la capacità anfibia raggiungendo al massimo gli 8 kmh in acqua. La cosa interessa senz'altro il Bangladesh, che ne ha comprati 60, mentre altri clienti risultano il Kuwait e il Pakistan.

Quanto all'Al-Faris 8-400, APC da 20 t, esso è un più piccolo 6x6, che peraltro ha una massa non indifferente (ma non diversa da quella del Ratel sudafricano, pure 6x6); sviluppato in 16 anni di ricerca, ha prestazioni simili a quelle del suo compare 8x8, ma un motore Deuz da 480 hp. In tutto si parla di 150 mezzi costruiti, capaci di portare fino a 14 truppe. La produzione pare sia stata iniziata nel 1997.


  • Carri: 315 M1A2 Abrams, da aggiornare al livello M1A2S, 58 M1A1, diem; 420 AMX-30, 150 T-90 (?), 460 M60A1 e A3
  • Corazzati: 570 AMX-10P, 400 M2A2 Bradley, 100 Al-Fahd, 3.000 M113 di cui 364 modernizzati dalla Turchia; 20 EE-11 Urutu, 300 Panhard M3; 2.400 LAV III (per la Guardia Nazionale), 1.100 blindati Cadillac-Gage Commando; 440 Piranha; 300 AML-60 e 90
  • Mezzi vari: 12.000 Hummer, e veicoli logistici vari
  • Artiglierie: ? PLZ-45 da 155 mm, 280 M109A2, 90 AMX-GCT da 155 mm semoventi; 120 M198 e 72 FH-70 da 155 mm trainati; 140 M102 da 105 mm. MLR ASTROS II, 60 unità; missili SSM DF-3 da 2.800 km
mortai M224 da 60 mm, Brandt LR da 60 mm, M30 da 107 mm
  • Missili: HJ-8, Brimstone, Swingfire FGM-148 e BGM-71 controcarri.
  • Armi supporto: tra le altre, lanciagranate M203, Mk 19, mitragliatrici M2

SANG[modifica]

Saudi National Guard.png

Quest'arma è la Saudi Arabian National Guard o 'Esercito Bianco', una delle 5 branche delle F.A. Saudite e serve sia come forza difensiva che come forza di sicurezza interna, anche della Famiglia Reale, nonché delle installazioni chiave e delle città sante di Mecca e Medina. In tutto ha ben 125.000 effettivi, di cui 25.000 della milizia tribale. Essa è una specie di esercito privato del Re e ha effettivi leali a lui e alla Famiglia reale, ed è comandanta da membri della Famiglia reale. Negli anni '80 venne addestrata e riorganizzata dalla compagnia di advisor privati Vinnel Corp. che inviò oltre mille militari reduci del Vietnam. Grazie anche a questo combatté bene nel 1991, per esempio nella battaglia di Khafji. Fondata da Abdul al Aziz ibn Saud, servì per conquistare l'Arabia ai Turchi, durante la I GM. La definizione 'White Army' dipende dai vestiti arabi tradizionali al posto delle uniformi militari. Attualmente la Guardia Nazionale continua ad avere una catena di comando diversa da quella dell'Esercito regolar. Lo stesso Re Adbullah ha comandato la SANG dal 1962 e per i 30 anni successivi, e tre dei suoi figli sono tra i comandanti più importanti. Le regioni sono 3 con tanto di centri addestrativi, e il centro di Riyadh ha anche il controllo della King Abdul Aziz Indipendent Brigade che ha 4 battaglioni meccanizzati. I comandi regionali sono quelli orientale, centrale e occidentale, ciascuna con una o più brigate motorizzate o meccanizzate, e vari battaglioni PM o logistici, nonché i battaglioni irregolari fowj.

Grazie alla riorganizzazione data dalla Vinnel Corp, la Guardia ha cambiato assetto in una forza blindata leggera con oltre 1.000 Commando blindati, poi rimpiazzati con i LAV-25. Essa ha 3 brigate meccanizzate e 5 motorizzate, più 24 btg di fowj, i guerrieri tribali.

