Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Argentina

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L'Argentina, nazione sudamericana seconda per importanza solo al Brasile, ha conosciuto nei decenni scorsi dittature, guerre e più di recente, recessioni economiche dovute ad embarghi politici prima, e poi a disastrose politiche liberiste che sono persino giunte ad affamare la popolazione di quello che è uno dei più grandi produttori mondiali di carne. L'arrivo di Nestor Khirkner al potere ha tuttavia aiutato la Nazione a risollevarsi, poco a poco, fino ad uscire dal default in cui cadde nel 2001. Le Forze armate argentine, in passato partecipi della vita politica anche in modo diretto, con la breve ma feroce dittatura militare del 1976-82 che seguiva la fine del peronismo, sono attualmente ridotte ma sopratutto escluse direttamente dalla vita politica della nazione, anche se il processo di riappacificazione nazionale, con migliaia di criminali del tempo della dittatura, ancora in libertà, è molto difficile e delicate da portare a termine senza provocare crisi e instabilità.

Indice

[modifica] Inizi[1]

Durante gli ultimi 100 anni l'Argentina ha conosciuto molti interessanti sviluppi nel settore militare, che fin dall'inizio del XX secolo ne lanciarono le ambizioni di potenza navale regionale, con una vera 'corsa agli armamenti' contro il Cile e il Brasile (il quale arrivò ad ordinare due corazzate armate con 14 cannoni da 305 mm, le navi monocalibre con il maggior numero di artiglierie principali, che però vennero requisite dalla Royal Navy dopo lo scoppio della Grande Guerra). L'acquisto di 4 incrociatori corazzati del tipo 'Garibaldi' (navi corazzate con armamento policalibro e motori alternativi a vapore, antenate degli incrociatori pesanti ma spesso considerate anche come 'navi da battaglia di terza classe') fu un considerevole potenziamento della flotta verso la fine del XIX secolo. Vennero ordinate molte altre navi, tra cui due nuove corazzate di costruzione statunitenste, armate con 12 pezzi da 305 mm: le ARA Moreno e Rivadia, da 27.000 tonnellate. Nei tardi anni '20 giunsero in servizio due cacciatorpediniere di costruzione spagnola, , poi 3 caccia inglesi, i 4 primi sommergibili (costruiti a Taranto e per questo chiamati 'Los Tarantinos', ma simili ai tipi 'Settembrini' italiani). Il programma navale del '26, finanziato con 75 milioni di pesos, riguardava 3 nuovi incrociatori moderni.

Agli inizi degli anni '30 entrarono in servizio gli incrociatori classe '25 de Mayo' (ARA Venticinquo de Mayo e Almirante Brown, ordinati nel '27), che erano belle navi veloci e moderne, sostanzialmente la versione 'ridotta' dei 'Trento' italiani. Questi incrociatori, con ponte corazzato da 30 mm (ma non è chiaro se vi fossero uno o due ponti con tale corazzatura), cintura da 70 mm e torri da 50 mm erano protetti in maniera comparabile con quella degli incrociatori leggeri dell'epoca. Invece, era diverso l'armamento, molto consistente e di tipo originale, anche se ben inferiore a quello dei 'Trento' per via del minore dislocamento dello scafo: al posto degli 8 cannoni da 203 mm ve n'erano solo 6 da 190 mm, di un nuovo tipo appositamente prodotto, con prestazioni inferiori, forse dell'ordine di 23 km per proiettili da 90 kg, mentre la cadenza di tiro, di converso, era presumibilmente maggiore. Si trattò di una riduzione del progetto originale simile a quella che generò gli 'York' dai 'County' inglesi, anche se in quest'ultimo caso i 6 cannoni erano ancora da 203 mm. Nuovi erano anche i cannoni secondari bivalenti, ben 6 impianti binati da 102 mm, molto di più degli standard dell'epoca (tipicamente 4 cannoni contraerei singoli), mentre i siluri erano lanciabili da 6 tubi fissi da 533 mm laterali, protetti dagli agenti atmosferici (erano dentro lo scafo, all'altezza del ponte di batteria), ma dall'utilità estremamente dubbia. Vi erano anche 2 idrovolanti in un hangar prodiero, e infine 4 mitragliere da 40/39 mm Vickers. Le navi avevano una potenza di 80.000 hp e stazzavano circa 9.000 t a pieno carico, per una velocità di circa 32 nodi. In somma delle loro caratteristiche, eccole elencate in forma completa:

  • Ordinate: maggio 1927
  • Impostate: (25 de Mayo) 28 novembre 1927, (A.Brown) 12 Ottobre 1927
  • Varo: 11 Ottobre 1929 e 28 settembre 1929
  • Servizio: 5 Luglio 1931 per entrambe
  • Radiazione: maggio 1960 per entrambe
  • Dislocamento: standard 6.800 t, carico normale 8.200 t, p.c. 8.800 t
  • Dimensioni: lunghezza f.t. 171 m, galleggiamento 163,2 m
  • Larghezza: 17,7 m
  • Immersione: 4,93 m
  • Motore: 6 caldaie Yarrow (di concezione inglese) e 2 riduttori Tosi (tipo Parsons americani); 85.000 hp su due assi, combustibile 1.800, max. 2.000 t, autonomia 8.000 miglia a 14 nodi e velocità massima 32 nodi.
  • Corazzatura: 70 mm cintura corazzata (tra le due torri principali) , ponte coperta e locale timoni (agghiaccio) 30 mm, barbette e torri 50 mm, torrione comando 65 mm.
  • Armamento iniziale: 6 cannoni da 190/52 mm, 12 cannoni da 102/45 mm, tutti in impianti binati; 6 mitragliere Vickers-Terni da 40/39 mm; 6 tls da 533 mm fissi; 1 idrovolante (max due).

La loro pecca maggiore era la stabilità con mare agitato, che nell'ambiente oceanico era la norma (era normale che l'acqua di mare penetrasse dentro i portelli lasciati aperti in coperta, persino senza mare agitato), ma i pesi in alto erano consistenti (nonostante le sovrastrutture fossero particolarmente basse), e sopratutto lo scafo era molto lungo rispetto alla larghezza, anche se aiutato da pinne stabilizzatrici sui lati. L'affidabilità meccanica non fu mai a prova di critica, anzi continue riparazioni furono necessarie per mantenerle efficienti. La mancanza di stabilità era talmente seria, che gli impianti binati da 102 mm non avevano alcun tipo di scudatura protettiva. In seguito la catapulta per idrovolanti, a causa delle mareggiate e dei vicini cannoni di prua, venne spostata saggiamente a centro nave, sistemata trasversalmente. L'idro era un modello americano. La stabilità delle navi non fu mai un problema risolto, anche se sembra che esse furono popolari nella Marina argentina. Un'altro problema si manifestava In ogni caso, con successivi ammodernamenti postbellici, i due incrociatori videro rimpiazzati i 4 cannoni da 40 mm Vickers e sopratutto tutti i 12 cannoni da 102 mm: ciascun impianto venne sostituito con una mitragliera singola Bofors da 40 mm e un radar di tiro abbinato: se questo fu un'appesantimento rispetto alle vecchie mitragliere Vickers, non lo fu certamente per i cannoni binati da 102 mm ( cui affusti pesavano circa 15 t l'uno, molto di più di un pezzo Bofors da 40 mm). In pratica queste navi si ritrovarono senza la batteria di medio calibro, quindi con solo 6 cannoni da 190 mm, 6 lanciasiluri e 10 cannoni da 40 mm. Stranamente i lanciasiluri fissi non vennero tolti, nonostante l'utilità pressoché nulla e la necessità di ridurre i pesi in alto (in controtendenza con quello che accadeva in altre marine: gli incrociatori vennero piuttosto armati con numerosi cannoni contraerei e persero totalmente i lanciasiluri).

