Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Germania Ovest
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Indiscutibilmente, una eventuale Terza guerra mondiale si sarebbe giocata sul suo territorio. La NATO e il Patto di Varsavia si fronteggiavano direttamente con le loro migliori forze, mentre le stesse Germanie erano armate massicciamente per contribuire alla battaglia che si prevedeva di dover combattere sul loro suolo, anche con armi nucleari tattiche. I sovietici avevano piani per usarle offensivamente, gli Alleati avevano predisposto cariche di demolizione anche nucleari sul territorio per ostacolarne l'avanzata ed erano pronti con centinaia di aerei e missili a replicare ad eventuali armi nucleari sovietiche. Da qui il rischio di una escalation nucleare intercontinentale con l'uso di ICBM e SLBM. La Germania Ovest aveva una potente marina ottimizzata per il Baltico e il Mare del Nord, la Luftwaffe aveva capacità d'attacco formidabili e una rete di missili antiaerei altrettanto temibile, mentre l'esercito, forte dell'eccellente qualità dei suoi mezzi 'nazionali' era all'avanguardia come potenza e tecnologia della NATO, assieme al BAOR inglese e all'USAEUR statunitense. In seguito alla fine della Guerra fredda, com'é naturale, vi è stato un massiccio ridimensionamento della Germania, il cui esercito, secondo in dimensioni forse solo a quello turco, è stato circa dimezzato in pochi anni. L'aviazione ha avuto molte riduzioni, mentre la Marina è stata potenziata e resa più idonea ad operazioni di lunga durata, in appoggio agli 'interventi fuori area' tipici del dopo-Guerra fredda.
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[modifica] Culmine della Guerra Fredda (1983-84)
[modifica] Esercito di campagna
- 3 corpi d'armata (basati a Munster, Ulma e Coblenza): Primo corpo d'armata, 3 divisioni corazzate, 2° Corpo d'armata, 1 divisione corazzata, 1 meccanizzata, la divisione da montagna e il comando della aviotrasportata. 3° Corpo, due divisioni corazzate e una meccanizzata. Essi sono costituiti da:
- 12 Divisioni di cui 6 corazzate e 4 meccanizzate, una aviotrasportata e una da montagna. Esse sono costituite da:
- 36 Brigate, di cui 17 corazzate, 15 meccanizzate, 1 da montagna, 3 aviotrasportate. Esse sono costituite da:
- 66 battaglioni carri, 62 meccanizzati, 33 artiglieria corazzata, 4 da montagna, 9 paracadutisti. Assieme a questi erano presenti:
- 7 reggimenti d'artiglieria di corpo d'armata, 11 d'artiglieria divisionale, 4 battaglioni missili superficie-superficie, 11 reggimenti esploranti, 11 reggimenti antiaerei Gepard, 4 reggimenti antiaerei (Roland e Rh.202).
- 3 comandi aviazione dell'esercito con un reggimento l'uno (specializzati nel trasporto pesante, attacco e impiego generale) e un reggimento misto aviazione dell'esercito.
Ogni divisione corazzata aveva almeno 2 brigate corazzate e 1 meccanizzata, ogni divisione meccanizzata l'opposto. Ogni brigata corazzata aveva tre battaglioni carri con 123 mezzi oppure, in seguito, 2 con 110 totali, e un battaglione Marder con 46 veicoli, l'opposto per la brigata meccanizzata.
[modifica] Esercito territoriale
- 3 comandi territoriali Nord, Sud e S.Holstein
- 5 distretti militari
- 29 comandi di regione militare
- 80 comandi di sottoregione militare
In termini di forze disponibili:
- 6 brigate per la difesa territoriale, ciascuna su 2 battaglioni carri, 2 fanteria e 1 artiglieria
- 6 brigate per la difesa territoriale uguali alle altre eccetto che per la presenza di un solo battaglione carri
- 4 comandi logistici territoriali
- 15 reggimenti per la difesa territoriale
- 150 compagnie
- 324 plotoni di sicurezza
- Reparti aggiuntivi di supporto
Guardia di Frontiera, 20,000 uomini per il controllo della frontiera con la GDR, per una profondità di circa 30 km. Strutturato in quattro comandi,basati su battaglioni, e comprendente anche il famoso gruppo antiterrorismo GSC9.
Equipaggiamenti all'epoca disponibili:
- Armi individuali e controcarro: mitragliatrici MG 3, fucili G 3, mortai pesanti da 120 mm, missili MILAN, razzi controcarro Panzerfaust.
- Carri: 2437 Leopard 1 (eccetto le versioni speciali come i veicoli recupero e genio), 700 Leopard 2 con ordini già piazzati per 1800, 650 M48A2GA2 aggiornati, sugli 800 circa forniti, con cannone da 105 e altre migliorie
- Mezzi fanteria: oltre 3000 M113, per lo più armati con MG 3 al posto della M2 HB, o in versioni speciali, 2100 Marder con cannone da 20 mm, dispositivi di visione notturna, in alcuni casi missili MILAN, 400 Trasportpanzer 6x6 Fuchs, poi diventati quasi 1000.
- Altri blindati: 408 Luchs , blindo pesanti da ricognizione, diverse centinaia di Jaguar cacciacarri con missili o cannoni da 90 mm.
- Contraerea: 420 Gepard e missili Roland (ordine per 144 lanciatori), centinaia di mitragliere Rh-202 binate
- Artiglieria da campagna: 209 LARS 2, oltre 500 M109G, decine di M107 e M110, 24 lanciamissili Lance, 212 FH-70 trainati, obici M56 someggiabili da 105 mm, altre vecchie artiglierie americane erano eventualmente tenute in riserva.
- Aviazione esercito: 107 CH-53G, numerosi Aluette III, ordine per oltre 400 MBB BO 105 metà circa con missili HOT, non ancora tutti consegnati. Elicotteri UH-1D prodotti dalla Dornier.
Forza di pace: indicata in 495.000, fino a 1.250.000 in caso mobilitazione. Vi sono fonti che riportano cifre inferiori, come 437.000-1.100.000. Servizio di leva 15 mesi.
[modifica] Marina
- Sommergibili: 6 Type 205, 18 Type 206, previsti 12 Type 211 a far tempo dal 1991-97
- Navi d'altura: 3 Type Hamburg, 3 Type Lutjens, 3 Fregate Koln, 6 Bremen e altre 2 in programma
- Corvette: 5 Type 420 'Thetis', sostituzione con 3 Type 423 dal 1991
- Motocannoniere missilistiche: 10 Type 143, 10 Tye 143A, 20 Type 148.
- Unità MCM: 2 Type 381A, 10 Type 331B 'Lindau', cacciamine costieri; 6 Type 551 ciascuna con 3 vascelli radioguidati HL351 Troika; 8 Type 341 Schutze, costieri; 10 Type 394 'Frauenlob', 8 Type 393 'Ariadne', dragamine litoranei
- Unità anfibie: 22 Type 520, mezzi da sbarco semplici del tipo LCU, 22 Type 521 LCM
- Ausiliarie: 10 navi classe 'Rhine' Type 401,402, 403, 14 navi rifornimento, 2 navi officina, 9 cisterne, 4 navi per intelligence, 160 mezzi navali minori.
- MGF1: 48 Tornado IDS
- MGF2: 43 F-104G e 10 TF-104G
- MGF3: 14 Atlantic ASW, 5 Elint
- MGF5: 22 Sea King Mk 22
- 1 gruppo ricognitori con 26 F-104G
- 1 gruppo elicotteri con 14 Westland Lynx HAS.Mk 88
- 1 gruppo con 20 Dornier Do 28D-2 per collegamento, 1 Hansa HF32
[modifica] Luftwaffe
Stato al 1984-85 (notare che molti stormi di Tornado erano ancora in riconversione, e solo un paio erano già operativi):
Unità:
- JBG 31, Tornado, Norvenich
- JBG 32, Tornado, Lechfeld
- 3.JBG 31 HFB 320ECM, Lechfeld
- JBG 33, Tornado, Buchel
- JBG 34, F-104G, Memmingen
- JBG 35, F-4F, Pferdsfeld
- JBG 36, F-4F, Hopsten
- JBG 38, Tornado, Jever
- JBG 41, Alpha Jet A, Hosum
- JBG 43, Alpha Jet A, Oldenburg
- JBG 44, Alpha Jet A, Furstenbruck
- 3.JBG 49 P.149, idem
- AG 51, RF-4E Phantom, Brembarten
- AG 52, RF-4E, Leck
- TG 61 C.160D, Landsberg
- 3.LTG 61 UH-1D, idem
- LTG 62, C.160D, Wunsdorf
- LTG 63, C.160D, Honn
- HG 64, UH-1D, Ahlhorn
- JG 71, F-4F, Wittmundhaven
- JG 74, F-4F, Neouburg
- FBS, Boeing 707, vari, Colonia
- AsubStff, T-37, T-38, Sheppard AFB
- idem, George AFB
- TTTE, Tornado, Cottesmore
- LsW, F-104, MAnching
- EStelle 61, vari, Manching
- FGK 1, Pershing 1A, Landsberg
- FGK 2, Pershing 1A, Geilenwerk
- FRR 1, HAWK, Freising
- FRR 2, Nike Hercules, Lich
- FRR 3, HAWK, Heide
- FRR 4, HAWK, Bremesworde
- FRR 13, Nike, Soest
- FRR 14, Nike, Oldendburg
Totale, 1200 aerei, 650 dei quali da combattimento, 72 missili Pershing, 15 battaglioni missili SAM.