Riyadh Regional Headquarter:

  • Imam Muhammad bin Saud Mechanized Brigade (IMBS), 4 btg (1st-4th) e il 1st btg artiglieria, tutti a Riyadh.
  • Turki Mechanized Brigade, della cui esistenza si riportò nel 2002, ma non è noto cosa ne sia stato poi
  • King Khalid Light Infantry Brigade’s
  • Ceremonial Cavalry Squadron.
  • King Khalid Military College.
  • Military Police battalion.
  • Irregolari Fowj

Eastern Regional Headquarter, Dammam:

  • King Abdulaziz Mechanized Brigade
  • Prince Mohammad bin Abdulrahman al-Saud Light Infantry Brigade.
  • Irregolari Fowj

Western Regional Headquarter, Jeddah:

  • 1 light infantry brigade, Jeddah
  • 1 light infantry brigade, Medina
  • Omar bin Kattab light infantry brigade, Taif

Vi sono poi 4 btg indipendenti di fanteria leggera, che sono al di fuori dei tre comandi regionali per la protezione delle installazioni strategiche.

Non solo i comandi e i compiti, ma anche i mezzi non sono quelli dell'esercito; non vi sono carri e cingolati, ma essenzialmente mezzi ruotati a migliaia, anche corazzati. VI sono anche mezzi autonomi tra elicotteri, aerei leggeri e artiglieria. Il berretto è verde, il colore musulmano che significa purezza.

I gradi: Lieutenant (Arabic:ملازم) - First Class Lieutenant (Arabic:ملازم أول) - Captain (Arabic:نقيب) - Major (Arabic:رائد) - Lieutenant Colonel (Arabic:مقدم) - Colonel (Arabic:عقيد) - Brigadier General (Arabic:عميد) - General (Arabic:لواء) - First Class General (Arabic:فريق) - Field Marshal (Arabic:فريق أول) - First Class Field Marshal (Arabic:مشير)

Private (Arabic:جندي) - First Class Private (Arabic:جندي أول) - Corporal (Arabic:عريف) - Vice Sergeant (Arabic:وكيل رقيب) - Sergeant (Arabic:رقيب) - First Class Segeant (Arabic:رقيب أول) - Master Sergeant (Arabic:رئيس رقباء)

RSN[modifica]

Attualmente è arrivata ad un numero finalmente apprezzabile di effettivi, circa 12.000, tra cui 1.200 marines. QG a Riyadh. Vi sono due flotte: la Flotta Occidentale per il Mar Rosso (opera da Jeddah) e quella Orientale da Jubail, per il Golfo Persico. Altre basi sono a Yambu, Damman, Ras al Mishab. Ad Damman è dotato delle caratteristiche utili anche per ospitare le grandi navi americane, cosa utile per ricevere adeguati rinforzi; il programma SNEP,di cui si dirà, è stato responsabile anche della costruzione di Jiddah e Al Jubayl, e hanno una struttura da 'cittadelle militari' con tutto quello che comporta in termini di autosufficienza, dalle scuole ai centri commerciali.

La sua storia è relativamente recente, tanto che l'anno di fondazione è stato il 1960; solo dal '72 vi è stata un'espansione degna di rilievo con l'aiuto americano e poi, dopo il 1979, per la minaccia iraniana. Furono i Francesi che aiutarono in tale senso, vincendo il famoso contratto Al Sawari, che comportò 4 fregate, due navi supporto e 24 elicotteri. In seguito sono arrivati altri contratti per la Francia e per la Gran Bretagna, mentre gli USA, relativamente defilati in questo servizio, si sono dedicati fin dal 1980 all'implementazione del sistema di comando e controllo. In effetti, lo sviluppo è stato forte sopratutto dopo il 1974 con il programma Saudi Naval Expansion Program (SNEP), con l'aiuto degli USA, il che ha permesso di dare alla marina un assetto del tutto diverso da quello dei vecchi e obsolescenti mezzi di pattugliamento, e oltretutto piuttosto pochi. Così che nel 1992 c'erano già 4 fregate, 4 corvette e 9 motocannoniere missilistiche, più 4 cacciamine, tutti mezzi moderni. Le corvette sono arrivate con le unità PCG-1 da 870-100+ t, nel 1980-83. Anche le navi d'attacco, consegnate nei primi anni '80, erano armate con gli Harpoon. Lo sviluppo maggiore si ebbe con il programma 'Sawari' di cui spiccavano le 4 F2000 del 1985-86, più gli elicotteri e due navi supporto, il tutto in un programma durato 7 anni per la consegna e 17 per il supporto. Le navi erano operative entro il 1988 e il supporto logistico è stato assicurato al meglio per fare della RSN una forza credibile.

