Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Italia: esercito 5
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Ecco come attualmente si presenta l'Esercito Italiano (EI). La sua forza operativa era, fino a circa 20 anni fa, di 25 brigate, ma attualmente sono ridotte a 11 oltre ad una alpina praticamente 'quadro'.
A tutti gli effetti questo significa che esistono attualmente solo: *2 brigate corazzate (l'unica 'degna' di questo nome aveva 3 battaglioni carri e l'altra con uno solo)
- una di cavalleria
- una bersaglieri (un battaglione carri)
- 3 meccanizzate
- una aeromobile
- una paracadutisti
- due (e una in una specie di posizione 'quadro') alpine.
- La brigata EW.
La sua forza di uomini è stata ridotta parimenti da 258.000 a circa 110.000, praticamente a questo punto l'E.I. è stato superato dai Carabinieri, che nel frattempo sono passati da 90.000 a 114.000 circa. L'Esercito è passato alla struttura professionista entro il 2004, ma molti dei suoi soldati sono pur sempre dei VFA, ovvero Volontari in Ferma Annuale. Questo significa che di fatto sono i rimpiazzi dei ragazzi di leva, ma stavolta stipendiati e volontari. La componente del personale costituita da sottufficiali e ufficiali è stata invece gonfiata da promozioni e disfunzioni varie tipiche delle burocrazie. Nel 2007, per esempio, nell'Esercito vi erano 12.000 ufficiali e 24.000 sottufficiali su 112.000 effettivi. In tutte le F.A. ve ne erano 22.250 e 63.947, oltre a 103.803 volontari di truppa. La componente femminile è stata introdotta di recente, con un certo numero di posti occupati dalle soldatesse, anche se ancora erano relativamente poche. L'esubero e l'inflazione di gradi la si vede confrontando queste cifre con il Modello di Difesa: gli ufficiali in eccedenza erano il 16% (3.000 in più), e sopratutto gli aiutanti/marescialli erano il 154% della previsione. Questo ovviamente pone un problema notevole e grave per le F.A., specialmente per l'Esercito e l'Aeronautica, relativo al bilanciamento degli organici e delle unità operative. Ecco i principali comandi dell'E.I:
Indice |
[modifica] COMALP
[modifica] COMFOD 1º
[modifica] COMFOD 2º
[modifica] Cavalleria[1]
La moderna cavalleria italiana è una arma dell'Esercito Italiano ed è stata fondata dal duca Vittorio Amedeo II di Savoia nel 1692, nel quadro di un tentativo di resistenza alla pressione politica e militare delle potenze europee (specialmente di Francia e Austria), attraverso la diffusione della lingua italiana, al posto del francese usato fino ad allora nel Ducato del Piemonte, e la formazione di reggimenti nelle forze armate.
I primi reggimenti di cavalleria sono i dragoni, costituiti tra il 1683 e il 1690, con la trasformazione delle vecchie compagnie di archibugieri a cavallo. I dragoni però non sono ancora una cavalleria vera e propria, ma piuttosto reparti di fanteria montati a cavallo. La cavalleria vera e propria viene istituita nel 1692, reclutata per quote con servizio obbligatorio di due anni.
Dopo aver combattutto con successo nelle guerre di successione della prima metà del Settecento, con l'annessione del Piemonte alla Francia napoleonica la cavalleria viene sciolta e parte del suo personale va a costituire due reggimenti della cavalleria francese.
Con la restaurazione del 1814 si ricostituisce la cavalleria sabauda (2 reggimenti di dragoni, 2 di cavalleria e 2 di cavalleggeri), portata a nove reggimenti nel 1850 che vengono suddivisi in cavalleria di linea (Nizza, Piemonte, Savoia e Genova Cavalleria) e cavalleria leggera (cinque reggimenti di cavalleggeri). Nel 1860 con l'unità d'Italia i reggimenti assommano a 17, cinque dei quali verranno impiegati nella presa di Roma nel 1870. Aggregata alla cavalleria sabauda c'è anche la formazione delle Guide a cavallo di Garibaldi, attiva dal 1859 al 1866.
Verso la fine dell'800 si formano anche reparti di cavalleria coloniale, prima in Eritrea e poi dopo il 1912 in Libia (formazioni di meharisti, spahi e savari).
Alla vigilia della prima guerra mondiale la cavalleria italiana raggiunge il massimo numero di reggimenti, 30 (12 dragoni e lancieri, 18 cavalleggeri), che però durante la guerra verrà quasi completamente appiedata e una gran parte del personale trasferito ad altre armi (tra cui l'aviazione, nella quale si distinse Francesco Baracca). Nel 1917, però, con la ritirata di Caporetto la cavalleria viene rimessa a cavallo per proteggere i reparti in ritirata dall'offensiva austriaca, compito che assolverà con le due importanti battaglie del Tagliamento e di Pozzuolo del Friuli e con la perdita di circa metà degli uomini. Sarà protagonista anche nel 1918 con la difesa della linea del Piave e la riscossa di Vittorio Veneto.
Dopo la guerra, la cavalleria viene ridotta fino a 12 reggimenti e incomincia la sua meccanizzazione con la formazione dei reparti "celeri" e l'adozione di carri leggeri.
Durante la seconda guerra mondiale i reparti saranno in parte a cavallo, in parte meccanizzati e corazzati e in parte appiedati, ma proprio i reparti a cavallo sapranno muoversi meglio nelle difficili condizioni ambientali della campagna di Russia. In questi anni si verificheranno le ultime cariche della storia della cavalleria, a Isbuscensky (Russia, agosto 1942) da parte del 3° Savoia Cavalleria e a Poloy (Iugoslavia, ottobre 1942) da parte dei 14° Cavalleggeri di Alessandria. Dopo l'8 settembre 1943 molti reparti combatterono contro i nazisti e si unirono alla resistenza.
Negli anni del dopoguerra e in tempi più recenti, la cavalleria, ormai completamente meccanizzata con l'impiego di autoblindo, partecipa a numerose missioni all'estero (Libano, Somalia, Bosnia, Albania, Macedonia).
Dal 1° giugno 1999 i carristi diventano una specialità dell'Arma di Cavalleria. Questo è uno sviluppo forse dovuto al numero di Centauro in dotazione, certo è che dopo avere superato numericamente di quasi 3:1, che la fanteria carrista avesse da essere assorbita dalla cavalleria è una cosa non di poca sopresa. La forza dei battaglioni qui riportata appare errata, a meno che negli ultimi 3-4 anni siano cambiati (ancora una volta) gli organici.