[modifica] Note cronologiche ed evolutive della Luftwaffe
Inizialmente l'aviazione tedesca ebbe, a partire dal 1955, oltre 300 F-86, circa 80 F-86K, 450 F-84F e 108 RF-84F che ne fecero la principale forza aerea NATO in Europa continentale.
La sua potenza continuò ad essere mantenuta ai massimi livelli con:
- decine di batterie SAM Nike-Hercules (140 km di gittata e capacità nucleare)
- 950 F-104G, disponibili ai reparti dal 1961 alla metà anni '80 (chiaramente non tutti insieme, anche perché oltre 250 andarono persi in incidenti)
- 344 G.91R3+ altre versioni minori, dal 1962 alla fine anni '70
- 88 RF-4E in linea dal 1970 circa (2 Stormi) e 175 F-4F in servizio dal 1972 su quattro Stormi (aggiornati una prima volta attorno al 1980, mentre lo standard ICE venne implementato nel corso degli anni '90 su 110 aerei). Gli RF-4E vennero dotati di bombe fin dai primi anni '80, ma tale capacità venne rimossa alla fine del decennio.
- Gli Alpha Jet A, usati come rimpiazzo dei G.91R, vennero comprati in 175 macchine dalla fine anni '70. Questa sottoversione era molto meglio equipaggiata degli addestratori standard, e infatti gli Alpha Jet A sono stati usati con stormi d'attacco leggero.
Attorno al 1994 tutti gli A.Jet e gli RF-4E sono stati radiati. In parziale compenso, i 24 MiG-29 ex-DDR sono entrati in servizio nel JG 72 assieme ai Phantom ICE dell'seconda Staffel dello Stormo, basato a Preschen.
I Tornado entrarono in servizio dall'Agosto 1983, con un totale di 228 macchine per 4 Stormi, in sostituzione degli F-104G (entro la fine degli anni '80). 35 Tornado ECR entrarono in linea dai tardi anni '80. I Tornado sono stati aggiornati con una serie di interventi attualmente eseguiti su circa una novantina di macchine, destinate a restare in servizio per parecchi altri anni.
Altri aggiornamenti -non relativi direttamente agli aerei- visti dopo il 1984: l'introduzione massiccia di missili Roland 2 per la difesa delle basi (96 sistemi) a integrazione dei cannoni da 20 mm. I MIM-104 Patriot, i nuovi missili a lungo raggio, utilizzati al posto dei Nike con un primo ordine per 14 batterie e 776 missili. In totale era previsto -al 1990, quando la prima batteria era da poco entrata in servizio-, di ricevere ben 36 batterie missilistiche, con altre 22 (1508 missili) 'in prestito' dall'US. Army (delle quali dopo 10 anni era previsto che 14 passassero definitivamente alla Germania). Altri aggiornamenti erano dedicati ai missili HAWK, aggiornati allo standard PIP II con sistema optronico alternativo e migliorie nell'elettronica di scoperta. I missili Pershing IA, invece, non hanno avuto i previsti successori 1B o II e sono stati radiati a seguito degli accordi USA-URSS sui missili tattici con oltre 500 km di raggio.
[modifica] La 10a Panzerdivision, al 2007[1]
Quest'unità è paradigmatica dell'evoluzione della Bundeswher, che dal 2001 ha avuto un cambiamento notevole, perdendo buona parte della sua componente corazzata pesante, retaggio della Guerra fredda, per diventare uno strumento più flessibile e, sopratutto, dispiegabile oltremare. Attualmente l'Esercito tedesco è impegnato in missioni estere dispiegando considerevoli contingenti in Kosovo, Afghanistan, Bosnia e altre zone 'calde'. L'inizio delle missioni estere tedesche non è remoto nel tempo. La Germania per decenni ha dovuto anzitutto pensare al confronto diretto con il Patto di Varsavia (anzi, era praticamente sia da una parte che dall'altra del fronte), occupata dagli eserciti Alleati, potenza economica ma di fatto politicamente asservita ai propri 'padrini' e con una politica fortemente 'pacifista'. Dopo la riunificazione, fin troppo affrettata col senno di poi, la Germania si è ritrovata enormi problemi da gestire, tra cui l'esubero del personale delle sue F.A., che è stato ridotto progressivamente, mentre i carri armati Leopard ex- Bundeswher sono diventati, grazie all'effetto 'cascata', dei best seller (differentemente da tante altre nazioni, prive di carri di ultima generazione o con un numero modesto di questi in servizio, i tedeschi potevano disporne di un numero dell'ordine delle migliaia) nel settore, già solidamente occupato dai costosi ma efficienti mezzi corazzati tedeschi.
Quanto al personale, questo è stato ridotto ma la leva, per vari motivi, non è stata mai abolita (del resto anche in Italia ha retto fino al 2004). Il personale mandato all'estero è comunque esclusivamente composto da volontari. Quanto alle missioni, la Germania ha cominciato con la Bosnia Erzegovina, schierando solo reparti logistici, per poi impegnarsi a fondo dopo la guerra del Kosovo (i Balcani indubbiamente rappresentano una 'memoria storica' piuttosto imbarazzante per i Tedeschi, l'ultima volta che i panzer arrivarono in zona occuparono manu militari due nazioni sovrane, a cui seguì una feroce occupazione nazi-fascista).
Da allora gli indugi e le resistenze, nel bene e nel male, sono stati superati. Oggi la Germania fa parte di ISAF (Afghanistan), EUFOR (Bosnia), e di Enduring Freedom in Oman. Così si è presa la sua parte del carico che adesso viene chiesto alle F.A. mondiali, quello di combattere il terrorismo e l'instabilità politica, necessità del tutto diverse da quelle della vecchia Guerra fredda, con enormi schieramenti di uomini e mezzi oltre confine.
La 10a Panzerdivision è, assieme alla 13a Meccanizzata di Lipsia, parte delle 'Forze di stabilizzazione', che sono quanto disponibile nella Bundeswher accanto a quelle chiamate 'Forze speciali' , che sono di combattimento vere e proprie. Queste due divisioni, invece, sono destinate alla 'proiezione' in Paesi stranieri, per quanto possa sembrare strano dato che sulla carta sarebbero unità di seconda linea. E invece, di fatto fanno parte della prima scelta per le missioni in cui si combatte davvero, mentre il suolo tedesco non ha praticamente nessuna minaccia da fronteggiare ai propri confini, a parte l'immigrazione clandestina. Per questi motivi, la 10a Panzer di Sigmaringen, ha subito un processo di 'snellimento' formidabile in pochi anni, e ha partecipato nel 2005 sia alle missioni balcaniche che in Afghanistan. Essa aveva, fino a non molti anni fa, un organico realmente mostruoso di ben 32.000 effettivi, anche perché ha 'digerito' l'intera 1a Divisione da montagna, l'unica dell'esercito tedesco, con due brigate di Gebirgjaeger. Entro il 2008 avrebbe assunto la sua connotazione effettiva, scendendo leggermente sotto ai 12. 000 effettivi. Ma come si è arrivati a questa unità 'definitiva'? La sua nascita avvenne nel 1959, con il compito di combattere eventuali invasioni nella pianeggante regione bavarese, dove le due brigate corazzate vennero dislocate. In effetti questa divisione faceva parte delle forze della Riserva, e non era un'unità attiva in tempo di pace. Poi però, proprio dopo il 1991 e quindi la fine della Guerra fredda, venne attivata, ssorbì il V Comando territoriale e poi la 1a Divisione di cui sopra.
Nel 2007, in attesa di completare la ristrutturazione, era costituita dalle brigate seguenti: la 30a Panzergranadierenbrigate di Ellwagen, la 23a Gerbisjaegerbrigade di Bad Reichenhall, ela 12a Panzerbrigade di Amberg. Insomma, una brigata di fanti meccanizzati, una di alpini e una di corazzati, almeno sulla carta: in pratica, una brigata di fanteria meccanizzata, una di fanteria leggera e una di fanteria meccanizzata nominalmente chiamata 'corazzata'. Il fatto è che i carri armati sono stati in larga misura radiati dai reparti, profondamente ristrutturati, e anzi, la 30a brigata sarebbe stata sostituita dalla 12a come principale reparto corazzato della divisione, nonostante che quest'ultima sia stata accorpata alla 10a Panzerdivision solo nel 2006. Dislocata in 4 regioni tedesche, di cui la Baviera è solo una, oramai è slegata dai canoni della Guerra fredda, per i quali sarebbe stata chiaramente troppo leggera e certo indegna di essere chiamata 'corazzata' (con una brigata fanti meccanizzati e una fanti leggeri). Quanto alle sue unità:
La 30a brigata aveva due battaglioni meccanizzati, il 294 e 352, su 4 compagnie fanti e una mortai l'uno, e il 363° carri su due cp carri, una terza di riservisti e il 345° btg di artiglieria semovente, unico superstite nel 2007 assieme al 294°. Dei due gruppi d'artiglieria, il 345° e il 225° (per la 23a) erano assegnati alle brigate disponibili ma con organici molto diversi: il primo aveva btr comando, 1 di acquisizione obiettivi, 2 a pieni organici e una di riserva, il secondo aveva una sola batteria di artiglieria a pieni organici e le altre 4 da completare con i riservisti. Il primo aveva 24 PzH-2000 e il secondo, fino a metà 2007 gli M09A3G2, storici semoventi più volte ammodernati, che hanno partecipato alle ultime esercitazioni nel maggio dell'anno e poi sono stati ritirati di lì a poco, entro il 1° luglio. Questa scomparsa non è stata rimpiazzata direttamente: la componente d'artiglieria a livello di brigata è stata sciolta, sostituita dalla compagnia 'pesante' come pedina di fuoco, e solo per la brigata alpini (mortai da 120 mm). Di fatto, l'esercito tedesco ha annullato la politica di unità rigidamente organizzate, formandole con i reparti di cui v'é necessità. In tutto dovrebbero essere 245 gli addetti al comando divisionale, 5.728 quelli della 12a Panzerbrigade e ben 6.893 quelli della 23ima da montagna, quest'ultima suddivisa nei battaglioni 231, 232, 233, il 5° e 230° da ricognizione, l'8° batg del genio, 210° trasmissioni e 8° logistico.