Grazie alla soddisfazione per l'acquisto i Sauditi portarono avanti il loro programma F3000 per navi da difesa d'area che era già previsto e questo, inizialmente pensato per i missili SM-1, si è poi evoluto in qualcos'altro. Le fregate 'La Fayette' vennero scelte come base ed ebbero il radar ARABEL multifunzione. Le navi sono state consegnate nel 2002, 2003 e 2004, dopo la vittoria nell'ambito dell'ordine Sawari II del 19 novembre 1994 e l'ordine per quest navi del 1997. Il programma Sawari è durato solo 9 anni. Il 20 luglio 2001 è stata varata il 20 luglio 2001 a Lorient la Makkah (Mecca). La Ryadh è stata varata il 1 agosto 2000 e i test d'accettazione previsti dal settembre 2001. Poi è seguita la Al Damman.

Nel 1988 l'accordo con i britannici vide anche 3 cacciamine 'Sandwon' sono stati consegnati nel 1991-93, come evoluzione degli 'Hunt' della RN. Discussioni vi sono state anche per la consegna di ben 8 sottomarini da parte francese, visto che fin'ora vi sono solo minisommergibili per i commando.

La forza umana della Marina è passata da meno di 1.000 effettivi nel '74, nel '91 è arrivata a 9.500 inclusi 1.500 marines (un rgt fanteria e 140 blindati di tipo spagnolo, forse BMR). Il 14 giugno 2000 si stava pensando di aggiornare il sistema C3I con l'aiuto americano per 257 mln di dollari.

Le tre fregate più importanti sono attualmente le 'Al Riyadh', di circa 4.700 t a pieno carico. Pare che una di esse abbia avuto un incidente (forse un incendio) che l'ha fatta finire fuori servizio. Esse sono armate tra l'altro, come le 'Madina', con siluri di grosso calibro F17 ASW, oltre a missili MM40 Block II (a raggio ben più corto degli Otomat delle precedenti 'Madina'); le 4 fregate della classe precedente, le F2000 'Madina' sono basate nel Mar Rosso; poi vi sono le 4' Badr', corvette americane costruite nel 1981-83, basate nel Golfo Persico. Sono navi ben armate che in 1.038 t concentrano un cannone da 76, un CIWS da 20, 2 cannoni da 20 mm, 1 mortaio da 81 mm, 2 lanciagranate da 40 mm, 8 missili Harpoon e 2 tls tripli da 324 mm. Le dimensioni sono di 75 x 9,6 m, la velocità è di 30 nodi e l'autonomia di 4.000 nm a 20 nodi. 75 gli elementi d'equipaggio. I sistemi ECM sono l'SQ-32, due lanciatori SRBOC Mk 36. Mentre quanto a sistemi di ricerca, vi è addirittura un SPS-40B (forse sono le navi più piccole ad averlo), un sistema di ricerca in superficie SPS-55 e un sistema di controllo tiro Mk-92, più un sonar SQS-56 (DE 1164), anch'esso tipico di navi ben più grandi. Le navi sono la RSN Badr (612), Al Yarmook (614), Hitteen (616) e Tabuk (618).

I 3 'Sandwon' sono unità cacciamine da 480 t a pieno carico; poi vi sono 2 navi di supporto con hangar per due elicotteri, e piccole unità d'attacco, 2 yacht reali ecc.

