Poesie (Palazzeschi)/Introduzione
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Aldo Palazzeschi (Firenze, 2 febbraio 1885 – Roma, 17 agosto 1974) era un poeta e romanziere italiano eclettico e legato in origine alle correnti del Crepuscolarismo e Futurismo. Le sue poesie più famose vennero composte tra il 1905 ed il 1914, pubblicate per lo più in volumetti. Fra questi, i primi furono:
- I cavalli bianchi, Firenze 1905
- Lanterna, Firenze 1907
- Poemi, Firenze, 1909
- L'incendiario, Milano 1910
Sotto il titolo de L'incendiario uscirono due volumi. Uno pubblicava le nuove poesie di Palazzeschi, che vedevano la luce grazie all'aiuto di Filippo Tommaso Marinetti; il secondo raccoglieva anche il meglio della primissima produzione di Palazzeschi, pubblicata in precedenza dall'autore a proprie spese. A L'incendiario seguì comunque una lunga serie di antologie intitolate quasi tutte con il semplice titolo di Poesie, oggi quasi tutte fuori commercio dato che ogni volta venivano risistemate e poi sostituite.
Queste raccolte includevano anche poesie fino ad allora pubblicate soltanto in riviste come La voce oppure Lacerba senza venire introdotte in raccolte vere e proprie.
In anni successivi, Palazzeschi iniziò, come il Petrarca, a raccogliere le sue opere e a riorganizzarle in antologie, modificandone alcuni dettagli. Le poesie seguivano per lo più un ordine cronologico. Ciò aveva peraltro le sue buone ragioni, dato che dal 1905 al 1910 l'attività di Palazzeschi conobbe un repentino sviluppo, tanto dal punto di vista poetico quanto da quello personale (raggiunse fra l'altro, nel giro di pochi anni, una grande popolarità). Come nel caso di Petrarca (Il Canzoniere) oppure in quello di Ungaretti (Vita di un uomo), due poeti che hanno trascorso anni a risistemare i loro componimenti, non sembrano mancare spunti autobiografici. Va detto che il legame tra poesia e spunto autobiografico viene senz'altro ricordato da alcuni studiosi (Adamo 2003), ma è anche apertamente rifiutato da approcci strutturalisti di altri (Güntert 2000).
Fatto sta che i componimenti di Palazzeschi, pazientemente limati e riveduti, formano un insieme senz'altro dotato di una propria organizzazione interna, sebbene siano visibili elementi di frammentarietà anche più vistosi di quelli che lo stesso Petrarca indicava nei suoi fragmenta del Canzoniere.
Questa trattazione si ripropone di commentare alcune poesie dell'artista fiorentino. Diverse di esse si ritrovano anche in pubblicazioni antologiche relativamente recenti:
- Aldo Palazzeschi, I cavalli bianchi/Lanterna/Poemi, Poesie 1905-1909, a c. di G. De Angelis, Edizioni Empiria, Roma 1996.
- Pier Vincenzo Mengaldo (a c. di) Poeti italiani del Novecento, Milano, Mondadori 2004.
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