Facciamo un breve riassuno: il battaglione carri aveva, negli anni '60, circa 51 carri e il gruppo squadroni carri 52; attorno alla metà anni '80 erano ridotti a 49, ma dopo il 1987 è stato adottato il plotone da 4 carri. 3 plotoni e un carro comando=13 mezzi, 3 compagnie e 1-2 carri comando sono circa 40 carri armati. La cosa non è ben chiara, se ancora nel 1998, i Leopard 1A5 erano andati a due soli reggimenti con 54 carri l'uno: evidentemente qui non c'era stato un ritorno alla struttura del plotone a 5 carri, ma l'aggiunta di una terza compagnia. La disposizione prevista invece dal 1998 era di 6 battaglioni carri (4 con gli Ariete, che essendo 200 in tutto non avrebbero comunque potuto sostenere unità da 54 veicoli, e 2 con i Leopard 1A5). Ma nel contempo, oltre a sciogliere qualche altra unità corazzata erano stati ridotti gli organici a 3 compagnie carri (13 mezzi) e il battaglione in tutto di questi veicoli ne avrebbe avuti quindi 41. La cosa era comune anche alle Centauro (per le quali vale la stessa considerazione): nel 2001 e nel 2003 è certo che vi fossero solo 40 mezzi per battaglione. Addirittura, una delle tre unità della 'Pozzuolo del Friuli', come verrà spiegato più sotto, aveva perso del tutto le sue blindo, che già nel 2001 erano segnalate come in grave sofferenza per mancanza di parti di rispetto, e difficilmente la situazione era migliorata nel 2003, cosa indirettamente provata anche dalla riduzione da 120 a 80 delle blindo della 'Pozzuolo'. Improbabile quindi che adesso i tre reggimenti ne contino addirittura 150, anzi sarebbe anche troppo positivo che il terzo reggimento 'Piemonte' fosse riuscito a riequipaggiarsi con le suddette blindo, che 4 anni fa erano letteralmente sparite.
Quanto ai materiali: la prima fase vide, come mezzi da combattimento principali, M4, M5, M26; poi arrivarono gli M24 e M47, che dagli anni '50 inoltrati divennero progressivamente sempre più importanti, mentre dai primi anni '70 l'ARIETE ebbe i suoi 300 M60, la 'Pozzuolo' i carri Leopard 1, che poi finiranno per rimpiazzare (920 comprati, più i mezzi speciali) gli M47, ma non prima dei tardi anni '80, nelle altre unità (anche grazie alla riduzioen dei carri per battaglione di cui sopra); dal 1992 sono arrivate 390 'Centauro', che hanno finito per rimpiazzare i Leopard, e dal '95 i 200 Ariete. Ma il carro più 'recente' è il Leopard 1A5, ovvero 120 Leopard 1 originali che beneficiarono dell'aggiornamento con torrette tedesche: entrarono in servizio attorno al 1997.
[modifica] Unità cavalleria attive
- Cavalleria di linea
- Scuola di Cavalleria (sede a Lecce)
- Brigata di Cavalleria "Pozzuolo del Friuli"
Reggimento "Piemonte Cavalleria" (2°) di Trieste con 50 Centauro e 33 Puma 4x4
Reggimento "Genova Cavalleria" (4°) di Palmanova (UD) con 50 Centauro e 33 Puma 4x4
Reggimento "Lancieri di Novara" (5°) di Codroipo (UD) con 50 Centauro e 33 Puma 4x4
Reggimento Artiglieria a Cavallo "Voloire" di Milano con 24 FH-70- Inquadrati nella Brigata di Cavalleria "Pozzuoli del Friuli" (ma non strettamente parte dell'arma di Cavalleria):
- Altre brigate
Reggimento "Nizza Cavalleria" (1°), Brigata Alpina "Taurinense" (sede a Pinerolo (TO), con 33 Puma 4x4
Reggimento "Savoia Cavalleria" (3°), Brigata Aeromobile "Friuli" (sede a Grosseto, con 50 Centauro e 33 Puma 4x4
Reggimento "Lancieri di Aosta" (6°), Brigata Meccanizzata "Aosta" di Messina (sede a Palermo, con 50 Centauro e 33 Puma 4x4
Reggimento "Lancieri di Montebello" (8°), Brigata Meccanizzata "Granatieri di Sardegna" (sede a Roma, con 44 Centauro
Reggimento "Cavalleggeri Guide"(19°), Brigata Bersaglieri "Garibaldi" (sede a Salerno, con 50 Centauro e 33 Puma 4x4
- Cavalleria carristi
- Reggimenti carri
1° Reggimento Corazzato
4° Reggimento Carri, Brigata Corazzata "Ariete" di Bellinzago Novarese(NO) con 54 Ariete
31° Reggimento Carri, Brigata Corazzata "Pinerolo" di Bari (di Altamura (BA) convertito in Unità per la Sperimentazione della Digitalizzazione (USD) - carri Ariete, Blindo Centauro, VCC Dardo)
32° Reggimento Carri, Brigata Corazzata "Ariete" (di Tauriano (PN) con 54 Ariete
131° Reggimento Carri, Brigata Bersaglieri "Garibaldi" di Persano (SA) con 41 Leopard 1
132° Reggimento Carri, Brigata Corazzata "Ariete" (di Cordenons (PN) con 54 Ariete
- Reggimenti carri
[modifica] Unità cavalleria storiche, incluse quelle sciolte recentemente
Nizza Cavalleria (1°) dal 1690 ad oggi, ex Cavalleggeri del Piemonte (1814-1832);
Piemonte Cavalleria (2°) dal 1692 ad oggi, già Piemonte Reale Cavalleria;
Savoia Cavalleria (3°) dal 1692 ad oggi;
Genova Cavalleria (4°) dal 1683 ad oggi, ex Dragoni del Genovese (1821-1832), ex Dragoni del Re (1814-1821), ex Dragoni di Sua Maestà (1713-1806?), ex Dragoni di Sua Altezza Reale (1683-1713);
Lancieri di Novara (5°) dal 1828 ad oggi, ex Cavalleggeri di Novara (dal 1852), ex Novara Cavalleria (1832-1852), ex Dragoni di Piemonte (1690-1806? e 1828-1832);
Lancieri di Aosta (6°) dal 1774 ad oggi;- Lancieri di Milano (7°) dal 1859 al 1989;
Lancieri di Montebello (8°) dal 1859 ad oggi;
Lancieri di Firenze (9°) dal 1753 al 1995;- Cavalleggeri di Saluzzo (12°) dal 1848 al 1990, ex 7° Cavalleria (1848-1850), ex Dragoni Lombardi (1832-1848);
- Cavalleggeri di Alessandria (14°) dal 1850 al 1979;
Cavalleggeri di Lodi (15°) dal 1859 al 1995;
Cavalleggeri Guide (19°) dal 1859 ad oggi;- Cavalleggeri di Treviso (28°) dal 1909 al 1991;
Reggimento Artiglieria a Cavallo "Voloire" dal 1831 ad oggi, già smembrato nei tre Reggimenti di Artiglieria Celere (1934-1943), e ricostituito nel 1941 per la campagna di Russia - unità di artiglieria con tradizioni di cavalleria;
[modifica] La 132a Brigata (nonché ex-divisione corazzata)ARIETE[2]
La 132ª Brigata Corazzata Ariete dipende dal 1º Comando Forze di Difesa dell' Esercito italiano
Si tratta di una brigata corazzata, costituita nel 1939. Trae origine dalla 2ª Brigata Corazzata, costituita a Milano nel 1937. Divenne una divisione corazzata mediante l'aggiunta alla prima unità del reparto (il 3º Reggimento Bersaglieri) dell'8° Reggimento Bersaglieri, del 32º Reggimento Fanteria Carrista, del 132º Reggimento artiglieria e di altre unità divisionali. Nella seconda guerra mondiale fu destinata al fronte occidentale, ma non fece in tempo a schierarsi perché già la campagna era già conclusa. Combatté quindi da marzo 1941 a novembre 1942 in Africa occidentale (Cirenaica), restando pressoché distrutta nella battaglia di El Alamein.