I gradi sono: (ufficiali)

ensigne (Arabic:ملازم) - lieutenant Junior Grade (Arabic:ملازم أول) - Lieutenant (Arabic:نقيب) - Lieutenant Commander (Arabic:رائد) - Commander (Arabic:مقدم) - Captain (Arabic:عقيد) - Commordore (Arabic:عميد) - Rear Admiral (Arabic:لواء) - Vice Admiral (Arabic:فريق) - Admiral (Arabic:فريق أول)

(sottufficiali e comuni): Private (Arabic:جندي) - First Class Private (Arabic:جندي أول) - Corporal (Arabic:عريف) - Vice Sergeant (Arabic:وكيل رقيب) - Sergeant (Arabic:رقيب) - First Class Segeant (Arabic:رقيب أول) - Master Sergeant (Arabic:رئيس رقباء)


RSAF[modifica]

La famiglia Saud regnava nell'Oasi del villaggio di Dir'ayah, vicino Riyadh, nel 18imo secolo. Si allearono con Mohammed bin Abdul Wahhab e formarono il Wahhabismo, che controlla l'Arabia a tutt'oggi. Nel 1812 l'impero Ottomano riprese l'Arabia occidentale e per la fine del XIX secolo i Saud erano stati ritirati nel Kuwait. Ma uno dei più eminenti della famiglia, Ibn Saud riprese Ryadh e nel '25 Jeddah. Nel '38 si scoprì il petrolio e la famiglia Saudita, che dava oramai il nome alla nazione, divenne una produttrice di petrolio importante nella II GM, aumentando le ricchezze della famiglia reale. Nel '73-74 con l'aumento dei prezzi del petrolio dati dalla Crisi energetica il regno divenne estremamente ricco. A questa ricchezza si aggiungeva il potere delle città sacre Medina e Mecca, ad aumentare centralità e prestigio dell'Arabia Saudita, che pure, per gran parte dei suoi 2,2 mln di km2, è soltanto uno scatolone di sabbia. Le F.A. Saudite hanno uno stemma che dice 'non c'è altro Dio che Allah e il suo profeta Maometto, la religione è molto importante per i Sauditi anche nel settore militare. Non è facile per i visitatori stranieri entrare in Arabia, ma per i ricchi Sauditi è facile visitare il mondo e comprare quello che vogliono, anche armi sofisticate, sopratutto negli USA e UK. Gli Americani sono in Arabia dal 1990 per difenderla da minacce esterne, data la scarsità di truppe indigene, e addestrare le forze locali, che sono piuttosto piccole numericamente. per questo hanno molto bisogno di sistemi altamente tecnologici per essere un'efficace deterrente, specie con gli Iraniani dall'altra parte del Golfo. Vi sono addestratori PC-9, 134 Tornado, 72 F-15S e 41 F-15C e D, oltre a tipi minori e i C-130H da trasporto. I ricognitori sono gli RF-5E del 17 sqn, ma sopratutto vi sono gli E-3 Sentry del 18 Sqn. La flotta VIP è ampia, con numerosi B707, 737, 747, Tristar MD11 e tipi più piccoli, ma sono aerei con registrazione civile. Tra i mezzi più moderni e recenti non sono mancati 72 EF-2000 Typhoon, contratto da almeno 6 mld di sterline firmato come MoU il 18 agosto 2006, che poi è stato trasformato in ordine da 4,4 mld di sterline. Nondimeno, per differenziare le solite fonti d'approvvigionamento vi sarebbe l'interesse di ordinare anche fino a 150 Mi-17 e 35 russi con un valore di oltre 2,2 mld. La conferma delle intenzioni 'serie' è data dal fatto che i francesi si sono visti cancellare gli ordini posti a suo tempo per i loro elicotteri.