Le navi rimasero in servizio per parecchi anni, e alla fine della loro trentennale carriera tornarono a Genova, dove naquero, per la demolizione. I loro sostituti furono i 2 incrociatori 'Brooklin' CL-46 'Phoenix' e CL-47 'Boise' americani, forse meno eleganti (o forse si potrebbe dire 'essenziali'), ma armati con 15 cannoni da 152 mm e 8 da 127 mm e complessivamente superiori e meglio equipaggiate. Vennero comprati nel 1951 e battezzati 17 DE OCTOBRE e 9 de JULIO. Questi rimasero in servizio a lungo (Il 'Belgrano' in particolare), ma non erano soli: il programma del '26 prevedeva un terzo incrociatore moderno, che venne però finanziato solo nel '35. Questa nave, più piccola, meno armata (era un derivato dei piccoli incrociatori inglesi 'Arethusa' con 6 pezzi da 152 e 4-8 da 102 mm) e nondimeno più marinara delle altre due, era l'ARA 'La Argentina'. Usata spesso anche come nave scuola, rimase ininterrottamente in servizio per quasi 40 anni, fino alla radiazione del 1974. Da notare che questi 5 incrociatori, l'inglese, i due grossi 'Brooklin' americani e i due italiani hanno costituito per tutti gli anni '50 il nucleo combattente di maggior consistenza dell'intero Sud America, anche senza considerare la portaerei e i cacciatorpediniere, pure numerosi e ben armati.

Altre navi comprate nel periodo prebellico e che hanno avuto una lunga vita sono stati i caccia inglesi della classe 'Buenos Aires', 7 caccia costruiti in Gran Bretagna nel 1938. Il 'Corrientes' fu speronato accidentalmente, e affondato, dall' 'Almirante Brown'. Gli altri rimasero, pur essendo di caratteristiche superate (erano analoghi alla 'classe G') e nonostante i caccia americani di ultimo modello, in servizio fino al 1973, per cui a buon titolo si possono considerare tra le navi postbelliche.

[modifica] Dal dopo guerra agli anni '80

Oltre a vari programmi nazionali, l'Argentina comprò numerosi armamenti da quasi tutto il mondo occidentale. Uno di questi acquisti fu il bombardiere Camberra inglese, seppure in un limitato numero di esemplari. Un altro, di cui si dirà successivamente, era il Mirage III. Prima ancora, però, l'Argentina cercò di costruire aerei ad elica e a pistoni, anche di prestazioni relativamente alte. Uno di questi progetti era il Pulqui, un caccia simile al MiG-15 come impostazione e rimasto senza seguito, progettato dalla FMA. Un mezzo simile furono 28 F-86F Sabre di seconda mano, consegnati dal 26 settembre 1960 e immatricolati con gli sn. C-101/128. La loro carriera fu molto breve, ma nondimeno ebbero modo di mettersi in luce allorché attaccarono la base navale di Punta el Indio distruggendo un C-54 della Marina. Questo scontro fratricida aveva una motivazione molto seria: reprimere il tentato colpo di stato dell'aprile 1962. In seguito gli F-86 rimasero in servizio con la FAA, anche se i compiti principali di combattimento passarono ai Mirage e agli A-4. Nel 1976 erano disponibili per la vendita al Venezuela, ma quell'anno la dittatura argentina attirò pesantemente l'attenzione dell'ONU facendo fallire la vendita, e un altro tentativo venne fatto senza successo anche con l'Uruguay. I vecchi caccia rimasero in Argentina, abbastanza ben conservati da far sì che qualcuno proponesse di schierarli a Port Stanley durante la guerra dell'82: la cosa venne considerata 'poco pratica' e i caccia rimasero nel continente. La loro sorte non è ben chiara, forse vennero radiati poco dopo la fine delle ostilità. Ma in ogni caso, già da anni apparentemente non avevano nessun ruolo importante nella FAA, come dimostrano anche i tentativi di vendita all'estero negli anni '70.


[modifica] Marina

L'9 de Julio, 'fratello' dello sfortunato 25 de Mayo
L'9 de Julio, 'fratello' dello sfortunato 25 de Mayo

La Marina argentina, nell'immediato dopoguerra comprò un'intera flotta di navi di seconda mano dagli anglo-americani: oltre i due incrociatori 'Brooklin', comprò la portaerei di scorta britannica HMS Warrior, classe 'Colossus', varata nel 1944.

Infine, vennero comprati cacciatorpediniere Gearing FRAM I/II e almeno 2 sottomarini GUPPY, tutte navi americane della Seconda guerra mondiale, ma aggiornate con nuovi sistemi (migliori sensori, batterie più potenti, armi ASW migliorate etc.). Successivamente, la flotta ebbe anche nuovi aerei: addestratori armati MB-326 di produzione italiana e brasiliana, P-2 Neptune da pattugliamento marittimo basati a terra, i summenzionati S-2 Tracker (piccoli, compatti ed efficienti bimotori da pattugliamento ASW, tra i migliori mai costruiti tanto da essere a tutt'oggi in servizio con alcune aviazioni) ed elicotteri Sea King (sia americani che di produzione, in versioni leggermente diverse, italiana: anche qui si tratta di un best-seller nel settore degli elicotteri navali, solo adesso in fase di rimpiazzo dopo 40 anni di servizio).


[modifica] La AAR Indipendencia e la Venticinquo de Mayo[2]

La HMS Warrior diventò operativa nel 1945, ma allora la guerra era finita e i compiti meno chiari per la surdimensionata marina britannica. Venne data in prestito alla marina canadese per due anni, poi ebbe un ponte di volo di nuovo concetto, addirittura di tipo 'flessibile' (proprio gli inglesi, ironicamente, che avevano inventato il ponte di volo corazzato) per consentire l'atterraggio di aerei muniti di pattini speciali. Questo era possibile perché le macchine sperimentate erano aviogetti, oramai in uso anche con le marine mondiali più avanzate (ovvero, non c'era più il problema dell'elica che 'strisciava' sul ponte di volo rovinandosi irrimediabilmente). Nel biennio 1952-53 si ritornò ad un concetto strutturalmente ortodosso, ma il ponte venne angolato di 5 gradi in orizzontale (la principale innovazione postbellica nel settore, il cosiddetto ponte angolato, per lanciare e recuperare in simultanea gli aerei) e la nave venne usata come unità comando dell'Operazione Grapple, ovvero i test nucleari britannici con bombe H esplose sull'isola di Christmas, Oceano pacifico. Questo accadde nel 1957, e fu l'ultima missione importante con la Royal Navy della HMS Warrior. Dopo venne fornita alla Marina argentina, che a partire dall'estate del 1958 la ricevette e ribattezzò come Indipendencia, facendola entrare in linea già a dicembre. La dotazione di bordo, come armamento, era di 12 impianti binati o quadrupli da 40 mm, ridotti subito a 8. Poi, nel 1962 si decise di aumentare la difesa antiaerea con 1 impianto da 40 mm quadruplo e 8 binati.

Nell'agosto 1963 arrivarono i primi aviogetti della Marina, che fino ad allora aveva macchine come i più recenti degli F4U Corsair. La prima macchina a reazione fu il Grumman F9F Phanter, già obsoleto da circa 10 anni. In tutto vi erano a bordo fino a 24 tra Phanter mono e biposto (addestrativi), F4U-5 (capaci di portare anche 1.800 kg di bombe e volare a 720 kmh, quindi ancora utili come macchine d'attacco)e T-28 armati (nella versione Fennec francese). Alla fine degli anni '60 la portaerei aveva invece una funzione ASW: radiati gli F9F e F4U, si era ridotta a portare solo 6 S-2 ASW e 14 Fennec. Infine, nel 1970 passò in riserva e venne avviata alla demolizione l'anno dopo. Venne sostituita dalla sorella 'Karel Doorman', radiata dalla marina olandese, e diventata la AAR '25 De Mayo'.