Di quell'episodio Erwin Rommel disse:
«Con l'Ariete perdemmo i nostri più anziani camerati italiani, ai quali, bisogna riconoscerlo, avevamo sempre chiesto più di quanto erano in grado di fare con il loro cattivo armamento»
Venne ricostituita nell'aprile 1943 in patria e inviata alla difesa di Roma, dove cedette ai tedeschi solo per ordini superiori che le avevano imposto il cessate il fuoco.
Il 1º giugno 1948 vede rinascere a Roma la Brigata Corazzata Ariete che nel corso dell'anno si trasferisce a Pordenone. Ne fa parte inizialmente solo il 1º Reggimento Carristi di stanza a Roma su due battaglioni (I e II), il quale il 1º aprile 1949 cambia denominazione in 132º Reggimento Carristi, a sua volta trasferito ad Aviano (PN) nell'aprile 1950.
Successivamente, entrano nella brigata due reggimenti di nuova formazione (rispettivamente 15 settembre e 15 maggio 1949): 8° Reggimento Bersaglieri (su III e V Battaglione) e 132º Reggimento Artiglieria Corazzata ambedue acquartierati a Pordenone. Fanno parte dell'Ariete anche il Plotone Genio Artieri, il Plotone Genio Collegamenti e i servizi di brigata.
Il 1º ottobre 1952 cambia denominazione in Divisione Corazzata Ariete ed oltre ad inquadrare il 132º Reggimento Carristi (I, II e il nuovo III Battaglione costituito il 1º marzo 1952), l'8° Reggimento Bersaglieri (III e V ai quali si aggiunge nel giugno 1953 il XII Battaglione) e il 132º Reggimento Artiglieria Corazzata, incorpora anche il Gruppo Squadroni Cavalleggeri Guide di Casarsa della Delizia, la Compagnia Genio Pionieri, la Compagnia Trasmissioni e i servizi divisionali. Il 1º luglio 1958 la Compagnia Genio Pionieri diventa Battaglione Genio Pionieri Ariete, mentre il successivo 1º ottobre la Compagnia Trasmissioni si trasforma in Battaglione Trasmissioni Ariete. Da segnalare inoltre che il 5 gennaio 1959 cambiano numerazione i battaglioni del 132º Reggimento Carri: I, II e III diventano rispettivamente VII, VIII e X Battaglione.
Nel corso del 1963 viene adottato l'organico standard NATO, che vede la divisione strutturarsi su quattro brigate: I Brigata Meccanizzata (costituita a Pordenone il 1º gennaio 1963 su 8° Reggimento Bersaglieri, I Gruppo del 132º Reggimento Artiglieria Corazzata, I Battaglione Servizi, Compagnia Genio Pionieri e Compagnia Trasmissioni), II Brigata Corazzata (costituita a Pordenone il 1º ottobre 1963 su 32º Reggimento Carri, II Gruppo del 132º Reggimento Artiglieria Corazzata, II Battaglione Servizi, Compagnia Genio Pionieri e Compagnia Trasmissioni), III Brigata Corazzata (costituita a Maniago il 1º gennaio 1963 su 132º Reggimento Carri, III Gruppo del 132º Reggimento Artiglieria Corazzata, III Battaglione Servizi, Compagnia Genio Pionieri e Compagnia Trasmissioni) e Brigata Artiglieria (costituita a Casarsa della Delizia il 1º gennaio 1963 su IV e V Gruppo del 132º Reggimento Artiglieria Corazzata).
Nello stesso periodo avvengono altre trasformazioni in seno ai reparti: l'8° Reggimento Bersaglieri il 1º luglio 1963 cede al 132º Reggimento Carri il V Battaglione Bersaglieri (che viene ridenominato XXXVIII), ricevendo in cambio il successivo 1º agosto il VII Battaglione Carri. Entra a far parte della divisione il 1º marzo 1964 il ricostituito 32º Reggimento Carri di Cordenons che si trasferirà a Tauriano di Spilimbergo nel 1968. Questa unità comprende il III e V Battaglione Carri e il XXXIII Battaglione Bersaglieri.
Nell'ottobre del 1968 viene abbandonato l'organico standard NATO e i reggimenti ritornano a dipendere direttamente dal comando di divisione. Infine, il 1º marzo 1974 proviene dal disciolto Comando Unità Fanteria V Corpo d'Armata il LXXIII Battaglione Fanteria d'Arresto Lombardia di Arzene (PN).
Dal 1º ottobre 1975 l'Ariete è interessata da un processo di ristrutturazione che coinvolge tutte le unità dell'Esercito. Vengono sciolti i reggimenti e la Divisione Corazzata Ariete viene ordinata su 32ª Brigata Corazzata Mameli (Tauriano di Spilimbergo), 132ª Brigata Corazzata Manin (Aviano) e 8ª Brigata Meccanizzata Garibaldi (Pordenone) a cui si aggiungono i supporti di divisione.
Il 1º ottobre 1986 con l'abolizione del livello divisionale, le brigate che precedentemente erano inquadrate nella Divisione Corazzata, passano alle dirette dipendenze del Comando del 5º Corpo d'Armata e al tempo stesso, la Brigata Manin viene ridenominata 132ª Brigata Corazzata Ariete con alle dipendenze il Reparto Comando e Trasmissioni Ariete, l'8º Battaglione Carri M.O. Secchiaroli, il 10º Battaglione Carri M.O. Bruno, il 13º Battaglione Carri M.O. Pascucci (proveniente dalla Brigata Meccanizzata Brescia), il 27º Battaglione Bersaglieri Jamiano, il 20º Gruppo Artiglieria da Campagna Semovente Piave, il Battaglione Logistico Ariete, la Compagnia Controcarri Ariete e la Compagnia Genio Guastatori Ariete.
Gli anni successivi vedono la Brigata cambiare frequentemente organico.
Il 10 dicembre 1989 il 13º Battaglione Carri M.O. Pascucci viene posto in posizione quadro e passa alle dipendenze della Brigata Meccanizzata Mantova, nel gennaio 1991 e il successivo 31 marzo vengono sciolti rispettivamente il 10º Battaglione Carri M.O. Bruno e il 20º Gruppo Artiglieria da Campagna Semovente Piave (in posizione quadro dal 31 gennaio), mentre provengono dall'8ª Brigata Meccanizzata Garibaldi il 19º Gruppo Artiglieria da Campagna Semovente Rialto (1º febbraio 1991) e dalla disciolta Brigata Corazzata Mameli il 3º Battaglione Carri M.O. Galas, il 5º Battaglione Carri M.O. Chiamenti (che verrà sciolto il 25 agosto 1992) e il 23º Battaglione Bersaglieri Castel di Borgo (che verrà trasferito a Trapani il 31 marzo 1992 passando alle dipendenze della Brigata Meccanizzata Aosta).
