Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Indonesia

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Nata come Repubblica di Indonesia con la dichiarazione d'indipendenza dall'Olanda del 17 agosto 1945, la nuova nazione non mancò di dover lottare contro gli inglesi a Giava e gli olandesi successivamente, fino a che riuscì ad affermare la sua esistenza dopo 4 anni di guerra. L'Indonesia non mancò di avere nemmeno conflitti interni con ribellioni e guerriglia per l'intero decenni degli anni '50, ma anche il tentativo di estendere la propria influenza alla Malaysia, dove vi fu una spietata lotta contro le truppe inglesi per anni, sopratutto nelle zone tra Kailmantan e Sarawak-Sabah, ma gli inglesi erano molto più esperti ed ebbero la meglio sul pur insidioso nemico. Seguirono lotte interne contro i guerriglieri comunisti, cosa che accadde dopo la fine di Sukarno e l'arrivo al potere di Suharto. Prima i sovietici avevano una considerevole influenza tanto che cedettero anche uno dei grandi incrociatori 'Sverdlov' che venne ribattezzato Irian, ma poi demolito per mancanza di parti di ricambio dopo la fine della fase 'filo-sovietica'.

Il fatto è che dopo l'ottenimento dell'indipendenza del 1949, gli sviluppi degli 8 anni successivi erano per un sistema politico democratico, ma il tentativo di democratizzare l'arcipelago con le sue 15.000 isole (di cui solo 1.000 popolate in maniera permanente) e 300 etnie diverse fallì per vari motivi, tra cui la cattiva situazione economica del neo-stato. Allora il presidente Sukarno provò con la 'Democrazia guidata' e fu un tracollo economico con tanto di isolamento internazionale che portò nel '63 anche al confronto con la Malesia. In più vi fu un fallito golpe comunista nel '65 (il Gerakan September Tiga Puluh o l'Affare Gestapu), e come conseguenze alla fine arrivò la perdita di potere per Sukarno e massacri di comunisti e di persone di etnia cinese. A quel punto Sukarno non era più all'altezza della situazione e trasferì il potere l'11 marzo 1966 al Capo dell'Esercito il gen Sharto, eletto 3 anni dopo presidente dell'Assemblea di COnsultazione Popolare o Dewan Perwakilan Rakyat, DPR). In seguito a questo fatto l'Indonesia che si era spostata a sinistra nello scenario politico mondiale ritorno 'in asse' con l'ongresso nell'ASEAN, cofondata nel 1967. A parte questo, non finirono certo i guai per l'Indonesia che continuò ad essere sì una repubblica, ma con una specie di dittatura di fatto del 'Piccolo Padre' Suharto per i successivi decenni, movimenti separatisti a Sumatra nell'Aceh, fin dal '49 mossi da integralisti islamici (da notare che l'Indonesia, per quanto possa sembrare strano, è la nazione islamica più popolosa del mondo), movimenti indipendentisti anche a Papua nell'Irian Jaya dal '63, Timor Est dal '76, tensioni tra uomini d'affari cinesi e indonesiani (rispettivamente chiamati cukong e pribumi).

Sotto Suharto la filosofia politica era sostanzialmente: 1-credere in un Dio supremo (non necessariamente nell'Islam), 2-al tempo stesso, anche nell'Umanesimo, 4-nell'Unità nazionale indonesiana 5-giustizia sociale per tutti.

L'insieme era chiamato 'Pancasila'.