La Venticinquo de Mayo
La Venticinquo de Mayo

Questa era una nave del tutto simile, ma toccò all'Olanda, prestando servizio nella sua marina militare dal 1948. 20 anni dopo ebbe un grave incendio in sala macchine e le riparazioni, ancorché possibili, non vennero giudicate convenienti. La 'Karel Doorman' venne a quel punto comprata dall'Argentina, che si fece carico delle riparazioni, da eseguirsi nei cantieri olandesi. I lavori finirono nel 1969 e il primo settembre di quell'anno salpò per l'emisfero Australe, dove avrebbe cambiato il nome in 'Venticinquo de Mayo', la festa nazionale argentina. La sua rinnovata dotazione elettronica comprendeva un avanzato sistema Ferranti CAAIS per l'elaborazione dati di combattimento e display Plessey. Questo sistema, britannico, era in grado di scambiare i dati con i caccia Type 42, anch'essi comprati dalla Gran Bretagna come scorte per la nuova ammiraglia. Perché l'Argentina non abbia ammodernato direttamente la 'Indipendencia' è difficile dire; forse le condizioni generali della nave lo rendevano antieconomico. Fatto sta che nel mentre la vecchia nave venne posta in disarmo, la 'nuova' unità divenne parte della flotta, inizialmente con un reparto di volo di 8 A-4Q, 6 S-2E e 4 Sea King. L'equipaggio era di 1.000 uomini + 500 del reparto volo, distribuiti su quasi tutti i 211,3 metri di lunghezza e i 24,4 (42,4 col ponte di volo angolato) di larghezza dello scafo. Come armamento conservava 9 impianti singoli da 40 mm. La velocità era di 24,25 nodi con motori a turbina da 40.000 hp e dislocamento a pieno carico di 19.900 t circa. I motori erano praticamente gli stessi che consentivano ai cacciatorpediniere britannici da 1.700 t di arrivare a 36 nodi: nonostante l'aumento del dislocamento di circa 8 volte e le dimensioni circa doppie (con un pescaggio che arrivava a ben 7,6 m), la portaerei era ancora capace di una velocità pari a 2 terzi di queste unità, il che dimostra come l'attrito (che aumenta al quadrato della velocità, ma può essere incentivato anche da altri fattori) renda estremamente 'costoso' raggiungere velocità molto alte. Se 20 nodi sono una velocità economica ma troppo limitata per una nave bellica, 30 sono ideali, ma molto costosi da ottenere per una portaerei (con la necessità di circa 100.000 hp, la potenza tipica di navi come le 'Illustrious') e con macchinari pesanti e costosi, specie ai tempi delle turbine a vapore. In seguito, con le turbine a gas è cambiato (in meglio) molto, ma i consumi si sono dimostrati rilevanti (come gli stessi 'Type 42' avrebbero dimostrato). La scelta di un valore intermedio, comunque migliore della ventina scarsa di nodi di altre portaerei di scorta (vedi le navi americane del periodo bellico), ottenne portaerei leggere di ragionevoli prestazioni velocistiche (grazie ad un sistema motore da cacciatorpediniere), con una buona autonomia e uno scafo abbastanza grande per ospitare molti aerei.

La 'Venticinquo', che nonostante tutto quanto sopra frequentemente soffrì di problemi meccanici (e anche del semplice fatto che, non essendo abbastanza veloce, non poteva distanziare eventuali SSN inglesi che la inseguissero) ebbe un altro aggiornamento nel 1980 con aumento dello spazio per ospitare due aerei in più sul ponte di volo, rinforzato per aerei più pesanti. La portaerei ebbe un ruolo importante per la conquista delle Falklands, tentò di attaccare la flotta inglese ma poi ritornò in acque metropolitane per via della minaccia dei sottomarini. La composizione del reparto imbarcato, dopo la guerra, venne costituita da 4-6 A-4, 8 Super Etendard, 6 Tracker e 4 Sea King, per ottimizzare la polivalenza dello stormo imbarcato, ospitabile parzialmente nell'hangar interno di 135,6 x15,8 x5,3 m. Infine, nei tardi anni '80 ebbe altri lavori di ristrutturazione, ma con scarsi risultati. Alla fine venne posta fuori servizio negli anni '90, anche se non è chiaro se sia stata definitivamente radiata.


[modifica] Hercules e Trinitad[3]

La Santissima Trinitad. Qui vi è una testimonianza estremamente rara di quello che c'é 'sotto' le cupole bianche dei radar guidamissili
La Santissima Trinitad. Qui vi è una testimonianza estremamente rara di quello che c'é 'sotto' le cupole bianche dei radar guidamissili

Assieme a queste navi arrivarono anche i primi e unici 2 Westland Lynx. Questi erano per i cacciatorpediniere 'Hercules' e 'Santissima Trinitad', classe 'Type 42' e quindi armati di missili Sea Dart a lungo raggio. Le navi vennero costruite in cantieri argentini e rappresentarono l'unico successo estero di questa classe, nonostante fosse armata con missili a medio raggio e dislocando al tempo stesso relativamente poco. Ma i missili Sea Dart, per quanto capaci di oltre 40-60 km grazie ad uno statoreattore, erano piuttosto costosi rispetto ai RIM-2 Terrier/Tartar/Standard con motore a razzo, e le apparecchiature elettroniche erano a loro volta molto ingombranti e piuttosto obsolete.

La costruzione del 'Santissima Trinitad' avvenne in Argentina, mentre l'Hercules, per sua fortuna, venne costruito in Gran Bretagna. Il contratto, che infatti prevedeva la fornitura completa di un caccia e dei materiali per costruire l'altro nei cantieri AFNE (Astilleros y Frabricas Navales del Estrado) nazionali, fu siglato il 1 marzo 1969. La costruzione di entrambe le navi venne funestata da incidenti e imprevisti: lo Sheffield, nave capoclasse delle 14 per la Royal Navy, ebbe durante la costruzione -all'inizio del 1971-la prua danneggiata da un incendio, e gli argentini acconsentirono a cedere la prua dell'ARA 'Hercules' per completare la nave inglese in tempo per il varo (a cui avrebbe presenziato la regina Elisabetta II). Questo causò un rallentamento della consegna, ovviamente. Il Santissima Trinitad era invece in allestimento, quando nel 1974 un gruppo di guerriglieri della formazione 'Montoneros', che all'epoca imperversava nel Paese, riuscì ad entrare nel cantiere ed affondò la nave con una carica da 80 kg. Essa venne riportata a galla, ma i danni si rivelarono tanto gravi che non fu possibile ripristinarla totalmente. Benché sia entrata in servizio comunque, la sua vita operativa ne ha sempre risentito e dal 1989 questa nave non ha avuto praticamente alcun utilizzo. Se si considera che si tratta di una delle due sole navi argentine con missili SAM da difesa d'area si capisce quale problema ciò abbia comportato.

Durante l'Operazione ROSARIO (occupazione delle Falklands), la D-29 Santissima trinitad venne usata, grazie ai considerevoli spazi liberi, come trasporto veloce per un centinaio di truppe d'assalto, assieme ad altre navi. Dopo di che venne utilizzata come nave da guerra a tutti gli effetti, con la gemella HERCULES (D-28), pattugliando un tratto di mare assegnate al Task Group 40.3, poi con varie vicissitudini, le navi rimasero in mare per cercare l'occasione di un attacco di sopresa in una 'favorevole occasione' che però non giunse mai. Si trattava di ben 7 navi: le due 'Type 42' , due corvette A.69 e due caccia FRAM, tutti armati con Exocet (per un totale di non meno di 20 missili), e della nave di supporto CAMPO DURAN, una nave cisterna.

Le 'Type' 42 argentine erano infatti armate con 20 missili Sea Dart in un lanciatore binato prodiero, dietro il cannone a medio raggio da 114 mm. Vi erano anche 2 mitragliere da 20 mm, due lanciasiluri leggeri, l'elicottero Lynx; ma oltre a questi armamenti, standard della Marina Britannica, c'era un armamento sensibilmente migliorato per la difesa ravvicinata con 4 mitragliatrici d a 12,7 mm, e sopratutto 2 (Hercules, inizialmente) o 4 (St.Trinitad ed Hercules) lanciamissili MM.38 Exocet per una capacità antinave ben maggiore rispetto ai 25-30 km dei comunque pericolosi missili Sea Dart, utilizzabili in doppio ruolo. La capacità sbarco venne usata anche dal sottomarino ARA 'Santa Fe' che raggiunse, con soli 12 marines, la Georgia del Sud. Non sarebbe più ritornato, vittima dell'attacco di diversi elicotteri inglesi.

