Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Cina-5
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[modifica] I nuovi cacciatorpediniere
[modifica] Luhu e Luhai
Il 13 ottobre 2001 un sole primaverile splendeva su Genova, fresca reduce dai fatti del G8. Erano passati pochi mesi da allora, ma già il mondo mostrava drastici cambiamenti. A NY le macerie delle Torri Gemelle avevano da poco finito di fumare. Sopra l'Afghanistan stavano cadendo le bombe della Coalizione e il mondo era ulteriormente preoccupato dagli attacchi all'antrace recapitata per posta. Un periodo non favorevole per i viaggi. Eppure al porto di La Spezia, dove il sole batteva ugualmente forte che nella vicina Genova, vi era festa. Una grande nave scintillava nel suo colore grigio-chiaro, ancorata ad una panchina. Gli astanti chiarivano di che nazionalità fosse, con un drago di carta agitato in mezzo al suono di tamburi e alle bandiere rosse. Oltre un migliaio di cinesi festeggiavano l'arrivo della SHEN ZEN, la nave simbolo della nuova era della Marina militare cinese. Questa era arrivata assieme al rifornitore FENG CANG, ma lei era ovviamente il centro dell'interesse collettivo, e non solo della comunità cinese. Mai una nave della Marina militare di Pechino aveva attraccato in Italia, e non solo stavolta ne erano giunte due, ma lo SHEN ZHEN era quanto di meglio la Cina potesse mostrare al mondo. Una nave moderna, grande, ottimamente mantenuta, senza nemmeno un filo di ruggine e con gli equipaggi perfettamente schierati.
Questa opportunità di vedere lo stato dell'arte della cantieristica cinese venne apprezzato da molti, inclusi gli inviati di RID e Panorama Difesa. L'Esercito Popolare di Liberazione (ELP) disponeva di forze navali che in termini di dimensioni erano tra le più grandi al mondo: persino con il taglio di 30.000 posti, avvenuto nel 1999, vi erano ancora 147.000 effettivi, di cui 5.000 marines, 24.000 nelle batterie costiere e 20.000 per l'aviazione navale, all'epoca con 510 apparecchi, di cui solo una trentina erano elicotteri. Già da questo si può notare come la Marina cinese non fosse una marina d'altura, ma legata ad operazioni relativamente costiere: le marine d'altura hanno navi capaci di ospitare elicotteri. Ma le cose, sia pur lentamente, stavano cambiando. Vi erano ancora 15 cacciatorpediniere classe 'Luda' di cui 9 della seconda serie, e 2 'Luhu' del 1993-96, esemplari intermedi verso la ricerca di maggiore indipendenza tecnologica, armati con torrette binate da 100 mm e 8 missili antinave di nuovo modello.
La forza delle navi cinesi d'altura vedeva all'epoca l'arrivo dei due nuovi 'Sovrenemny' migliorati, lo SHEN ZEN e una trentina di fregate per lo più di tipo 'Jangu', navi in verità piuttosto modeste.
Lo SHEN ZEN era invece una nave potente e relativamente competitiva. Varato a Dalian nel 1997 dopo un anno appena dall'impostazione, esso è rimasto esemplare unico di una classe che doveva prevedere 2 navi in tutto, ancora quindi poco per uscire dalla concezione cinese di navi di piccolo tonnellaggio per la difesa costiera, quelle chiamate 'La Muraglia sui Mari'. Dopo l'entrata in servizio nel 1999, il nuovo caccia è stato impiegato certamente per ricerche e valutazioni operative, oltre che per usi pratici. Ma certamente, per poter esercitare una fattiva influenza bisognava arrivare ad almeno una mezza dozzina, cosa possibile giusto considerando i due caccia russi, lo SHEN, e i due LUHU
In ogni modo, mentre le industrie francesi fornivano a Taiwan le fregate La Fayette, aiutavano anche la Cina (dove tra l'altro quasi tutti gli elicotteri francesi sono stati prodotti, anche se in genere in piccoli numeri) e il risultato era ben appercettibile. Lo SHEN ZEN (DD-167) è una grossa nave che a pieno carico arriva a 6.800 t, con una buona piattaforma complessiva. Il disegno è moderatamente stealth e la nave, che originariamente doveva chiamarsi YANTAI, venne concepita negli anni '80 come esempio per la futura marina cinese d'alto mare.
Basicamente, questa nuova nave, che pare si tratta della figlia degli LUHUI e della nipote dei vecchi Luda, che erano a loro volta i Kotlin sovietici prodotti a partire dagli anni ’70. A questo proposito sarà certamente interessante notare come ad un certo punto venisse ventilato di equipaggiare i LUDA niente di meno che con il SAM inglese Sea Dart. Questo era possibile, perché era stata approntata una versione su contenitori-lanciatori chiamata Light Weight, che poteva essere istallata su navi dalle 300 t in su, una vera rivoluzione rispetto all’ingombro e alla macchinosità del sistema originale che, per esempio, portò l’Olanda ad abbandonare l’idea di dotarsene per ripiegare sul missile americano Standard. Ma la cosa, che tecnicamente era perfettamente fattibile, non andò mai in porto per motivi finanziari, anche se resta l’interesse per avere ideato un tipo di SAM a medio raggio capace di essere ospitato da navi al livello di motocannoniera. D’altro canto, le motocannoniere Ashelville americane sono state modificate con missili SM-1MR pur stazzando solo 240 t, ma solo in funzione antinave, mentre l’idea dei contenitori-lanciatori multiruolo per SAM a medio raggio sarebbe stata realizzate con i WUGIN III dai taiwanesi.