Per tenere sotto controllo la situazione vi era anche un'altro fondamento dell'Indonesia suhartiana: la Dwi Fungsi, ovvero la Doppia Funzione delle F.A., sia come combattenti sia come forze politico-sociali per lo sviluppo nazionale (rispettivamente questi ruoli erano chiamati kekuatan pertahana da keamana e kekuatan sosial politik. Quanto al futuro, per stare al passo dei tempi senza esagerare si adottava la filosofia dell' 'Alon alon asal kelakon che significa 'un passo alla volta'. Nel frattempo si riduceva il numero dei seggi dell'Assemblea di Consultazione Popolare riservati ai militari, che tra l'altro non solo sedevano in parlamento, ma erano anche non eletti ma nominati dai vertici delle F.A. Quanto alla vita politica più in generale, esistevano due partiti: Partai Demokratis Indonesia e Partai Pengangunan Persatuan, ma anche un'organizzazione politica chiamata Golongan Karya o GOLKAR. L'Indonesia, parte dell'ASEAN come detto sopra, divenne nel 1992-95 presidente dei Paesi non Allineati e ospitò la conferenza del novembre 1994 a Bagor, Giava Occidentale, dell'APEC. L'Indonesia, un'altra 'tigre asiatica' cresceva nel 1995 del 7.5% come PIL anche se la cosa non permetteva di darle che un reddito medio-basso pro-capite, pur sempre migliore di qualche decennio prima quando era considerata una Nazione a basso reddito pro-capite. Nel '94 il reddito pro-capite era di 750 dollari-anno. Il 60% della forza lavoro dell'epoca, 60 milioni di operai, aveva solo un'istruzione elementare e l'indice di disoccupazione (e di sotto-occupazione, interessante che fosse considerata questa situazione personale, che attualmente nelle statistiche occidentali tende a 'sparire') era del 39,9%. Nel frattempo, giovava ricordare come le riforme per la 'deregulation' imposte delle 'benefiche' organizzazioni come l'FMS venissero prese lentamente in considerazione con due pacchetti di leggi in merito del '92 e del '95. La Cina nel frattempo aveva assorbito, nel '94, quasi il 23% del volume mondiale degli investimenti esteri (le radici del suo 'boom' sono piuttosto profonde..), e anche India e Vietnam all'epoca si stavano 'adeguando' per raccogliere investimenti esteri.

I rapporti con gli USA sono stati altalenanti, e la repressione dell'opposizione e di movimenti indipendentisti, come nell'eccidio di Dili del '91 li hanno spesso raffreddati. Come testimonia la vendita di F-16, comunque, la fase in cui gli USA erano visti come un nemico sono passati da un pezzo, essenzialmente Suharto ha dato una svolta anche se non sempre convincente, rispetto a Sukarno. Con la Cina la cosa era diversa. Inizialmente alleata specialmente nei tardi anni '50,ma poi si ebbero problemi nel '59 e nel '60 con leggi che limitavano la libertà di movimento dell'etnia cinese in Indonesia, fino a che nel '63 vi furono scontri etnici (termine 'political correct' che ha sostituito il più classico e diretto 'scontri razziali'), che videro la Cina cercare di porre rimedio politicamente. Le cose non fecero che peggiorare e i sistemi comunisti visti con ostilità nelle F.A. indonesiane. Poi vi furono le conseguenze dell'Affare Gestapu, il complotto fallito ai danni di Sukarno con conseguenti massacri che coinvolsero anche i cinesi. Con Suharto le cose se possibile sono andate anche peggio, con una interruzione delle relazioni diplomatiche nel '68 fino al 1985, quando ricominciò un processo di distensione, che vide il culmine con l'accordo formale di Giakarta dell'8 agosto 1990: un evento importante, a cui assistettero sia Suharto che Li Peng, ma che fu obnubilato dalla crisi del Kuwait iniziata da circa una settimana. In seguito le cose sono andate via via normalizzandosi, anche se qualche timore e problema è rimasto a lungo, specie tra i militari indonesiani, nei confronti della Cina.

Con i giapponesi stranamente, nonostante la truce esperienza della Guerra mondiale, le cose non sono andate malissimo. Nel '58 vennero ristabilite normali relazioni diplomatiche, mentre il presidente Sukarno sposò una giapponese. I legami furono più stringenti sopratutto dal 1970, tanto che il Giappone è diventato il principale investitore estero dell'Indonesia nonché meta dell'export di Giakarta. Basti dire che a metà anni '90 il 75% delle importazioni giapponesi di petrolio passava per lo stretto di Malacca e altre vie controllate dell'Indonesia. Il Giappone,con la sua ingerenza militare (vedi il film 'Addio al Re' di J. Milius) del tempo bellico aveva sostanzialmente chiuso, tanto che in sostanza non pare abbia mai avuto ingerenze militari o politiche negli affari interni indonesiani.

Con l'Australia l'Indonesia ha lavorato poi segretamente per 2 anni fino ad annunciare nel '96 un trattato di difesa. L'Australia a suo tempo considerava l'Indonesia come il suo più prossimo nemico, ma le cose sono cambiate da molti anni e ora con questo patto le F.A. australiane erano poste in condizione di difendere l'Indonesia (e viceversa) da attacchi ostili. A dire il vero, l'unica minaccia in qualche modo assimilabile a questa necessità era la Cina, che non era in buonissimi rapporti con l'Indonesia (almeno, non ancora) e forse nemmeno con l'Australia. Di fatto, tra le possibili situazioni d'attrito vi eranbo i diritti rivendicati dai Cinesi su di un tratto di mare della Cina in cui vi erano giacimenti di gas sfruttati con un costo di 44 mld. di dollari australiani (una cifra enorme) dall'Indonesia e da un consorzio nippo-americano.