La Hercules dopo la trasformazione in un cacciatorpediniere d'assalto anfibio
La Hercules dopo la trasformazione in un cacciatorpediniere d'assalto anfibio

I 'Type 42' argentini continuarono la loro carriera nella stessa Divisione di cacciatorpediniere fino al 1989, quando il 'Santissima Trinitad' venne tolto dalla prima linea e utilizzato solo come fonte di parti di ricambio (l'embargo inglese si fece sentire). Il 15 luglio 1994 entrambe le navi cessarono ufficialmente di far parte della Prima Divisione cacciatorpediniere. La SANTISSIMA TRINITAD venne messa semplicemente in riserva per i motivi di cui sopra, l'HERCULES è stato invece trasformato in nave d'assalto anfibio veloce, con la sigla B-52. La nave è stata modificata dai cantieri ASMAR di Valparaisio sostanzialmente nell'hangar: i cileni avevano già modificato i loro 'County' con un hangar maggiorato capace, invece del Wessex o del Lynx, di portare almeno un elicottero Sea King. Nel caso dei ben più piccoli 'Type 42' tale trasformazione coinvolse più approfonditamente la parte poppiera della nave: venne installato un enorme hangar poppiero capace di ospitare ben due elicotteri AS-61 Sea King, costruiti dall'Agusta. Questi hanno capacità di combattimento elevate, in quanto gli argentini hanno modificato tali macchine con i missili AM.39 Exocet (fino a due per elicottero). Il passaggio da un solo elicottero medio-leggero a due pesanti è stato indubbiamente un salto notevole per le infrastrutture di supporto.

Il lanciamissili Sea Dart, con una massa totale di 60 tonnellate, venne all'inizio mantenuto, mentre il secondo radar guidamissili, sopra l'hangar, fu sbarcato (come anche i 2 lanciamissili Exocet) nel ingrandire l'hangar. In seguito si è deciso di privare l'Hercules anche del lanciamissili Sea Dart, togliendo alla marina argentina l'ultima piattaforma con missili a medio raggio -sebbene obsoleti- ancora disponibile. Lo spazio viene usato per alloggiamenti aggiuntivi per le truppe. Originariamente si era anche previsto di sostituire tutti i missili Exocet con 6 gommoni Zodiac, ma poi si è deciso di mantenerli, sebbene l'utilità di tali armi per un trasporto 'veloce' anfibio è questionabile (al più servono per autodifesa). Và detto che gli elicotteri non sono necessariamente sempre disponibili e la capacità antinave che i Sea Dart potevano offrire come ruolo secondario è venuta meno dopo la loro radiazione, anche se per fortuna il cannone Mk 8 prodiero è stato mantenuto.

[modifica] A-69[4]

La Marina argentina divenne titolare anche di un'altra classe di nave non esportata in nessuna altra nazione (almeno all'epoca): le 3 navi del tipo A-69, 'Drummond', 'Guerrico' e Granville (P1-3), entrate in servizio a metà anni '70, dopo che l'Argentina aveva comprato il progetto dalla Francia, costruendole nei propri cantieri, e portando così esattamente a 20 il totale costruito. Si trattava di navi di buone capacità per compiti non di prima linea, armate comunque con un cannone da 100 mm capace di 60 colpi al minuto, nella versione alleggerita da 17 (invece che 21) tonnellate, una potenza di fuoco notevole per una nave da circa 1200 t, armata anche con lanciarazzi e siluri di grosso calibro ASW, nonché due missili MM.38 Exocet. Una di queste,la 'Guerrico', venne danneggiata quando si avvicinò sottocosta alla Georgia del Sud, durante le operazioni di sbarco argentine del 3 aprile. La nave sostenne danni da armi leggere e persino missili controcarri, dovendo poi restare in cantiere alcuni giorni per le riparazioni del caso. Ragionevolmente efficaci nel ruolo ASW, abbastanza armate in quello antinave, meno valide nella lotta contraerei, piuttosto veloci (24 nodi), queste navi sono state intese sopratutto come cannoniere economiche da impiegare in lunghi pattugliamenti oltremare, come una sorta di navi coloniali. Per questo hanno anche predisposizioni per alloggiare, per periodi prolungati, 17 marines in aggiunta all'equipaggio normale, mentre i motori diesel, relativamente poco potenti, sono sia abbastanza agevoli in termini di manutenzione che di consumi ridotti.


[modifica] Type 209[5]

Il 'San Luis', qui mostrante la sua poderosa batteria di 8 tubi di lancio, si comportò bene e anche se senza fortuna, diede filo da torcere alla RN
Il 'San Luis', qui mostrante la sua poderosa batteria di 8 tubi di lancio, si comportò bene e anche se senza fortuna, diede filo da torcere alla RN

L'Argentina, nonostante il regime dittatoriale, continuava a ricevere armamenti di ogni genere, e tra questi anche sottomarini. I 'Type 209', una classe in verità proteiforme di navi tra i 45 e i 64 m e 450-1.600 t. La versione standard però era la '56 m' con dislocamento di 965 t e oltre 1.000 t immerso: La Marina Argentina ne ordinò due ma uno soltanto di questi era pronto per la guerra; il 'St.Louis' eseguì tre attacchi contro bersagli, due di superficie e uno subacqueo, con 8 siluri SST-4 : le conseguenze potevano essere catastrofiche, specie se è vero che tra questi bersagli vi era almeno una delle due portaerei inglesi (assolutamente indispensabili per vincere la guerra): ma le armi non funzionarono, pare, per errori di 'programmazione'. I siluri SST-4 sono armi antinave, quindi il presunto sottomarino inglese dev'essere stato attaccato o quasi in emersione oppure con siluri specificatamente ASW di cui non si ha conferma (Mk 37 o Seelange). Con la sua silenziosità e le piccole dimensioni, operando attorno alle isole dove le acque erano più bassse il 'St.Louis' costituì una vera 'mina vagante', e per contrastarne la minaccia la Royal Navy organizzò un pesante schieramento di navi ed elicotteri ASW per dare la caccia a questo unico sottomarino efficiente, che sopravvisse a tutte le ricerche e anche ai confronti con eventuali potenti SSN britannici (che operando in oceano, erano al meglio delle loro possibilità). Avesse settato bene i suoi siluri, gli inglesi avrebbero quasi di sicuro perso la guerra (questo perché una sola portaerei inglese non avrebbe mai potuto garantire il successo dell'operazione). La presenza di numerosi cetacei (il Sud Atlantico era uno dei loro ultimi santuari) ha fatto sì che i falsi bersagli non mancassero: alcuni siluri ASW sono stati sparati solo per uccidere qualche sventurata balena e distruggere alcuni dei generatori di rumore trainati dalle navi (sono poco noti, ma fin dal Foxer della Seconda guerra mondiale costituiscono una difesa standard contro i siluri a guida acustica, in genere ogni nave ne ha due e ne fila uno per volta in acqua). In sostanza l'unico Type 209 operativo dimostrò come persino un marina come quella britannica, da decenni specializzata sopratutto nella lotta antisom., potesse essere messa alle corde. Furono necessari schermi di elicotteri pesanti, 3 Sea King per volta si davano il cambio proteggendo le navi dalle possibili direttive di minaccia, mentre altri sei elicotteri (praticamente la metà della capacità di trasporto velivoli delle portaerei) erano in fase di rifornimento e riarmo per i successivi turni. Certamente, l'arrivo di altri 4 sottomarini TR1700 ha costituito il maggior problema per gli inglesi in vista di un nuovo conflitto, essendo questi capaci, almeno in teoria, di raggiungere anche la loro principale base logistica avanzata, ovvero l'isola di Ascension.

[modifica] L'aviazione navale: Super Etendard[6][7]

L'Aviacion Naval Argentina è stata per lungo tempo equipaggiata con macchine non particolarmente sofisticate.

La nuova arma per la Marina Argentina era il piccolo ma letale Super Etendard, qui su di una portaerei francese
La nuova arma per la Marina Argentina era il piccolo ma letale Super Etendard, qui su di una portaerei francese

La 2a Escuadrilla, una delle più importanti della Marina Argentina, venne costituita ufficialmente il 9 agosto 1956, a Punta El Indio. La forza ammontava a 26 Vougth F4U-5, e fu tenuta tale fino al 1965. 4 anni dopo la 2a venne riattivata con 12 Fennec, ovvero i T-28 Trojan prodotti dalla Sud-Aviation: in tutto ne entrarono in servizio 12 T-28P imbarcabili (con una modifica locale) e 8 T-28F esclusivamente terrestri.