Nel caso della 12a invece vi sono 7 battaglioni: 112 e un'unità similare meccanizzati su 5 compagnie (comando, servizi, 3 arma base da 141 effettivi); il 104imo Panzer (3 cp carri, una comando, una riservisti); l'8° da ricognizione, il 4° genio. 4° logistico, e il 4° trasmissioni (unità omonime che rischiano di fare confusione dal punto di vista numerico). I mezzi di questa unità sono i carri Leopard 2 per gli interventi più pesanti e di combattimento diretto, i Marder per la fanteria e i Fuchs da ricognizione. Dal 2010 dovrebbero arrivare i primi Puma cinglati, di cui il dimostratore e 5 prototipi risultano realizzati con un contratto da 386 mln di euro, e a cui dovrebbero seguire altri 405 esemplari di serie, mentre i validi ma vecchi Fuchs verranno sostituiti dai Boxer 8x8. I battaglioni di questa unità hanno perso l'appoggio dell'artiglieria, ma anche quello della cp mortai, in questo caso perché fatti 'cadere' direttamente a livello delle compagnie stesse.
Per addestrare i soldati della 10a esiste un poligono enorme, ad Heuberg, di circa 150 km2 di estensione, attrezzato con 4 stazioni attrezzate, che forniscono un addestramento per il personale, sopratutto quello impiegato all'estero: vi sono orari diurni e notturni per rendere realistica la situazione dei 'peacekeepers-peace enforcers' in missione; si utilizza materiale ex-DDR per familiarizzare la conoscenza dei possibili avversari, check-point simulati, campi minati pure simulati, lingua inglese per le comunicazioni a livello superiore etc. Alla fine del corso gli allievi sono pronti per per l'impiego in qualche vallata dei Balcani, dell'Afghanistan o dovunque sia ritenuto opportuno mandarli in missione.
[modifica] Anni '90
[modifica] Esercito
Il piano Heerstructure 5 (1992) prevedeva la riduzione da 12 a 8 divisioni, e le brigate, unificate in maniera standard, da 41 a 28. Unificazione dell'esercito di campagna con quello territoriale. Radiazione di oltre 3.000 carri armati. Questo era solo l'ultimo, nel 1992, di una serie di piani di ristrutturazione, e altri ne vennero elaborati in seguito, tanto che la forza prevista di 255.000 uomini si ridusse a 233.000 già nel 1998.
Allora vi erano ancora 34 battaglioni carri, 8 in riserva con Leopard 1A5, e gli altri, inclusi i 20 in servizio attivo, con Leopard 2A4 (23) e A5 (3, assegnati alle forze di impiego rapido).
Aggiornamenti: dal 1990 introduzione di oltre 300 Wiesel per le tre brigate paracadutisti, aggiornamento di un primo lotto di 225 Leopard 2 allo standard A5 (dal 1995), aggiornamento di 1.300 Leopard 1 allo standard A5 (1987-93), introduzione in servizio del sistema MLRS (non dopo il 1992) per otto battaglioni d'artiglieria divisionale al posto del LARS. Introduzione del veicolo ricognitore Fennek (tardi anni '90), dell'UAV CL-289 (dal 1990), del sistema computerizzato ADLER per l'artiglieria (1990), aggiornamento (dai tardi anni '80) per i Marder allo standard A3, per i Gepard e per gli M113 con nuovi sistemi meccanici e computer digitali (seconda metà anni '90). Introduzione dei primi PHz2000, semoventi da 155/52 mm.
[modifica] Panzerfaust[2]
Parliamo adesso del Panzerfaust 3. Erede della tradizione iniziata nella lunga, devastante guerra mondiale, dei primi Panzerfaust. Quest'arma era carazzarizzata da razzi con testata di maggior diametro del tubo di lancio e con caratteristiche 'usa e getta', arma molto diversa dal grosso Bazooka (che invece aveva calibro pieno per ospitare anche la testata HEAT), costituì la base, con le sue versioni avanzate, ricaricabili e a gittata prolungata, niente di meno che degli RPG sovietici, come l'RPG-2 che ne era quasi la copia esatta. Il Panzerfaust, in versioni migliorate ha continuato ad essere usato in Germania, ma piuttosto in sordina rispetto ad altri tipi. Negli anni '80 le cose sono cambiate. In Europa c'erano all'epoca tre competitori: l'APILAS francese, il LAW-80 britannico e il Panzerfaust 3 tedesco. Tutti nascevano dalla constatazione che i razzi da fanteria esistenti erano troppo vecchi o piccoli per affrontare i nuovi, formidabili carri di nuova generazione. I tempi dei piccoli, economici e maneggevoli LAW o meglio M72, i sistemi americani con canna telescopica da 66 mm e 2,36 kg di peso, erano oramai in fase di tramonto.
Ma certo, i razzi moderni pesano molto e costano parimenti, e con sistemi 'a perdere' la cosa è anche più grave, visto che già un solo di questi sistemi ha una massa molto elevata e un notevole ingombro. In ogni caso, dopo avere comprato 500 sistemi Apilas per le esigenze della FIR, nei tardi anni '80, è stato deciso un programma da parte dell'E.I. per circa 30.000 armi leggere 'di autodifesa'. Sia gli Italiani che gli Svizzeri hanno dovuto scegliere tra i tre sistemi summenzionati, ed entrambi hanno avuto una sola scelta: il Panzerfaust 3. Questo perché si tratta di un sistema che ha la capacità di sparare da locali chiusi, mentre gli altri due razzi non lo sono, per l'eccesso della vampa posteriore generata. La cosa, forse non molto importante in caso di scontri campali, è davvero fondamentale nei moderni scenari dove vi sono così tanti edifici (ma del resto erano pur sempre presenti i bunker anche negli scenari convenzionali). I Tedeschi avevano già esperienza con l'ARMBRUST, visto in azione nell'Ex-Yugoslavia (assieme a tante altre armi, dagli RPG-7 agli RPG-18 e addirittura RPG-22). Potere sparare da locali chiusi è stato fondamentale, ma non meno importante il fattore costo, che secondo gli svizzeri è anch'esso a favore dell'arma della Dynamit Nobel tedesca.
Ma com'é il Panzerfaust 3? Un grosso ordigno con testata da 110 mm, mentre il tubo di lancio, per economizzare peso, riveste solo il motore a razzo e ha calibro di 60 mm. Il proiettile di lancio pesa 3,82 kg ed è lungo 77,3 cm, con la spoletta molto in avanti rispetto alla testata con la solita sonda oblunga. La testata pesa da sola 2,7 kg, di cui ben 1,5 di esplosivo HE. Questa perfora oltre 700 mm di acciaio omogeneo, mentre contro strutture in cemento arriva ad oltre 1,2 m.
Dentro il tubo di lancio vi è la carica propellente, secondo il principio di Davis, ha una contromassa in materiale inerte (polvere metallica e addirittura cartone): all'atto dello sparo questa viene violentemente spinta all'indietro e questo copensa il rinculo, già ridotto: la carica di lancio è di appena 70 gr. che accelera a 165 ms il razzo: il tutto dà una vampa ridotta e consente il tiro da dentro locali chiusi, anche di soli 10 m2, possibilmente usando un tappo per le orecchie dato che il rumore è di 25dB. La parte posteriore del tubo dev'essere almeno 2 m distante dalla parete. In teoria, potrebbe sparare persino da dentro un mezzo corazzato. Benché il rumore sia in realtà, per un millisecondo, di ben 183 dB, il rinculo è pari a quello di una cartuccia da 7,62 mm. Il motore a razzo si accende a distanza di sicurezza e i suoi 170 gr di propellente vengono bruciati entro i 100 m di distanza dallo sparo, accelerando il razzo a 250 ms. I 300 m di distanza pratica massima, vengono raggiunti in 1,3 secondi.
Poi v'é il sistema di sparo e puntamento, l'unica parte riutilizzabile del sistema: 2,4 kg, suddivisi in un maniglia anteriore, impugnatora con grilletto (ripiegabile per il trasporto; aprendola si arma il meccanismo di sparo), e quando è ripiegata copre il grilletto impedendone l'uso accidentale. La forza di sparo è di 40 N, come con il fucile standard tedesco G3. Protetto da un manicotto in schiuma di gomma, il grosso mirino ha 2,54 ingrandimenti ed è alla sinistra del lanciarazzi, con un campo visivo di 10 gradi e tacche di mira per calcolare l'angolo d'anticipo contro mezzi in movimento fino a 20 kmh.
In termini di logistica, il Panzerfaust era conservato in casse da due colpi o 5 sistemi di mira, in pallet standard NATO da 1,2 x 1 m. Ognuno dei colpi è sistemato in contenitori di 1,29 m e diametro di 16 cm, pesante in tutto 14 kg.
