Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Iran

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[modifica] L'Impero si rafforza

Non era passato molto tempo dall'arrivo dei primi jet e lo Sha già si apprestava a fare un ulteriore passo in avanti: la creazione, beninteso con il beneplacito degli anglo-americani, di una vera potenza regionale.

I programmi che seguirono furono solo parzialmente attuati, eppure già da soli, e nonostante la oggettiva difficoltà di mantenere l'efficienza bellica dopo la Rivoluzione, bastarono a fermare l'esercito irakeno, che era potente e capace di montare una offensiva corazzata ben pianificata, anche se molto malamente appoggiata dall'Aeronautica. Ma questo, agli inizi degli anni '70 era ancora là da venire.

Anzitutto, l'Iran si premurò di dotarsi di basi aeree di grandi dimensioni e capacità. Questo fu fatto per vari motivi: l'efficacia degli attacchi israeliani sui campi d'aviazione arabi era uno di questi, con la chiusura di molti campi d'aviazione e una autentica strage di MiG, i cui candidi scheletri d'alluminio punteggiarono le piste di volo e le piazzole, al centro di una macchia nerofumo, dopo che l'Operazione Moked aveva avuto successo nel distruggere la formidabile forza combinata delle aviazioni arabe nell'arco di una mattinata. Lo Sha non intendeva ritrovarsi con le basi distrutte e gli aerei senza protezione sui parcheggi, quindi diede ordine di costruire basi grandi a sufficienza da proteggere gli aerei e garantirne l'operatività nonostante eventuali attacchi aerei nemici.

Ma ancora di più, la logistica dell'IIAF era concepita come forza 'd'appoggio' per eventuali aviazioni alleate. L'Iran confinava con l'URSS e aveva fino a 25 divisioni schierate dall'altra parte del confine, anche se non era certo il Caucaso il teatro d'operazioni dove i sovietici concentravano le loro migliori forze. Per avere eventuali aiuti, la Persia di Palhevi si dotò di una logistica molto superiore a quella strettamente necessaria. Il risultato fu sufficiente ad ospitare fino a circa 3000 aerei, diverse volte quelli in possesso della IIAF. Non solo questo, ma la dotazione di armi era ritenuta anch'essa estremamente importante per combattere per un conflitto prolungato, specie dopo le esperienze della Guerra del Kippur. Così gli iraniani si dotarono di grandi riserve di armi, e in aggiunta, di parti di ricambio. La cosa era talmente vera, che ancora diversi anni dopo l'inizio della guerra l'Iran combatteva utilizzando bombe comprate negli anni '70, le cui scorte non si erano ancora esaurite. Eppure nel 1973, dopo appena 5 giorni di guerra, Israele dichiarò che aveva quasi finito le scorte di armamenti (con la conseguente organizzazione di un enorme ponte aereo americano per portare gli aiuti necessari), e lo stesso accadde agli arabi, nonostante gli enormi stock di armamenti accumulati, che previsti per una guerra di mesi, andarono esaurendosi dopo pochi giorni. La guerra moderna, insomma, bruciava molte più risorse di quanto pianificato, almeno se si passava da una guerra a bassa intensità o 'd'attrito' ad una ad alta intensità.

L'Iran si dotò anche di una rete radar assai completa, anche se le dimensioni della nazione e sopratutto le montagne rendevano praticamente impossibile controllare lo spazio aereo in maniera continuativa, almeno contro bersagli a bassa quota.

Le armi ordinate furono un quantitativo enorme per ogni standard, anche maggiori di quelle richieste dagli israeliani. Per sommi capi, si possono ricordare:

  • Oltre 150 F-5 A,B, E,F (maggiormente di quest'ultime versioni)
  • 223 F-4 Phantom, 32 dei quali D, 177 E, alcuni RF-4E.
  • 80 F-14 Tomcat
  • 202(!) AH-1T Cobra
  • Una dozzina di Boeing 707 (anche aerocisterne) e 747
  • circa 52 C-130
  • 6 P-3F Orion
  • Oltre 200 elicotteri Bell 214ST
  • Migliaia di missili AIM-9B,F,J,P Sidewinder, e AIM-7E Sparrow (inclusi gli E-4 per i Tomcat)
  • Oltre 2000 missili AGM-65 Maverick
  • Oltre 900 carri Chieftain
  • Circa 800 carri M47, 48, 60
  • Carri leggeri Scorpion
  • 100 ZSU-23-4
  • Un gran numero di semoventi M109
  • Lanciarazzi BM-21
  • 235(!) rampe triple per missili HAWK, parte o tutti del tipo I-HAWK
  • 3 fregate missilistiche
  • 4 motocannoniere missilistiche Combattante II con 4 Harpoon

Questo non esauriva la questione. Gli armamenti richiesti in prospettiva, da consegnarsi dai primi anni '80 erano, tra gli altri:

  • 53 (non certo) F-15 Eagle
  • 160 F-16A/B
  • 54(?) sistemi tracked Rapier
  • Cannoni semoventi da 35mm Eagle
  • Aerei E-3 AWACS
  • 225 carri Shir-1
  • 1225(!) carri Shir-2
  • 6 cacciatorpediniere missilistici Spruance SAM

Una volta caduto lo Scià di Persia, con la rivoluzione del gennaio 1979, vi fu la clamorosa 'Crisi degli Ostaggi' dell'ambasciata americana di Teheran, che fu un'autentica debacle per Carter, specialmente dopo il fiasco dell' 'Operazione Eagle Claw'. Le tensioni con l'Irak, nel frattempo, non facevano che aumentare e questo stato di cose culminò con l'invasione irakena del 22 settembre 1980. La guerra, in realtà, iniziò prima: per gli irakeni, a tutt'oggi la data d'inizio era il 4 settembre, non il 22. Quel giorno vide gli irakeni lanciare un'offensiva generale, tentando di risolvere un conflitto che si minacciava di logoramento con una forza ancora superiore, ma sconvolta dalle epurazioni khomeiniste.