A parte questo, fino al 1967 la componente imbarcata di aviogetti era solo di 11 A-4Q imbarcati sulla 'Indipendencia', e i successivi tentativi di rinforzare questi pochi aerei, in servizio con la 3a Esquadrilla Aeronaval de Caza Y Ataque, vennero fatti tentando di comprare 12 vecchi Skyraider o anche 16 Etendard IVM. La contrarietà degli USA ad incrementare la forza aerea argentina, che operava per un regime oramai apertamente dittatoriale, venne superata ricorrendo ad un altro venditore: la Francia, e sebbene la Marina argentina chiedesse un totale di appena 10 aerei, si firmò un contratto per un totale di 16 Dassault Super Etendard, ridotti poi a 14. Il costo preventivato era 100 milioni di dollari, ovvero 7 per aereo. Si trattava di una macchina subsonica, ma valeva il costo per via dell'avionica molto sofisticata per un caccia da 11 tonnellate. Il contratto venne firmato nel luglio 1979 con consegne entro 24 mesi. Ma per sfortuna degli argentini, questo programma non venne rispettato e le macchine, che avrebbero dovuto essere pronte per la guerra delle Falklands, erano solo all'inizio delle consegne. Il ritardo, sebbene ridotto, si sarebbe dimostrato fondamentale per i successivi sviluppi bellici.

Non meno di 50 uomini, di cui 10 piloti (al comando del cap. Italo Lavezzo), vennero inviati in Francia per ottenere l'abilitazione iniziale, volando una cinquantina di ore e usando il simulatore (Il Super Etendard era solo in versione monoposto). La prima fornitura avvenne nel dicembre 1981 sulla base di Espora, e riguardava 5 aerei e altrettanti missili Exocet AM.39. Da notare, come coincidenza storica, che questi bombardieri antinave vennero consegnati esattamente 40 anni dopo Pearl Harbour (7 dicembre 1981).

La guerra scoppiò solo pochi mesi dopo e non vi fu modo di completare l'organico della 3a Escuadrilla, previsto all'epoca per il 1984. La forza di combattimento poté disporre di un solo missile per aereo, e venne posizionata sulla base di Rio Grande. Imparando ad evitare al meglio i radar Type 965 e 992Q dei caccia 'Type 42' argentini, per uno straordinario caso gli unici esportati al di fuori della Gran Bretagna (in un periodo di relativa distensione con gli Argentini come i tardi anni '60), i Super Etendard compirono 5 missioni con tanto di rifornimento in volo, e precisamente:

2 maggio, il cap.corvetta J.Colombo e il ten. fregata C. Machetanz decollarono per cercare le navi inglesi, il giorno precedente protagoniste di pesanti attacchi contro le Isole Malvinas. La missione subì un annullamento per cause tecniche.

Due giorni dopo altri due piloti parigrado, A.Betacarratz e A-Mayora, decollarono alle 9.45 e si diressero sulla posizione segnalata dal P-2H del cap.di corvetta Proni Leston. Non erano soli, in quanto un Super Etendard volava in avanti con funzione di scout, e gli altri due li rifornirono in volo, sia all'andata che, forse, al ritorno. Uno dei caccia salì a 150 m di quota (e fu visto per alcuni istanti dagli inglesi), localizzò due navi a 23 miglia nautiche, passò le informazioni agli altri due e questi da 27 miglia (quasi 50 km), alle 11.04, lanciarono contro lo Sheffield (D80), classe Type 42 e la HMS Yourmouth. Il primo stava comunicando con il sistema satellitare e non aveva, a quanto pare, le ESM attive, a causa di una mutua interferenza tra le antenne. Il radar o non era attivo o non fece bene il suo dovere. Così, solo 6 secondi dall'impatto il missile venne localizzato da marinai inglesi sulla plancia comando, e subito dopo colpì il caccia. Non è chiaro se vi fu l'esplosione della testata, ma l'impatto avvenne a 2,4 m di altezza e causò una falla di 3x1,2 m[8]. Lo Sheffield, incendiato dal micidiale propellente residuo (che pure era in gran parte consumato durante il volo di quasi 50 km), venne abbandonato dall'equipaggio a 70 miglia da P.Stanley (58°48'S-57°41'O), poi venne preso a rimorchio dopo che gli incendi l'avevano distrutto, ma affondò a causa del mare grosso 5 giorni dopo. La missione dei Super Etendard 0752/3-A-202 e 0753/3-A-203 terminò invece alle 12.04, dopo avere eseguito un rifornimento in volo. Gli inglesi vennero colti di sorpresa, aspettandosi il lancio degli Exocet da media quota per sfruttarne così la gittata massima utile. Visto che le distanze erano troppo elevate, e che i Dagger di scorta non avevano sonde per il rifornimento in volo, la loro tattica invece consistette nel volare a pelo d'acqua a circa 930 kmh, localizzare le navi inglesi a circa 50 km, senza essere localizzati (né dalle ESM né dal radar). La 'Yarmouth' fu più fortunata, pur essendo una nave vecchia priva di efficaci difese antiaeree, riuscì a evitare il missile, forse con le ECM. L'arma si infilò in mare a 300 metri dalla prua della fregata inglese, meno di un secondo dall'impatto!

La terza missione avvenne il 23 maggio, ma il duo di aerei del cap. R.Agotegaray e del ten. J.Rodriguez Mariani non trovarono i loro bersagli, dimostrando i problemi di targeting contro navi in movimento in mare aperto, cosa che mandò a vuoto parecchie altre missioni argentine convenzionali (ovvero con bombe).

La quarta missione ebbe successo: il 25 maggio, giorno di massimo sforzo degli argentini, il cap. R.Curilovic e il ten. J.Barraza sugli Etendard 3-A-203 e 204 decollarono alle 14.28 e alle 16.32 trovarono un bersaglio, e subito dopo sparando i missili AM.39. Il bersaglio era forse una portarei circondata da navi più piccole, e stavolta le navi inglesi ebbero l'avviso dell'attacco, quando gli aerei argentini salirono a 150 metri per individuare le navi con il radar e il radar Type 992 dell'Ambuscade li vide in tempo per dare l'allarme. Ma i missili Exocet, dopo essere stati ingannati dai chaff lanciati dai sistemi Chorvus di bordo, vennero attirati dall'Atlantic Conveyor, totalmente privo di ECM essendo solo un portacontainer requisito per il trasporto. Fortunatamente esso aveva già scaricato i Sea Harrier che aveva a bordo, ma non così accadde per tre dei 4 preziosissimi CH-47 pesanti (della cui carenza molto si soffrì da parte britannica), i 6 Wessex e un Lynx, e tutti e dieci questi elicotteri vennero perduti assieme alla nave, affondata in fiamme. La missione, che comprese anche due rifornimenti in volo con un KC-130H, finì alle 18.38, ben 4 ore e 10 minuti dopo. La nave inglese venne colpita a 90 miglia ad est di Port Stanley (50°30'S/56°08'O).

L'ultima missione dei Super Etendard avvenne il 30 maggio, e il capitano di corvetta A. Francisco (3-A-202), aiutato dall'aereo (in funzione di scout) del ten. L. Collavino (3-A-205) decollò alle 15.03, assieme anche a 4 A-4C Skyhawk del Grupo 4. Individuarono il gruppo della portaerei Invincible a 173 miglia nautiche ad Est delle Isole. La missione fallì, con l'Exocet abbattuto dalla fregata Avenger, mentre 2 A-4 vennero distrutti dai missili Sea Dart (in un caso disputati con il cannone della stessa Avenger). Non v'erano più missili e allora i piloti si addestrarono con le bombe, ma la guerra finì prima che venissero inviati in azione.