Tra le possibili contromosse, nulla di strano nell'uso delle proprie F.A. (ovvero le ABRI, Forze Armate Indonesiane) in complesse esercitazioni come la KANGAROO '95 che ha visto 17.000 militari australiani e alcuni reparti indonesiani in azioni congiunte, mentre per migliorare la propria posizione internazionale l'Indonesia ha portato contingenti sotto mandato ONU in Cambogia e Bosnia. Ma tutto questo, ovviamente, non ha cancellato i problemi dell'Indonesia, sia politici che etnici.

Nel 1975, come la Turchia con Cipro l'anno prima, l'Indonesia di Suharto invase l'isola di Timor, che fino al 7 dicembre di quell'anno era sotto controllo portoghese, non prima di un appello ai partiti filoindonesiani locali per essere aiutati contro i comunisti del Freitilin che controllavano vasta parte del territorio. A tutt'oggi Timor non è un capitolo chiuso, tanto da richiedere lo schieramento di contingenti ONU, specie per protegggere i cristiani. L'Indonesia, il più popoloso degli stati a prevalenza musulmana, in effetti è una impressionante anomalia. Caratterizzato dall'essere un immenso arcipelago, con territori interni controllati ancora a fatica se per nulla, specie a Borneo, dove tribù primitive di cacciatori di teste sono ancora, o lo sono state fino a poco tempo fa, presenti, lo stato indonesiano è uno strano mix di modernità in pochi centri costieri e arretratezza per le località interne. Catastrofi periodiche date dall'essere molto vicino alla 'Cintura del fuoco' del Pacifico, con eruzioni e maremoti, non fanno altro che rendere le cose più difficili.


Indice

[modifica] 1985[1]

[modifica] L'Esercito

Con una suddivisione territoriale del genere non stupirà che anche l'esercito è diviso in un sistema territoriale, con i comandi da 1 a 4 chiamati KOWILHAN, caratterezzati dall'essere interforze- I 4 KOWILHAN controllavano 17 KODAM che sono comandi a livello divisionale, con 2 brigate di fanteria l'uno ma solo p er i 3 di Giava e quello di Jakarta, mentre gli altri erano a livello di brigata singola. L'equivalente navale era il KODAERAL, 8 presenti e il KODAV, 5 per l'Aeronautica. Non finiva lì: v'erano anche il KOSTRAD per la riserva strategica direttamente sotto il controllo del presidente, il KOPPASSANDHA per le forze speciali. Fuori dalle F.A. vi erano anche 17 KOMDAK per la polizia, dipendenti dal governatore di regione -Daerah e sopra di questi, dal ministero dell'Interno.

Il totale delle forze disponibili per l'Esercito era di 210.000 effettivi.

  • 1 brigata cavalleria corazzata del KOSTRAD
  • 1 battaglione carri autonomo
  • 7 battaglioni cavalleria corazzata autonomi
  • 4 divisioni di fanteria su due brigate +supporti
  • 6 brigate di fanteria auotonome di cui 3 assegnate al KOSTRAD
  • 11 reggimenti di fanteria autonomi
  • 33 battaglioni di fanteria autonomi
  • 2 brigate di fanteria aerotrasportabile del KOSTRAD
  • 4 battaglioni di fanteria aerotrasportati autonomi
  • 2 reggimenti di artiglieria da campagna su 3 gruppi
  • 8 gruppi di artiglieria da campagna autonomi
  • 1 reggimento di artiglieria per la difesa aerea su 3 gruppi
  • 7 gruppi di artiglieria della difesa aerea autonomi
  • 4 batterie di artiglieria contraerei autonome
  • 4 gruppi para-commando forze speciali per il KOPPASSANDHA
  • 1 reggimento genio pontieri su 2 battaglioni
  • 6 battaglioni genio pontieri autonomi
  • 10 distaccamenti genio pontieri autonomi

Inoltre vi erano anche le navi per i marines: 14 navi da trasporto, 1 da sbarco corazzati, 20 mezzi da sbarco LCU e 2 rimorchiatori.

L'Aviazione dell'esercito su un gruppo elicotteri e uno aerei: 6 Bell 205, 6 Bell 212, 2 Alouette III , 16 MBB BO 105, 26 Super Puma, 2 Aero Commander 680, 1 Beech 18, 7 NC-212 Aviocar.

Le armi disponibili erano un misto di materiale francese (in realtà ex-olandese, lasciato nelle colonie), britannica, molte armi sovietiche, e alcune locali che sono concentrate nell'arsenale di Bandung.