La forza dell'esercito iraniano era al tempo stesso anche una debolezza, ovvero la sua situazione politica. Sotto la pressione di una guerra, con una forte leadership al potere, l'intero e ricco Iran era una nazione in guerra, con ogni fibra del suo tessuto sociale tesa a combattere gli irakeni. Al tempo stesso, questa leadership era oppressiva e aveva mutilato il dispositivo militare con epurazioni e fuciliazioni di validi ed esperti ufficiali, considerati troppo 'occidentalizzati'. La guerra in realtà riabilitò molti di loro, che obtorto collo vennero scarcerati e inviati a combattere, cosa che fecero con grande impegno. La guerra non fu un cattivo affare nemmeno per il regime iraniano, perché compattò l'opinione pubblica attorno ad una leadership che non avrebbe potuto a lungo mantenere il potere se il popolo l'avesse trovata deludente, dopo tutti gli sforzi fatti per liberarsi dello Scià. La situazione, attorno a metà degli anni '80, era di stallo e di forte indebolimento.

[modifica] Le fregate 'Saam'

Costruite dalla Vosper Thornycroft in 4 esemplari, queste navi erano delle piccole fregate di caratteristiche avanzate per i tardi anni '60, concepite per la velocità e anche come potenza di fuoco, almeno per le armi disponibili all'epoca della loro introduzione in servizio. In effetti avevano le seguenti caratteristiche:

  • Dislocamento: 1.100-1.540 t
  • Dimensioni: 94,5 x 11,07 x 3,25 m
  • Propulsione: 2 motori diesel Paxman Ventura da 3.800 hp l'uno e due turbine R.R. Olympus TM-3A da 46.000 hp su due assi; velocità 17 nodi in crociera (diesel) e 39 alla massima potenza (turbine), configurazione CODOG; autonomia 5.000 miglia a 15 nodi
  • Equipaggio: 125-146
  • Armi (attuali): 4 C-802 antinave, 1 Mk 8, 1 da 20 binato, 2 mortai da 81 mm, 2 armi da 12,7 mm, un mortaio Limbo e 2 lanciasiluri da 324 mm

Pensate per ottenere una velocità straordinariamente elevata per la loro stazza, essendo esse pur sempre delle fregate e non delle motocannoniere missilistiche, sono rimaste a tutt'oggi le più veloci tra tutte le unità di questo tipo. Inizialmente erano chiamate con nomi della tradizione iraniana, poi dopo la rivoluzione ebbero i nomi delle montagne. La loro principale attività di ammodernamento è stata sostituire i missili di bordo. Inizialmente c'erano 9 missili Seacat, probabilmente un lanciatore triplo anziché quadrinato come al solito, e 5 missili Sea Killer. Questi ultimi erano armi italiane inizialmente note come 'Nettuno', pensate dagli anni '60 sulla falsariga dei missili a guida semiattiva Sparrow. Pesanti circa 170 kg, di cui 30 di testata, avevano una gittata di circa 15 km. Di fatto erano quello che anni dopo sarebbero stati i missili Sea Skua, pensati in un certo qual modo allo stesso modo e per lo stesso compito, quello di rimpiazzare i missili filoguidati SS-12, relativamente semplici e limitati. Pensati però solo per le navi, come tali non ebbero grande successo data la loro limitata capacità operativa per varie ragioni e l'avvento dei vari Exocet, OTOMAT e Harpoon non ha certo migliorato la loro situazione. In seguito si sarebbero evoluti nei più prestanti Marte aviolanciati. Però, come commessa, ebbero ben 120 ordigni ordinati dalla marina imperiale iraniana per queste navi, nonostante che tra tutte le navi disponibili necessitassero solo una dotazione di 20 armi per ogni 'pieno' di missili, confermando anche qui la tendenza ad abbondare con munizionamento e parti di ricambio per le proprie forze armate, grazie alle disponibilità finanziarie. I cannoni da 114 mm Mk 8 erano armi moderne per l'epoca, relativamente pesanti per una nave tanto piccola, tanto che le 'Lupo' italiane, tra le poche navi simili in dimensioni, erano pur sempre del 50% più pesanti a pieno cario. Queste navi erano simili progettualmente alle unità successive del Type 21, più grosse ma non tanto diverse, e alla fregata libica grossomodo coeva (poi ammodernata pesantemente, tra l'altro con missili OTOMAT e SAM Aspide con lanciatore quadrinato), con una tuga centrale al di sopra di uno scafo a ponte continuo.

Le unità, ordinate pare dal 1960, erano la DE-12 Saam, impostata nel 1968, poi ribattezzata IN 71 Alvand; la DE 14 Zaal, impostata nel '69 dalla Vickers (come la De 16 e a differenza della DE 12 e 18 della Vosper), poi IN 72 Albroz; la DE 16 Rostam, poi IN 73 Salaban sempre del '69; la DE 18 Faramarz, poi IN 75 Sahand, pure questa impostata nel '69.

Con gli anni il loro lanciamissili Seacat è stato sostituito senza praticamente un sostituto. La batteria di Sea Killer è stata rimpiazzata da 4 C-802, missili cinesi simili agli Exocet ma con un turbogetto per garantire oltre 100 km di gittata.

