Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Iran
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[modifica] L'Impero si rafforza
Non era passato molto tempo dall'arrivo dei primi jet e lo Sha già si apprestava a fare un ulteriore passo in avanti: la creazione, beninteso con il beneplacito degli anglo-americani, di una vera potenza regionale.
I programmi che seguirono furono solo parzialmente attuati, eppure già da soli, e nonostante la oggettiva difficoltà di mantenere l'efficienza bellica dopo la Rivoluzione, bastarono a fermare l'esercito irakeno, che era potente e capace di montare una offensiva corazzata ben pianificata, anche se molto malamente appoggiata dall'Aeronautica. Ma questo, agli inizi degli anni '70 era ancora là da venire.
Anzitutto, l'Iran si premurò di dotarsi di basi aeree di grandi dimensioni e capacità. Questo fu fatto per vari motivi: l'efficacia degli attacchi israeliani sui campi d'aviazione arabi era uno di questi, con la chiusura di molti campi d'aviazione e una autentica strage di MiG, i cui candidi scheletri d'alluminio punteggiarono le piste di volo e le piazzole, al centro di una macchia nerofumo, dopo che l'Operazione Moked aveva avuto successo nel distruggere la formidabile forza combinata delle aviazioni arabe nell'arco di una mattinata. Lo Sha non intendeva ritrovarsi con le basi distrutte e gli aerei senza protezione sui parcheggi, quindi diede ordine di costruire basi grandi a sufficienza da proteggere gli aerei e garantirne l'operatività nonostante eventuali attacchi aerei nemici.
Ma ancora di più, la logistica dell'IIAF era concepita come forza 'd'appoggio' per eventuali aviazioni alleate. L'Iran confinava con l'URSS e aveva fino a 25 divisioni schierate dall'altra parte del confine, anche se non era certo il Caucaso il teatro d'operazioni dove i sovietici concentravano le loro migliori forze. Per avere eventuali aiuti, la Persia di Palhevi si dotò di una logistica molto superiore a quella strettamente necessaria. Il risultato fu sufficiente ad ospitare fino a circa 3000 aerei, diverse volte quelli in possesso della IIAF. Non solo questo, ma la dotazione di armi era ritenuta anch'essa estremamente importante per combattere per un conflitto prolungato, specie dopo le esperienze della Guerra del Kippur. Così gli iraniani si dotarono di grandi riserve di armi, e in aggiunta, di parti di ricambio. La cosa era talmente vera, che ancora diversi anni dopo l'inizio della guerra l'Iran combatteva utilizzando bombe comprate negli anni '70, le cui scorte non si erano ancora esaurite. Eppure nel 1973, dopo appena 5 giorni di guerra, Israele dichiarò che aveva quasi finito le scorte di armamenti (con la conseguente organizzazione di un enorme ponte aereo americano per portare gli aiuti necessari), e lo stesso accadde agli arabi, nonostante gli enormi stock di armamenti accumulati, che previsti per una guerra di mesi, andarono esaurendosi dopo pochi giorni. La guerra moderna, insomma, bruciava molte più risorse di quanto pianificato, almeno se si passava da una guerra a bassa intensità o 'd'attrito' ad una ad alta intensità.
L'Iran si dotò anche di una rete radar assai completa, anche se le dimensioni della nazione e sopratutto le montagne rendevano praticamente impossibile controllare lo spazio aereo in maniera continuativa, almeno contro bersagli a bassa quota.
Le armi ordinate furono un quantitativo enorme per ogni standard, anche maggiori di quelle richieste dagli israeliani. Per sommi capi, si possono ricordare:
- Oltre 150 F-5 A,B, E,F (maggiormente di quest'ultime versioni)
- 223 F-4 Phantom, 32 dei quali D, 177 E, alcuni RF-4E.