  • Corazzati: carri AMX-13FL-10, PT-76, autoblindo Saladin, Ferrett, Commando; APC AMX-VCI, Saracen, BTR-40, BTR-152, ACMAT VBLA, Commando V-150, Commando Ranger
  • Artiglierie: Cannoni da montagna M48 da 76 mm, da campagna M42 da 76 mm, obici da 105 someggiabili M56 da 105 mm, da campagna M101 da 105 mm, obici medi M1938 da 122 mm, semoventi Mk 61 da 105 mm. Mortai M1 da 81 mm, da 82 e 120 sovietici, UBM-52 da 120 mm.
  • Armi controcarri: lanciarazzi M20 da 89 mm, SR M67 da 90 mm, M40A1 da 105 mm, missili ENTAC
  • Armi contraerei: Rh-202 binati da 20 mm, Oerlikon da 20 mm, cannoni M1 da 40 mm, L70 da 40 mm, S-60 da 57 mm
  • Armi portatili: BM59 (la versione Beretta automatica dell'M1, ovvero l'equivalente dell'M14, una rarità), fucili mitragliatori Madsen da 7.62 mm, DPM da 7.62 mm, mitragliatrici SGM da 7.62 mm e M2 da 12.7 mm


[modifica] Marina

Ovviamente molto sviluppata data la natura di arcipelago, la Marina aveva una forza non indifferente di 29.000 uomini, aiutata da una forza navale di 1000 e un corpo di marinese di ben 12.000 su due reggimenti da 3 battaglioni l'uno, uno da addestramento, un reggimento di supporto e uno logistico.

I carri usati dai Marines indonesiani sono 20 PT-76, 50 APC del tipo AMX-10P e gli AMX-10PAC 90 che sono un tipo speciale: con sistemi di galleggiamento potenziati (vale anche per gli altri AMX-10P indonesiani) e un cannone da 90 mm che li ha trasformati in carri armati leggeri anfibi. Infine v'erano 30 BTR-50. Artiglierie da 122 mm, presenti in 40 esemplari, e cannoni Bofors L70 da 40 mm e in futuro v'erano anche i missili Rapier SAM.

L'aviazione navale era costituita da 10 elicotteri Wasp navali ex-olandesi, 18 GAF N22B Nomad, 14 altri elicotteri e aerei leggeri per collegamento. Altri 4 NC-212, 18 nuovissimi trasporti NC-235 e 26 elicotteri Super Puma erano in ordine per moltiplicare la forza dell'aviazione navale e supporto marines.

Le navi sovietiche a suo tempo erano quelle più diffuse: ben 104 scafi forniti nei primi anni '60. Ma la mancanza di parti di rispetto e l'obsolescenza le avevano già fatte ritirare quasi tutte.

  • Sottomarini: 2 Type 209 e un altro in ordinazione, dai primi anni '80, con un programma per 6 battellli del tipo da 59.6 m e circa 1200 t
  • fregate: 3 'Fathaillah, 3 'Tribal', 4 'Claud Jones', 2 'Riga0
  • forze leggere: 2 PB 57 da attacco veloce, 8 navi PSSM Mk 5 con gli MM.38, 2 siluranti TCN45, 3 grosse navi 'Krondstadt' (ex-sovietiche), 4 'Kraljevica' ex-jugoslave, 5 'Attack' ex-australiane, 1 PC461 ex-USA, 8 vedette costiere (di cui 6 francesi da 38 m), 5 aliscafi Boeing, altri 40 programmati.
  • Navi MCM: 2 dragamine oceanici T43 ex-sovietici, 4 cacciamine 'Lerici'.
  • Forze anfibie: 15 LST, 4 mezzi da sbarco LCU, 40 mezzi da sbarco leggeri LCM, 20 mezzi da sbarco personale LCVP
  • Navi appoggio: 4 idrografiche, 2 appoggio sottomarini, 1 officina, 2 cisterne, 3 cisterne portuali, 2 trasporti, 3 da addestramento, 1 posacavi, 30 navi varie, alcune vecchie navi sovietiche usate come pontoni addestrative, deposito etc.