Le navi del tipo 'Combattante II' erano motocannoniere armate, forse per l'unica volta nel caso delle unità di questa prolifica classe, non con gli Exocet, ma con i missili Harpoon. Con una lunghezza di 47 metri per 7,1 di larghezza, pescaggio di 2 metri. Avevano 4 diesel con 14.400 hp su 4 assi e 36-45 nodi a seconda del dislocamento, e 31 membri d'equipaggio. L'armamento era di 4 Harpoon (poi con 2 o 4 C802), un cannone da 76 e uno da 40 mm, protezione balistica leggera sui punti vitali.



[modifica] Esercito

Quello che rimaneva dell'esercito regolare erano circa 50.000 uomini, parte dei quali di leva, che combattevano con le armi più sofisticate e moderne. Ma il grosso era dato da una milizia molto meno efficiente, i Psadaran, considerabili come una milizia leggera, i Bassej, ancora peggio equipaggiati e utilizzati come 'carne da cannone' e infine gli Hetzbollah, per la sicurezza interna del Paese, similmente equipaggiati come i Bassej. A questo si era giunti, dopo che l'Iran era quasi arrivato al rango di potenza mondiale: migliaia di uomini lanciabili all'attacco delle trincee irakene, alla mercé di mitragliatrici, mine, gas, aerei: praticamente una riedizione della Prima guerra mondiale. Una delle principali attività dell'esercito regolare era quella di addestrare le reclute che affluivano a gruppi di circa 100.000 per volta, onde compiere un servizio di 24 mesi, a cui in realtà pochi riuscivano a sopravvivere, specialmente se si aveva anche la pretesa di restare indenni. La forza originaria dell'Iran era a quel punto assai ridotta: originariamente con 3 divisioni corazzate con M 47, 48, 60, Chieftain, adesso vi erano molti mezzi perduti, inefficienti o danneggiati, e le operazioni a livello divisionale erano diventate pressoché impossibili. Le risorse di munizioni scarseggiavano anche per le artiglierie, lanciarazzi multipli BM-21, veicoli corazzati leggeri. La principale forza era data da 150.000 pasdaran, eterogeneamente equipaggiati, scarsamente addestrati ma talmente determinati a combattere da assicurare il proseguimento della guerra. Ai Bassej sono stati aggiunti anche gli Herzbollahi', che erano una forza nominale di 2,5 milioni, comprendente in realtà tutti gli uomini fisicamente validi e disponibili. Esistevano anche guardie di confine e Mustazafin, ovvero guardie civili, destinate essenzialmente per la sicurezza interna.

Quanto restasse infine dei 65 aerei leggeri e 470 elicotteri originari, per lo più messi a terra, è arduo dire: certamente molti, forse non meno della metà, erano stati messi a terra fin da subito dopo la Rivoluzione.

[modifica] Aeronautica

Anch'essa, gioiello della Persia dello Scià, era molto malridotta, essendo la forza più sofisticata e difficile da mantenere. Degli oltre 200 Phantom, 80 Tomcat e 150 Tiger, erano questi ultimi che restavano, grazie alla loro facilità di manutenzione, i velivoli più utilizzati in azione, con una forza di circa 50 aerei efficienti. I Phantom erano anch'essi ridotti di numero a forse 10-20 macchine efficienti, mentre i Tomcat erano 5-10 esemplari. A parte gli F-5, le macchine più usate erano i C-130 (in origine 52), parte della grande flotta di 12 Boeing 707 (alcuni anche come aerocisterne) e 747. Forniture di armi erano sporadiche, ma forse i cinesi erano riusciti a fornire già caccia F-6 e F-7, mentre da altre parti vi erano F-5 e secondo alcuni, fino a 23 cellule di F-4, anche se non è certo se questi andarono realmente in servizio o finirono solo per fornire parti di ricambio.

[modifica] Marina

L'Iran non ha mai avuto una grande flotta militare, ma la guerra l'ha resa ancora più piccola. Alcune navi erano andate perse in azione, altre vennero sistemate in riserva, ordini per nuove navi erano stati cancellati. Alla fine, non vi erano che un pugno di navi missilistiche, qualche fregata, navi ausiliarie, sopratutto incaricate di offrire protezione alle petroliere dalle navi e aerei irakeni. La forza originaria di 3 vecchi cacciatorpediniere e 4 fregate missilistiche di nuovo modello era per lo più inattiva. La flotta di hovercraft, 8 SRN.6 e 6 BH-7 inglesi non pare fosse operativa, mentre le corvette erano operative pare, in 2 esemplari su 4.

Della forza aerea navale, originariamente costituita da una discreta flotta, più che sufficiente per le esigenze iraniane, non restava molto di operativo. Dei 6 P-3F, versione appositamente preparata per l'Iran degli Orion, 2 erano inefficienti e 2 persi, mentre anche molti degli elicotteri, 10 SH-3D e 6 RH-53D. La protezione dell'isola petrolifera di Kharg era fondamentale, le basi principali erano Kharg, seguita per importanza da Bandar Lengeh, Bandar Abbas, Bushehr, Bandar-e-Eman Komeini, Bandar-e-Anzali.

[modifica] Le armi dell'Iran[1]

Dopo la caduta dello Scià e del regime filo-americano l'Iran si è dovuto 'arrangiare'. Ha inizialmente beneficiato del ricco arsenale accumulato, sopratutto per via degli USA, nel periodo precedente al 1979, ottenendo come si è detto missili, armi, carri e aerei di sofisticazione mai consentita prima ad alleati degli USA (sopratutto gli F-14/Phoenix). Da queste armi, tra l'altro comprate in grandi quantità e con molti pezzi di ricambio (gli Iraniani erano ben consapevoli delle lezioni delle guerre arabo-israeliane sul consumo delle munizioni) e dalle grandi infrastrutture (come sia possibile che l'Iran abbia avuto una serie di aeroporti che avevano posti per circa 3.000 aerei, quanti ne sarebbero stati necessari per l'intera Coalizione del 1991 anti-Irak? Perché l'Iran, in caso di guerra all'URSS poteva diventare uno stato-base per la NATO e gli USA, ricevendo grandi quantità di rinforzi e rifornimenti in zona).

