Notazione Kappa-f/Prefazione

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La funzione gradino di Heaviside.

Lo scopo di questo libro è quello di introdurre un metodo per rappresentare nel modo più semplice possibile le funzioni matematiche destinate in modo particolare al calcolo. Seppure esistano altri metodi, lo scopo del presente non è puntare alla sinteticità e alla formalità, ma offrire una sorta di notazione intermedia tra la totale formalità e l'implementazione in un linguaggio di programmazione, riuscendo comunque ad usare una sintassi basata su pochi concetti ma allo stesso tempo inequivocabile.

Nello sviluppare la notazione, si è fatto conto dell'approccio che utilizza un linguaggio di programmazione qualsiasi alla soluzione di problemi. Poiché si comprende che ai più il suddetto approccio appare decisamente ostico, si è cercato di rendere il più leggibile possibile l'algoritmo, omettendo ulteriori semplificazioni ed ottimizzazioni che aumentano la velocità di esecuzione della funzione da parte di una macchina.

Diagramma di flusso.

È compito del programmatore poi tradurre nel linguaggio di programmazione ad egli più gradito l'algoritmo nella notazione che prende il nome Kappa-f, nome che è possibile abbreviare come Κf. Si tiene precisare che il nome indica le iniziali di due parole, ovvero krapfen (dal tedesco artiglio) che in questo caso indica le parentesi graffe (di cui viene fatto largo uso nella notazione) e functio (dal latino functio, functionis) che indica il concetto di funzione adoperato appunto da questo genere di scrittura.

Bisogna precisare inoltre che la notazione non è un diagramma di flusso, né una variante di pseudocodice (linguaggio progetto), ma una vera e propria rappresentazione di una funzione che per mezzo di convenzioni rende in modo conciso e veloce i vari procedimenti nell'ambito della funzione stessa.

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