[modifica] Aeronautica

Con una forza di 29.000 effettivi, l'Aeronautica indonesiana non aveva che pochi aerei da combattimento di prima linea, ma sopratutto aveva macchine da trasporto e collegamento:

  • 1 gruppo con 11 F-5E e 4 F-5F
  • 2 gruppi d'attacco su 30 A-4E e 4 TA-4H ex-USA e HHA
  • 1 gruppo di 15 OV-10F
  • 3 gruppi addestratori con 12 Hawk Mk 53 consegnati in due lotti nel 1980, T-34C, T-41, FFA AS202 Bravo
  • 1 gruppo ASW con 5 UH-16, 3 Boeing 737 con radar SLAR da 160 km di portata, e 1 C-130H-MP
  • 4 gruppi trasporti ad ala fissa e 3 elicotteri: 22 C-130B/H/HS e L-100, 21 NC-212 Aviocar della Nurtario, 3 NC-235 in fase d'acquisizione, in rimpiazzo dei vecchi C-47. L'ala rotante verteva su SA 330 Puma e SA 332 Super Puma, BO 105 e BK 117, Super Puma e Bell 412, questi ultimi 4 tipi erano , particolare assolutamente notevoli, TUTTI prodotti su licenza dalla Nurtario. Sostituivano gli elicotteri Bell 47G e UH-34T.

Infine vi erano 5 battaglioni di fanteria leggera con i compiti di intervento rapido dove ve ne fosse stata la necessità più che altro per compiti antissurrezionali.


[modifica] Classe Fatahillah

Queste fregate leggere sono state le prime unità importanti costruite appositamente per la Marina Indonesiana, dopo che essa, nel corso degli anni, ha immesso in servizio numerose unità navali di costruzione sovietica, incluso un incrociatore Classe Sverdlov, chiamato Irian. Sono state pensate per prestare servizio tra le isole dell'arcipelago indonesiano, se necessario sostenendo combattimenti di media intensità in situazioni in cui la minaccia aerea non sia eccessiva. Si tratta di navi assai piccole, simili alle francesi A-69, ma equipaggiate con armamenti anche più pesanti, più veloci e con più sensori di ricerca e controllo. Esse sono state costruite, oltre che progettate, nei cantieri olandesi con i nomi di Fatahillah (361), Malahyati (362) e Nala (363).

Lo scafo è costituito da una struttura compatta, con ponte di coperta continuo, quasi senza cavallino di prua. Il ponte di coperta a prua è lungo, anche perché ha molte delle armi di bordo, mentre è molto corto a poppa. Le fiancate dello scafo si prolungano come fianchi delle sovrastrutture ai lati. Queste sovrastrutture sono sistemate su di una tuga alta un ponte con una plancia di rilevanti dimensioni, dietro alla quale si erge un albero a struttura piramidale, come su certe costruzioni sovietiche, dietro ancora vi è una struttura per il condizionamento aria, poi il grosso e basso fumaiolo, e infine una piccola sovrastruttura di poppa, vicina alla fine dello scafo.

Sono dotate di equipaggiamenti di alto livello, come una cittadella con protezione NBC, mentre indispensabile per le temperature elevate si è dimostrato anche un impianto di condizionamento aria. Un altro sistema di bordo è un impianto di stabilizzazione con pinne laterali.

In termini di motorizzazione, la nave è dotata di una sofisticata soluzione CODOG su 2 assi, equipaggiata con 2 diesel tedeschi, per le andature a velocità di crociera, mentre per l'andatura a piena potenza può essere sostituito con una turbina inglese del tipo aeronautico Olympus, capace di portare la nave a 30 nodi.

La dotazione di sensori vede una serie di apparati olandesi, come il radar di scoperta aerea e di superficie, sulla struttura poppiera, per le medie distanze, mentre sulla sommità dell'albero piramidale di prua esiste il radar di controllo del tiro. Un sistema LIROD, ovvero apparato optronico di osservazione a immagine termica con telemetro laser, è pure presente per il tiro delle artiglierie, forse soprattutto quelle di poppa, visto che non hanno un radar dedicato. Si è trattato di uno dei sistemi più innovativi nel campo dell'elettronica navale dell'epoca. Un sonar a scafo consente un certo livello di capacità antisom. unitamente all'armamento di bordo. Infine, da sottolineare la presenza di un sistema ECM completo, con un apparato ESM e lanciatori di falsi bersagli inglesi, mentre esiste anche un apparato di inganno siluri.

Tutto questo notevole parco di elettronica è controllato da un sistema automatico Daisy che correla i dati di combattimento e li elabora, permettendo di coordinare i vari sensori.

L'armamento è molto pesante, e come nel caso delle A-69, parte da un cannone di grosso calibro a prua, in questo caso addirittura da 120mm, automatico, di costruzione Bofors. Esso è capace di sparare 40 colpi al minuto, e svolge funzioni di difesa aerea come di bombardamento. Uno o 2 impianti di artiglieria contraerea da 40mm pure Bofors sono presenti a poppa. Poi vi è un lanciatore di siluri Mk 32 per fiancata con 12 armi complessive (2 ricariche) e un lanciarazzi da 375 mm binato Bofors, automatico, dietro il cannone, della stessa famiglia dell'arma delle A-69, ma più moderno e leggero.