Quando tutti i pezzi sono stati montati, incluso il sistema di mira, il Panzerfaust 3 è pesante 12 kg e lungo 1,2 m. Per usare questo bestione al meglio, bisogna ricorrere ad accorgimenti: contro i carri è necesario estrarre la sonda anteriore e bloccarla facendole compiere un giro in senso orario. Per bersagli morbidi meglio lasciare la sonda com'é per avere un maggior effetto esplosivo. Le percentuali di colpi a segno, pur con una gittata utile non proprio eccezionale, sono viceversa molto alte, per cui non è facile dire quale sia la differenza di gittata reale rispetto ad altri sistemi: 95% di probabilità a 200 m, 90% a 300 m. La testata si arma a 15 m dal lanciatore, mentre la spoletta è stata provata per non avere influenze contro rami o foglie (similati da fogli di allminio). Esistono sistemi d'addestramento come la munizione interte con un tubo di lancio sottocalibrato, simile al razzo vero ma sparante un proiettile tracciante particolare, da 18x96 mm, vi è una munizione interte. La produzione per il solo E.I. sarebbe stata di 17.000 esemplari in base ai programmi, di cui il 10% d'addestramento e 1.000 da comprare con procedura d'urgenza (mentre gli APILAS sono stati impiegati a consumazione per addestramento) per un totale di almeno 50 miliardi. La dotazione dovrebbe essere di una ventina di munizioni per plotone. Erano presenti anche piani per una famiglia di razzi migliorati: razzi con testata in tandem HEAT da 110 mm, razzi da ben 125 mm di calibro con capacità di perforare 900 mm, testata da 90 mm con capacità di perforazione di oltre 550 mm, testata polivalente da 110 mm con gittata da 1.500 mm, perforazione di 400 mm e raggio di frammentazione di 15 m; granata fumogena da 110 mm e 1.500 m di gittata, illuminante da 84 mm, gittata da 2000 m e potere illuminante da 750.000 m (praticamente la testata del Carl Gustav). Erano previste armi con testata in tandem grazie alle specifiche dell'Esercito svizzero, e anche nella configurazione 'mina' azionati da sensori o da un operatore, anche in installazioni a più colpi.
[modifica] Marina, 1997
Non molti cambiamenti videro invece gli organici della Bundesmarine, a parte la riduzione dei sottomarini e delle navi leggere, con un certo rinnovamento nelle navi MCM. L'aviazione navale perdeva attorno al 1994 uno degli Stormi Tornado, rimasti sostanzialmente senza impiego dopo la fine della minaccia sovietica. In termini di navi d'alto mare, gli 'Hamburg' ebbero un degno successore con le F-123 'Brandemburg'.
Ordine di battaglia:
- Navi maggiori: inquadrate nella flottiglia cacciatorpediniere, basata a Wilhemshaven e kiel, organizzate nel Primo Gruppo Cacciatorpediniere, con i 3 Lutjens, 2 e 4 Gruppo con le otto Bremen, 6 Gruppo con le F-123 Brandemburg, per un totale di 15 navi. 1 e 2 Gruppo di rifornimento, basati su 10 navi ausiliarie: 2 classe Type 701, 2 type 704, 2 typpe 760 erano le più importanti.
Note: la principale innovazione rispetto al 1984 è stata l'introduzione delle 4 F-123 Brandemburg. Queste grosse navi fregate, costruite con i criteri modulari MEKO, parzialmente stealth, sono state inizialmente armate solo con un cannone da 76mm, 2 da 20, 4 vecchi Exocet prelevati forse dagli Hamburg, un lanciamissili verticale Mk 41 con 16 missili Sea Sparrow, 2 RAM, 2 lanciasiluri binati e 2 elicotteri. Le loro potenzialità di crescita, inclusa la potenzialità di raddoppiare i lanciamissili, la resistenza ai danni e il parco elettronico, come anche la riduzione a 200 del numero di marinai di bordo le rendevano basicamente valide per ospitare un armamento molto superiore (con 32 lanciatori verticali Mk 41 e Sea Sparrow ESSM sarebbe possibile ospitare fino a 128 missili), mentre per il futuro le loro capacità operative sarebbero state incrementate dai siluri MU-90, elicotteri NH-90 e varie altre migliorie. I missili RAM, qui presenti con due lanciatori fin dalla costruzione, erano stati istallati su tutte le altre grandi navi 'Bremen' e 'Lutjens', come sistema standard da difesa ravvicinata antimissile. La versione antiaerea delle 'Brandemburg', la classe F-124 Sachsen, era già prevista in 4 esemplari per sostituire i vecchi Lutjens.
- Gruppi MCM, basati a Olpenitz dal 1994. Essi vertevano su di una forza data dal 1° Gruppo MCM con 10 Type 332, 3 Gruppo con 5 Type SM.394 costieri, 5° Gruppo con 10 dragamine Type 404.
Gruppi MCM basati a Wilhenshaven: 4°, con 8 MJ 331 e una nave ausiliaria, e 6° con 6 Type 351 e 18 imbarcazioni telecomandate Troika. Assieme a queste unità vi era anche il gruppo Incursori subaquei su 3 compagnie.
Note: le Type SM-343 Hamelin vennero ideate come moderne navi posamine, poi convertite a dragamine. Capaci di 18 nodi, hanno un dislocamento di 600 tonnellate e un cannone da 40 mm, originariamente integrato da 60 mine. Le MJ-332 Frankental erano pure un moderno progetto con sonar DSQS-11M, ROV Penguin, cannone Bofors da 40 mm. I Lindau (Type 331) hanno due classici ROV PAP-104 e 5 sommozzatori, oltre al solito cannone da 40mm e lanciatori di chaff. I Type HL-351 hanno le imbarcazioni teleguidate Troika, chiamate Sheeound, avevano una lunghezza di 25 metri e una velocità di nove nodi. Per il futuro era prevista la chiusura del 4 e 6 Gruppo MCM.
- Forze d'attacco (comando a Warnemunde): basate sul 3 e 5 Gruppo (Flensburg e Olpenitz) ciascuno su 8 Type 148, mentre il 2 e il 7 Gruppo basati ciascuno su 10 Type 143 o Type 143A. Essi hanno anche una nave Type 404 classe 'Elbe' e varie navi logistiche minori.
Note: le navi veloci, leggermente ridotte di numero, erano state aggiornate. A quel punto le Type 148 Tiger avevano un set ECM, un sistema datalink Link 11, 4 ufficiali e 26 marinai l'una. Esisteva anche un sistema posamine. Le Type 143 avevano un sistema di combattimento capace di gestire fino a 5 bersagli, un sistema ECM e Link 11, 41 uomini di equipaggio. Le navi 'Elbe' sono navi da 3500 t a pieno carico, 47 membri d'equipaggio e un gruppo di supporto motocannoniere forte di 30-45 uomini. Tra le prospettive di questa potente componente della Marina tedesca, la sostituzione delle vecchie Type 148 con le k-130, vere e proprie corvette.
- Sottomarini: basati a Kiel, hanno il 3° gruppo con 12 Type 206, e il 1° con 5 Type 206 e 2 Type 205.
Note: i vecchi Type 205 erano usati solo per addestramento. I Type 206, 48 m di lunghezza, 456 t dislocamento emersi, 500 immersi, entrarono in servizio tra il 1973 e il 1976. Capaci di 17 nodi in immersione, con 22 uomini di equipaggio, erano armati di siluri DM-2 A2. Capaci di operare immersi in appena 20 metri d'acqua, dopo gli aggiornamenti avuti negli anni precedenti sono stati armati finalmente con siluri polivalenti di tipo moderno, capaci di attaccare tre diversi bersagli con altrettanti siluri in simultanea, e di ingaggiare bersagli con maggiore portate operative grazie al sonar SLW 83. Le mine e i materiali amagnetici di cui sono dotati li rendono capaci di operare con efficacia nella posa insidiosa di 24 mine, grazie anche alla silenziosità e capacità di operare in acque litoranee. Nondimeno, solo con l'entrata dei nuovi sottomarini, chiamati all'epoca col nome definitivo di U-212, le capacità di localizzazione sarebbero state migliorate drasticamente.
- L'aviazione di marina, dotata a quell'epoca di un solo stormo di Tornado con forza aumentata da 48 a 54 apparecchi, più gli elicotteri come 22 Sea King, 17 Lynx e 19 Atlantic.
- Componente elettronica-intelligence: basata a Kiel dal 1974, articolata in alcune sezioni incaricate tra l'altro di comunicare tramite onde VLF con i sottomarini immersi fino a 30 metri (stazione basata a Ostfriesland), di utilizzare i satelliti NATO con la stazione di Euskirchen, e di altri incarichi speciali, per un totale di 1600 militari e 600 civili coinvolti.
[modifica] La Marina del XXI secolo[3][4]
La ritroviamo qui in buona parte modificata rispetto alla situazione precedente. Oramai la Guerra fredda era finita da un pezzo e gli anni del 'nuovo millennio' non erano passati invano.
Vediamo che tipo di cambiamenti si verificarono nell'appena 50enne (costituita nel 1956) Bundesmarine, ora piuttosto conosciuta come Deutsche Marine.