Quanto alla RSAF, formata a metà degli anni '20 con l'assitenza britannica, e riorganizzata nel 1952 con l'aiuto americano (che ebbe in cambio l'uso della base di Dharan), è attualmente la forza più importante del regno Saudita, e quella che è meglio nota per i suoi costosissimi programmi d'ammodernamento. Così impegnativi, che attualmente i Sauditi sarebbero anche in trattativa (Sarkozy è diventato oramai un 'piazzista' di tecnologie francesi estremamente attivo ed efficiente con contratti per mld di euro in trattativa o assegnati in pochi anni), per 36 Rafaele, che da soli varrebbero almeno 5 mld di dollari. Tra gli altri programmi, l'acquisto di 3 EADS A330 trasporti-cisterne.


Le basi e i mezzi attuali[11]:

Taif (King Fahd Air Base)(OETF), quota circa 1.500 m slm:

  • RSAF 2 WING:
3 Sqn con F-5A e B, non è chiaro se ancora operativi
  • 5 sqn con F-15C e D
  • 12 det sqn con AB212
  • 14 Sqn con AB 212, Bell 412EP
  • 17 Sqn con F-5E e F, inclusi gli RF-5E che peraltro risultano in vendita dal 2005
  • 34 Sqn con F-15C e D

Dhahran (King Abdullah Aziz Air Base) (OEDR), 25 m slm.

  • RSAF 3 Wing:
13 sq ccon F-15C e F-15D
92 sq con F-15S
44 sq Bell con 412EP
  • RSAF 11 Wing:
7 sq su Tornado IDS
35 sq su Jetstream 31
75 sq su Tornado IDS
83sq su Tornado IDS
  • RSAF ? Wing
? Sq AB212

Il 42 Sqn con gli F-15 C e D è stato disattivato e gli aerei versati al 2nd Sqn; il 66 Sqn con i Tornado IDS è stato sciolto.


Riyadh (King Khaled Air Base) (OERY), 640 m slm.

  • RSAF 4 Wing :
1sq/Royal Flight, VC-130H, C-130H, CN-235M-10, BAe125-800A, A340-213, AS-61A-4, LJ-35, B707, 737, 747; L1011 ecc-
  • King Faisal Air Academy:
8 sq su Cessna F172G, H e M; Super Mushshak
9 Sqn su PC-9
10 Sqn su EF-2000 (?)
22 Sqn su PC-9
  • Saudi Armed Forces Medical Services (SAFMS)

con B757, S-70A-1L C-130H, L-100-30, ecc

Khamis Mushayt (King Khalid Air Base) (OEKM), circa 2.000 m slm.

  • RSAF 5 Wing:
6 Sq, F-15S
15 sq, F-5E ed F-5F (forse non più operativi)
55 sq, F-15S (OCU)
99 sq, AS532M CSAR
14sq det. su AB212

Al Kharj (Prince Sultan Air Base) (OEPS), altezza circa 500 slm:

  • RSAF 6 Wing:
18 sq, 5 E-3A e 8 KE-3A
71 sq, RE-3A
32 sq, KC-130H

Tabuk (King Faisal Air Base) (OETB), 760 slm:

  • RSAF 7 Wing:
21 sq, Hawk T.65
37 sq, Hawk T.65
29 sq, Tornado ADV (radiati nel 2007 e in riconsegna al Regno Unito come parte del contratto EF-2000)
79 sq, Hawk T.65A
88 sq, Hawk T.65/65A (inclusi i Saudi Hawks, ex- Green Falcons)
  • RSAF ? Wing:
2 sq, F-15C e D

Jeddah (Prince Abdullah Air Base) (OEJN) ,15 m slm:

  • RSAF 8 Wing:
4 sq, C-130E, H
16 sq, C-130E e H
20 sq, C-130E/H (addestrativo)

King Khalid Military City (KKMC) Hafr, Al Batin (OEKK), 400 m slm:

  • 12 sq, AB212


Royal Saudi Land Forces (RSLF)

King Khalid Military City (KKMC)

  • RSLAF Aviation Command
  • 1 Aviation Battalion, Bell 406CS, S-70A-1,VH-60L
  • 2 Aviation Battalion, AH-64A


Royal Saudi Naval Forces (RSNF)