Gli Iraniani d'oggigiorno hanno cercato di fare del loro meglio con le tecnologie disponibili: le operazioni 'taglia e cuci' per cercare di creare, sperabilmente un po' migliorate, delle copie di armi straniere o dei modelli 'Frankenstein' che ne assemblino vari pezzi per ottenere qualcosa di nuovo.

La responsabilità di questo settore militare ricade sul DIO, che per noi vuol dire divinità ma in Iran , anche se è uno stato confessionale, è solo una sigla che significa grossomodo 'Organizzazione delle industrie della Difesa Iraniane'.

Tra i prodotti non possono mancare le armi portatili, base di ogni forza armata e in produzione dal 1934 e in particalre, dal '37 in produzione dallo stabilimento Sanaye Jangafzarsazi: il G3 tedesco, già arma standard dell'esercito ai tempi dello Scià; la mitragliatrice MG 42, ancora valida dopo 60 anni dalla sua nascita (la 'Sega di Hitler'), la HK MP-5A pistola-mitragliatrice, praticamente una specie di 'versione accorciata' del G3 e designata TONDAR, o nella versione MP-5K accorciata, TONDAR LIGHT, in entrambi i casi in calibro 9x19 mm Parabellum. Non manca il Kalashnikov, realizzato da alcuni anni nella versione AKM. La potente mitragliatrice pesante DOOSKHA è la W-85 cinese ergo la DShK 38/46 sovietica da 12,7 mm; la mitragliera da 23x152 mm sovietica 2A14 viene realizzata nella versione binata ZU-23 e in un tipo nazionale singolo; poi nel settore mortai vi sono armi da 60, 81 e 120 mm.

Come armi controcarro di tipo obsoleto vi sono i cannoni SR: i due campioni mondiali del settore, l'M40 americano e l'SPG-9 sovietico, molto più leggero e non molto inferiore in potenza, sono entrambi prodotti come utili sistemi controcarri e bersagli d'impiego generale e con munizioni ben più economiche dei missili controcarri. Per impieghi più consistenti non mancano invece le copie dell'AT-3 Sagger, la RAAD, e la I-RAAD con guida SACLOS; sono presenti anche versioni con testata a carica in tandem, che rendono quest'anziano missile ancora un brutto cliente per gli eventuali bersagli. Da qualche anno il più attuale ma costoso TOW è in produzione come TOOPHAN e TOOPHAN 2, con gittata aumentata a 3.850 m per il primo, e spoletta telescopica per il secondo, che assicura a parità di testata maggiore perforazione (per quanto possa sembrare paradossale dato che l'esplosione avviene a distanze maggiori). Il SAEGHE è la copia dell' FGM-77/M47 Dragon per le distanze di 65-1000 m, e con la sonda diventa il SAEGHE 2. Il TOWSAN-1 è invece il potente (grossomodo pariclasse del TOW) missile AT-5 Sprandel.

I sistemi missilistici contraerei sono il SAYAD-1, copia dell'SA-2 o meglio dell'HQ-2 cinese, la sua versione -1A ha nuovi sensori di ricerca e lo SHAHAB è un tipo simile al Crotale francese o meglio alla versione HY-7 cinese. Non è chiaro da dove vengano questi missili: forse vennero catturati agli Irakeni nella guerra, come sosteneva la stampa occidentale nel 1999, o forse sono stati venduti dalla Cina visto che gli irakeni non pare fossero clienti di questo tipo di missile. In ogni caso, la gittata massima di questi sistemi d'arma radioguidati su piattaforma a 4 rampe è di 12 km e la quota di 5,5, per un peso di 84 kg e testata di 14. La centrale di tiro è la SKYGUARD svizzera, originariamente comprata per i cannoni binati da 35 mm.

Quanto riguarda l'artiglieria è ancora più complesso: i razzi leggeri da 107 mm FADGR 1 o HASEB, da 107 mm a 12 tubi o la loro versione mono o bitubo leggera; l'HADID che è il BM-21 con autocarro Mercedes 2634, impiegante anche razzi locali come il NOOR o il FADJIR. I BM-21 erano stati comprati anche dallo Scià in quanto non c'erano sistemi occidentali altrettanto efficaci ed economici, e la loro capacità di fuoco è ben conosciuta e rispettata. La versione da 30 tubi è su scafo dell'autocarro 4x4 Mercedes LA 911B. Poi si sale di livello e s'incontrano i razzi OGHAB da 230 mm e 45 km di gittata, su rampa tripla montata su autocarro Mercedes del tipo di cui sopra. 330 di questi grossi razzi vennero usati contro l'Irak. Poi ci sono i razzi da 240 mm e 43 km di gittata e 333 mm e 75 km di gittata del tipo FADRJ. La versione a 12 tubi da 240 mm ha avuto l'uso da parte di Hetbollah fin dal 1996, ed è stato usato contro Israele, su scafo Mercedes 6x6 del modello 2624. I guerriglieri anti-Israele come si sà sono ampiamente sostenuti dagli iraniani, inclusi i missili controcarri usati in quantità durante la guerra del 2006. Poi vi sono i razzi da 333 mm SHAHIN 1 da 13 km e 384 kg, e da 20 km e da 530 kg (la versione -2). Lo ZEZAL 2 da 610 mm pesa 3,5 t e raggiunge ben 200 km ed è il più grande di tutti i razzi iraniani; ma non vanno dimenticati anche i NAZEAT, la copia del FROG russo, in 6 versioni (almeno) da 356 o 450 mm e con peso di 830-1.850 kg, gittata di 80-115 km e rampa di lancio Mercedes 2624 6x6 o un tipo russo 8x8.