Dal 1992, l'Ariete torna ad inquadrare reparti a livello reggimentale che al contrario del passato sono strutturati su un solo battaglione. La nuova configurazione della brigata prevede il Reparto Comando e Supporti Tattici Ariete, 32º e 132º Reggimento Carri, 11º Reggimento Bersaglieri, 132º Reggimento Artiglieria Corazzata Ariete e Battaglione Logistico Ariete. Inoltre, il 1º aprile 1992 entra a far parte della brigata, proveniente dal Comando del 5º Corpo d'Armata, anche il 2º Battaglione Fanteria Pordenone con la funzione di addestramento reclute, per poi essere ridenominato l'8 maggio 1993 26º Battaglione Castelfidardo, erede delle tradizioni storiche del 4º Reggimento Bersaglieri.
Negli anni successivi la brigata inquadra altri reparti ma solo per brevi periodi. Nel dettaglio, dal 1º agosto al 29 novembre 1995 ha alle proprie dipendenze il 63º Reggimento Carri proveniente dalla Brigata Meccanizzata Mantova, dal ottobre 1996 l'82º Reggimento Fanteria Torino ceduto dalla Brigata Meccanizzata Gorizia per poi passare nel 2001 alla Brigata Corazzata Pinerolo e infine dal 1997, il 33º Reggimento Carri ex Brigata Meccanizzata Friuli sciolto nel 2001.
Attualmente, la 132ª Brigata Corazzata Ariete è ordinata su Reparto Comando e Supporti Tattici Ariete, 32º e 132º Reggimento Carri, 11º Reggimento Bersaglieri, 132º Reggimento Artiglieria Terrestre (Semovente) Ariete e Battaglione Logistico Ariete a cui si aggiungono il 4º Reggimento Carri e 3º Reggimento Bersaglieri (provenienti nel 2002 dalla disciolta Brigata Meccanizzata Centauro) e 10º Reggimento Genio Guastatori fino al 2001 appartenente al Comando Forze di Proiezione.
L'Ariete è stata impegnata in operazioni civili, come il soccorso delle popolazioni terremotate in Friuli e nel Sud Italia, e in interventi militari come il ricongiungimento di Trieste all'Italia (1954) e il più recente intervento in Libano (1983). Negli anni novanta del XX secolo] e nei primi del XXI secolo, ha partecipato alle operazioni militari di pace nei Balcani e all'Operazione Antica Babilonia in Iraq (febbraio 2004). Complessivamente la divisione si è meritata 4 medaglie d'oro.
[modifica] Evoluzione dell'Ariete dal dopoguerra a oggi
Brigata Corazzata Ariete (1950/52)
- 132º Reggimento Carristi di Aviano (PN)
- I Battaglione Carristi
- II Battaglione Carristi
- 8º Reggimento Bersaglieri di Pordenone
- III Battaglione Bersaglieri
- V Battaglione Bersaglieri
- 132º Reggimento Artiglieria Corazzata di Pordenone
- I Gruppo Artiglieria Campale Semovente
- II Gruppo Artiglieria Campale Semovente
- III Gruppo Artiglieria Campale Semovente
- IV Gruppo Artiglieria Controaerei Leggera
- Plotone Genio Artieri
- Plotone Genio Collegamenti
- Servizi di Brigata
Divisione Corazzata Ariete (1952/58)
- 132º Reggimento Carristi di Aviano (PN)
- I Battaglione Carristi
- II Battaglione Carristi
- III Battaglione Carristi
- 8º Reggimento Bersaglieri di Pordenone
- III Battaglione Bersaglieri
- V Battaglione Bersaglieri
- XII Battaglione Bersaglieri (dal giugno 1953)
- 132º Reggimento Artiglieria Corazzata di Pordenone
- I Gruppo Artiglieria Campale Semovente
- II Gruppo Artiglieria Campale Semovente
- III Gruppo Artiglieria Campale Semovente
- IV Gruppo Artiglieria Controaerei Leggera
- V Gruppo Artiglieria Controaerei Leggera (sciolto il 1º ottobre 1956)
- Reparto Aerei Leggeri di Casarsa della Delizia (PN) (dal 1954)
- Gruppo Squadroni Cavalleggeri Guide di Casarsa della Delizia (PN)
- Compagnia Genio Pionieri
- Compagnia Trasmissioni
- Sezione Aerei Leggeri (dal 1954) di Casarsa della Delizia (PN)
- Servizi Divisionali di Casarsa della Delizia (PN) (dal 31 agosto 1956 Comando Unità Servizi Ariete)
Divisione Corazzata Ariete (1958/62)
- 132º Reggimento Carri di Aviano (PN)
- I Battaglione Carristi (dal 5 gennaio 1959 VII Battaglione Carri)
- II Battaglione Carristi (dal 5 gennaio 1959 VIII Battaglione Carri)
- III Battaglione Carristi (dal 5 gennaio 1959 X Battaglione Carri)
- 8º Reggimento Bersaglieri di Pordenone
- III Battaglione Bersaglieri
- V Battaglione Bersaglieri
- XII Battaglione Bersaglieri
- 132º Reggimento Artiglieria Corazzata di Pordenone
- I Gruppo Artiglieria Campale Semovente
- II Gruppo Artiglieria Campale Semovente
- III Gruppo Artiglieria Campale Semovente
- IV Gruppo Artiglieria Controaerei Leggera
- Reparto Aerei Leggeri di Casarsa della Delizia (PN)
- Gruppo Squadroni Cavalleggeri Guide di Casarsa della Delizia (PN)
- Compagnia Genio Pionieri
- Compagnia Trasmissioni
- Sezione Aerei Leggeri di Casarsa della Delizia (PN)
- Comando Unità Servizi Ariete di Casarsa della Delizia (PN)
Divisione Corazzata Ariete (1963/68)
- I Brigata Meccanizzata di Pordenone
- 8º Reggimento Bersaglieri di Pordenone
- III Battaglione Bersaglieri
- XII Battaglione Bersaglieri
- VII Battaglione Carri
- I Gruppo Artiglieria Campale Semovente del 132º Reggimento Artiglieria Corazzata
- I Battaglione Servizi
- Compagnia Genio Pionieri
- Compagnia Trasmissioni
- 8º Reggimento Bersaglieri di Pordenone
- II Brigata Corazzata di Pordenone
- 32º Reggimento Carri di Cordenons (PN)
- III Battaglione Carri
- V Battaglione Carri
- XXIII Battaglione Bersaglieri
- II Gruppo Artiglieria Campale Semovente del 132º Reggimento Artiglieria Corazzata
- II Battaglione Servizi
- Compagnia Genio Pionieri
- Compagnia Trasmissioni
- 32º Reggimento Carri di Cordenons (PN)
- III Brigata Corazzata di Maniago (PN)
- 132º Reggimento Carri di Aviano (PN)
- VIII Battaglione Carri
- X Battaglione Carri
- XXXVIII Battaglione Bersaglieri