Jeddah - King Faisal Naval Base (OEJF) 2 m slm:

  • RSNF Western Fleet :
62sq? SA365F
72sq? AS332F-1

King Abdulaziz Naval Base , 3 m slm: RSNF Eastern Fleet

  • sq SA365F


Ministry of the Interior (MOI): 17 KV107, S-92A a Ryadh, Dhahran e Jeddah GCDA KV107/IIA-SM

In tutto, nelle sette basi aeree della RSAF vi sono i seguenti Wing:

RSAF Wing 1, Hafar Al-Batin; RSAF Wing 2, Taif; RSAF Wing 3, Dhahran; RSAF Wing 4, Riyadh; RSAF Wing 5, Khamis Mushayt; RSAF Wing 6, Al Kharj (Prince Sultan Air Base); RSAF Wing 7, Tabuk; RSAF Wing 8, Jeddah

Unità aeree: 2 Squadron (F-15), 3 Squadron (F-5) , 4 Squadron (C-130) , 5 Squadron (F-15) , 6 Squadron (F-15) , 7 Squadron (Tornado IDS) , 8 Squadron (Reims Cessna 172) , 9 Squadron (PC-9) , 12 Squadron (Bell 212) , 13 Squadron (F-15) , 14 Squadron (Helicopters) , 15 Squadron (F-5) , 16 Squadron (C-130) , 18 Squadron (E-3/KE-3A) , 19 Squadron (RE-3A) , 21 Squadron (Hawk) , 22 Squadron (PC-9) , 29 Squadron (Tornado ADV) , 32 Squadron (KC-130H) , 34 Squadron (F-15) , 35 Squadron (Jetstream) , 44 Squadron (Bell 412) , 55 Squadron (F-15) , 75 Squadron (Tornado IDS) , 79 Squadron (Tornado ADV) , 83 Squadron (Tornado IDS) , 88 Squadron (Hawk) , 92 Squadron (F-15) , 99 Squadron (Cougar)


Inventario:

  • 27 AB-212
  • 3 AS-61
  • 1 A-340
  • 4 BAe-125
  • 30 BAe-Hawk Mk 65 e 20 Mk 65A
  • 2 BAe Jetstream
  • 24 Bell 205
  • ? Bell 406CS (per l'esercito)
  • 2 Bell 412
  • 2 B 747
  • 1 B 757
  • 12 AH-64A, aggiornamento allo standard AH-64D per 400 mln di dollari e altri 12 ordinati per 598 mln
  • 5 E-3A
  • 57 F-15C e 25 D
  • 71 F-15S
  • 8 KE-3A
  • 4 CN-235
  • 2 C550 Citation
  • 12 AS-532 CSAR
  • 24(?) AS-365N Dauphin (per la Marina)
  • 13 SA-332 Super Puma
  • 72 Eurofighter EF-200 in ordine per 7 mld di sterline e possibili altri 72
  • 2 Learjet 35A
  • 2 Gulfstream III e ? IV
  • 18 KV-107 (min. interni)
  • 42 C-130E, H, KC-130H, VC-130H, L-100
  • 1 MD-11
  • ? F-5 (su 110)
  • 20 Super Mushshak
  • 87 Panavia Tornado IDS di cui 80 da aggiornare a 4,66 mln di dollari
  • 24 Panavia ADV in ritiro
  • 50 PC-9
  • 8 Cessna F172
  • 12 S-70 Black Hawk
  • 18 VH-60L Black Hawk (per le forze di terra, altri 24 richiesti per 350 mln di dollari)

Basi aeree[modifica]

Prince Sultan è una delle più importanti. Essa è a 503 m slm e ha una pista da 4 km. È stata ampiamente usata dagli americani per le loro operazioni dal Golfo, anche se dal 2003 hanno cominciato a spostarsi in Qatar, alla base di Al Udeid.

