Poesie (Palazzeschi)/A Palazzo Oro Ror
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Poesia che riprende e sviluppa i temi di A Palazzo Rari Or, introducendoli in un contesto leggermente più complesso e dinamico. Il palazzo fantastico è luogo di ritrovo per coppie in abiti sontuosi che entrano ed escono dal palazzo in un continuo viavai.
| Titolo | A palazzo Oro Ror |
|---|---|
| Anno | 1907 |
| Raccolta originale | Lanterna |
| Metro | versi trisillabi, senari, novenari e misure maggiori, per un totale di 27 versi. |
La poesia testimonia la spiccata tendenza dell'autore a creare nomi di fantasia (vedi anche Rio Bo). Tipico della prima produzione palazzeschiana è qui il ricorso a temi tipici della fiaba, come quello della dama e del cocchio (Cenerentola). Come in tutti i componimenti di questo periodo, ogni movimento è ciclico.
Il maggior elemento di originalità di questa poesia è forse la descrizione dello stagno, che riflette l'immagine dell'intera poesia. Il riflesso è visibile anche nella simmetria quasi perfetta di alcuni enunciati:
- Dei ricchi broccati ricopron le dame / ricopron le vesti cosparse di gemme i ricchi broccati.
La specularità è del resto un elemento di composizione assai ricorrente nella produzione di Palazzeschi, sia a livello di forma (distribuzione delle parole) che di contenuto. Ne è del resto un tipico esempio la poesia lo specchio (raccolta Poemi, sezione le mie ore).
Il componimento è inoltre caratterizzato da un'alternanza tra silenzio e rumore, nonché da una certa ricchezza cromatica. Il ritmo dattilico tipico della raccolta precedente, Cavalli bianchi ritorna anche nei componimenti di Lanterna, pubblicazione da cui è tratta questa poesia.
La raccolta Lanterna riprende diverse tematiche e forme poetiche dei Cavalli bianchi, pur presentando poesie senza dubbio più complesse ed anche parecchio più lunghe.