Quanto ai semoventi d'artiglieria, il RAAD-1 è un semovente in servizio dal 1996. Si tratta di un altro prodotto del DIO, pesante 17,5 t, dimensioni 6,72 x 3,1 x 1,66 (più la torretta), e 4 d'equipaggio. Il suo armamento è un 2A18 da 122 mm, il motore un V-8 da 330 hp, che assieme alle sospensioni a barra di torsione ragantisce una velocità di 65 kmh. Raad significa tuono e di fatto è un'interpretazione locale del 2S1 con scafo Boragh in acciaio spesso fino a 17 mm. Arriva a 65 kmh e ha un obice da 122/33 mm da 15 km di gittata.


Il Raad-2 è più potente, pare in servizio o in produzione dal 1997, con dimensioni analoghe ma obice da 155/39 mm HM44. Se il Raad-1 è una sorta di clone del 2S1, il Raad 2 è la copia dell'M109A1 (che l'Iran ricevette in ben 450 esemplari), ma più pesante -36 t- data la presenza di un obice da 155/39 mm che è la copia dell'M185 americano, e sopratutto lo scafo in acciaio anziché nel più costoso alluminio. Spessori fino a 20 mm sono impiegati nella costruzione. Ha una gittata di 18 km con munizioni normali e 24 con quelle a razzo, ma può avere anche cannoni a gittata prolungata. La riserva è di 30 colpi. IL RAAD 2 ha uno scafo originale, ma con componenti come il treno di rotolamento a 6 ruote (uguale a quello del T-72) e diesel V-84MS da 840 hp con trasmissione SPAT 1200, di origine russa. La RAAD 2M ha invece il diesel boxer ucraino 5TDF da 700 hp del carro T-64. Pare che, usando munizioni migliorate, la sua portata aumenti da 15 a 30 km rispetto al primo Raad, e le munizioni sono più potenti e di diversi tipi, tra cui un tipo a guid laser. Il cannone sembra praticamente quello degli M109A1, l'M185. Una versione migliorata, il Raad-2M, ha il diesel ucraino 5TDF al posto del vecchio V-8 e una velocità aumentata a 70 kmh.

Non mancano poi le copie del 2A18, meglio noto come D-30 che è l'arma del RAAD 1, e l'M114A1 con canna da 39 calibri, forse rimasto allo stadio di prototipo.


Il Boragh della VEIG, è una specie di BMP-1 domestico, entrato in produzione anch'esso attorno al 1997: 13 t, dimensioni 6,72 x 3,1 x 1,66 m (senza torretta), 3+8 d'equipaggio, armamento base una 12,7 Mod.38, motore V-8 diesel da 330 hp, velocità 45-65+ kmh a seconda delle condizioni, raggio 550-650 km. Esso è nient'altro che il BMP cinese (noto anche come Type 86 o WZ-503), a sua volta copia del BMP sovietico, con una certa riduzione di peso e miglioramento di velocità e corazza. Il mezzo è ancora anfibio e provvisto di sistema NBC e IR di visione notturna. Tra i tipi più recenti, nel maggio 2002 si seppe della produzione di un mezzo di rifornimento, un portamortaio da 120 mm e il Boragh con torretta simile a quella del BMP-2. Quello che distingue di più il mezzo iraniano sono le 6 ruote doppie, simili a quelle dell'M-113 americano. L'arma di bordo ha 1.000 colpi (pochi, l'M113 arriva a 2.000). La versione IFV o BORAGH 2 ha invece il cannone 2A42 da 30 mm stabilizzato su due assi e mitragliatrice da 7,62 coassiale, più lanciamissili (probabilmente però si tratta del Raad e non dei tipi più moderni). Vi è anche una versione portamortaio da 120, una AT con lanciamissili Toophan. Il RAAD-1 è il Boragh con l'arma da 122 mm come quella dell'2S1 sovietico, e il Raad-2 che è arrangiato come M109, con pezo da 155/39 mm HM44 costruito dal DIO di Hadid, e sembra una copia dell'arma M185 dell'M109A1. Vi è poi un mezzo previsto per la lotta contraerea, con impianto da 23 mm.

Non ce ne sono molti: 40 nel 2000, 140 nel 2005, oltre al Kazakhstan che pare ne abbia una certa quantità.


Poi ci sono i carri armati iraniani, con un numero impressionante di tipi, anche se i numeri assoluti non sono parimenti elevati: 200 T-72S, 100 T-62, 100 Chieftain, alcuni M60A1, poi T-54/55/59/69. Molti sono stati catturati in guerra, per esempio i T-62, e anche alcuni T-72. I superstiti di 900 Chieftain e grossomodo altrettanti M-47, 48 e 60 costituiscono il resto della forza corazzata del periodo bellico, ma non mancano anche i carri cinesi ampiamente usati da entrambe le parti, e poi ulteriori acquisti come quello dei T-72S di terza generazione.

Forse i più interessanti sono i carri ZULFIQAR, del 1994, con cannone da 125 mm HM50, prodotto dallo stabilimento Hadid, motore diesel, ruote tipo quelle dell'M60. Si tratta di un progetto grossomodo dei primi anni '90 (attorno al 1993), in produzione dal 1996 sebene non in gran numero (100 esemplari circa del modello 1 entro il 2001, poi sono seguiti i 2 e i 3), è un mezzo da 36 t, dimensioni 7 x3,6 x 2,5 m, equipaggio 3-4 persone, armamento 125 mm e 7,62 mm, motore da 780 hp, velocità 70 kmh e autonomia 450 km.