- 80 F-14 Tomcat
- 202(!) AH-1T Cobra
- Una dozzina di Boeing 707 (anche aerocisterne) e 747
- circa 52 C-130
- 6 P-3F Orion
- Oltre 200 elicotteri Bell 214ST
- Migliaia di missili AIM-9B,F,J,P Sidewinder, e AIM-7E Sparrow (inclusi gli E-4 per i Tomcat)
- Oltre 2000 missili AGM-65 Maverick
- Oltre 900 carri Chieftain
- Circa 800 carri M47, 48, 60
- Carri leggeri Scorpion
- 100 ZSU-23-4
- Un gran numero di semoventi M109
- Lanciarazzi BM-21
- 235(!) rampe triple per missili HAWK, parte o tutti del tipo I-HAWK
- 3 fregate missilistiche
- 4 motocannoniere missilistiche Combattante II con 4 Harpoon
Questo non esauriva la questione. Gli armamenti richiesti in prospettiva, da consegnarsi dai primi anni '80 erano, tra gli altri:
- 53 (non certo) F-15 Eagle
- 160 F-16A/B
- 54(?) sistemi tracked Rapier
- Cannoni semoventi da 35mm Eagle
- Aerei E-3 AWACS
- 225 carri Shir-1
- 1225(!) carri Shir-2
- 6 cacciatorpediniere missilistici Spruance SAM
Una volta caduto lo Scià di Persia, con la rivoluzione del gennaio 1979, vi fu la clamorosa 'Crisi degli Ostaggi' dell'ambasciata americana di Teheran, che fu un'autentica debacle per Carter, specialmente dopo il fiasco dell' 'Operazione Eagle Claw'. Le tensioni con l'Irak, nel frattempo, non facevano che aumentare e questo stato di cose culminò con l'invasione irakena del 22 settembre 1980. La guerra, in realtà, iniziò prima: per gli irakeni, a tutt'oggi la data d'inizio era il 4 settembre, non il 22. Quel giorno vide gli irakeni lanciare un'offensiva generale, tentando di risolvere un conflitto che si minacciava di logoramento con una forza ancora superiore, ma sconvolta dalle epurazioni khomeiniste.
La forza dell'esercito iraniano era al tempo stesso anche una debolezza, ovvero la sua situazione politica. Sotto la pressione di una guerra, con una forte leadership al potere, l'intero e ricco Iran era una nazione in guerra, con ogni fibra del suo tessuto sociale tesa a combattere gli irakeni. Al tempo stesso, questa leadership era oppressiva e aveva mutilato il dispositivo militare con epurazioni e fuciliazioni di validi ed esperti ufficiali, considerati troppo 'occidentalizzati'. La guerra in realtà riabilitò molti di loro, che obtorto collo vennero scarcerati e inviati a combattere, cosa che fecero con grande impegno. La guerra non fu un cattivo affare nemmeno per il regime iraniano, perché compattò l'opinione pubblica attorno ad una leadership che non avrebbe potuto a lungo mantenere il potere se il popolo l'avesse trovata deludente, dopo tutti gli sforzi fatti per liberarsi dello Scià. La situazione, attorno a metà degli anni '80, era di stallo e di forte indebolimento
[modifica] Esercito
Quello che rimaneva dell'esercito regolare erano circa 50.000 uomini, parte dei quali di leva, che combattevano con le armi più sofisticate e moderne. Ma il grosso era dato da una milizia molto meno efficiente, i Psadaran, considerabili come una milizia leggera, i Bassej, ancora peggio equipaggiati e utilizzati come 'carne da cannone' e infine gli Hetzbollah, per la sicurezza interna del Paese, similmente equipaggiati come i Bassej. A questo si era giunti, dopo che l'Iran era quasi arrivato al rango di potenza mondiale: migliaia di uomini lanciabili all'attacco delle trincee irakene, alla mercé di mitragliatrici, mine, gas, aerei: praticamente una riedizione della Prima guerra mondiale. Una delle principali attività dell'esercito regolare era quella di addestrare le reclute che affluivano a gruppi di circa 100.000 per volta, onde compiere un servizio di 24 mesi, a cui in realtà pochi riuscivano a sopravvivere, specialmente se si aveva anche la pretesa di restare indenni. La forza originaria dell'Iran era a quel punto assai ridotta: originariamente con 3 divisioni corazzate con M 47, 48, 60, Chieftain, adesso vi erano molti mezzi perduti, inefficienti o danneggiati, e le operazioni a livello divisionale erano diventate pressoché impossibili. Le risorse di munizioni scarseggiavano anche per le artiglierie, lanciarazzi multipli BM-21, veicoli corazzati leggeri. La principale forza era data da 150.000 pasdaran, eterogeneamente equipaggiati, scarsamente addestrati ma talmente determinati a combattere da assicurare il proseguimento della guerra. Ai Bassej sono stati aggiunti anche gli Herzbollahi', che erano una forza nominale di 2,5 milioni, comprendente in realtà tutti gli uomini fisicamente validi e disponibili. Esistevano anche guardie di confine e Mustazafin, ovvero guardie civili, destinate essenzialmente per la sicurezza interna.
Quanto restasse infine dei 65 aerei leggeri e 470 elicotteri originari, per lo più messi a terra, è arduo dire: certamente molti, forse non meno della metà, erano stati messi a terra fin da subito dopo la Rivoluzione.
