Storia della filosofia/Filosofia presocratica

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Il gruppo dei primi filosofi greci, comunemente chiamati presocratici, in quanto antecedenti lo sviluppo del pensiero di Socrate, include:

Spesso risulta difficile definire esattamente il pensiero dei filosofi presocratici così come ricostruire le argomentazioni che essi utilizzarono a sostegno delle loro teorie. Analoga sorte è toccata alle loro opere, andate perse nel corso dei secoli. Ciò che rimane dei loro scritti sono solo le citazioni di alcuni filosofi e storici antichi oltre a qualche raro frammento salvatosi dall'oblio.

I filosofi presocratici rigettarono le tradizionali interpretazioni mitologiche dei fenomeni a favore di spiegazioni più razionali. Essi si chiedevano:

  • Quale è l'origine delle cose?
  • Quale è la sostanza di tutte le cose?
  • Come possiamo spiegare la molteplicità delle cose che esistono in natura?
  • Che rapporto intercorre tra unità e molteplicità?

Benché quasi tutte le soluzioni cosmologiche dei primi pensatori greci siano state surclassate, in seguito, da riflessioni più complesse e soprattutto da conoscenze scientifiche più approfondite e metodiche, la filosofia non ha mai smesso di interrogarsi sulle questioni da essi sollevate.

È da notare che la classificazione "presocratici" è stata da alcuni abbandonata a favore della più esatta denominazione di "presofisti" che denoterebbe meglio questo gruppo di pensatori, in quanto sono stati per primi i sofisti che hanno spostato la speculazione dai piani ontologico e cosmologico a quelli antropologico ed etico.

[modifica] Talete

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Incisione di un busto di Talete

Il primo certificato filosofo greco è Talete, vissuto a Mileto a cavallo tra i secoli VII-VI a.C. Fu anche scienziato e matematico (è quello del celebre teorema). Talete fu l'iniziatore della filosofia della physis ("natura" in greco) perché fu il primo a ricondurre tutta la realtà a un principio (in greco arché) originario, che lui identificò con l'acqua. L'acqua è, secondo lui, l'origine, la fine e il permanente sostegno di tutte le cose (l'aristotelica sostanza). Fu lui stesso a chiamarla physis, ossia natura oppure realtà prima e fondamentale.

Ma perché l'acqua ? La tradizione afferma che Talete si basi sul fatto che il cibo è umido, i semi sono umidi e la morte è secca. Attenzione però, l'acqua di Talete non è il liquido che beviamo ma un vero e proprio dio, un elemento divinizzato perché si supponeva governasse il mondo. È una nuova concezione di dio, capita con la ragione e destinata a soppiantare la vecchia religione pubblica. È inoltre un dio che pervade tutto, implicando che ogni cosa abbia un'anima (panpsichismo), come il magnete che manifesta la sua anima attirando il ferro.

[modifica] Note


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