Noto anche come Zolfaqar, è stato progettato dal Brig. Gen Mir-Younes Masuomzadeh, con sei prototipi già sperimentati nel 1997. Apparentemente è simile ad un T-72, ma in realtà ha una torretta squadrata di disegno locale, e le sospensioni sono quelle dei mezzi M48/60, così come le 7 ruote per parte. La trasmissione parrebbe uno sviluppo delle tecnologie americane, è designata SPA-1200, l'armamento è il pezzo 2A46 da 125 mm, e non è chiaro se dotato di caricatore automatico. Il DIO produce le munizioni di tutti i tipi necessari, tra cui le HE da 23 kg (3 kg di carica), non è chiaro se costruisce anche i tipi controcarri. Il sistema FCS è lo Sloveno EFCS-3 come quello dei T-72Z, vi è un LWR e corazze ERA protettive. Tra i tipi derivati, vi sono anche quelli del modello 3, che pare sarà anche disponibile all'export dal 2010, andando ad arricchire il già affollato mondo degli esportatori di carri armati, mezzi oramai in auge essenzialmente in Asia, dove continuano ad esservene delle considerevoli armate.

Lo Shalid Kolah Dooz Industrial Complex ammoderna invece i vecchi carri russi-cinesi con pezzi da 105 mm e corazze reattive, designati T-72Z o SAFIR 74 (se ci sono le mattonelle ERA).

Il T-72Z o Safir-74, è un mezzo da 36 t, dimensioni scafo 6,45 x 3,37 x 2,40 m (torretta inclusa), con 3 o 4 membri d'equipaggio. La corazzatura è grossomodo la solita per i carri della famigia T-54-55 (e cloni cinesi), ovvero molto consistente per il peso, anche se a scapito dell'abitabilità per le ridotte dimensioni disponibili: torretta frontale, 203 mm, lati 150 mm, 64 mm posteriore, 39 tetto; 97 mm scafo frontale superiore (a 55 o 60°), 99 mm parte frontale bassa (non è chiaro a che inclinazione), 79 mm lati superiori, solo 20 mm inferiori, 46 mm parte posteriore dello scafo, 20 mm pavimento e 30 mm tetto. Il che significa una considerevole protezione eccetto che sui fianchi inferiori, dove è malamente sufficiente per trattenere i colpi da 12,7 mm (forse una migliore redistribuzione della protezione, assai consistente superiormente, sarebbe stata migliore soluzione) e dove si fa per questo gran conto sulle ruote di grosso diametro (pesanti quasi 200 kg l'una). Questo 'tallone d'Achille' è rimasto anche su carri sovietici più moderni, anche se almeno gli M-84 Yugoslavi hanno introdotto dei rinforzi in tale settore. Il mezzo è anche dotato di corazze ERA, cannone M68 da 105 mm, armi da 7,62 e 12,7 mm, motore V-46-6 da 780 hp (come quello del T-72) e 65 kmh grazie anche alla sospensione basata su barre di torsione.

Questo carro del DIO è provvisto di cannone americano, motore ucraino, corazze ERA non è chiaro di quale tipo, e il sistema FCS Sloveno Fontana 3. Nell'insieme è un mezzo adeguatamente rivitalizzato, anche se ovviamente non è al livello dei migliori carri sul mercato.

Il ben più piccolo Tosan è invece un carro leggero basato sullo Scorpion britannico, in servizio dal '97 e con un cannone da 90 mm. Non ce ne sono molti, solo una ventina. Peso 8 t, dimensioni estremamente contenute di 4,9 x 2,2 x 2,1 m, 3 persone d'equipaggio, corazzatura di 12,7 mm, motore diesel anziché il Jaguar a benzina originario, è attualmente in 'produzione di massa' con tutte le riserve che si possono fare su tale affermazione di tanti programmi iraniani. È un mezzo concepito per le forze di 'reazione rapida', in quanto aviotrasportabile, come del resto gli 80 Scorpion originali ancora in servizio. Oltre ad un cannone da 90 mm di tipo imprecisato, ma a pressione presumibilmente media-bassa (come quello dell'AML), ha un missile Toophan. La sua mobilità è tale, come degno discendente da una famiglia di mezzi d'esplorazione, da non richiedere mezzi portacarri grazie al suo ridotto peso e all'efficienza delle sospensioni e trasmissione. Questo lo rende autonomo rispetto ad eventuali portacarri e mezzi di supporto.

Il Cobra BMT-2 è un APC progettato entro il 1996 e in produzione dal 1997, con un cannone da 23 mm russo binato oppure un 30 mm, pure russo, tipo quello del BMP-2. Venne sperimentato già nel maggio 1996 come prototipo ed è prodotto assieme allo Zulfiqar.


I missili balistici sono anche presenti con i missili SHAHAB 3 da 1.300 km, programma iniziato nel '93, grazie anche ai motori nordcoreani e sistemi di telemetria di produzione cinese, ma i primi lanci di prova non hanno fatto molto successo con 2 successi su 7 lanci, nel poligono di Semnan. Le leghe d'acciaio sono pure nordocoreani e altri aiuti sono stati previsti dalla Russia. Lo SHAHAB 4 da 2.000 km. I missili tattici FATEH A-110 da 200 km forse la versione guidata dei razi ZEZAL 2.

Ma nonostante questo e la quantità di armi prodotte, nonché le relative munizioni, i prodotti più avanzati non sono presenti: nonostante anche il caccia-addestratore in prova, la necessità di armi è tale che solo la Russia è stata capace di porvi rimedio, per esempio con 30 Mi-17 per 150 milioni di dollari del 2001. Poi vi sono in trattativa altri MiG-29 oltre a quelli ex-irakeni e quelli russi (26 forniti), i Su-24 (idem, ex irakeni e sovietici), missili SA-10, SA-11, SA-15, SA-16 o IGLA-1E, radar Gamma DE e Casta 2E2, missili Granat/SS-N 21 Sampson, e molti altri tipi di armi e aerei SU-30 per rimpiazzare gli oramai invecchiati F-4 e F-14. Dall'altro lato è iniziata in piccoli numeri anche la produzione di cloni di AIM-54, anche se a basso ritmo.

