Matematica per le superiori/Radicali
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La potenza non essendo un'operazione commutativa, ha due operazioni inverse:
- operazione diretta
, - prima operazione inversa, per calcolare la base:
, - seconda operazione inversa per calcolare l'esponente:
,
In questo modulo si tratterà della prima di queste due operazioni: la radice.
L'estrazione di radice, non è un'operazione interna nell'insieme dei numeri razionali. Per poter calcolare le radici dei numeri positivi si deve ampliare l'insieme dei numeri razionali con i numeri irrazionali ottenendo così i numeri reali.
Ma per ottenere un insieme chiuso rispetto all'operazione di radice anche i numeri reali non bastano, si devono inventare dei nuovi numeri, i numeri complessi.
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[modifica] Definizioni e proprietà
La radice quadrata di un numero reale positivo o nullo, è quel numero, positivo o nullo, che, elevato al quadrato, dà come risultato il numero dato.
La radice quadrata si indica con il simbolo: 
In generale si definisce radice n-esima di un numero reale, quel numero che elevato alla n da come risultato il numero dato.
In simboli:
Se an = b, dalla definizione di prima otteniamo:
![\sqrt[n]{b} = a](http://upload.wikimedia.org/math/a/a/9/aa989244f325d0d02f4cd997bb1d0731.png)
L'unica proprietà che hanno i radicali è la proprietà invariantiva, che però richiede una dimostrazione.
Teorema: Il valore di un radicale in
non cambia se si moltiplicano l'indice del radicale e l'esponente del radicando per uno stesso numero naturale positivo.
Cioè: ![\sqrt[n]{a^m} = \sqrt[np]{a^{mp}}](http://upload.wikimedia.org/math/8/b/7/8b7b62022ff99b19748d3547b2e9b2ad.png)
Bisogna dimostrare questa data proprietà:
Eleviamo alla np il primo membro: ![(\sqrt[n]{a^m})^{np} = [(\sqrt[n]{a^m})^n]^p = (a^m)^p = a^{mp}](http://upload.wikimedia.org/math/a/3/5/a35fd012dca9932921b8fee9649bff57.png)
Eleviamo ora il secondo membro alla np: ![(\sqrt[np]{a^{mp}})^{np} = a^{mp}](http://upload.wikimedia.org/math/8/2/b/82b633765b24df7283149567e08f9bed.png)
Per la proprietà transitiva dell'uguaglianza si deduce che è
![(\sqrt[n]{a^m})^{np} = (\sqrt[np]{a^{mp}})^{np}](http://upload.wikimedia.org/math/6/c/3/6c349c1df1df3f5c60c5c61ff156c8bb.png)
da cui, si ottiene l'uguaglianza delle basi positive di tali potenze aventi lo stesso esponente np e si ha:
![\sqrt[n]{a^m} = \sqrt[np]{a^{mp}}](http://upload.wikimedia.org/math/8/b/7/8b7b62022ff99b19748d3547b2e9b2ad.png)
[modifica] Campo di esistenza
Prima di tutto c'è da apprendere questo concetto: in R i radicali con indice pari esistono se e solo se il radicando è maggiore o uguale a 0, mentre i radicali con indice dispari esistono sia quando il radicando è positivo sia quando è negativo sia quando è nullo.
Le condizioni di esistenza dei radicali, o campo di esistenza, (abbreviato si indica con C.E.) sono l’insieme dei valori (numeri) da attribuire alle variabili (ossia le lettere) del radicando, affinché il radicale esista (o abbia significato).
Proprio perché dal C.E. dipende l’esistenza o meno dei radicali, la ricerca del C.E. si fa sempre e subito, cioè all’inizio di ogni tipo di esercizio con i radicali. In un esercizio di ricerca del C.E. dei radicali, non si può fare nessun tipo di operazione nel testo poichè non sappiamo se tale radicale esiste o no.
Ma ora passiamo alle cose più importanti: come si calcola il C.E. di un radicale algebrico?
Per poter fare il C.E. di un radicale algebrico è necessario aver studiato le disequazioni. Infatti nei radicali con indice pari il C.E. è formato da tutti i numeri che rendono positivo o nullo, ossia non negativo (≥0), il radicando. In tal caso il C.E. corrisponde alla soluzione della disequazione: radicando ≥0; ossia deve risolvere una disequazione. Ben diverso, e anche più semplice, è il caso in cui i radicali hanno l’indice dispari, perché il radicando può essere positivo, negativo o nullo, e quindi non si deve risolvere una disequazione; il C.E. è tutto R, tranne nel caso in cui i radicandi sono frazionari perché dobbiamo togliere dal C.E. i valori che annullano i denominatori.
[modifica] Potenze a esponente razionale
A noi è già nota la definizione di potenza che ha per esponente un numero naturale. Adesso cerchiamo di dare una definizione a una potenza con esponente frazionario.
Come visto prima possiamo applicare la proprietà invariantiva dei radicali: moltiplicando o dividendo il radicando e l'indice della radice per uno stesso numero diverso da zero, si ottiene un radicale equivalente a quello dato.
Grazie a questa proprietà, avendo un radicale di indice n e un radicando elevato a m, possiamo dividere per n:
;
adesso il segno di radice si semplifica, dando come risulato: 
Osservazione importante: La potenza ad esponente razionale è definita se e solo se la base è positiva o nulla (radicando ≥ 0); non si può applicare la stessa cosa a radicandi negativi.
[modifica] Estrazione di fattori
[modifica] Prodotto e quoziente di radici
[modifica] Razionalizzazione