Come relazioni internazionali la Germania non ha interrotto la sua partecipazione a STANAVFORLANT che vuol dire 'Standing Naval Force Atlantic', l'equivalente SANAVFORMED per il Mediterraneo e pur il STANAVORCHAN per il Canale della Manica. Questi gruppi permanenti d'altura NATO sono organizzati a tutt'oggi nella NATO Striking and Supporting Forces o STRIKFORNATO, basata a Napoli. Ma non ci sono più solo queste partecipazioni: Enduring Freedom e Active Endeavour sono non solo a partecipazione tedesca, ma anche sotto il suo controllo (per quello che riguarda lo strumento navale) mentre come parte dell'UNIFIL 2, un intero gruppo tedesco di 2 fregate,4 unità leggere e due di supporto è al largo delle coste Libanesi. Questo è un evento significativo per varie ragioni: è la prima volta che la Germania diventa leader di una forza internazionale sotto bandiera ONU. Questo passaggui delle consegne è avvenuto il 15 ottobre 2006 tra l'Ammiraglio De Giorgi che comandanva la Maritime Task Force 425 al Contrammiraglio Krause della MTF-448. La Germania è sempre stata un supporter di Israele in tutti questi anni, per l'imbarazzo evidente che a livello storico si è creato dopo quello che successe ai tempi di Hitler. Ma la guerra in Libano e le distruzioni arrecate anche a obiettivi civili hanno convinto a partecipare con una votazione a larga maggioranza, il 20 settembre 2006. Questo ha comportato la partenza di una fregata F-122 Classe Bremen, la KARLSRUHE, e la nuova F-123 MECKLENBURGPVORPOMMERN, accompagnate dal rifornitore classe Berlin FRANKURT am MAIN, un'altra nuova unità della classe Berlin. Non hanno mancato di inviare anche 3 unità missilistiche Type 143A Gepard più l'apposita nave appoggio ELBE. Sotto l'egidia del FLOTENNKOMMANDO, queste navi con veri elicotteri e circa 1.000 effettivi sono andate a pattugliare le acque al largo del Libano, temendo sopratutto i barchini esplosivi che eventuali terroristi malintenzionati avrebbero potuto lanciargli contro. Ma a dire il vero, l'unico attacco, pare anche con l'esplosione di una breve raffica di cannone, sia stato portato da un F-16 Israeliano. IL che ha portato, oltre ad ovvie proteste da parte tedesca, all'installazione di lancia-chaff MAFF e IFF MSSR-2000. Anche se è chiaro, non possedendo Hetzobollah una flotta degna di questo nome, che se l'attacco c'é stato non era dovuto ad errori di identificazione..Per ottenere maggiore sicurezza le navi tedesche hanno integrato con mitragliatrici da 12,7 mm i due cannoni da 20 mm presenti a bordo e hanno disposto in generale di un equipaggio rinforzato. Questa missione è stata solo l'ultima di una serie di azioni 'fuori area', come quelle che hanno visto le sue navi operare oltre il Corno d'Africa, per 'tagliare la strada' ai terroristi in fuga dall'Afghanistan, durante Enduring Freedom.
Insomma, un'evoluzione complessa rispetto alla tradizionale azione di difesa degli stretti e del Baltico meridionale contro la Flotta sovietica del Baltico. Ma oramai questo non è più un compito prioritario. I Russi fanno buoni affari con i tedeschi e le loro capacità operativa sul mare sono di molto calate nel corso degli anni. E ricostruire una credibile capacità navale è la cosa più lunga e difficile.
Insomma, ecco il quadro della Marina tedesca del XXI secolo. Anzitutto l'organizzazione è più snella, come del resto le navi disponibili meno numerose. Il piano secondo cui si è agito era il Flotta 2005, e ora i reparti operativi sono suddivisi in 2 flottiglie. La Bundesmarine ha ridotto la sua forza a 18.000 effettivi, anche donne, a cui bisogna aggiungere 3.600 civili. Il vertice di questa non immensa forza d'impiego è dato dall'Ispettore Generale della MArina, attualmente l'Ammiraglio Nolting, e il suo QG è a Bonn. Da ricordare che ben 6.000 effettivi fanno parte dei reparti interforze della Difesa tedesca). Sotto il CSM vi sono il Comando Flotta o Flottenkommando, a Glucksburg, e l'Ufficio Navale o Marinamt di Rostock. Il primo ha responsabilità sulla flotta, il secondo sulla logistica e formazione professionale.
Comandante della Flotta è un Viceammiraglio che ricopre la carica che in sigla si può ridurre a CINCGERFLEET, e comanda due flottiglie con reparti omogenei, più due stormi aeronavali (di cui uno da disattivarsi entro non molto tempo).
Ora scendiamo a livello di flottiglie: la prima o Einsatzflotille 1, ha sede a Kiel (nella stessa città c'é anche una istituzione militare di prestigio, l'Istituto Medico Navale). Suo compito è quello di gestire il naviglio leggero, costiero e per attacchi speciali.
Da questa flottiglia operano quindi le corvette K-130 della 1a Squadriglia, appena adesso in fase di consegna (1a Korvettengeschwader), con base a Wanemunde.
Stessa base anche per la 7a Schnellbootgeschwader ovvero squadriglia d'attacco con 10 motocannoniere missilistiche Type 143A
Le squadriglie antimine sono la 3a 3 la 5a(Minesuchgeschwader),semmpre basate a Kiel.
Le risorse 'insidiose' sono una specialita che è basata a Eckernforde con la 1a Squadriglia Sommergibili (1à Unterseebootgeschwader), il centro d'addestramento relativo alla guerra subacquea, ma sopratutto è interessante rilevare la presenza delle poco note forze speciali della Marina (Sepailisierte Einsatzkrafte o semplicemente SEK-M), che sono a livello di battaglione e comprendono: una cp comando e supporto, reparto sommozzatori (Kampfscheimmerkompanie), guastatori-sommozzatori (Minetaucherkompanie), cp mezzi subacquei di supportto (Unterstutzungskompanie), cp operazioni speciali, cp logistica e infine il Centro addestrativo vero e proprio.
L'elenco non sarebbe completo se non vi fossero anche mensionate le Forze di Protezione, ovvero la Marineschutzkrafte, su 4 compagnie di sicurezza e quella di comando e supporto.
Questo per la prima flottiglia. La seconda invece ha responsabilità del tutto diverse: ecco in breve i suoi componenti:
- 2a Squadriglia fregate o 2° Fregattengeschwader, con le 3 Sachsen e le 4 Brandemburg, di cui poi si parlerà, come del resto di tutte le navi e i mezzi principali della flotta. La 4a Flottiglia ha le 8 vecchie ma ancora sulla breccia, fregate F-122 Bremen. Infine v'é loa squadrone ausiliario o Trossgeschwader per la logistica d'altura.
Infine c'é la Marineamt a Rostock, che ha l'incarico della logistica tedesca, come anche dello sviluppo di nuove tecnologie. Esistono il Dipartimento per lo sviluppo dei Materiali a Bremenhaven, l'Accademia Navale (ovvero la Marineschule) di Murwik-Flensburg, Scuola sottufficiali (Marineunteroffiziersschule) di Plon, Scuola del Genio (Marinetechinksckule) di Parow, Centro Addestramento Controllo danni, Scuola Operazioni navali (Marineoperationsschule).
Come logistica vi sono arsenali in tutte le grandi basi navali tedesche, come Wilhemshaven, Ecjernforde, Kiel, Warnemunde. Agli arsenali si aggiunge, a Eckenforde, ance il Comando Scuola Navale, a Wilhemshaven il Centro Sistemi di Comando e COntrollo.
Detto dell'organizzazione passiamo alle navi.
Le F-122 Bremen sono le fregate più vecchie della Bundesmarine. Differentemente dalle 'sorelle' Kortenaer olandesi, oramai tolte da una prima linea che, nel caso olandese, è stata praticamente azzerata eccetto le 4 LCF e i sottomarini, le F-122 sono rimaste sulla breccia. Dopotutto sono coeve delle 'Maestrale' e grossomodo equivalenti, anche se non hanno mai ricevuto il sonar a profondità variabile, hanno un misero cannone da 76 mm nonostante i loro 130 m e 3.800 t di stazza a pieno carico e non hanno un sistema d'arma di bordo ASW a lungo raggio, oltre ad avere ridotto la loro capacità contraerea nell'attesa, molto lunga, di ottenere il sistema RAM, che è stato poi installato, ma solo negli anni '90, sopra l'hangar. In ogni caso sono considerate delle ottime navi. Realizzate in due lotti molto distanziati nel tempo, le prime 6 vennero completate nel 1979-84, poi le ultime due consegnate nel 1989-90. Attualmente inquadrate nella 4a Fregattengeschwader, hanno operato e operano in ambienti del tutto diversi dall'usuale Baltico e Mare del Nord; come l'Adriatico e il Mediterraneo. Quanto al sistema propulsivo esse hanno un CODOG, ovvero- differentmente dalle Kortenaer, hanno diesel MTU per l'andatura di crociera (e non turbine) e turbina LM-2500 per le puntate fino a 32 nodi, mentre l'autonomia, in linea con le esigenze manifestate (come altro spiegarla?) è limitata a 4.000 miglia a 18 nodi. Dal 1993-95 le modifiche a bordo hanno fatto sì che sia stato installato un lanciamissili Mk 95 Sea Sparrow di tipo aggiornato, 2 lanciatori RAM, oltre ai 2 lanciamissili Harpoon quadrinati, il cannone OTO da 76 mm, 2 Rh202 da 20 mm, due impianti binati da 324 mm lanciasiluri, e naturalmente i due Lynx. Per il resto è stato aggiornato il parco elettronico delle navi con il radar EADS del tipo TRS-3D, ovvero un sistema tridimensionale di nuova generazione con migliori capacità di scoperta e modalità per l'appunto, tridimensionali al posto del 2D precedente. La portata dovrebbe essere attorno ai 180 km. E' stato installato di recente, e fa compagnia al WM-25 che è valido sia per il controllo del tiro che per la scoperta di superficie, funzionando in bande I e J; lo STIR 180 guidamissili, navigazione Kelvin Hughes NUCLEUS 5000, sonar DSQS-23BZ, ma ancora del tipo a scafo, sistema di comando SATIR con sistemi di comunicazione Link 11 e 16, ECM FL-1800S, 2 SRBOC, 2 SLQ-25, il tutto per 225 uomini d'equipaggio. Hanno una vita operativa prevista fino almeno al 2014.