Alla fine del 1982 tutti i 14 Super Etendard erano già stati consegnati, assieme a molti Exocet, ma questi aerei, dimostratisi da soli capaci di distruggere due navi inglesi senza perdite, giunsero oramai troppo tardi. Se almeno gli argentini avessero avuto il lotto di 20 Exocet inviato, assieme ad altri 5 Etendard, in Irak come interim per i nuovi F.1, o fossero riusciti a modificare qualcuno dei loro 200 MM.38 per l'aviolancio sarebbe stato diverso. In pratica, dovettero adattare altri Exocet per il lancio da basi terrestri, con i quali danneggiarono il Glamorgan. I missili Exocet su rimorchio furono una buona idea, cosa ampiamente provata dal fatto che le batterie argentine catturate sono state poi usate dagli inglesi per la difesa di Gibilterra. In tutto le navi inglesi soffrirono 3 perdite o navi fuori uso con il lancio di soli 6 missili. Se gli argentini avessero potuto entrare con la loro flotta a contatto con i gruppi inglesi, e se i loro aerei avessero avuto missili antinave a sufficienza, i risultati sarebbero stati molto diversi. Ma i ritardi nelle forniture degli aerei e relativi missili, e la minaccia dei sottomarini nucleari britannici di fatto limitarono questi pericoli. E dire che appena un anno o due dopo gli argentini avevano una squadriglia completa di aerei antinave e 4 sottomarini moderni, oltre alla flotta delle fregate MEKO. Gli inglesi si stavano riorganizzando per aumentare la prontezza delle proprie forze, ma per molti anni la loro flotta mancò largamente di una capacità antiaerea e antimissile adeguate.


Negli anni successivi vi sono stati problemi e perdite. La 'Venticinquo de Mayo' ha avuto una serie quasi ininterrotta di guai meccanici che l'hanno condannata ai cantieri per molto tempo, mentre la crisi economica ha ridotto a circa 70-80 ore, agli inizi degli anni '90, la media di volo annuale per pilota. Per fortuna v'era disponibile anche il simulatore di volo, installato al Centro de Adiestramiento della Fuerza Aeronaval n.2. I piloti dei 'Super' arrivavano ai più moderni aerei da combattimento argentini solo dopo avere volato sugli Xavante e gli A-4Q.

Fino al primo agosto 1989 questo reparto non ebbe perdite di sorta, ma l'3-A-210, quel giorno non rientrò da una missione di volo, con la perdita anche del pilota ten. Manchinelli. Sempre in quello stesso anno un altro 'Super' -l'A-212- era impegnato in una campagna di tiri sull'Isola di Capo Verde, quando, per avaria del propulsore, il pilota Médici dovette eiettarsi. Per il resto, circa la metà dei 12 Super Etendard, senza altre perdite fino al 1993. Stranamente la forza di questi aerei ebbe le sole uniche sue perdite nei primi 12 anni di carriera accadute in meno di un anno l'una dall'altra. La crisi economica rallentò l'attività aerea, e la metà della flotta rimasta non era, mediamente, disponibile, essendo impegnata nei vari lavori di manutenzione a vario livello. In sostanza, nei primi anni '90 c'erano circa 6-7 'Super' (come vengono chiamati in Argentina) disponibili, gli altri erano in riserva o in manutenzione.

[modifica] Aeronautica

[modifica] Pucarà[9]

Un Pucarà con la mimetizzazione di nuova generazione, con due toni di grigio
Un Pucarà con la mimetizzazione di nuova generazione, con due toni di grigio

Questo apparecchio dalla linea elegante e snella venne concepito come aereo antiguerriglia con capacità di attacco leggero, diurno, utilizzabile anche da aeroporti corti. La progettazione ebbe luogo nella FMA (Fàbrica Militar de Aviones) e il nome completo era FMA IA 58 Pucarà, volando come prototipo il 20 agosto 1969 e come primo esemplare di serie l'8 novembre 1974 (ben 5 anni dopo, a causa di vari problemi incontrati). Esso ha ala diritta con bordo d'uscita a doppia angolazione, carrello retrattile, abitacolo in tandem con ottima visibilità e coda a T, capacità di trasportare 1.360 kg di carico in tre soli piloni, ma con adattatori multipli può trasportare grappoli anche di sei armi l'uno. Il Pucarà è una sorta di caccia della seconda guerra mondiale in edizione moderna, paragonabile grossomodo ad un Bf-110, e come questo, con una velocità di circa 500 kmh, abitacolo in tandem (ma senza mitragliera difensiva), due motori da 1.000 hp ed esattamente la stessa dotazione di armamento dei Bf-110 standard: 4 mitragliatrici leggere (da 7,62 e non da 7,92mm), e due cannoni da 20 mm. Naturalmente vi sono molte differenze: il motori sono piccoli turboelica Astazau francesi, con eliche tripala Hamilton Standard L23F (il peso è di circa 200 kg contro 560), i cannoni sono di tipo moderno e in tutto vi sono 560 colpi da 20 e 3.600 da 7,62 mm a bordo, tutti sistemati nel muso. L'aereo è molto più maneggevole, di maggiore autonomia e con maggiore carico utile del Bf-110, ma perde potenza alle alte quote dove non è d'altra parte richiesto essendo una macchina specializzata per le azioni d'attacco. La capacità di carico esterna arriva, per esempio, a 4 lanciarazzi da 68-70 mm per un totale di 76 razzi, sotto le ali, e 6 bombe da 50, 100 o anche 125 kg sotto la fusoliera. Si tratta di un volume di fuoco formidabile per azioni di attacco leggero, e l'aereo ha anche tutta l'agilità per operare a bassa quota, da campi di volo ridottissimi, scappare dai caccia avversari e dare la caccia agli elicotteri, contro i quali è (per tutti i motivi di cui sopra) un nemico 'ideale'. Le turboeliche sono leggere e, assieme ai due serbatoi da 800 l complessivi (stivati esattamente al centro della fusoliera per non alterare il baricentro in nessuna condizione di consumo), danno un'autonomia massima di oltre 3.000 km, anche se perdono potenza ad alta quota rispetto ai vecchi motori a pistoni turbocompressi. La versione IA 66 volò nel 1980 con i Garrett TPE331, l'anno prima l'IA 58B con avionica migliorata e con cannoni da 30 mm DEFA, molto più potenti anche se con 280 colpi in tutto. L'IA 58C è invece una trasformazione del biposto in monoposto, con migliore avionica.

Non meno di 24-25 aerei operarono dalle Falklands, assieme a pochi MB-339 della Marina, 23 vennero messi fuori uso, principalmente da reparti commando, bombardamenti costieri e attacchi aerei (In un solo attacco gli argentini persero 11 apparecchi). Quelli rimanenti operarono attivamente, ma nonostante la potenza di fuoco non furono più che un fastidio per le truppe inglesi, che ne abbatterono due durante la battaglia di Goose Green, altri ancora vennero persi contro i caccia e i sistemi SAM navali. La loro migliore impresa fu l'abbattimento di un elicottero Westland Scout inglese, che rimase l'unico aereo britannico abbattuto dagli argentini in tutti gli scontri aerei che ebbero luogo durante la guerra. Uno dei Pucarà venne portato in Gran Bretagna, tra le tante prede di guerra (per esempio lanciamissili Exocet, 2 elicotteri A.109, cannoni da 35mm GDF, tutti materiali riutilizzati dai britannici per le loro forze armate), per valutarlo operativamente e tecnicamente. Questo anche perché si valutava possibile e probabile un'altra guerra contro l'Argentina nel prossimo futuro.

[modifica] A-4's saga: gli Skyhawk in guerra[10]

La prima generazione di A-4 Skyhawk già si confermò come un eccellente aereo tattico imbarcato: piccolo, con ali a delta, carrello inusitatamente alto che ne decretò largamente il successo, dato che non v'erano altri modi per fargli trasportare quel rilevante carico bellico di cui era capace e che si dimostrò così in contrasto con la sua piccola taglia. L'unico limite era il raggio d'azione, e a parte questo, l'avionica semplificata e il posto di pilotaggio angusto. Dalla sua v'era anche l'economicità, le minuscole dimensioni ed eccellenti doti di manovra, tanto da averne indicato l'adozione anche da parte della scuola Top Gun onde svolgere il ruolo dei MiG-17.