- III Gruppo Artiglieria Campale Semovente del 132º Reggimento Artiglieria Corazzata
- III Battaglione Servizi
- Compagnia Genio Pionieri
- Compagnia Trasmissioni
- 132º Reggimento Carri di Aviano (PN)
- Brigata Artiglieria di Casarsa della Delizia (PN)
- 132º Reggimento Artiglieria Corazzata di Pordenone
- IV Gruppo Artiglieria Pesante Campale Semovente
- V Gruppo Artiglieria Pesante Semovente
- VI Gruppo Artiglieria Controaerei Leggera (sciolto il 30 settembre 1964)
- 132º Reggimento Artiglieria Corazzata di Pordenone
- Gruppo Squadroni Cavalleggeri Guide di Casarsa della Delizia (PN)
- Battaglione Genio Pionieri Ariete di Motta di Livenza (TV)
- Battaglione Trasmissioni Ariete di Casarsa della Delizia (PN)
- Reparto Aerei Leggeri Ariete di Casarsa della Delizia (PN)
- Comando Raggruppamento Servizi Ariete di Casarsa della Delizia (PN)
Divisione Corazzata Ariete (1968/75)
- 32º Reggimento Carri di Cordenons (PN)
- III Battaglione Carri
- V Battaglione Carri
- XXIII Battaglione Bersaglieri
- 132º Reggimento Carri di Aviano (PN)
- VIII Battaglione Carri
- X Battaglione Carri
- XXXVIII Battaglione Bersaglieri
- 8º Reggimento Bersaglieri di Pordenone
- III Battaglione Bersaglieri
- XII Battaglione Bersaglieri
- VII Battaglione Carri
- LXXIII Battaglione Fanteria d'Arresto Lombardia di Arzene (PN) (dal 1º marzo 1974)
- 132º Reggimento Artiglieria Corazzata di Pordenone
- I Gruppo Artiglieria Campale Semovente
- II Gruppo Artiglieria Campale Semovente
- III Gruppo Artiglieria Campale Semovente
- IV Gruppo Artiglieria Pesante Campale Semovente
- V Gruppo Artiglieria Pesante Semovente
- Gruppo Squadroni Cavalleggeri Guide di Casarsa della Delizia (PN)
- Battaglione Genio Pionieri Ariete di Motta di Livenza (TV)
- Battaglione Trasmissioni Ariete di Casarsa della Delizia (PN)
- Reparto Aerei Leggeri Ariete di Casarsa della Delizia (PN)
- Comando Raggruppamento Servizi Ariete di Casarsa della Delizia (PN)
Divisione Corazzata Ariete (1975/86)
- 32ª Brigata Corazzata Mameli di Tauriano di Spilimbergo (PN)
- 3º Battaglione Carri M.O. Galas di Tauriano di Spilimbergo (PN)
- 5º Battaglione Carri M.O. Chiamenti di Tauriano di Spilimbergo (PN)
- 23º Battaglione Bersaglieri Castel di Borgo di Tauriano di Spilimbergo (PN)
- 12º Gruppo Artiglieria da Campagna Semovente Capua di Vacile di Spilimbergo (PN)
- Battaglione Logistico Mameli di Vacile di Spilimbergo (PN)
- 132ª Brigata Corazzata Manin di Aviano (PN)
- 8º Battaglione Carri M.O. Secchiaroli di Aviano (PN)
- 10º Battaglione Carri M.O. Bruno di Aviano (PN)
- 27º Battaglione Bersaglieri Jamiano di Aviano (PN)
- 20º Gruppo Artiglieria da Campagna Semovente Piave di Maniago (PN)
- Battaglione Logistico Manin di Maniago (PN)
- 8ª Brigata Meccanizzata Garibaldi di Pordenone
- 3º Battaglione Bersaglieri Cernaia di Pordenone
- 11º Battaglione Bersaglieri Caprera di Orcenico Superiore (PN) (dal 15 luglio 1976)
- 26º Battaglione Bersaglieri Castelfidardo di Pordenone (dal 1980 Maniago (PN))
- 7º Battaglione Carri M.O. Di Dio di Vivaro (PN)
- 19º Gruppo Artiglieria da Campagna Semovente Rialto di Sequals (PN)
- Battaglione Logistico Garibaldi di Pordenone
- 73º Battaglione Fanteria d'Arresto Lombardia di Arzene (PN)
- 16º Battaglione Fanteria Savona di Savona
- 14º Battaglione Bersaglieri Sernaglia di Albenga (SV) (dal 15 aprile 1977)
- 108º Gruppo Artiglieria Pesante Campale Semovente Cosseria di Casarsa della Delizia (PN)
- 132º Gruppo Artiglieria Pesante Campale Semovente Rovereto di Casarsa della Delizia (PN)
- 14º Gruppo Artiglieria Controaerei Leggera Astore (quadro) di Casarsa della Delizia (PN)
- Gruppo Specialisti Artiglieria Ariete di Casarsa della Delizia (PN)
- 19º Gruppo Squadroni Esplorante Cavalleggeri Guide di Casarsa della Delizia (PN)
- 132º Battaglione Genio Pionieri Livenza di Motta di Livenza (TV)
- 232º Battaglione Trasmissioni Fadalto di Casarsa della Delizia (PN)
- 49º Gruppo Squadroni Aviazione Leggera Esercito Capricorno di Casarsa della Delizia (PN)
- Battaglione Logistico Ariete di Casarsa della Delizia (PN) (dal 1º dicembre 1981 Battaglione Logistico di Manovra Ariete)
132ª Brigata Corazzata Ariete (1986/91)
- 8º Battaglione Carri M.O. Secchiaroli di Aviano (PN)
- 10º Battaglione Carri M.O. Bruno di Aviano (PN)
- 13º Battaglione Carri M.O. Pascucci di Cordenons (PN) (dal 10 dicembre 1989 in posizione quadro alla Brigata Meccanizzata Mantova)
- 27º Battaglione Bersaglieri Jamiano di Aviano (PN)
- 20º Gruppo Artiglieria da Campagna Semovente Piave di Maniago (PN)
- Battaglione Logistico Ariete di Maniago (PN)
132ª Brigata Corazzata Ariete (1991/92)
- 3º Battaglione Carri M.O. Galas Tauriano di Spilimbergo (PN)
- 5º Battaglione Carri M.O. Chiamenti Tauriano di Spilimbergo (PN) (sciolto il 25 agosto 1992)
- 8º Battaglione Carri M.O. Secchiaroli di Aviano (PN)
- 23º Battaglione Bersaglieri Castel di Borgo di Tauriano di Spilimbergo (PN) (dal 31 marzo 1992 passa alla Brigata Meccanizzata Aosta)
- 27º Battaglione Bersaglieri Jamiano di Aviano (PN)
- 2º Battaglione Fanteria Pordenone di Pordenone (dal 1º aprile 1992)
- 19º Gruppo Artiglieria da Campagna Semovente Rialto di Maniago (PN)
- Battaglione Logistico Ariete di Maniago (PN)
132ª Brigata Corazzata Ariete (1992/97)
- 32º Reggimento Carri di Tauriano di Spilimbergo (PN)
- 3º Battaglione Carri M.O. Galas
- 63º Reggimento Carri di Cordenons (PN) (dal 1º agosto al 29 novembre 1995)
- 63º Battaglione Carri M.O. Fioritto
- 132º Reggimento Carri di Aviano (PN)
- 8º Battaglione Carri M.O. Secchiaroli
