Latino/Participio futuro
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Il participio futuro latino è un verbo con funzione di aggettivo con valore attivo che esprime un'idea di predestinazione, imminenza o intenzione di compiere un'azione sempre però in un rapporto di posteriorità con la reggente.
Si forma dal tema del perfetto (a partire quindi dal supino) aggiungendo la desinenza -urus, -ura, -urum.
Si declina poi seguendo la declinazione degli aggettivi della prima classe a due terminazioni.
È l'unico participio che non ha un corrispettivo in italiano e può essere reso quindi solo tramite l'uso di una perifrasi.
Può essere usato con due funzioni:
- in funziona nominale (cioè come aggettivo o sostantivo) va reso con una perifrasi che contenga espressioni come "sul punto di" (intenzionalità) o "destinato a" (predestinazione):
- Consul, bellum contra Gallos acturus, relinquit Romam: Il console, sul punto di condurre la guerra contro i galli, lasciò Roma
- Nescimus futura: non conosciamo il futuro (lett. le cose che saranno)
- Spesso può essere reso anche con una relativa.
- in funziona verbale introduce una proposizione circostanziale con valore finale, temporale o causale:
- Legati venerunt Romam de pace acturi: gli ambasciatori vennero a Roma per trattare la pace (lett.: con l'intenzione di trattare la pace).
- Cleliam, relictura Roma, suum domum Pauli donavit: Cleliam, poiché stava per lasciare Roma, donò la sua casa a Paolo.