Come missili antinave da segnalare i Kowsar, un interessante sistema leggero, tra i più piccoli missili antinave mai costruiti. È in servizio dal 2006 e le sue caratteristiche comprendono un peso di 100 kg di cui 29 di testata, lunghezza 2,507 m, diametro 18 cm, alette ripiegabili con apertura alare che passa da 45 a 58,7 cm quando distese. La gittata è di 15-20 km a circa 15 m di quota, e mach 0,8. Di fatto sembrerebbe assai simile all'AS-15TT francese, ma a quanto pare ha diversi sistemi di guida, forse TV, o IR o radar. E' lanciato solo da mezzi di terra con piattaforme mobili. Si dice che sia capace di resistere alle ECM, ma non è chiaro se si tratti di un'arma unica, oppure della produzione su licenza di due tipi diversi: il C-701 e il TL-10A cinesi. Sopratutto, questo missile avrebbe la taglia giusta per spiegare i danni limitati patiti dalla INS Hanit, che venne colpita da un misterioso missile o un drone il 14 luglio 2006, nell'imperversare della guerra contro Hezbollah. Questo fu una replica della tragica sorte dell'EILAT di 39 anni prima, ma quest'arma non era certo un grosso Styx e forse proprio la sua piccola mole ha impedito che venisse localizzata. Avesse Hezbollah tirato una salva più corposa o successive altre, forse gli Israeliani avrebbero davvero perso la nave e non solo qualche danno (pare che l'arma colpì una gru piuttosto che l'opera viva, da qui i danni limitati) e 4 marinai uccisi. Invece, un secondo missile colpì un mercantile egiziano, anche qui con danni, ma anche più pesanti, anche se senza vittime. Si pensava che si trattasse di C-802 o della copia iraniana Noor, ma queste armi, della taglia di un Exocet, non si sarebbero certo limitate a produrre danni superficiali, più consoni ad una piccola arma antinave come questa, della categoria AS-15 piuttosto che Exocet.

Un tipo di missile prodotto in loco è anche il Noor, copia iraniana del C-802 cinese, ordigno da oltre 100 km di gittata e 165 kg di carica esplosiva.

Ma non va dimenticato nemmeno il siluro Hoot, arma antinave a supercavitazione da quasi 200 nodi, praticamente lo SKVHAL russo introdotto in servizio con i 'Kilo' attorno al 2006. Peraltro il primo lancio è stato tirato da una nave di superficie contro un sottomarino bersaglio, il 2 e il 3 aprile 2006. Nonostante i proclami iraniani che questa sia un'arma indigena, è ben poco creduta tale ipotesi visto che la disponibilità dei Russi a fornire armi avanzate comprende anche i siluri, e che quest'arma ha le stesse capacità del tipo russo, che già è l'unica arma al mondo con tale velocità (praticamente è un missile subacqueo che si muove in un vuoto fatto da bolle d'aria da esso stesso generate).


Un'altra arma di produzione locale, ma non propriamente indigena come concezione, è il Khaybar KJ2002, arma in servizio dal 2004, circa 3 anni dopo la progettazione. Pesa solo 3,8 kg e la lunghezza della canna è tra 680 e 780 mm, a seconda dei tipi. Calibro 5,56x45 mm NATO, spara 800-850 c.min. con un raggio utile di 450 m. Deriva dal precedente S 5.56 del gruppo DIO. Questo fucile è un'arma bullpup, che discende in definitiva dall'originale Norinco CQ, il quale era peraltro un fucile convenzionale, la copia dell'M16A1 americano. Invece, dopo il riarrangiamento, l'arma è diventata simile al FAMAS francese. Tra le sue caratteristihe vi è un selettore di tiro a 4 posizioni, di cui una è dedicata alla oramai diffusa pratica di tirare 3 colpi, un modo per economizzare le munizioni per un fucile che altrimenti finirebbe i suoi 30 proiettili in poco oltre 2 secondi di tiro continuato. Si dice che sia un'arma a basso rinculo e molto precisa, con contruzione modulare e peso contenuto, con la canna del tipo più lungo e con i proiettili, in circa 3,7 kg. Esistono anche bipodi e baionette opzionali, anche se in verità, data la compattezza dell'arma, non ideali per un fucile bullpup. La costruzione è in due pezzi di plastica con dentro i meccanismi metallici di sparo. Interessante il nome, che è quello di un'oasi a 95 miglia da Medina, protagonista di una battaglia storica, ma anche la più grande colonia ebraica della penisola araba.


[modifica] Gli aerei iraniani[2]

Tra gli aerei più economici ed efficienti vi sono senz'altro gli F-5; l'Iran ne ricevette, solo considerando l'ultima generazione, 141 E e 28 F, più i 104 A e 22 B delle vecchie generazioni, per un totale di quasi 300 aerei.