[modifica] Aeronautica
Anch'essa, gioiello della Persia dello Scià, era molto malridotta, essendo la forza più sofisticata e difficile da mantenere. Degli oltre 200 Phantom, 80 Tomcat e 150 Tiger, erano questi ultimi che restavano, grazie alla loro facilità di manutenzione, i velivoli più utilizzati in azione, con una forza di circa 50 aerei efficienti. I Phantom erano anch'essi ridotti di numero a forse 10-20 macchine efficienti, mentre i Tomcat erano 5-10 esemplari. A parte gli F-5, le macchine più usate erano i C-130 (in origine 52), parte della grande flotta di 12 Boeing 707 (alcuni anche come aerocisterne) e 747. Forniture di armi erano sporadiche, ma forse i cinesi erano riusciti a fornire già caccia F-6 e F-7, mentre da altre parti vi erano F-5 e secondo alcuni, fino a 23 cellule di F-4, anche se non è certo se questi andarono realmente in servizio o finirono solo per fornire parti di ricambio.
[modifica] Marina
L'Iran non ha mai avuto una grande flotta militare, ma la guerra l'ha resa ancora più piccola. Alcune navi erano andate perse in azione, altre vennero sistemate in riserva, ordini per nuove navi erano stati cancellati. Alla fine, non vi erano che un pugno di navi missilistiche, qualche fregata, navi ausiliarie, sopratutto incaricate di offrire protezione alle petroliere dalle navi e aerei irakeni. La forza originaria di 3 vecchi cacciatorpediniere e 4 fregate missilistiche di nuovo modello era per lo più inattiva. La flotta di hovercraft, 8 SRN.6 e 6 BH-7 inglesi non pare fosse operativa, mentre le corvette erano operative pare, in 2 esemplari su 4.
Della forza aerea navale, originariamente costituita da una discreta flotta, più che sufficiente per le esigenze iraniane, non restava molto di operativo. Dei 6 P-3F, versione appositamente preparata per l'Iran degli Orion, 2 erano inefficienti e 2 persi, mentre anche molti degli elicotteri, 10 SH-3D e 6 RH-53D. La protezione dell'isola petrolifera di Kharg era fondamentale, le basi principali erano Kharg, seguita per importanza da Bandar Lengeh, Bandar Abbas, Bushehr, Bandar-e-Eman Komeini, Bandar-e-Anzali.
[modifica] Le armi dell'Iran[1]
Dopo la caduta dello Scià e del regime filo-americano l'Iran si è dovuto 'arrangiare'. Ha inizialmente beneficiato del ricco arsenale accumulato, sopratutto per via degli USA, nel periodo precedente al 1979, ottenendo come si è detto missili, armi, carri e aerei di sofisticazione mai consentita prima ad alleati degli USA (sopratutto gli F-14/Phoenix). Da queste armi, tra l'altro comprate in grandi quantità e con molti pezzi di ricambio (gli Iraniani erano ben consapevoli delle lezioni delle guerre arabo-israeliane sul consumo delle munizioni) e dalle grandi infrastrutture (come sia possibile che l'Iran abbia avuto una serie di aeroporti che avevano posti per circa 3.000 aerei, quanti ne sarebbero stati necessari per l'intera Coalizione del 1991 anti-Irak? Perché l'Iran, in caso di guerra all'URSS poteva diventare uno stato-base per la NATO e gli USA, ricevendo grandi quantità di rinforzi e rifornimenti in zona).
Gli Iraniani d'oggigiorno hanno cercato di fare del loro meglio con le tecnologie disponibili: le operazioni 'taglia e cuci' per cercare di creare, sperabilmente un pò migliorate, delle copie di armi straniere o dei modelli 'Frankenstein' che ne assemblino vari pezzi per ottenere qualcosa di nuovo.
La responsabilità di questo settore militare ricade sul DIO, che per noi vuol dire divinità ma in Iran , anche se è uno stato confessionale, è solo una sigla che significa grossomodo 'Organizzazione delle industrie della Difesa Iraniane'.
Tra i prodotti non possono mancare le armi portatili, base di ogni forza armata e in produzione dal 1934 e in particalre, dal '37 in produzione dallo stabilimento Sanaye Jangafzarsazi: il G3 tedesco, già arma standard dell'esercito ai tempi dello Scià; la mitragliatrice MG 42, ancora valida dopo 60 anni dalla sua nascita (la 'Sega di Hitler'), la HK MP-5A pistola-mitragliatrice, praticamente una specie di 'versione accorciata' del G3 e designata TONDAR, o nella versione MP-5K accorciata, TONDAR LIGHT, in entrambi i casi in calibro 9x19 mm Parabellum. Non manca il Kalashnikov, realizzato da alcuni anni nella versione AKM. La potente mitragliatrice pesante DOOSKHA è la W-85 cinese ergo la DShK 38/46 sovietica da 12,7 mm; la mitragliera da 23x152 mm sovietica 2A14 viene realizzata nella versione binata ZU-23 e in un tipo nazionale singolo; poi nel settore mortai vi sono armi da 60, 81 e 120 mm.