La lotta antinave è svolta da una batteria di 4 MM.38 missili Exocet a mezza nave, tra il fumaiolo e la struttura poppiera, anche se non si tratta dei più recenti MM.40, forse installabili in 8 esemplari, ma la nave è arrivata in servizio prima che essi fossero disponibili.

La Nala ha una struttura diversa, in quanto ha a poppa 2 cannoni da 40mm e non uno, e soprattutto ha un hangar per un elicottero leggero MBB BO-105 da ricognizione, che ha una soluzione originale. L'hangar è costituito dal ponte di volo, ripiegabile a scatola attorno all'elicottero quando questo è a bordo. Il prezzo da pagare in negativo è stato la rimozione, per motivi verosimilmente non legati alla presenza dell'elicottero, dei lanciasiluri.

In sostanza, l'armamento comprende, in termini di munizioni, 400 colpi da 120 mm, 3000 da 40 mm, 4 missili antinave, 12 siluri e 54 razzi ASW (da 320kg l'uno).

  • Ordine: agosto 1975
  • Dislocamento: 1.160 t standard, 1.450 t p.c.
  • Dimensioni: lunghezza 84 m, larghezza 11,1 m, pescaggio 3,3 m
  • Propulsione: Configurazione CODOG (Combined Diesel or Gas) 1 turbina gas R-R. Olympus TM3B da 22.360hp, 2 diesel MTU da 8000hp, su 2 assi; velocità 30 nodi Autonomia
  • Equipaggio: 89
  • Sensori di bordo: 1 radar da scoperta aerea e superficie DA-05, 1 navigazione Decca AC1229, 1 WM-28 controllo tiro, 1 sistema LIROD, 1 sistema Daisy elaborazione dati, 1 sonar a scafo PHS-32

Sistemi difensivi 1 ESM SUSIE I, 2 lancia-chaf Corvus, 1 sistema anti-siluro T Mk 6

  • Armamento: 1 cannone da 120 mm, 1 o 2 da 40 mm, 2 da 20 mm; 4 MM.38 Exocet, 1 lanciarazzi ASW binato Bofors, 2 lanciatori tripli Mk 32 per 12 siluri A244 o Mk 44

Riassumendo tutti questi dati, le navi di tale classe sono di progettazione e costruzione olandese, hanno sensori prevalentemente olandesi, missili francesi, cannoni e razzi svedesi, siluri italiani e americani, elicottero tedesco, motori tedeschi e inglesi. Un tipico prodotto, in sostanza, di esportazione, che ha necessitato di una attenta coordinazione per la sua realizzazione.


[modifica] Caccia

I primi caccia furono ex-macchine giapponesi e di altre provenienze avventurose, ma presto arrivarono i P-51 Mustang che erano macchine piuttosto apprezzate, con la loro lunga autonomia e versatilità sono state usate in Malaysia contro gli inglesi, senza mai essere intercettate dai veloci ma goffi Gloster Javelin. Stranamente già all'epoca erano disponibili i primi e potenti C-130A che erano usati come rifornitori delle truppe presenti in Malaysia, tanto che uno venne abattuto da un Javelin.

I caccia Sabre del tipo Avon vennero ordinati nel febbraio del 73, erano ovviamente ex-RAAF rimpiazzati dai Mirage IIIO. Questi validi Sabre con il potente turbogetto Avon e due cannoni da 30 mm (praticamente un ibrido con l'Hunter..) rimpiazzarono i vecchi MiG oramai senza parti di rispetto, e operarono con il No.14 Squadron salvando dalla totale cancellazione la comunque minuscola forza da caccia indonesiana. Questo squadrone venne ribattezzato Satuan Sergap F-86 nel febbraio '74. Poi arrivarono altri 5 F-86 come rimpiazzi per le perdite, già nel luglio '76. Infine, dal 1 settembre 1978 l'unità venne ribattezzata SkU 14 ma i Sabre non durarono molto: vennero rimpiazzati dagli F-5 nei primi anni '80.