Le F-122 sono vecchie glorie, le cui potenzialità di crescita non sono molto alte; ma forse è meglio dire che non si è voluto investire troppo in queste navi, altrimenti come spiegare per esempio, il programma TRUMP Upgrade delle navi canadesi, trasformate da caccia ASW a antierei? Per esempio, quale era il problema a cambiare il pezzo da 76 con uno da 100, 114 o 127 mm dei tipi disponibili sul mercato?
In ogni caso, queste navi hanno rappresentato ancora costruzioni di tipo convenzionale. Le successive F-123 Brandemburg, costruite in questo caso non per rimpiazzare le vecchie fregate Koln (come nel caso delle Bremen) ma i caccia 'Hamburg', sono navi del tutto diverse anche se sono armate quasi allo stesso modo, anzi involute rispetto a quello delle 'Bremen': 4 MM.38 residuati dai vecchi Amburg. Queste navi sono state completate nel 1992-96, come fregata 'supplente' al fallimento dell'NFR-90. BRANDEMBURG, SCHLEWING-HOLSTEIN, BAYERN e MECKENBURG-VORPOMMERN sono navi progettate largamente con i concetti MEKO anche se non senza influenza dalle precedenti F-122. Rispetto a queste vi erano delle migliorie sopratutto in termini dimensionali, ma non tanto in lunghezza, aumentata comunque a 139 metri, ma sopratutto per il volume. La loro costruzione ha visto la semplicità di assemblaggio tipica delle 'MEKO'.Esse, come si è detto, sostituivano i 4 caccia ASW Hamburg o Z-101 A, del 1964-69. Queste vecchie navi erano state rimodernate con un programma nel 1975-79. Ai cannoni automatici francesi da 100 mm si erano aggiunti cannoni da 40 mm Bofors-Breda (in sostituzione dei vecchi Bofors), e la torre 3 aveva lasciato il posto a lanciamissili MM.39 Exocet. Dovevano essere mantenute in servizio fino ai primi anni '90. Invece le date vennero anticipate, Autorizzate il 19 giugno 1987 come F-94 e poi come F-123, dovevano essere navi da 4.000 t, con equipaggio contenuto in 220 persone, sopratutto intese per compiti ASW ma in generale erano navi polivalenti, anche la lotta contro i missili antinave. Pensate per essere navi capaci di un notevole potenziale di crescita, con un costo non superiore a 650 milioni di marchi, le F-123 vennero completate, come specifiche, in sole 6 settimane per essere approvate già in agosto dal Sottosegretariato degli Armamenti. La vita utile prevista per navi approvate con tanta celerità sarebbe stata di 30 anni. Fondendo l'esperienza delle F-122 con quella delle MEKO 200-360 in fase di realizzazione per clienti esteri, venne costituito un gruppo di lavoro il 27 ottobre con i cantieri Bremer Vulkan di Brema (F-122 BRemen), e B&Voss di Amburgo (MEKO), oltre all'AEG per i sistemi d'arma di bordo, la Thyssen e la HDW come associati al programma con ruoli minori. 21 dicembre 1987, l'Ufficio Federale per le Tecnologie Militari e Acquisizioni o BWB chiese al gruppo una offerta dettagliata entro il novembre 1988, e infatti già il 19 ottobre vennero proposte due possibili soluzioni, i cui supporter erano la Bremer-Vulkan e la B&Voss.Vinse quest'ultima dopot una competizione che fu tanto accanita da ridurre del 10% i costi rispetto al tetto di cui sopra, di 650 milioni per nave. 10 aprile, arrivo dell'autorizzazione alla costruzione, che sarebbe stata data al consorzio ARGE 123 (ARbeits GEmeinschaft) che era formato da Blohm6Voss, Howaldtswerke Deutsche Werft (HDW, meglio noto per le sue attività con i sottomarini) e la Thyssen Nordseewerke o TSNW. Contratto firmato il 28 giugno 1989, ad una settimana dall'approvazione del governo. Si era proceduto davvero in fretta, ma a dire il vero, malgrado questo e il riciclaggio di materiali usati da vecchie navi (i missili Exocet) la situazione politica era cambiata anche più in fretta e così quando vi fu l'impostazione ai cantieri B&V di Amburgo della capoclasse, il 5 febbario 1991, la Guerra fredda che aveva premuto per la loro realizazione già non c'era più; non solo, non c'era più nemmeno la DDR e la stessa GFR!, Anche così i lavori andarono avanti. L'AMBURG o F-215 venne varata nel '92 mentre la consegna richiese di aspettare fino al 14 ottobre 1994. La F-216 S.H. venne costruita nei cantieri HDW di Kiel con consegna il 24 novembre 1995; la F-217 Bayern ai Thyssen Nordseewerke di Emden, consegna 14 giugno 1996, e la F-218 M.V. venne invece realizzata dai cantieri Vulkan di Brema, con consegna il 6 dicembre 1996. Le navi divennero parte del 6o Gruppo di Fregate come le più moderne, anche se non necessariamente le più potenti, della Bundesmarine.
In ogni caso si trattava di navi rivoluzionarie. Vediamo come. Costruite anzitutto in acciaio per limitare i danni da incendi (Falklands docet), dislocanti anche per questo circa 5.000 t a pieno carico distribuite in 138,9 m di lunghezza fuori tutto, hanno scafo largo che garantisce tenuta al mare e stabilità (grazie anche alle pinne fisse laterali) e una valida piattaforma per sensori. VI è un timone semicompensato ad alettone sospeso (migliora la precisione nelle manovre a bassa velocità) e la carena è molto simile a quella delle pur più snelle F-122. Ma come capacità di sopravvivenza, le F-123 sono curate al massimo. A parte la costruzione delle strutture in acciaio, hanno una forma parzialmente stealth per ridurre la sezione radar e in generale le emissioni che possono tradirne la presenza. Paratie doppie ed elementi strutturali di rinforzo consentono di evitare cedimenti catastrofici della chiglia in caso di colpi a bordo , e in generale, le soluzioni del centro 61 di Meppen e dal BWB hanno comportato specifiche di robustezza e resistenza ai danni senza precedenti tra le costruzioni prima d'allora realizzate dall'ingegneria navale moderna. Lo scafo di suo è suddiviso in 15 compartimenti stagni che sono anche a tenuta di fumo, da un reticolo costituito da 6 paratie doppie e 8 semplici. Le sovrastrutture sono soddivise in due blocchi e in mezzo vi sono i due fumaioli appaiati e caratteristicamente rivolti ciascuno verso l'esterno, verso il basso. Superfici laterali dello scafo hanno 3 diverse inclinazioni, inclusa quella che corrisponde al lungo ponte di castello che arriva fino all'hangar. Riduzione della traccia magnetica, IR e acustica (motori in contenitori insonorizzati) sono altre caratteristiche. Il controllo danni ha 4 e non due sole zone, i sistemi di ventilazione sono indipendenti per ciascuno dei 12 moduli, così i sistemi antincendio e quelli elettrici con 13 centraline complessive. I locali vitali sono protetti da kevlare o acciaio. La riduzione del rumore è stata intesa anche per la prevista installazione di un sonar rimorchiato sviluppato con i francesi, la prima realizzazione di questo tipo da mettere su di una nave tedesca. Poi da considerare i moduli funzionali, che se non rendono particolarmente belle le navi che li adottano (tendono ad essere dei 'contenitori galleggianti' piuttosto gonfi) sono molto pratici e funzionali anche in sede d'aggiornamento: 4 moduli per le armi (uno da 4,7x4,1 m per la torre da 76 mm, uno da 6,75 x5,3 m per l'Mk 41 e due da 4,1x3,5 m per il RAM), 8 elettronici, e 43 moduli per ventilazione e carichi vari sono distribuiti dentro la nave.
Il sistema motore, del tutto o quasi identico a quello delle F-122, ha due turbine a gas LM-2500 da 25.450 hp a 3.600 giri-min, continuativi 20.000 hp; 2 diesel MTU 20V 956TB92 da 5.600 hp a 1.500 g.min turbocompressi e raffreddati ad aria, due gruppi riduttori Renk Tacke (anziché i meno efficienti BHS delle F-122). E siccome è difficile accoppiare i diesel in quanto questi sono su doppio montaggio elastico (per ridurre il motore) e quindi vibrano, è stata adottata una meccanica capace di collegarli anche tollerando escursioni di 5 cm. I gruppi di riduzione sono epicicloidali per le turbine e ad asse parallelo per i diesel, ed entrambe le eliche girano verso l'esterno grazie ad ingrannaggi a stella per l'asse di sinistra e a planetario per quello di destra. Esistono poi sistemi di regolazione SSS per impedire l'uso scorretto della trasmissione riducendo i rumori, specie operando con i diesel. Gli assi di trasmissione sono cavi e questo riduce il peso, con eliche a 5 pale a passo reversibile e variabile, che danno il meglio di sè nel settore delle silenziosità. Quanto all'impianto elettrico le BRANDEMBGURG, che sono leggermente più lente delle Bremen in quanto hanno pari potenza ma maggiore massa, hanno 4 generatori Deutz AV Kaik, con diesel Deutz MVM da 750 kW, anche questi incapsulati in sistemi anti-rumore con doppio basamento elastico, e sono suddivisi in due zone molto distanti tra di loro. In generale l'apparato motore è suddiviso in 5 comparti stagni con: da prua a poppa, locale diesel prodiero, sala macchine prodiera per le turbine a gas, locale riduttori, sala macchine con i due diesel, locale generatori poppiero. Naturalmente tutto questo è controllabile a distanza con un sistema computerizzato della AEG, anche questo derivato dalle F-122, con comandi sia in centrale che nella plancia di comando.