Come armi controcarro di tipo obsoleto vi sono i cannoni SR: i due campioni mondiali del settore, l'M40 americano e l'SPG-9 sovietico, molto più leggero e non molto inferiore in potenza, sono entrambi prodotti come utili sistemi controcarri e bersagli d'impiego generale e con munizioni ben più economiche dei missili controcarri. Per impieghi più consistenti non mancano invece le copie dell'AT-3 Sagger, la RAAD, e la I-RAAD con guida SACLOS; sono presenti anche versioni con testata a carica in tandem, che rendono quest'anziano missile ancora un brutto cliente per gli eventuali bersagli. Da qualche anno il più attuale ma costoso TOW è in produzione come TOOPHAN e TOOPHAN 2, con gittata aumentata a 3.850 m per il primo, e spoletta telescopica per il secondo, che assicura a parità di testata maggiore perforazione (per quanto possa sembrare paradossale dato che l'esplosione avviene a distanze maggiori). Il SAEGHE è la copia dell' FGM-77/M47 Dragon per le distanze di 65-1000 m, e con la sonda diventa il SAEGHE 2. Il TOWSAN-1 è invece il potente (grossomodo pariclasse del TOW) missile AT-5 Sprandel.
I sistemi missilistici contraerei sono il SAYAD-1, copia dell'SA-2 o meglio dell'HQ-2 cinese, la sua versione -1A ha nuovi sensori di ricerca e lo SHAHAB è un tipo simile al Crotale francese o meglio allla versione HY-7 cinese. Non è chiaro da dove vengano questi missili: forse vennero catturati agli Irakeni nella guerra, come sosteneva la stampa occidentale nel 1999, o forse sono stati venduti dalla Cina visto che gli irakeni non pare fossero clienti di questo tipo di missile. In ogni caso, la gittata massima di questi sistemi d'arma radioguidati su piattaforma a 4 rampe è di 12 km e la quota di 5,5, per un peso di 84 kg e testata di 14. La centrale di tiro è la SKYGUARD svizzera, originariamente comprata per i cannoni binati da 35 mm.
Quanto riguarda l'artiglieria è ancora più complesso: i razzi leggeri da 107 mm FADGR 1 o HASEB, da 107 mm a 12 tubi o la loro versione mono o bitubo leggera; l'HADID che è il BM-21 con autocarro Mercedes 2634, impiegante anche razzi locali come il NOOR o il FADJIR. I BM-21 erano stati comprati anche dallo Scià in quanto non c'erano sistemi occidentali altrettanto efficaci ed economici, e la loro capacità di fuoco è ben conosciuta e rispettata. La versione da 30 tubi è su scafo dell'autocarro 4x4 Mercedes LA 911B. Poi si sale di livello e s'incontrano i razzi OGHAB da 230 mm e 45 km di gittata, su rampa tripla montata su autocarro Mercedes del tipo di cui sopra. 330 di questi grossi razzi vennero usati contro l'Irak. Poi ci sono i razzi da 240 mm e 43 km di gittata e 333 mm e 75 km di gittata del tipo FADRJ. La versione a 12 tubi da 240 mm ha avuto l'uso da parte di Hetbollah fin dal 1996, ed è stato usato contro Israele, su scafo Mercedes 6x6 del modello 2624. I guerriglieri anti-Israele come si sà sono ampiamente sostenuti dagli iraniani, inclusi i missili controcarri usati in quantità durante la guerra del 2006. Poi vi sono i razzi da 333 mm SHAHIN 1 da 13 km e 384 kg, e da 20 km e da 530 kg (la versione -2). Lo ZEZAL 2 da 610 mm pesa 3,5 t e raggiunge ben 200 km ed è il più grande di tutti i razzi iraniani; ma non vanno dimenticati anche i NAZEAT, la copia del FROG russo, in 6 versioni (almeno) da 356 o 450 mm e con peso di 830-1850 kg, gittata di 80-115 km e rampa di lancio Mercedes 2624 6x6 o un tipo russo 8x8.