Per aggiornarli era stato presentato il Simorgh, della HESA o IAMI, approntato nella fabbrica di Shanin Shar. Si trattava di trasformare gli F-5A ancora disponibili, RF-5A inclusi, nel tipo da addestramento F-5B; nel 2002 erano stati aggiornati sette esemplari -prototipo incluso- e che si prevedeva di fare fronte ad un totale di 13 conversioni, che con ogni probabilità era quanto ancora fosse disponibile dei vecchi monoposto. La presentazione avvenne ufficialmente il 30 ottobre 2002. MA prima, nell'aprile del '97, era stato annunciato l'Azarakhsh, che in Farsi significa Fulmine, o folgore. Pare che si trattasse di un dimostratore di tecnologia, di cui poi non s'é sentito più parlare, con prese d'aria ingrandite e, si disse, due motori RD-33 da 8.300 kgs, come nel MiG-29, nonché il radar NO-19ME Topaz, in pratica motori e radar del MiG-29 nella cellula dell'F-5, di cui tuttavia si è ista una sola foto e per giunta, un biposto F, con radome del radar apparentemente di tipo normale. Si annunciò la produzione in grande serie già il 17 maggio 2000, ma la cosa non ha convinto molto. Ma non è finita qui, perché l'8 luglio 2004 volò il Sa'egheh-80 (fulmine), che prese poi parte ad esercitazioni reali assiem ad altri aerei. Qeusto caccia era una sorta di F-5E adattato con una doppia deriva, per incrementarne l'agilità, il che lo rendeva simile ad un F-17, presentato a suo tempo anche alla Persia, ma senza successo. Avrebbe motori J85-GE-21 potenziati con nuovi postbruciatori, mentre le prese d'aria sembrano leggermente più grandi. La sua apparizione sarebbe un pò una conferma che l'Azarakhsh non è andato lontano, visto che le sue caratteristiche erano ben diverse e teoricamente superiori.

[modifica] IRIAF, 2003[3]

La difficoltà dell'Iran a procurarsi sufficienti materiali moderni lo ha fatto decadere di molto rispetto ai tempi in cui, con l'Aviazione Imperiale, vantava una delle forze aeree più potenti del mondo. Ma difficoltà politiche ed economiche enormi dopo il 1979 l'hanno ridotto ad una forza di seconda grandezza anche per gli standard locali, sia pure con elementi d'eccellenza. La sua prima linea, come anche quella dei carri armati, è decisamente variegata, ma numericamente non molto consistente. Non è chiaro se degli oltre 100 aerei irakeni scappati in Iran nel '91 i Su-22 siano mai stati messi in servizio (di sicuro apparvero in un film d'azione come bersagli per i Phantom, in una pellicola che ricordava l'attacco alla base H-2 irakena nel 1981). Di sicuro sono stati apprezzati la ventina di Su-24, che sono stati uniti ad altri 14 comprati direttamente in URSS. Se i Su-22 sono entrati in servizio, lo hanno fatto con le Guardie Rivoluzionarie, non con l'IRIAF. Quanto ai 24 Mirage F1, essi sono stati messi in servizio con almeno uno squadrone ed usati per azioni sopratutto tese ad attaccare i trafficanti di droga, molto potenti e numerosi in zona, tanto che Tom Cooper riporta l'abbattimento di uno dei jet iraniani. Detto di due assidui nemici di vecchia data degli Iraniani, vanno anche ricordati i 7 Su-25, sempre ex-irakeni, assieme ad un piccolo numero di aerei comprati direttamente. I MiG-29 arrivati erano pochi e sono stati uniti agli almeno 26, più moderni, giunti dalla Russia con standard operativi migliori. Gli Iraniani ne volevano in tutto 126, ma lo scarso raggio d'azione li ha consigliati di non continuare gli acquisti, sebbene abbiano migliorato il materiale già esistente con serbatoi e sonda IFR. Circa 30 F-7M e 12 F-6 cinesi completano il quadro. Questi ultimi, decrepiti velivoli sono stati presi in carico durante la guerra, i primi invece per via della constatazione della pericolisità dei MiG-21, molto piccoli da avvistare in aria e teoricamente utili. Ma la qualità dei materiali forniti dai Cinesi ha lasciato a desiderare. È stato anche il caso dei missili HQ-2, anche se i Silkworm antinave hanno ricevuto apprezzamento e parecchi ordini. Poi non mancano una quarantina di F-4, 45 F-5, 29 F-14 (su 58 cellule superstiti), vari elicotteri AB-205, 206, 212, CH-47, Sea King, C-130H, F-27, P-3. L'industria locale ha realizzato anceh il JT2-2 Tazarve, del complesso industriale di Owj, e in sostanza, si tratta di un F-5 con doppia deriva, a mò di YF-17. È più un addestratore avanzato che un caccia leggero, ma si può considerare entrambe le cose, mentre vi sono programmi per convertire i decrepiti F-5A in biposto B, per un totale di 13 esemplari. Restano in servizio anche parte dei circa 30 Hughes 500MD triangolati con l'Argentina, e dei 46 Pilatus PC-7 da addestramento armato (da cui il famoso 'scandalo Pilatus') svizzeri. Il personale, che al 1979 era composto da ben 5.000 piloti ben addestrati e 100.000 elementi in totale, che gestivano una serie di basi aeree sufficienti per circa 3.000 velivoli, è poi calato notevolmente. Le 14 basi principali, Ahvaz, Bandar Abbas, Bushehr, Chan Bahar, Dezful, Doshan Tapeh, Hamadan, Isfahan, Mashad, Mehrabad, Ghaleh Morghi, Shraz, Tabriz e Zahedan, sono adesso servite, comprese le infrastrutture minori, da un totale di 14.000 elementi circa, una forza oramai ridotta rispetto a quello che sarebbe il minimo indispensabile per servire la difesa aerea di un Paese di oltre un milione di km2.



[modifica] Note

  1. Po, Enrico:L'Iran fa (quasi) da solo, RID Gennaio 2003, p.40-45
  2. Sgarlato, Nico, Aerei gen-feb 2007
  3. Fassari, Giuseppe: L'aeronautica iraniana, Aerei maggio-giugno 2006

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