Sempre in tema di capacità marinare, la navigazione si giova dello stesso sistema delle F-122, ovvero due radar Raypath, su ciascuna delle due sovrastrutture, solcometro, 2 girobussole livellate PL 41, GPS, 2 plotter automatici per la plancia e il COC (Centrale Operativa di Combattimento). L'equipaggio è di 216 elementi di cui 27 ufficiali, 107 sottufficiali e 82 semplici, di questi 21 sono addetti agli elicotteri. Pochi elementi a bordo, molto spazio, uguale locali molto comodi e tra l'altro del tutto condizionati anche per assicurare il corretto funzionamento dei sistemi elettronici; inoltre per rispettare le normative ambientali non mancano sistemi per trattamento biologico delle acque di scarico (ovviamente pure questi duplicati), compattatore di rifiuti e altro ancora.
La piattaforma indubbiamente è la parte più interessante, quella del sistema d'arma non è tanto da meno ma non nella potenza di fuoco vera e propria. In ogni caso, il tutto è gestito dal sistema SATIR F-123, discendente dalla famiglia che iniziò con i LUTJENS antiaerei. SATIR è un acronimo che sta per 'in italiano' Sistema Di elaborazione di informazioni tattiche e comando. Pur essendo stato aggiornato nelle sue componenti, la struttura, curiosamente, è rimasta centralizzata e non distribuita. Ha avuto il miglior calcolatore disponibile tra quelli militari, lo Unisys AN/UYK-43, quello delle navi AEGIS per intendersi. VI sono 12 consolle multifunzionali della Atlas Electronik BM 802-52 che la marina tedesca chiama invece QKM. Nessuna per il comandante che però può usare quella del secondo ufficiale, 3 sono per la lotta ASW (ufficiale, addetto sonar, addetto controllo elicotteri). Tutte sono nel COC, i dati sono trasferiti con i link 11, il software dell'insieme è stato sviluppato dal BWB e dall'SM della Bundesmarine, ma quello dei sistemi elettronici è stato fornito dall'industria. I sensori sono il DSQS-23BZ (ovvero un discendente dell'Atlas ASo 96) attivo -passivo con trasduttore a prua stabilizzato di 25 gradi laterali e 8 longitudinali, ma mancava il sonar rimorchiato. Questo era previsto come LFTASS a bassa frequenza e attivo, di sviluppo franco-tedesco con un accordo firmato nel '96. In teoria doveva essere imbarcato nel 2002. Il sonar filabile non mancava ai due Lynx Mk.88 con il tipo AN/AQS-18 a medio raggio associato a siluri Mk 46 o DM4A1, ma in futuro c'era l'MU-90. Siluri Mk 46 mod. 2 erano disponibili anche per i lanciatori binati Mk. 32 Mod. 9 che sono solo con due armi disponibili, ma hanno un sistema di ricarica rapido. I Lynx erano invece da rimpiazzare, in tempi più lunghi, dall'NFH-90 con sonar a bassa frequenza HELRAS, FLIR, MAD e data-link, oltre che con prestazioni in generale maggiori. In ogni caso con il sistema Link 11 gli elicotteri erano continuamente utilizzati per l'impiego con le navi anche per designare i bersagli per i missili antinave Harpoon, che però le F-123 non avevano.
La difesa aerea era tenuta in considerazione: il lanciamissili Mk 41 a 16 celle, ovvero due moduli di lancio, era munito di Sea Sparrow, ma poteva sia essere convertito al lancio di armi più pesanti come gli Standard che all'impiego degli ESSM, che raddoppiare le celle. Il tutto era asservito alla presenza di due radar di scoperta, il 2D Signaal LW 08 e finalmente il 3D Signaal SMART-S, oltre a due radar guidamissili STIR, sempre olandesi.
La difesa antimissile era eseguibile anche dai due SCLAR ex-Hamburg, come dal sistema DASA FL 1800 II di tipo ECM attivo.
L'LW 08 è un sistema di scoperta in banda D ovvero 1-2 GHz per una portata di 260 km contro bersagli di 2 m2, precisione di 2,2 gradi e 90 m, peso 3 t dell'antenna, qui sistemata a poppa, con una potenza di picco di 150 kW. Esiste in varie altre fregate, anche nelle Iroquois canadesi per esempio, come sulla portaerei 25 de Mayo. Ha eccellenti capacità di vedere bersagli nel cluttering sulla superficie del mare, ma non è un sistema all'ultimo grido. Non è presente sulle F-122, dove era stato preso in considerazione, perché si preferì il DA-08, che seppure uguale al 90% era definito come avente maggiori capacità contro i missili in picchiata.. Lo SMART-TS è invece un sistema moderno, sviluppato nella fine degli anni '80, funzionante in banda F ovvero 3-4 MHz, 145 kW di picco e 100 km di portata contro un aereo da caccia: la precisione sia in distanza che direzione è maggiore, +/- 40 m, e 0,25 gradi, oltre che , visto che si tratta di un sistema 3D, precisione in elevazione 0,6 gradi. Gestisce 160 tracce aeree e 40 di superficie per cui è anche capace di prestazioni anti-saturazione, resiste bene alle ECM e funziona sopratutto nella scoperta di missili antinave. Peso 1.500 kg, usato dalle Karel Doorman olandesi, come le J.Van Heemsebrck, antenna ruotante a 27 giri al minuto con 3 armadi elettronici e capacità di dialogo tramite link 11. Il fatto che sono presenti sia un radar 2D che un 3D rende finalmente ridondante la capacità delle navi a livello di fregata, ed è già questo un grosso passo avanti. I missili SAM sono i Sea Sparrow sono presenti nelle versioni M e P, lanciabili dall'Mk 41VLS che ha moduli di larghezza 2,54 m, lunghezza 3,4 m, altezza 6,75 m- In teoria, anche se non in pratica, la struttura potrebbe ospitare missili SM-2MR Block III, ASROC, POliphem, ASTER, ma di fatto al più si penserà all'ESSM, ospitabile in ben 4 elementi, nonostante l'aumento del diametro, al posto di ciascun Sea Sparrow che non ha alette retrattili. Inoltre v'é la possibilità di raddoppiare i sistemi di lancio e quindi, passare per esempio da 16 Sea Sparrow a 128 ESSM! Oppure 16 Sea Sparrow, 16 ESSM (sempre presenti in installazione 'quad Pack') e 12 ASROC (utilizzati, anche se non nel tipo VL, dalla Bundesmarine). VI sono due radar di tiro STIR in banda I/K concentrica per l'inseguimento bersagli e in banda J per l'illuminazione. 150 esemplari realizzati di questo sensore per 11 marine lo hanno messo chiaramente in evidenza. Esso ha anche funzione di controllo tiro per il cannone da 76 mm, che ha visto incrementata la sua cadenza di tiro a 100 c.min con un apposito kit, ed è un residuato delle Type 143A che ne hanno perso uno a favore di un lanciamissili RAM. E di questo parliamo adesso, che è diventato un programma di CIWS per la Bundesmarine dopo che il suo sviluppo venne portato avanti con USA e Danimarca. Ha due lanciatori Mk 31, a prua e a poppa, che consentono di coprire tutto l'orizzonte, con 21 celle l'uno. Portata fino a 7 km, sensore IR e anti-radar, oppure solo IR, peso 74 kg e 2,8 m di lunghezza, è stato ordinato, nonostante il costo di circa 400 mila dollari, in oltre 6.800 esemplari nel Block 0, ma entro il 1999 sarebbe entrato in servizio il Block 1 con sensore solo IR.
Il sistema antisuperficie è più modesto con 4 MM.38 con due lanciatori doppi ITS di mezza nave per queste armi recuperate dagli Hamburg con gittata di 42 km. VI sono anche il cannone da 76 e le due mitragliere a tiro rapido Rh-202. La scoperta navale è assegnata ai radar LW 08 e SMART-L, ma anche ai sistemi Raypath che sono usati anche per gli elicotteri. La guerra elettronica contribuisce alle azioni di superficie.
L'FL 1800 II della DASA è tra i sistemi più sofisticati disponibili, almeno all'epoca della realizzazione (primi anni '90, ma poi è stato aggiornato). La versione I era già usata sulle S-143, Lutjens e Bremen. Ha 3 sottosistemi: ESM, ECM, MMI (Man Machine Interface). L'ESM rileva le emissioni nelle bande 0,5-18 MHz, ovvero le bande G,H, I e J. Vi sono antenne DF e OD, telemetria IFM, Pulse-Data Block Generator per la digitalizzazione degli impulsi e infine un sistema di analisi con la libreria elettronica. L'ECM disturba attivamente e usa anche gli SCLAR; l'MMI ha due display tattici, uno per l'analisi impulsi e una stampante.