I semoventi d'artiglieria non sono poi trascurabili, con il RAAD 2 che è la copia dell'M109A1 (che l'Iran ricevette in ben 450 esemplari), ma più pesante -36 t- data la presenza di un obice da 155/39 mm che è la copia dell'M185 americano, e sopratutto lo scafo in acciaio anziché nel più costoso alluminio. Spessori fino a 20 mm sono impiegati nella costruzione. Ha una gittata di 18 km con munizioni normali e 24 con quelle a razzo, ma può avere anche cannoni a gittata prolungata. LA riserva è di 30 colpi. IL RAAD 2 ha uno scafo originale, ma con componenti come il treno di rotolamento a 6 ruote (uguale a quello del T-72) e diesel V-84MS da 840 hp con trasmissione SPAT 1200, di origine russa. La RAAD 2M ha invece il diesel boxer ucraino 5TDF da 700 hp del carro T-64. il semovente RAAD 1 è invece basato su scafo del BORAGH con torre clonata dal 2S1 e acciaio spesso fino a 17 mm. Grazie al motore da 330 hp arriva a 65 kmh, come il suo cugino più pesante, e ha un obice da 122/33 mm da 15 km di gittata. Non mancano poi le copie del 2A18, meglio noto come D-30 che è l'arma del RAAD 1, e l'M114A1 con canna da 39 calibri, forse rimasto allo stadio di prototipo.
Quanto ai mezzi corazzati, il BORAGH di cui sopra è stato fatto dalla VEIG, Vehicle and Equipments Group. E' praticamente una sorta di copia del BMP-1 che è presente in servizio in 200 esemplari, con 6 ruote doppie per lato come quelle dell'M113- pure questo è in servizio in 200 esemplari-, motore diesel non identificato da 330 hp, 75 kmh, 625 km di autonomia. Ha dieci fanti a bordo, ma solo una mitragliatrice da 12,7 mm. Così la versione BORAGH 2 ha cannone da 30 mm e lanciamissili RAAD, similmente ad un BMP-1/2.
Poi ci sono i carri armati: 200 T-72S, 100 T-62, 100 Chieftain, alcuni M60A1, poi T-54/55/59/69. Molti sono stati catturati in guerra, per esempio i T-62, e anche alcuni T-72. I superstiti di 900 Chieftain e grossomodo altrettanti M-47, 48 e 60 costituiscono il resto della forza corazzata del periodo bellico, ma non mancano anche i carri cinesi ampiamente usati da entrambe le parti, e poi ulteriori acquisti come quello dei T-72S di terza generazione. Vi sono anche i carri ZULFIQAR,del 1994, con cannone da 125 mm HM50, prodotto dallo stabilimento Hadid, diesel da 1000 hp, ruote tipo quelle dell'M60. La produzione sarebbe iniziata nel 1997. Lo Shalid Kolah Dooz Industrial Complex ammoderna invece i vecchi carri russi-cinesi con pezzi da 105 mm e corazze reattive, designati T-72Z o SAFIR 74 (se ci sono le mattonelle ERA).
I missili balistici sono anche presenti con i missili SHAHAB 3 da 1.300 km, programma iniziato nel '93, grazie anche ai motori nordcoreani e sistemi di telemetria di produzione cinese, ma i primi lanci di prova non hanno fatto molto successo con 2 successi su 7 lanci, nel poligono di Semnan. Le leghe d'acciaio sono pure nordocoreani e altri aiuti sono stati previsti dalla Russia. Lo SHAHAB 4 da 2.000 km. I missili tattici FATEH A-110 da 200 km forse la versione guidata dei razi ZEZAL 2.
Ma nonostante questo e la quantità di armi prodotte, nonché le relative munizioni, i prodotti più avanzati non sono presenti: nonostante anche il caccia-addestratore in prova, la necessità di armi è tale che solo la Russia è stata capace di porvi rimedio, per esempio con 30 Mi-17 per 150 milioni di dollari del 2001. Poi vi sono in trattativa altri MiG-29 oltre a quelli ex-irakeni e quelli russi (26 forniti), i Su-24 (idem, ex irakeni e sovietici), missili SA-10, SA-11, SA-15, SA-16 o IGLA-1E, radar Gamma DE e Casta 2E2, missili Granat/SS-N 21 Sampson, e molti altri tipi di armi e aerei SU-30 per rimpiazzare gli oramai invecchiati F-4 e F-14. Dall'altro lato è iniziata in piccoli numeri anche la produzione di cloni di AIM-54, anche se a basso ritmo.
- ↑ Po, Enrico:L'Iran fa (quasi) da solo, RID Gennaio 2003, p.40-45