Un A-4E, simile agli apparecchi argentini
Un A-4E, simile agli apparecchi argentini

La sua carriera argentina iniziò con un ordine del 1966 per 25 aerei A-4B ex- US Navy, altrettanti vennero ordinati nel 1970. Chiamati anche A-4P, vennero immessi in servizio nel Grupo 5 de Caza (Halcones) della V Brigata Aérea, basata a Villa Reynolds. Infine, proprio nel fatidico anno del 1976 arrivò la compera di un terzo lotto, altri 25 aerei, stavolta del tipo A-4C con avionica più sofisticata e indirizzati al Grupo 4, IV Brigada Aerea, base di El Plumerillo a Mendoza.

Nel frattempo il Comando de Aviaciòn Naval avrà convenuto che fosse strano che gli Halcones fossero in servizio nell'Aeronautica e non nella Marina. Così venne emesso un piccolo ordine per equipaggiare con questi nuovi aerei da combattimento, ma non è chiaro (le fonti sono contrastanti in merito) come le cose si svolsero: chi afferma (Felix Nunez) che nel 1967 vi erano in servizio già 11 A-4Q, chi dice (S.M. Huertas) che vennero ordinati 16 A-4Q consegnati nominalmente entro l'8 novembre 1970, ma rimasti negli USA fino al maggio 1972. In ogni caso andarono in servizio nella 3.a Escuadrilla. Questi aerei avevano il compito di appoggiare le operazioni anfibie, poi come priorità l'attacco antinave e infine l'intercettazione con i 2 cannoni da 20 mm e 2 missili AIM-9B.

Tutte queste macchine erano in servizio all'epoca della Guerra, per la precisione: 36 A-4B/P e 16 A-4C, solo una parte dei quali operativi. 10 A-4Q erano pure disponibili, ma solo otto operativi.

La guerra vide gli A-4Q imbarcati sulla portaerei per fornire supporto alle operazioni d'invasione iniziale. Mentre gli aerei della 3a erano in mare sulla portaerei, gli aerei della FAA vennero schierati a Rio Gallegos, creando l'I e II Escuadrones de Ataque con gli A-B (11 l'una) mentre il Grupo 4 creava un'altra unità con soli 9 aerei.

La guerra avrebbe portato agli onori delle cronache queste macchine, ma la prima azione in realtà rimase solo potenziale. La 'Venticinquo de Mayo' venne inviata niente di meno che a fronteggiare la flotta inglese: il 2 maggio, dopo la segnalazione di un Boeing 707, la flotta argentina era pronta ad attaccare quella britannica con i suoi 8 apparecchi efficienti (altre fonti riportano 10, ma pare che 2 non fossero disponibili). 7 aerei erano armati con 6 bombe Mk 82 da 227 kg l'uno, l'ottavo era munito di 2 Sidewinder per la copertura aerea. L'attacco sarebbe stato il primo scontro tra portaerei dal 1945. La fine della giornata, dopo 3 ordini di attacco dati ma annullati, ufficialmente per la mancanza di sufficiente vento in prua per consentire un decollo sicuro.

Prima del 5 maggio, quando la portaerei rientrò in porto (l'affondamento del Belgrano evidentemente 'consigliò' di non rischiare un'altra, catastrofica perdita contro una minaccia praticamente impossibile da contrastare) e gli A-4Q, che eseguirono 9 sortite di difesa aerea, da quel giorno operarono solo da Rio Grande, Terra del Fuoco. Essi eseguirono 30 missioni di guerra tra attacco e ricognizione, e solo in 9 casi incontrarono il nemico. La giornata di maggiore impegno fu il 21 maggio, quando 6 aerei con bombe da 227 kg, due serbatoi da 1136 litri e 400 colpi da 20 mm andarono all'attacco delle navi a San Carlos, ma incontrarono i Sea Harrier di Leeming e Morrell: un A-4 venne abbattuto da un missile AIM-9L, un altro venne distrutto da una raffica da 30 mm, e un ultimo aereo, evitato un Sidewinder, venne poi danneggiato fatalmente da 10 colpi almeno dei cannoni DEFA. Uno dei piloti, il Ten.Marquez, morì ma non era quello colpito dal missile, ma dalla raffica di cannoni che lo investì in pieno e gli fece esplodere l'aereo. Il ten. Philippi, che si ritrovò un Sidewinder infilato nello scarico del suo caccia prima di esplodere, riuscì invece a salvarsi e rientrò a Rio Grande il 30 maggio. L'ultimo aereo, quello colpito dai 10 colpi da 30 mm, fu abbandonato dal Ten.Arca, dopo continuò a volare e venne abbattuto dall'antiaerea argentina (forse con un Roland).

Si trattò del secondo aereo argentino abbattuto da fuoco 'amico', ma la prima volta, il primo maggio, venne distrutto il Mirage del cap. Cuerva, in fase d'atterraggio su P. Stanley poiché aveva i serbatoi forati da un Sidewinder e non poteva tornare alla base sul continente. Sganciò allora i serbatoi ausiliari per cercare di atterrare sulla corta pista, ma vennero scambiati per bombe e l'antiaerea, già scossa dall'attacco dei Sea Harrier, aprì subito il fuoco sullo zoppicante Mirage, che esplose in aria uccidendo il pilota. Per strano che fosse, stavolta l'esperienza non contò molto dato che il suo gregario, ten. Perona, venne abbattuto per primo ma sopravvisse all'esplosione del caccia e alla caduta nell'oceano Atlantico.

Infine, il 23 maggio il tenente Zubizzarreta ebbe un guasto all'impianto elettrico, non riuscendo a sganciare le bombe. Ritornò quindi con le bombe a bordo, e temendo di uscire fuori pista per il peso dell'aereo e l'asfalto scivoloso, considerando che le bombe avrebbero potuto esplodere in caso di impatto duro, si eiettò quando era già atterrato: ma la carica del seggiolino funzionò solo parzialmente e lui venne gravemente ferito dalla caduta, morendo poi in ospedale. Il povero Zubizzarreta non si sarebbe potuto immaginare che invece l'aereo subì solo lievi danni e sarebbe poi tornato in servizio. Una macchina fortunata di per sè, ma non per i suoi piloti: l'11 novembre 1982, a guerra finita, precipitò durante una missione notturna, anche stavolta uccidendo il pilota nello schianto.

Nel frattempo anche gli A-4 della FAA ebbero modo di entrare in azione, e fin dal primo maggio eseguirono un totale di circa 150 sortite operative. La giornata del 21 maggio fu pesante per entrambe le parti: la baia di San Carlos, dove si verificarono gli sbarchi anfibi inglesi, venne chiamata dagli argentini 'via della Morte', mentre gli inglesi la chiamarono 'viale delle bombe'. La giornata si concluse con l'affondamento della fregata Ardent, 'Type 21', che la Marina rivendica in parte, ma che l'Aeronautica considera affondata (cosa confermata dagli inglesi) da due bombe sganciate dai Dagger e poi altre due dagli Skyhawk (già che c'erano anche gli MB.339 reclamarono l'affondamento della nave con i razzi, cosa prontamente ripresa dalla pubblicità dell'Aermacchi, ma priva di prove).

La guerra continuò uno sbarramento antiaereo e di caccia inglesi micidiali, che sterminarono gli aerei argentini ma non prima che questi infliggessero gravi danni, spesso mitigati dalla ridotta affidabilità delle spolette quando sganciate da bassa quota. Le missioni videro, tra l'altro, anche il danneggiamento della HMS Antelope (sempre una 'Type 21'), poi distrutta da una delle bombe che si cercava di disinnescare (24 maggio), il danneggiamento dell'HMS Glasgow da parte di un'altra bomba da 454 kg inesplosa (anch'essa inglese), l'affondamento con tre bombe di un altro caccia, il Coventry, il 25 maggio (nello stesso giorno venne affondato anche il 'Conveyor'), un attacco, infruttuoso lanciato il 30 maggio contro le portaerei e pagato con due dei 4 A-4C, e l'attacco a Bluff Cove, dell'8 giugno dove vennero devastate la HMS 'Sir Galadh' e 'Sir Tristam', oltre all'affondamento di un trasporto d'assalto. La reazione dei Sea Harrier di copertura alle navi fu veemente: Dave Morgan, asso inglese del Sea Harrier, racconta di come col gregario si gettò addosso, picchiando furiosamente ad alta velocità, contro quegli aerei che sotto i loro occhi avevano affondato il mezzo da sbarco a cui loro avrebbero dovuto fornire protezione. Morgan si lanciò alla velocità del suono a pelo d'acqua, raggiunse 2 degli Skyhawk e li fece esplodere in pezzi con i suoi missili, poi arrivò il Sea Harrier gregario, che scese da una quota maggiore da dove forniva copertura a Dave, e continuò l'attacco abbattendo un altro A-4, e sparando all'ultimo con i cannoni. Sembrò che avessero abbattuto pure quello, ma poi si convinsero che se invece se l'era cavata.

