Implementazioni di algoritmi/Test di Miller-Rabin
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[modifica] Test di primalità di Miller-Rabin
Sia n un numero intero positivo dispari e non primo. I numeri positivi b<n tali che M.C.D.(b,n)=1, e tali che n sia uno pseudoprimo di Eulero forte in base b sono non più di un quarto di tutti i numeri positivi b<n tali che M.C.D.(b,n)=1.
Questo è il test di primalita' che stavamo presentando:
Se fisso un intero dispari n>1, lo posso scrivere come n=2s*t+1, con t dispari. Il test T1 si sintetizza nei seguenti:
- scegliamo a caso un intero b1, con 1<b1<n, e calcoliamo M.C.D.(b1, n);
- se M.C.D.(b1, n) > 1, allora n non è primo, ed abbiamo finito;
- se M.C.D.(b1, n) = 1, calcoliamo b
(mod n). Se b
≡ +1 (mod n) oppure b
≡ -1 (mod n), n è primo oppure è pseudoprimo forte in base b1; - se non vale che b
≡ +1 (mod n) oppure b
≡ -1 (mod n), calcoliamo b
(mod n). Se b
≡ -1 (mod n), allora n è pseudoprimo forte in base b1; - se non vale che b
≡ -1 (mod n), passiamo a b
, e a tutte le altre potenze di 2, moltiplicate per t. Se tutti i b
, per r=1,..., s-1, non sono mai congrui a -1 modulo n, allora n non è un primo. Altrimenti n è uno pseudoprimo forte in base b1.
Per tutti gli altri test {Tm}m, m∈
, la definizione è analoga:
- scegliamo a caso un intero bm, con 1<bm<n, e calcoliamo M.C.D.(bm, n);
- se M.C.D.(bm, n) > 1, allora n non è primo, ed abbiamo finito;
- se M.C.D.(bm, n) = 1, calcoliamo b
(mod n), e procediamo come nel primo test. In questo modo troviamo che p non è primo, oppure che n è pseudoprimo forte in base bm.