Darhan è una base costruita con l'accordo americano con l'Arabia Saudita alla fine della II GM, e la cui costruzione venne fatta ugualmente nonostante nel frattempo la guerra fosse finita. Essa è diventata una delle basi più importanti se non la più importante. Alta 26 slm attualmente ha due piste da 3360 e 3600 m. Gli americani vi permasero tra il 1945 e il 1962. Non c'era più una giustificazione militare, dato che la guerra, per combattere la quale era stata edificata, era finita. Per molto tempo fu l'unica base della zona a poter ospitare i B-29.

Quanto alle formazioni, i Saudi Hawks sono stati creati nel 1998 alla King Abdulaziz AB ovvero Dharan, con il No.88 Sqn. Debuttarono nel '99 con sei Hawk Mk.65A e 3 Mk.65. Hanno fatto alcune tournee anche al di fuori dell'Arabia, ma non molto frequenti. Attualmente sono basati a Tabuk.

I contratti Al Yamamah[modifica]

Questi enormi contratti da mld di dollari l'uno hanno costituito la pietra fondamentale della costruzione dello strumento militare saudita. I Sauditi hanno pagato con petrolio, fino a 600 mila barili al giorno diretti al governo britannico. La prima di queste mega-vendite ha riguardato i Tornado nel 1985. Sono stati i discendenti di accordi precedenti, come quelli successivi alle dimostrazioni del '64 che videro il contratto per i Lighting e Strikemaster, nonché i SAM Thunderbird. Il contratto venne siglato nel '66 per 40 aerei da caccia e 25 addestratori, poi aumentati forse a 40. Nel '73 venne attribuito un contratto ai britannici per tutto il sistema di difesa aerea con una spesa di oltre un mld di sterline. Negli anni '70 toccò anche agli americani, con 114 F-5 e poi seguiti nel 1981 con 46 F-15C e 16D, e poi nel 1982 con 5 E-3A. Data la forza della lobby ebraica negli USA, che impediva ulteriori compere, si rivolsero in Europa. Prima con le fregate e gli elicotteri francesi, poi dal luglio 1984 interesse per i Tornado, a cui vi fu accordo di principio nel settembre 1985 come anche per gli Hawk. Il 26 settembre vennero ad un MoU per 48 IDS, 24 ADV e 30 Hawk, più 30 PC-9 e varie armi. Questo era lo Yamamah I, poi la seconda parte ebbe luogo con contratto del 3 luglio 1988, pare il più grande dei contratti mai avuti dai Britannici, per un totale di 96 Tornado IDS, 24 ADV, 50 Hawk e 50 PC-9, più altre armi ancora. Il principale beneficiario fu la BAe Systems.

Dato il successo del primo contratto, dovuto alla premier britannica e alla sua attività di lobbying, non vi fu riguardo per eventuali riforme dei diritti umani o sociali in Arabia. In tutto vennero forniti con lo A.Y. I 48 Tornado IDS, di cui 28 GR1, 6 GR1A da ricognizione 14 DC; più 24 ADV F Mk.3, bombe JP-233, ALARM e Sky Flash. I primi due aerei, due Hawk vennero consegnati il 11 agosto 1987.

Con lo A.Y. II vennero consegnati 48 Tornado IDS

Con il contratto successivo per gli EF-2000 venne siglato un MoU nel dicembre 2005 per rimpiazzare gli ADV. In tutto si parla di 72 aerei il cui contratto venne siglato il 18 agosto 2006. Si parla di un costo di 10 mld di sterline. Sarebbe questo il A.Y. III; nel febbraio 2006 si parlava di oltre 100 EF-2000 e dell'aggiornamento dei Tornado IDS allo standard GR.4, il cui contratto arrivò per 3,7 mld di euro nel settembre 2006. Non sono mancate le accuse di corruzione bella e buona ai membri della famiglia reale e con il coinvolgimento della stessa Thatcher. Nel 2007 la BBC arrivò ad affermare che la BAe Systems pagò centinaia di mln di sterline ai sauditi per favorire il loro contratto. Vi sono stati arresti, indagini e polemiche.