- 11º Reggimento Bersaglieri di Orcenico Superiore (PN)
- 27º Battaglione Bersaglieri Jamiano
- 2º Battaglione Fanteria Pordenone di Pordenone (sciolto il 7 maggio 1993)
- 26º Battaglione Castelfidardo di Pordenone (dall'8 maggio 1993)
- 82º Reggimento Fanteria Torino di Cormons (GO) (dall'ottobre 1996 dalla Brigata Meccanizzata Gorizia)
- 19º Gruppo Artiglieria da Campagna Semovente Rialto di Maniago (PN) (sciolto l'8 ottobre 1993)
- 132º Reggimento Artiglieria Corazzata Ariete di Maniago (PN) (dal 9 ottobre 1993)
- Battaglione Logistico Ariete di Maniago (PN)
132ª Brigata Corazzata Ariete (1997/2001)
- 32º Reggimento Carri di Tauriano di Spilimbergo (PN)
- 3º Battaglione Carri M.O. Galas
- 33º Reggimento Carri di Ozzano dell'Emilia (BO)
- 11º Battaglione Carri M.O. Calzecchi
- 132º Reggimento Carri di Cordenons (PN)
- 8º Battaglione Carri M.O. Secchiaroli
- 11º Reggimento Bersaglieri di Orcenico Superiore (PN)
- 11º Battaglione Bersaglieri Caprera
- 82º Reggimento Fanteria Torino di Cormons (GO)
- 132º Reggimento Artiglieria Corazzata Ariete di Maniago (PN)
- Battaglione Logistico Ariete di Maniago (PN)
132ª Brigata Corazzata Ariete (2001/07)
- 4º Reggimento Carri di Bellinzago Novarese (NO) (dal 2002 dalla Brigata Meccanizzata Centauro)
- 20º Battaglione Carri M.O. Pentimalli
- 32º Reggimento Carri di Tauriano di Spilimbergo (PN)
- 3º Battaglione Carri M.O. Galas
- 132º Reggimento Carri di Cordenons (PN)
- 8º Battaglione Carri M.O. Secchiaroli
- 3º Reggimento Bersaglieri di Milano (dal 2002 dalla Brigata Meccanizzata Centauro)
- 18º Battaglione Bersaglieri Poggio Scanno
- 11º Reggimento Bersaglieri di Orcenico Superiore (PN)
- 11º Battaglione Bersaglieri Caprera
- 132º Reggimento Artiglieria Terrestre (Semovente) Ariete di Maniago (PN)
- 10º Reggimento Genio Guastatori di Cremona
- Battaglione Logistico Ariete di Maniago (PN)
[modifica] Reggimenti e unità supporto
Fanno attualmente parte della Brigata Corazzata Ariete i seguenti reparti:
- Reparto Comando e Supporti Tattici Ariete di Pordenone
4º Reggimento Carri di Bellinzago Novarese (NO) con 54 Ariete
32º Reggimento Carri di Tauriano (PN) con 54 Ariete
132º Reggimento Carri di Cordenons (PN) con 54 Ariete
3º Reggimento Bersaglieri di Milano con VCC
11º Reggimento Bersaglieri di Orcenico Superiore (PN) con 50 Dardo
132º Reggimento di Artiglieria Ariete di Maniago (PN) con 32 M109|M109/L
10º Reggimento Genio Guastatori di Cremona
Battaglione Logistico Ariete di Maniago
Note: questi organici sembrano del tutto irrealistici perché: dal 1998 si era stabilito di portare i battaglioni carri da 54 a 41 (cosa certamente raggiunta dalle unità con le Centauro), e perché il reggimento d'artiglieria, a meno che non abbia una struttura 'rinforzata' (possibile, ma non molto probabile), non ha che 3 batterie (prima erano 6, 8 dagli anni '90) pezzi da 155 mm, per un totale di 24.
[modifica] La brigata PINEROLO in Egitto[3]
Dati i problemi addestrativi in Patria, non stupirà che le unità italiane si addestrino per quanto possibile all'estero. Ovviamente chi è più avvantaggiato in tal senso è la Marina, che facilmente si reca fuori dalle acque territoriali: ovviamente le attività di una Marina sono per forza di cose 'fuori' del territorio nazionale. L'Aeronautica può fare a sua volta rapidi rischieramenti all'estero ma è meno autonoma, ovvero più dipendente dalle strutture che trova in zona d'arrivo. E l'Esercito? Il territorio italiano sembra davvero poco generoso: se da un lato vi sono ampissime variazioni di scenario in termini geografici-territoriali, da zero a quasi 5 mila metri di quota, dall'altro le montagne sono ambienti 'scomodi' e le valli sono piene di città e centri produttivi, tanto che la pianura Padana oramai si potrebbe definire nient'altro che una metropoli diffusa. Quindi anche brigate singole si ritrovano letteralmente disperse in un vasto territorio, spesso in regioni diverse.Questo rende difficile qualunque grande attività addestrativa. I poligoni non mancano, come del resto le aree addestrative: ma sono quasi tutti piccoli o al più medi: impossibile, con un'area non tanto più grande di un campo di calcio eseguire manovre complesse o anche semplici esercitazioni a fuoco con armi medie (non parliamo di quelle pesanti). I rischieramenti in zone come Monte Romano o Capo Teulada sono lunghi e costosi, e si possono fare piuttosto di rado dato l'impegno logistico e i tempi. Per razionalizzare le proprie strutture e proprietà l'Esercito ha in fase di riduzione il loro numero e questo significa dimissioni mirate a razionalizzare la gestione di quanto resta, con una contemporanea riorganizzazione dell'imponente apparato addestrativo. All'estero l'Esercito va sì ad 'allenarsi' ma per missioni reali,di peacekeeping o peggio (=guerra). Per le esercitazioni vere e proprie non ci sono molti spazi, tempi e denari eppure sarebbe il caso di farne il più possibile data la necessità di amalgamare le 'grandi unità' (che attualmente non sono più le divisioni ma le Brigate). Tuttavia c'é stata qualche eccezione, come la Piramidi 2002. Questa è consistita in buona sostanza nella trasferta della brigata 'Pinerolo' in Egitto. Di questo parliamo in questa occasione, sulle informazioni che ha pubblicato RID nel 2002. A prescindere da quest'evento piuttosto estemporaneo, la maggiore attività di trasferta dell'Esercito italiano è stata diretta, ovviamente, sopratutto nei poligoni europei come quello ungherese di Varpalota, o strutture analoghe polacche (Drawsko e Ustka), Bulgare e persino Tunisine. Quanto all'esercitazione PIRAMIDI 2002 essa venne tenuta sul poligono egiziano di El Hamman a 65 km SO da Alessandria nel periodo 15 aprile-15 maggio. Già l'anno prima una parte della brigata corazzata ARIETE aveva partecipato, a livello di battaglione, alla 'Bright Star' che è un'esercitazione importante tenuta sul territorio egiziano con gli USA e altre nazioni Alleate che si addestrano insieme (da cui anche famose foto come quella di MiG egiziani ed F-16 americani in volo assieme sopra le Piramidi). Ma la Bright Star è concepita sopratutto per addestrarsi nelle esercitazioni di rischieramento rapido di forze piuttosto che esercizi di tiro con armi reali. Invece la PIRAMIDI è stata pensata sopratutto per questo, con una preparazione iniziata già nel marzo 2001. Si sono tenute riunioni e conferenze tra Italia ed Egitto con un vero e proprio MOU, poi sono iniziate le manovre di preparazione sul poligono di Torre di Nebbia che è vicino a Bari, sede della Brigata, con un totale di sette esercitazioni per preparare adeguatamente la Brigata come amalgama tra le sue unità, e tre esercitazioni a fuoco. Poi nel periodo 10-21 aprile 2002 c'é stato il trasferimento armi e bagagli sul suolo egiziano, e fino al 10 maggio si sono qui tenute numerose esercitazioni di tiro dalle armi individuali ai sistemi contraerei e controcarri, anche notturne: per esempio, 3 esercitazioni con i TOW, 7 esercitazioni di tiro notturne con i plotoni meccanizzati e 6 con i carri. Le più importanti sono state quelle a livello di gruppo corazzato, due, tenutesi con gli Egiziani. In effetti si è trattato di un totale di almeno 48 eventi, che grazie alla struttura addestrativa di El Hamman di oltre 120 km2 è stato possibile svolgere in meno di un mese. Questo anche perché vi è una suddivisione in tre poligoni utilizzabili in contemporanea (sono gli A, B e C, quest'ultimo usato solo per l'artiglieria). Naturalmente tutto questo ha consentito, con la collaborazione tra Italia ed Egitto, dei ritorni di tipo più vasto rispetto ad una semplice attività addestrativa: non è facile che le due Nazioni si ritrovino a collaborare e a scambiarsi informazioni ed esperienze e quindi si è trattato di un'occasione preziosa per verificare la preparazione di entrambe oltre che per rafforzarne i legami.
La Task Force PINEROLO è stata costituita ad hoc per l'occasione: 1.612 truppe di cui 130 ufficiali e 296 sottufficiali, tutti soldati che erano professionisti (la truppa era di VFA, VFP e VSP) con una forza mista di mezzi corazzati e blindati tra cui: 25 carri Leopard 1A5, 5 Centauro, 13 M109L, 8 SIDAM, 49 VCC-1 e VCC-2, 7 M-106 (con mortaio da 120 mm), 8 M113 con missili TOW, 1 M-113 con radar SHORAD (per i SIDAM), 9 altri blindati per un totale di 133 mezzi. A parte questo si sono mossi anche 296 veicoli di cui 26 AR-90, 54 VM-90, 111 autocarri, 105 veicoli 'speciali'. Il tutto è stato completato da due AB-412 dell'Aviazione e 100 container di cui 90 in affitto e solo 10 di proprietà dell'E.I. Per trasferire tutto questo quantitativo di personale e mezzi è stato fatto affidamento a tre grosse navi traghetto Ro-Ro, di cui una a Bari (la GERMANIA) ha preso i mezzi ruotati e container, e poi a Monfalcone gli MLRS, la seconda (LILLEBORG) da Bari ha preso a bordo altri veicoli e container e la terza (GOLFO DEI FIORI, davvero poco 'intonato' come abbinamento per un'unità corazzata) ha fatto un carico simile a Bari e poi a Manfredonia ha preso M109 e SIDAM (Bari non è adatto per le operazioni con i mezzi corazzati). Visto che c'era da sparare molto, non stupirà che sono state portate al seguito ben 121,2 t di munizioni: 0,2 t per 423 bombe a mano, 4,5 t per 108.970 cartucce, 4,7 t per 263 bombe per mortaio leggero, 37 per le 720 munizioni da 155 m, 23,4 t per 750 colpi da 105 mm da esercitazione, 1,9 t per 48 missili TOW, 4,8 t per 3.200 munizioni da 25 mm, 44,6 t per 144 razzi MLRS da 227 mm. Questo giova a capire che razza di sforzo logistico è necessario per movimentare una grande unità moto-corazzata. E dire che queste armi sono solo una piccola parte di quanto è necessario: per esempio i semoventi SIDAM hanno ciascuno non meno di 640 colpi e questo significa 5.000 munizioni circa per un solo pieno di munizioni, mentre i 750 colpi da 105 mm sono sufficienti per 19 'pieni' per una Centauro oppure circa 15 per un Leopard. I soli carri e autoblindo, per un pieno di munizioni avrebbero avuto bisogno di almeno 1700 colpi. I mezzi sono stati sbarcati nel porto di El Dulkaila, ma il personale è arrivato con 12 voli charter sull'aeroporto militare di El Harab, vicino Alessandria. Gli uomini provenivano dal 31° RGT carri Altamura', 21° Rgt artiglieria 'Trieste', 7° Rgt bersaglieri e 11 Rgt Genio Guastatori, più un plotone dell'11° Rgt Trasmissioni 'Leonessa', plotone del 33° Rgt EW 'Falzarego', sezione 1° Rgt elicotteri 'Antares', plotone Centauro dell'8° Rgt 'Lancieri di Montebello', nucleo NBC del 7° Rgt NBC 'Cremona', gruppo artiglieria del 5° Rgt 'Superga' e i SIDAM del 121° Rgt 'Ravenna'. Certamente di tutte queste unità spiccavano gli MRLS: 8 veicoli su 22 disponibili e circa la metà della forza assegnata alla prima linea (due gruppi). Gli Egiziani da parte loro avevano portato solo una cp carri M60A3 inserita nel 31° Rgt, una batteria BM-21, compagnia meccanizzata inserita nel 7° .
Non è mancata la commemorazione ad El Alamein, che è appena 45 km distante e dove il 7° Rgt e il 21° Rgt combatterono nel '42.