Benché prima del 1977 l'Aeronautica indonesiana ovvero la Tentara Nasional Indonesia-Angkatan Udara (TNI-AU) fosse equipaggiata con aerei sovietiche, ma dopo le relazioni con l'Occidente migliorarono e non bastò molto tempo che arrivarono anche i primi caccia made in USA. Nel 1978 vennero offerti 8 F-5E per rimpiazzare i subsonici Avon Sabre CA-27. In effetti ne vennero comprati 4 E e 4 F nel 1980, per il No.14 Squadron di Madiun-Iswahydi. Nel frattempo altri 4 vennero comprati del tipo E, pare ordinati già dal 1978. Quando nel 1989 arrivarono i prestigiosi F-16 gli F-5 passarono un poco in secondo piano, ma la SABCA belga venne premiata nel marzo 1995 per mettere in atto la modernizzazione degli F-5, tanto per utilizzarli come addestratori pre-operativi per i sofisticati F-16. I nuovi componenti che vennero installati erano un HUD della GEC-Marconi, un RWR Skyguard, ADC, sistema di gestione carichi, HOTAS, MIL-STD-1553B, nonché la versione (V)5 del radar APG-69(V)3.

Nell'Agosto del 1986 l'Indonesia divenne una delle meno note utenti del famoso caccia F-16, firmando una letter of agreement per un totale di 12 F-16A/B Block 15 OCU (Operational Capability Upgrade). Questo avrebbe rimpiazzato definitivamente i caccia MiG-21 presenti nei reparti con una operatività oramai molto scarsa. Il primo venne consegnato l'11 dicembre 1989 e l'ultimo nel '90 per lo Skwadron Udara 3 di Ishwahyudi, Java, al posto degli aerei OV-1F Bronco (spediti al redivivo SkU.1, sempre per compiti COIN). I caccia F-16 vennero considerati bene a sufficienza perché nel 1995 l'Indonesia (nonostante un leader tutt'altro che 'su standard democratici') dichiarò di volere altri 64 F-16 per altri 4 squadroni, e anche per 28 F-16 pakistani, pagati già ma tenuti all'AMARC, causa l'embargo contro il programma nucleare pakistano (gli F-16 sono vettori validi per attacchi nucleari). In tutto sono stati però consegnati solo 9 Block 20, con contratto del 1996, senonché il programma venne dilazionato di almeno un anno date le violazioni dei diritti umani che seguirono alle rivolte del giugno 1996.

Serials:

  • 87-0713/0720, General Dynamics F-16A Fighting Falcon, in Indonesia TS1605/TS1612
  • 87-0721/0724, General Dynamics F-16B Fighting Falcon, in Indonesia come TS1601/TS1604

[modifica] 1993: Marina[2]

L'immenso arcipelago indonesiano conta un numero superiore a 14.000 isole, per cui la Marina Indonesiana Tentera Nasional Indonesia Angkatan Lauf o TNI-AL)e le capacità di trasporto aereo sono priorità, come del resto la suddivisione in presidi dell'Esercito. Salvaguardare le linee di comunicazioni navali, la lotta antipirateria, protezione risorse ittiche etc.etc. Per tutto questo vi erano 28.000 uomini della Marina e ben 12.000 dei Marines, e un'aviazione militare da circa 1000 elementi, insomma praticamente tutto come 8 anni prima.

Le basi erano Tanjung Priok vicino Jakarta, Ujung di Surabaya, Sabang, Medan, Teluk Ratai (Sumatra), Makasar, Manado (Mar di Celebes), Balikipapan nel Borneo orientale, Biak della N.Guinea, Tajung Pinang e Pekan Baru. La base più importante era Ujung, sede anche dell'Eastern Command. Il Comando occidentale, era a Taluk Ratai. VI erano anche il Training Command, Military Sea Comunication Command. La principale base orientale ad Jayapura nei primi anni '90.

Le navi erano molto aggiornate rispetto a pochi anni prima:

  • 2 sottomarini 'Type 209' da 1300 t, consegne 1977-81, revisione 1986-88. I programmi per altri 4 non hanno avuto esito
  • 6 fregate 'Van Spejik' ex-olandesi con cannoni da 76 mm, missili Harpoon, sistemi di tiro LIROD, il tutto in uno scafo da 2.850 t a pieno carico.
  • Una fregata da 1860 t con missili MM.38 e siluri da 533 mm SUT, sistema di tiro WM-28, sistema di combattimento SEWACO; è un'unità particolare utilizzata come nave addestrativa.
  • Le navi 3 classe 'Fatahillah' erano ancora in servizio, ma non erano più le navi principali per via delle ex-olandesi. Avevano cannone da 120 mm, missili MM.38, lanciagranate ASW da 375 mm. etc., 3 fregate classe 'Tribal' chiamate localmente Type 81 con cannoni Mk 4 da 114 mm, 2 lanciamissili quadrinati Sea Cat GWS.21, mortaio ASW Mk.10, ponte per elicottero Wasp.
  • Poi vi erano 2 fregate 'Paul Jones', vecchie navi da 2000 t ex-americane
  • 2 motocannoniere missilisticha 'Dagger' da 270 t costruite dalla Korea Tacoma con cannone da 57 mm e missili MM.38
  • 8 motosiluranti FPB-57 da ben 400 t con due lanciasiluri con siluri SUT da 533 mm
  • 8 navi pattuglia 'Sibarau'. Probabilmente tra queste anche le 4 PB57 da 420 t di progettazione tedesca e costruzione indonesiana, armate con un cannone Bofors da 57 mm (le armi svedesi erano apparentemente molto popolari in Indonesia, utente anche del potente 120 mm) e con radar WM-28 olandese. Potrebbe essere anche che queste navi erano in realtà parte delle motosiluranti, dalle foto appaiono armate anche con tubi lanciasiluri.
  • 18 navi pattuglia costiere 'Kal Kangean'
  • 5 aliscafi Boeing 'Jetfoil' (nessuna traccia degli altri 40 pianificati).
  • 2 cacciamine 'Tripartite' (quindi la notizia sui 'Lerici' era sbagliata: in effetti si trattava delle navi malaysiane)

ex olandesi, dotate di sistemi moderni di dragaggio Oropesa OD-3 meccanici, SA Marine SA-203 acustici, Fiskars F-82 magnetici, 2 veicoli filoguidati PAP-101 Mk 4, il tutto coordinato da un sistema di comando Thomson IBIS IV o DUBM-40B.

I programmi d'ammodernamento erano originariamente molto consistenti: 22 nuove fregate da pattugliamento da 2.800 t per ciascuna delle flotte, Orientale e occidentale. e una 45ima (!) di riserva, il tutto costruito dalla PT PAL di Surabaya. Concorrenti cinesi, olandesi e tedeschi si sono a lungo battuti per ottenere tale mastodontico contratto. Ma poi accadde l'imprevisto.

Accadde cioè che la Germania Orientale si riunificasse con quella occidentale e che quest'ultima non considerasse di mantenere in servizio le navi dell'ex-nemico. Così ci pensarono gli indonesiani di fronte a tale abbondante offerta di 'usato', a prenotarsi un'intera flotta di 39 navi: dragamine Kondor II da 400 t, 12 navi LAST Frosch I da 1950 t e 2 Frosch II, 16 corvette lanciamissili 'Parchim', costruite nel 1981-85, mentre le LST nel 1976-80 e i dragamine dal 1972. Da notare che i 'Frosch' erano grossomodo equivalenti delle piccole e popolari 'Polnocny' ma più grandi, le corvette erano una sorta di versione degradata delle 'Grisha' ma ancora navi da 1200 t capaci di 30 nodi e armate con armi ASW, cannone binato da 57 mm e missili SAM SA-N 5 Strela. Sono state revisionate nei cantieri tedeschi e poi spedite in Indonesia, dove nel 1993 erano già praticamente messe tutte in servizio, rinnovando quasi i fasti della precedente 'ondata' di 104 navi sovietiche tra cui l'incrociatore IRIAN. DA notare che la vendita è stata possibile solo perché la Germania di Kohl non considerava l'Indonesia un'area di 'tensione o di guerra' e che quest'ultima era una delle 36 che hanno richiesto le armi dell'ex-DDR, uno degli Stati del Patto meglio armati. Altri programmi erano la costruzione di 3 sottomarini Type 209 a Surabaya e 10 cacciamine 'Tripartite'.

Infine l'aviazione navale, che all'epoca contava 12 N-24B Nomad, 6 N-24LS, dotati di radar e battellini di salvataggio, 4 NC-212 con radar AN/APS-128, 2 Super Puma con radar OMERA ORB-3211, 9 preistorici Wasp HAS Mk.1 e 4 Bo.105C.

Un piano ulteriore era lo spostamento del comando flotta Occidentale da Tanjung Priol a Teluk Ratai a Lampung, con una spesa di 2.7 milioni di dollari.

Da segnalare il Custom service con 72 motovedette e la MAritime Safety Agency che dal 1978 si occupava di protezione marittima con4 navi 'Korap', 5 'Kujang', 4 'Golik', e infine 6 motovedette 'PAT.01'.



  1. Armi da guerra N.106, copertina
  2. Sengupta, Presun, I programmi navali nel S.E. Asiatico, RID Luglio 1993 pagg. 84-91
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