Vari[modifica]

L'aviazione è integrata dalla Royal Air Defense che è stata parte dell'esercito fino al 1981, ma poi è diventata indipendente. Il QG è a Ryhadh con un centro sotterraneo di comando che coordina tra l'altro i sistemi di scoperta radar 'Peace Shield' e un avanzato sistema di difesa aerea.

Il Royal Guard Regiment era originariamente un'unità indipendente, poi incorporata nell'esercito nel '64. Si occupa però della protezione della Casa Reale. Ovviamente hanno una diversa catena di comando e controllo e riferiscono direttamente al Re. Vi sono 3 btg fanteria leggera e sono tutti basati a Riyadh al comando del gen Hamad ibn Muhammad al-Uhali.

Sempre per la protezione degli interessi reali vi è anche il Re'asat Al Istikhbarat Al A'amah o GIP, che è l'agenzia di intelligence del governo. Si occupa della sicurezza del Paese e della famiglia reale, sulla base delle esperienze dei Saud nella 'conquista' della penisola arabica. Pare che esista dal '55 e reso indipendente dal '57 rispetto all'agenzia delle investigazioni. Con il regno di Re Faisal qeusto servizio ha conosciuto un grande sviluppo con numerose branche di impiego per coprire tutte le aree del grande territorio saudita.

La Forza di Emergenza è infine un'unità speciale antiterrorismo come la francese GIGN, fondata nel '72 e incaricata di controllare le tensioni interne del Paese, specie contro gli attacchi delle installazioni petrolifere come quelli del '95 e del '96.

Si è detto delle cittadine militari: per esempio la King Khalid Military City (KKMC), che è una città tipica di questo tipo. Essa è a Nord-Est dell'Arabia. Vi è una popolazione complessiva di 65.000 persone e la presenza di brigate saudite e americane. Era stata costruita nel dopoguerra con assistenza americana e francese tra quelle del programma, tra cui Taif e Khamis Mushait. Venne costruita iniziando la progettazione nel '74 e il costo è stato di circa 8 mld di dollari, anche se esistono stime diverse. Essa è la più grande e potente di queste città militari. Ha anche un nuovo porto, vennero scavati 21 pozzi nuovi per provvedere all'acqua e oltre 3 mila alloggi per famiglie con tunnel di collegamento, 5 moschee e un impianto di costruzione prefabbricati in cemento, usato poi per la costruzione della base stessa. In tutto la base venne completata nel 1987. Nella guerra del Golfo fu molto attiva, grazie anche al suo aeroporto, mentre i missili Patriot vennero schierati per difendere la base dai missili Scud, tre dei quali abbattuti il 21 febbraio 1991. Attualmente gli USA sono rappresentati da una piccola frazione delle centinaia di soldati e ingegneri presenti a suo tempo.


La Missione americana di sostegno è presente dal '53, e ha un QG a Riyadh. Si tratta di una Organizzazione di assistenza alla Sicurezza su canali FMS. È il frutto dell'incontro tra il re saudita e Roosvelt nel '45, ai Laghi Amari, finalizzata con un accordo MDAP nel '51 e confermata da un altro accordo (USMTM Agreement) nel '77. La sua missione è quella di addestrare il personale in loco. Attualmenve vi è un comando congiunto con personale di tutti i Servizi americani e rappresentanti delle divisioni terra, navale, aerea, Marine, difesa aerea.

Bibliografia[modifica]

  1. Gli F-5 Sauditi, sito di Joe Baugher
  2. Take Off enciclopedia, De Agostini, Novara, 1990, p.2229
  3. Gianvanni, Paolo: 'Lightning sul deserto, RiD Magazine, Chiavari, March 2010 p. 82
  4. Armi da guerra 65: Arabia Saudita/Oman
  5. fascicolo 87
  6. A&D ott 1990
  7. Gli F-15S, sito di Joe Baugher
  8. Aeronautica&Difesa, Settembre 1997 pag. 70 (RSJAF)
  9. Po, Enrico: Le fregate Al Rhyad, RID Maggio 2006 p. 38-45
  10. da wiki.en
  11. dati da Scramble.nl