Detto tutto questo, l'esercitazione di fuoco finale è stata chiamata THUNDERBOLT 2002, il 9 maggio. Era un'azione di fuoco diurna in cui si simulava la difesa tramite una forza di reazione rapida, dello stato di Desertlandia invaso dal vicino Firelandia. Prima si era tenuta una esercitazione italo-egiziana di 72 ore in un vicino poligono, che ha dato il 'là' alla Thunderbolt, tenutasi di fronte ad una vasta delegazione di generali e giornalisti sia italiani che egiziani. I mezzi interessati, e ben visibili nella piatta tavola del deserto (eccetto per depressioni capaci di nascondere una compagnia carri, quindi attenzione alle sorprese) vedeva coinvolte 4 Centaruo come plotone blindo esploranti, due cp carri con 25 Leopard, 2 cp meccanizzate con 40 VCC, una cp c-c con 8 M113/TOW e una cp mortai con i pezzi da 120 semoventi; un gruppo del 21° rgt con 13 M109L, il gruppo MLRS, plotone NBC ed elicotteri; gli Egiziani aggiungevano 2 cp carri con 21 M60A3, gruppo artiglieria con 4 D30, batteria con 4 BM-21, 2 elicotteri Gazelle/HOT, 4 Mirage. La capacità da verificare era più che il tiro, la manovra, ovvero il contrasto dinamico di un attacco, cosa che a quanto pare in Italia non è stato mai tentato (o forse sì, nel poligono di Capo Teulada; ma dev'essere stato un evento piuttosto isolato), con 7 fasi rapidamente svolte con il dovuto ritmo. Dalle 11.00 si è visto: prima fase, tiro della batteria M109, fuoco delle Centauro in arretramento; seconda fase, ancora arretramenti ed intervento oltre che degli M109 anche dei micidiali MLRS; terza fase, arretramento dei gruppi tattici come quello meccanizzato (GOLF) su due cp, rinforzate da carri e missili TOW; Quarta fase, ancora ripiegamento con contrasto dinamico fino alla linea Blu; Quinta fase, raggiunta la linea blu è iniziato un fuoco di sbarramento e di tiro al bersaglio singolo da parte di tutte le armi disponibili, inclusi 21 missili TOW e 72 razzi MLRS; sesta fase: contrattacco con i 4 Mirage e i due Gazelle che precedettero l'avanzata delle truppe, con il sostegno anche di 12 colpi sparati dalla batteria da 122 mm; settima fase, contrattacco in profondità da parte delle 4 cp carri. In tutto le Centauro hanno sparato 56 colpi, 14 per mezzo, mentre i carri Leopard 12 per un totale di 300, i carri M60A3 solo 6 per un totale di 121. Seguita dalla cp meccanizzata e dalla cp mortai per rastrellare il campo di battaglia, si chiudeva l'esercitazione e veniva seguita dalla rassegna degli uomini e mezzi sotto il sole cocente del deserto. Non è chiaro a che ora finì la 'battaglia' per salvare Desertlandia, ma l'inizio alle 11 non dev'essere stato l'orario più azzeccato: sul deserto è meglio cominciare alle 6, ma forse gli spettatori non sarebbero stati propensi a muoversi tanto presto?
In ogni caso l'Esercitazione 'Piramidi 2002' ha consentito di rodare la 'Pinerolo' come grande unità combattente capace di eseguire grosse operazioni di tipo convenzionale. Gli Egiziani giocavano 'in casa' ma a parte l'aviazione non hanno mobilitato molto del loro pur numeroso esercito, basti pensare agli oltre 500 M1 Abrams. Del resto nemmeno gli Italiani avevano portato i carri Ariete (peraltro molto meno numerosi) , ma solo un plotone di veloci Centauro. I carri M60A3 e Leopard 1A5 sono del tutto equivalenti, ma la manutenzione può causare qualche sorpresa in negativo, per esempio il sistema di stabilizzazione dei carri egiziani era, per problemi tecnici, inoperativo sulla maggior parte dei mezzi che di conseguenza dovevano sempre fermarsi per sparare. Non è una cosa davvero importante, a dire il vero, visto che per il tiro preciso, specie a grande distanza è sempre meglio fermarsi anche se per pochi secondi: il sistema di stabilizzazione casomai aiuta a prendere subito la mira e sparare, oltre che a tenere il bersaglio sotto osservazione durante il movimento. I soldati egiziani si sono dimostrati motivati e professionali, anche se ci si sarebbe potuti aspettare una partecipazione molto più consistente, mentre le tattiche operative si sono dimostrate ancora piuttosto rigide con i subalterni senza quella libertà di decisione che è un pò la classica caratteristica di scuola sovietica, accentratrice delle decisioni ai livelli più alti di comando. Ultima nota, il costo di tutta questa attività: la partecipazione della brigata italiana è costato in tutto 8 milioni di euro: né tanto né poco, certamente denaro speso bene per preparare meglio ad operare in grosse formazioni visto che normalmente le esercitazioni vengono spezzettate tra tante piccole unità operative. Inoltre l'esperienza desertica sarebbe tornata certo utile per le successive azioni. Per quanto possa sembrare 'strano', proprio nella fase di preparazione dell'esercitazione (i cui costi non sono contemplati negli 8 milioni di euro) il mondo 'è cambiato' e certo non in meglio, con la fine della 'pax clintoniana' e la 'guerra al Terrore' iniziata dal settembre del 2001.
[modifica] La Brigata POZZUOLO DEL FRIULI (al 2001-2003) [4][5]
Nel 2001-2003 la Brigata mostrava notevoli capacità e cambiamenti rispetto al passato recente. Ma a proposito, prima ripercorriamo la sua storia.
Iniziamo dalle unità a livello più basso: i reggimenti 'Genova', 'Nizza', 'Piemonte' e 'Savoia' sono stati fondati nel XVII secolo: rispettivamente 1683, 1690, 1692 e 1692.
Nata il 7 marzo 1835 come II Brigata di Cavalleria, con i reggimenti di cavalleria 'Piemonte Reale', 'Genova' e 'Aosta',sciolta nell'ottobre 1849 (a seguito della catastrofe della I Guerra d'Indipendenza, dove combatté, come parteciperà anche a tutti gli altri conflitti del Risorgimento), ricostituita nel 1859 come II Brigata corazzieri con i rgm 'Savoia' e 'Genova'. Nel 1860 cambiò il nome e tornò la II Brigata di cavalleria, ma nel 1863 venne soppressa. Ricostituita nel 1866, stavolta sui reggimenti 'Nizza' e 'Piemonte Reale', nel 1926 divenne II Comando Superiore di Cavalleria, ma ancora una volta ritornò al nome originale nel 1930. Nel frattempo dovette coprire la rotta di Caporetto, quando dovette proteggere il ripiegamento sui ponti del Tagliamento della III Armata. Fu a Pozzuolo del Friuli che la Brigata cavalleria si schierò, come parte della II Divisione di Cavalleria, combatterono il 29 e il 30 ottobre 1917 contro 8 battaglioni austriaci, e al termine della battaglia, esenzialmente combattuta il 30 ottobre, di 1000 lancieri ne rimasero 485 con 380 cavalli, ma assolsero il loro compito, con i s