Altri 4 Skyhawk e altrettanti piloti vennero abbattuti, il 12 maggio verso mezzogiorno, durante l'attacco all' HMS Glasgow (era la prima ondata, spazzata via dai Sea Wolf, ma ne seguì un'altra contro cui il sistema missilistico fallì l'ingaggio per problemi tecnici), mentre nessuno venne perso contro l'HMS Coventry il 25 maggio alle 14.00, incapace di difendersi contro avversari attaccanti a quote tanto basse, mentre la sua compagna 'Broadsword' ebbe un altro guasto al sistema missilistico, a causa del freddo estremo che il calcolatore di bordo soffriva. La stessa fregata venne mancata da una bomba che gli asportò il muso dell'elicottero Lynx..

Alla fine della guerra, vi erano piloti che potevano vantare molte 'avventure' pericolose. Il Capitan Marcos Carballo andò in azione per 20 ore, raggiunse le isole 7 volte e venne colpito in otto occasioni dal fuoco antiaereo nemico, ma contribuì all'attacco contro due navi inglesi.

La fine della guerra vide 10 A-4B e 9 A-4C distrutti: 3 A-4B vennero abbattuti dai Sea Harrier, come anche accadde per 2 A-4C, mentre la contraerea navale e terrestre colpì con missili 4 A-4B e 4 A-4C, compreso un B che finì in mare per evitare un Sea Wolf. La contraerea artiglieresca e di armi leggere provocarono la perdita di 1 A-4B e 2 A-4C. Un A-4B venne abbattuto dall'antiaerea argentina, un A-4C si perse in missione, uno si schiantò sull'isola di South jason Island, non è chiaro se per danni subiti. Molte altre macchine vennero danneggiate, ma la manutenzione fu rapida, nonostante la lontananza dalle basi abituali e le condizioni meteo. La bassa quota era la migliore risorsa per questi apparecchi nel penetrare le difese avversarie, ma talvolta non bastava contro i Sea Wolf, mentre il caccia Exeter, l'unico con un nuovo radar di scoperta aerea, riuscì ad abbattere due A-4C che volavano a meno di 11 metri di quota durante l'attacco del 30 maggio (uno dei due, comunque, contestato dall'Avenger con il cannone da 114). Curiosamente, forse per il maggior numero, furono gli A-4B con la loro modesta avionica ad ottenere i maggiori successi complessivi.

La fine della guerra vide gli A-4 superstiti operare, dopo alcuni aggiornamenti, fino al 1995 dal Grupo 5 de Caza, che aveva tutti i superstiti, dei quali 12 B e appena 4C erano in servizio alla fine di quell'anno, quando il tipo venne totalmente dismesso. Chiaramente i piloti erano fieri dei danni che causarono agli inglesi, ma anche (specie col rafforzamento delle difese delle navi britanniche) molto preoccupati di dover eventualmente ritornare in guerra con tali obsolete macchine.

Anche l'Aviacion Naval mise fine alla carriera degli A-4, che rimasti davvero in pochi esemplari, vennero radiati entro il 1988, quando gli ultimi 5 vennero posti a terra (ufficialmente fin dal 1987). Avrebbero potuto almeno in teoria, fare coppia sulla portaerei con i Super Etendard, probabilmente in ragione di 4 A-4 e 8 'Super'. Il loro sostituto doveva essere, possibilmente, l'F-16 ma poi per ragioni di costi arrivarono gli A-4M ex-USMC. Forse una compensa per la partecipazione, poco più che simbolica, degli argentini a Desert Storm (un caccia MEKO 360 e una fregata MEKO 140 inviati in zona).

[modifica] Esercito

[modifica] TAM[11]

Spesso si dice che il ben noto Merkava israeliano, sia l'unico carro armato con il motore sistemato anteriormente. Questa affermazione potrebbe essere vera se si aggiunge 'tra i carri pesanti' oppure 'tra quelli usati in guerra', ma non lo è se si considera anche l'Argentina e il suo carro armato 'nazionale', il Tanquo Medio Argentino.

La sua origine è dovuta dalle particolari condizioni di mobilità argentine. Il carro standard per l'esercito, per molto tempo, era lo Sherman, poi integrato da un certo numero di AMX-13. Ma il primo era un carro da 30 t e il secondo un veicolo leggero da appena 13 t, come l'M13/40 italiano del tempo di guerra. Ovviamente, con gli anni diventava sempre più difficile mantenere in efficienza lo Sherman, e allora ci si decise ad ordinare un nuovo carro medio. Ma la questione non era semplice da risolvere quanto lo fu da porre, perché i carri armati europei disponibili tendevano a pesare circa 40 t, che erano semplicemente troppe per molti ponti stradali del Paese. Così, non reputando vantaggioso adattare tali infrastrutture ai nuovi mezzi, si prese la decisione di 'ritagliargli' un carro adatto. La proposta vincente fu quella della Thyssen-Henschel, già produttrice dell'IFV Marder. Con lo stesso progetto venne proposto il TAM, che sostanzialmente era lo scafo ce, con minime modifiche accolse una nuova torretta in acciaio saldato, armata con il cannone standard da 105/51 mm, due mitragliatrici da 7,62 e 8 lancianebbiogeni Wegmann. La dotazione era di 50 colpi da 105 e 6000 da 7,62 mm. Il carro era pesante circa 30,5 t a pieno carico, con 4 uomini di equipaggio, tre dei quali riuscivano ad alloggiare nella piccola torretta, simile a quella del Leopard 1 delle ultime versioni. Naturalmente la corazzatura è ridotta rispetto a quella di un carro medio, mentre la mobilità è garantita da un treno di rotolamento a 6 ruote con barre di torsione e sopratutto, un nuovo motore MTU (Motoren-und-Turbinen-Union) a 6 cilindri, diesel, capace di erogare 720hp, quanto quelli dell'AMX-30 da 36 t e appena meno degli 840 dei Leopard 1 da 42. Il rapporto potenza peso di 24 hp per ton. dà una velocità di 75 kmh e la capacità di scalare pendenze del 65%. Il carro entrò in produzione in argentina dagli anni '70 ma, nonostante il rapido completamento di quasi 200 mezzi, nessuno venne usato alle Falklands. Se fosse stato usato in tale guerra avrebbe certamente costituito una minaccia pericolosa per gli inglesi, ma il terreno cedevole fu forse reputato proibitivo anche per carri del genere (difficile però capire come un mezzo simile, dal rapporto potenza peso di ben 24 hp/ton e bassa pressione sul terreno, non sia riuscito ad operare in questo contesto: forse fu anche una decisione operativa sbagliata o la scarsa capacità di trasporto anfibio a decidere tale mancanza?), e così, mentre le poche autoblindo AML-90 venivano tenute a Port Stanley (essendo impossibile per loro muoversi fuoristrada nel terreno torboso e umido delle isole), gli Scorpion e Scimitar inglesi erano liberi di scorrazzare sul campo di battaglia.

Il Marder non venne mai adottato da nessuna altra nazione per via del costo eccessivo, anche di gestione visto il suo potente motore da 600 hp, quasi 3 volte più potente di quello dell'M113. Anche quest'affermazione, però, è parzialmente smentibile per via del derivato principale del TAM, ovvero l'VTCP, uno dei pochi, se non l'unico MICV/IFV dell'America latina. Esso è un derivato del TAM,