I promessi sposi/Don Abbondio

Wikibooks, manuali e libri di testo liberi.
don Abbondio
don Abbondio (a sinistra) con il cardinale Borromeo in un'illustrazione di Gonin del 1840
don Abbondio (a sinistra) con il cardinale Borromeo in un'illustrazione di Gonin del 1840
Nome don Abbondio
Sesso M
Occupazione curato

CopertinaI promessi sposi/Copertina

L'autore e il romanzo

Alessandro ManzoniI promessi sposi/Alessandro Manzoni
Guida alla letturaI promessi sposi/Guida alla lettura

Capitoli

IntroduzioneI promessi sposi/Introduzione (analisiI promessi sposi/Analisi dell'introduzione)

01I promessi sposi/Capitolo 1 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 1) · 02I promessi sposi/Capitolo 2 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 2) · 03I promessi sposi/Capitolo 3 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 3) · 04I promessi sposi/Capitolo 4 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 4) · 05I promessi sposi/Capitolo 5 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 5) · 06I promessi sposi/Capitolo 6 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 6) · 07I promessi sposi/Capitolo 7 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 7) · 08I promessi sposi/Capitolo 8 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 8) · 09I promessi sposi/Capitolo 9 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 9) · 10I promessi sposi/Capitolo 10 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 10) · 11I promessi sposi/Capitolo 11 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 11) · 12I promessi sposi/Capitolo 12 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 12) · 13I promessi sposi/Capitolo 13 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 13) · 14I promessi sposi/Capitolo 14 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 14) · 15I promessi sposi/Capitolo 15 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 15) · 16I promessi sposi/Capitolo 16 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 16) · 17I promessi sposi/Capitolo 17 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 17) · 18I promessi sposi/Capitolo 18 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 18) · 19I promessi sposi/Capitolo 19 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 19) · 20I promessi sposi/Capitolo 20 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 20) · 21I promessi sposi/Capitolo 21 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 21) · 22I promessi sposi/Capitolo 22 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 22) · 23I promessi sposi/Capitolo 23 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 23) · 24I promessi sposi/Capitolo 24 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 24) · 25I promessi sposi/Capitolo 25 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 25) · 26I promessi sposi/Capitolo 26 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 26) · 27I promessi sposi/Capitolo 27 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 27) · 28I promessi sposi/Capitolo 28 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 28) · 29I promessi sposi/Capitolo 29 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 29) · 30I promessi sposi/Capitolo 30 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 30) · 31I promessi sposi/Capitolo 31 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 31) · 32I promessi sposi/Capitolo 32 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 32) · 33I promessi sposi/Capitolo 33 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 33) · 34I promessi sposi/Capitolo 34 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 34) · 35I promessi sposi/Capitolo 35 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 35) · 36I promessi sposi/Capitolo 36 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 36) · 37I promessi sposi/Capitolo 37 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 37) · 38I promessi sposi/Capitolo 38 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 38) Personaggi

Argomenti

Temi


Testo completo su Wikisource

Don Abbondio è il primo personaggio ad apparire nel romanzo. La sua figura è introdotta dal Manzoni tramite una descrizione focalizzatrice del paesaggio che lo circonda: la tranquillità del paesaggio che lo circonda, il modo in cui cammina, sono tutti simboli della sua vita tranquilla e del suo modo superficiale di vivere il ministero del sacerdozio.

Molto pacata, ma soprattutto dettata dalla paura (come viene indicato nel capitolo 2, egli non aveva certo un cuor di leone), è anche la reazione che ha Don Abbondio all'incontro con i bravi (gli "scagnozzi" a servizio dei signorotti locali) i quali senza mezzi termini gli raccomandano di non celebrare il matrimonio tra Renzo e Lucia con la celeberrima affermazione questo matrimonio non s'ha da fare, né domani, né mai.

Don Abbondio allora torna a casa impaurito, talmente condizionato dalle minacce dei bravi che, con astuzia e grazie all'uso di alcune frasi latine, lingua sconosciuta al povero Renzo, riesce a rimandare la celebrazione delle nozze, ma senza rivelarne il motivo, cosa questa che farà invece la sua donna di casa, Perpetua[1].

« - Sapete voi quanti siano gl'impedimenti dirimenti? - Che vuol ch'io sappia d'impedimenti? - Error, conditio, votum, cognatio, crimen, Cultus disparitas, vis, ordo, ligamen, honestas, Si sis affinis,... - cominciava don Abbondio, contando sulla punta delle dita. - Si piglia gioco di me? - interruppe il giovine. - Che vuol ch'io faccia del suo latinorum[2]»
(Capitolo 2)

Ancora una volta il curato si mostra timoroso di uno scontro e fa leva sulle sue conoscenze di latino per poter sopraffare il giovane.

Una delle conseguenze di questa sua indole timida e paurosa è la reticenza: don Abbondio in più occasioni non ha il coraggio e la forza di completare o di esporre completamente i suoi pensieri.

Il curato dimostra in più passi del romanzo una sfiducia nei confronti delle autorità ecclesiastiche: ad esempio, nel primo capitolo rifiuta in maniera categorica l'ipotesi di chiedere l'aiuto al cardinale per risolvere la questione del matrimonio tra i due sposi.

Questi atteggiamenti sono dovuti soprattutto al suo modo di vivere il ministero sacerdotale, dettato dai motivi della sua scelta di vita: don Abbondio, come viene specificato nel capitolo 2, non si è fatto curato per motivazioni di fede, bensì perché a quei tempi il riunirsi in corporazioni era l'unico modo per i più deboli di non restare sopraffatti:

« Quindi era, in que' tempi, portata al massimo punto la tendenza degl'individui a tenersi collegati in classi, a formarne delle nuove, e a procurare ognuno la maggior potenza di quella a cui apparteneva »
(Capitolo 2)

Carneade, chi era costui?[modifica]

La celebre frase pronunciata dal curato all'inizio dell'ottavo capitolo viene usata ancora oggi quando ci si sofferma su una questione marginale senza prendere in considerazione la faccenda nel suo insieme, in relazione alla quale quell'aspetto risulta quasi insignificante.

Nell'occasione propostaci dal Manzoni, don Abbondio è intento a leggere un saggio sulla vita di San Carlo Borromeo; proprio tra le parole di San Carlo compare il nome di Carneade, su cui si sofferma il curato.

Nell'insieme, il modo di leggere di don Abbondio rispecchia una sua indole: egli sceglie i libri in modo casuale, e la sua lettura è un semplice passatempo, senza secondi fini di ragionamento o crescita culturale. È proprio in questo ambito, di una lettura distratta e poco "intelligente", che si inserisce la famosa domanda.

Note[modifica]

  1. Perpetua è diventato poi per antonomasia il nome delle donne di casa degli uomini di Chiesa
  2. Ancora oggi per parlare del latino come di una lingua difficile si usa questo termine; probabilmente Renzo avrà sentito durante le celebrazioni della messa la desinenza -orum del genitivo plurale latino