L’esperienza dei LUDA non andò certo persa, e i LUHU ne erano il frutto, con struttura più moderna e 8 missili antinave di seconda generazione piuttosto che quelli del tipo STYX-C201 dei primi. Le artiglierie da 100 mm binate erano un derivato dei pezzi Compact francesi, di cui negli anni ’80 due esemplari vennero importati in Cina: potevano essere un regresso in termini di capacità contro quelle da 130mm e 58 calibri dei predecessori, ma la cadenza di tiro era aumentata a 60-80 colpi al minuto e anche se la gittata era solo la metà dei 27 km dei potenti pezzi sovietici, le doti antiaeree e antimissile erano migliori. La motorizzazione era data da due LM-2500 americane, e queste navi da 4000 t erano munite anche di missili HQ-7, ovvero la copia cinese dei CROTALE francesi, montanti sul caratteristico lanciatore ottuplo, ma con contenitori-lanciatori singoli per ciascun missile. L’embargo americano mise fine a questo interessante programma, e aprì quello delle forniture russe e ucraine. I russi hanno fornito 2 caccia SOVRENEMNY completi, l’Ucraina ha fornito motori, la Francia ha fornito quasi tutto il resto.
La nave, originariamente intesa come prima di una classe di varie altre, si diceva fino a 5 altre, non ha avuto seguito e i lavori per una seconda unità sono rimasti bloccati. Ufficialmente in codice NATO si tratta della Classe LUHAI, ma il progetto è noto in Cina come Type 051B. Esso è il più grande progetto per una nave da combattimento cinese e la SHEN ZEN è la prima nave cinese che abbia fatto crociera nel mondo, toccando in particolare il Mediterraneo ma anche l’Africa (cosa che non deve stupire, la Cina ha interessi crescenti nel continente). Prima dell’aggiornamenteo del 2004 con cannoni e missili SAM rimpiazzati con sistemi modernizzati, l’unità mostrava un progetto da super-fregata piuttosto che cacciatorpediniere. Essa, a parte alcune soluzioni stealth, era motorizzata da due turbine ucraine DT-59 da circa 20.000 KW l’una e da due diesel MTU da 3,3 MW ovvero circa 4000 hp. La velocità arriva a 29 nodi, soprattutto l’autonomia su diesel, a 15 nodi, a 14.000 miglia. I motori sono in configurazione CODOG, da notare la distanza tra i due fumaioli.
La configurazione dello scafo è del tipo flush-deck ovvero a ponte continuo, come sui LUDA. I sistemi C3 sono l’ECIC-1, ovvero il TAVITAC 2000 (trattamento e visualizzazione automatica tattica, questo il significato della sigla) francese costruito in Cina. I sensori comprendono un radar 3D Sea Eagle Type 381, conosciuto in codice NATO come Rice Screen, banda G, ,i l Sea Tiger (E/F) sull’albero di prua ha funzioni di scoperta aerea e in superficie: è lo stesso delle La Favette. Infine vi è il radar in banda S Type 363 co antenna del tipo Yagi. Ci sono anche un radar EFR-1 ‘Fog Lamp’ in banda I per la torre da 100 mm, due ype 347 in banda I per i cannoni da 37 mm, un CASTOR 2 o DRBC 32F, che funziona in banda I/J e controlla il missile HQ-7 o Crotale. Altri sistemi comprendono il Thales Rapid per le ESM e RAMSES (Reprogrammabile Multimode Shipborne Defence ECM System), 2 lancia-chaff-flare. Il sonar è solo a scafo, un DUBV-23. Tutto questo viene abbinato anche ai sensori degli elicotteri.
Ecco le caratteristiche delle armi: un cannone binato PJ-33 A o TYPE 79 a prua, radar- controllato, capace di 50 colpi al minuto su una distanza massima di 22 km e non è chiaro se derivato da un progetto nazionale, certamente esistente per armi di questo calibro, oppure da influenze francesi dei cannoni Compact. I cannoni Type 76A da 37 mm binati sono presenti a poppa in ben 4 torrette binate, capaci di circa 400 colpi al minuto e controllate da un radar di tiro per coppia: una sorta di DARDO cinese, basato sulle mitragliere da 37/63 mm con munizione da 37x250R mm. I missili HQ-7 sono a prua, con un sistema di ricarica rapida. Ci sarebbe spazio per armi ben più potenti ma non ve ne sono state installate.In ogni caso hanno una gittata di 12 km e una certa capacità antimissili. La dotazione di maggior spicco è quella antinave, del resto la più facile da implementare: ben 16 missili C-802 o YJ-2 erano inizialmente stivati a mezza nave in due complessi di lancio a 8 celle fatte da coppie sovrapposte, con peso di 715 kg per 6,392 m di lunghezza e diametro di 36 cm. Ha un turbogetto che gli consente un raggio di 150 km per una testata da 165 kg con profilo d’attacco sea skimming. In sostanza è una sorta di Exocet con turbogetto, ovvero l’anticipazione dell’Exocet Block 3, realizzata solo dopo anni in Francia. Due lanciasiluri da 324 mm completano il massiccio armamento. Infine, due elicotteri Z-9 o Ka-28 possono essere installati nell’hangar. La nave nel suo primo viaggio aveva un solo Z-9, almeno quando giunse in Italia. L’aggiornamento successivo ebbe luogo con i missili VJ-83, capaci di velocità d’attacco supersonica, mentre il cannone è di un nuovo modello sempre binato, ma con torretta stealth. Al dunque, è stato un altro passo avanti, ma per avere anche un caccia con capacità ASW piuttosto che di grossa fregata missilistica, è stato necessario attendere quantomeno i Type 052B, armati con i missili S-300.