In tutto questo era come si presentavano le F-123. Limitate da quanto disponibile nell'immediato, nondimeno erano mezzi dai fondamentali validi. Tant'é che i miglioramenti via via previsti da implementare erano: rimpiazzo dei vecchi siluri da 324 mm con gli MU-90 che hanno anche capacità antisiluri; aumento della cadenza di tiro dei pezzi da 76 da 85 a 100 c.min; sostituzione delle mitragliere da 20 con quelle da 27 in installazione telecomandata; arrivo degli elicotteri NHF-90; possibile raddoppio dei lanciamissili Mk 41 con missili ESSM, e magari anche ASROC, Aster o Standard (gli Iroquois -TRUMP erano dotati dopotutto degli stessi sitemi elettronici ed erano nondimeno usati come navi contraerei), e sostituzione degli Exocet con armi più avanzate, per non parlare dell'arrivo del sonar rimorchiato se questo programma non avesse incontrato problemi economici. Ma la dimostrazione più plateale della validità di queste navi è stata la loro versione contraerea, la F-124 Sachsen, che usa sopratutto un nuovo radar di scoperta multifunzione, un pò come la trasformazione degli 'Spruance' in unità contraeree come i 'Kidd'.
In tutto ecco le caratteristiche:
- Dimensioni: l.ft. 138,9 m, larghezza max 16,6 m, immersione 6,6 m(incluso il sonar)
- Dislocamento: 5.000 t max
- Sistema motore: 2 LM-2500 da 25.450 hp e 2 MTU 20V 956TB92 da 5.600 hp l'uno con configurazione CODOG; velocità crociera 18 nodi su diesel, 29 su turbine, autonomia 4.000 mn a 18 nodi, o 21 giorni su mare; generatori da 750 kW
- Sensori: 1 sistema 3D SMART-TS (Signaal Multibeam Acquisition Radar for Targeting), 1 LW 08 bidimensionale, 2 STIR, 2 Raypath; sonar DSQS-23B; ECM FL 1800 II
- Armi: 1 OTO da 76 mm, 4 MM.38, 2 RAM, 1 VLS Mk 41, 2 Mk 32 lanciasiluri; 2 SCLAR, 2 mitragliere da 20 mm Rh-202; 2 elicotteri Sea Lynx con sonar, radar e siluri Mk 46.
- Equipaggio: 216.
Dopo alcuni anni, esse erano assegnate al 2o Fregattensgeschwader. Risultavano armate con il lanciamissili Mk-41 VLS Mod.3 a 16 celle, sempre dotato di Sea Sparrow ma predisposto per gli ESSM; due RAM Mk-49, il solito cannone da 76, i lanciamissili Exocet (che per la cronaca sono stati presi dagli Hamburg quando questi andarono demoliti nel 1991-95). Previste le mitragliere MLG-27 al posto delle Rh e l'arrivo dei missili RBS-15 Mk3 al posto dei vecchi Exocet. Finalmente è arrivato il potente sonar rimorchiato a bassa frequenza e di tipo attivo LFASS. I sistemi ECM FL-1800 II sono stati aggiornati alla versione 1800S2, mentre i vecchi SCLAR erano in sostituzione con 4 lanciatori TKWA-MASS. Al link 11 è stato aggiunto il link 16 unificato. Naturalmente erano sempre attesi gli NHF-90 e i MU-90, non ancora consegnati.
Da queste navi sono state estrapolate le F-124 Sachsen, che sono riuscite a rimpiazzare gli obsoleti LUTJENS del 1969-70, radiati nel 2004, mentre le tre navi che li hanno rimpiazzati in un rapporto uno contro uno sono arrivate nel 2003-2006. Nate come programma congiunto anche con gli olandesi e gli spagnoli, che poi ha preso strade diverse. I due tronconi, questo e l'Horizon erano nati dal fallimento di un programma comune NATO che verteva su nuove navi antieree, come del resto la NFR-90 aveva a che fare con le fregate multiruolo ASW.Entrato in esecuzione nel 1996 con la classe F-124 che costava 2,1 miliardi di euro, ebbe la defezione della quarta nave in opzione dopo pochi anni. Nel frattempo è entrata in servizio la F-219 Sachsen, impostata nei cantieri B&V il 1 febbario 1999, varo 21 gennaio 2001, completata e collaudata il 29 novembre 2002, consegna alla 2a Fregattegeschwader il 31 dicembre 2003: ancora una volta il programma per le nuove fregate tedesche era finito a cavallo tra un'era e un'altra (la 'Guerra al terrore'). Le HAMBURG e HESSEN sono seguite poco tempo dopo: la prima, impostata nel 2000, varata nel 2002, consegnata nel dicembre 2004, e la seconda con tempi rispettivamente 2001, 2003, giugno 2006. La Thuringen è stata depennata nel frattempo. Lunghe 143 m per 17,4 di larghezza, pesanti a pieno carico 5.690 t, non nascondono la propria diretta discendenza dalle F-123, con due motori LM-2500 da 51.642 hp complessivi assieme ai due diesel MTU 20V-116TB93. Hanno 255 effettivi a bordo, autonomia al solito dell'ordine dei 21 giorni o 4000 miglia nautiche. Il raggio d'azione, insomma, è ancora inteso per le operazioni a medio raggio, anche se vale la pena ricordare che si tratta di navi con motori CODAG, ovvero capaci di far funzionare sia i diesel che le turbine allo stesso tempo. La loro sovreastruttura si differenzia sopratutto per i sistemi elettronici di bordo: radar SMART-L a lungo raggio, con una immensa antenna rettangolare, sulla zona di poppa; e la piramide a più facce per l'APAR in banda I multimodale, capace di guidare anche i missili oltre che di scoprire i bersagli e inseguirli. Rispetto alle F-123 le sovrastrutture sono più alte e imponenti, ma sono anche meglio raccordate e più pulit, in particolare la murata dello scafo, che già ha un bordo libero altissimo, non si ferma al ponte di coperta, ma prosegue inglobando tutti e due i blocchi delle sovrastrutture. La sistemazione, alberatura a parte e sovrastrutture raccordate con le murate, non cambia di molto: il cannone da 76 è sempre presente a prua, seguito dal RAM e poi dall'MK .41VL che stavolta ha 32 celle di lancio come fin dall'inizio si era previsto, a livello 'potenziale' per le F-123. Segue la plandcia alquanto bassa e larga, l'albero con il radar NB mancano gli STIR di controllo del tiro dato che l'APAR si occupa anche di questo-, un piccolo albero intermedio su cui usualmente è sistemata anche la bandiera, i due fumaioli e la struttura tronco-piramidale poppiera per lo SMART-L, seguito a mò di pulcino dal biancheggiare del RAM di coda; entrambi poggiano sopra l'hangar. La nave è prevalentemente antiaerea e così, dopo tutti gli anni in cui la Bundesmarine ha latitato in sonar a profondità variabile, è tornata ad avere solo quello a scafo lasciando alle F-123 l'incombenza ASW. Del resto i sottomarini non sono più una minaccia di alto livello, almeno negli scenari previsti. I lanciasiluri sono tornati i vecchi Mjk32 tripli, che stanno semicoperti dalle strutture a mezza nave, ma lanciano i nuovi MU-90. I Lynx hanno ricevuto i Sea Skua, ma aspettano sopratutto l'arrivo degli NH-90. Aggiornati comunque i sistemi di bordo: sonar di scafo DSQS-24B, due radar multifunzione ARPA 9600-M in banda I e J, sistema di direzione tiro optronico MSP-500 (entrambi della Atlas-electronik), sistema direzione tiro IR Sirius IRST, ECM FL-1800S2, 2 lanciatori Mk 36 SRBOC (ancora loro), sistema comando e controllo SEWACO FD, data link 11 e 16. I sistemi d'arma di bordo sono stati potenziati con 8 Harpoon (che però rischiano di essere ora superati dall'avvento degli RBS-15, che saranno a bordo delle 'inferiori' F-123..), e dal lanciatore Mk 41 con 32 ESSM e 24 SM-2, oltre ai due cannoni MGL-27 da 27 mm .
Poi ci sono i sottomarini. Eredi dei Type 205 e 206 sono attualmente sopratutto i Type 212, ma andiamo con ordine. Dopo il 1954 si ricominciò a mettere mano ai sottomarini, inizialmente proibitissimi essendo mezzi di estrema pericolosità. I primi progetti sperimentali erano siglati Type 201 e 202, ma i primi ad entrare in servizio furono 14 Type 205 del 1961-68, più i similari Type 207 esportati in ben 17 esemplari, in Norvegia. A queste unità seguirono i Type 206 del 1969-75, altre 18 navi più le tre per Israele o classe 'Dolphin'. 12 di questi vennero poi ammodernati nel 1987-1992. Da notare che gli altri 6 sono stati offerti, qualche anno fa, all'Indonesia già utente dei Type 209. 4 dei Type 206A sono stati disarmati e offerti all'Egitto, gli altri 8 sono ancora in servizio dopo essere sopravvissuti alle radiazioni avvenute nel 2004-2007. Le loro caratteristiche erano ben ritagliate per il Baltico ma certo non per le nuove missioni a lungo raggio e per il supporto alle SOF: 17 nodi, 4.500 miglia di autonomia emersi o 228 a 4 nodi di autonomia da immersi, profondità standard di immersione non molto superiore a 100 m. I tubi di lancio siluri sono ben otto, comprendenti sia armi ASW che antinave anche se non multiruolo, perché così era possibile omettere il locale ricarica siluri e quindi ridurre le dimensioni delle navi. L'equipaggio era di 23 uomini appena, esisteva un sonar che nel tipo più recentemente installato è il DBQS-21B associato al sistema di combattimento LEWA (dagli anni '80, durante i lavori d'aggiornamento di cui sopra), costruzione in acciaio amagnetico, e recentemente impiego dei nuovi e micidiali siluri DM2A3. A parte i siluri, molti ma non moltissimi (del resto i 'Toti' avevano 4 tubi di lancio e sei armi in tutto), i Type 206A hanno sistemi di posa