Una matrice hermitiana è diagonalizzata attraverso matrici unitarie, cioè
con
diagonale e
, cioè abbiamo una base ortonormale di autovettori. Allora in questo caso:
e poniamo
e sostituendo questa scrittura nella formula
otteniamo:
e tenendo conto che
mettendo in evidenza
:
Si può semplificare
, inoltre, siccome gli autovettori costituiscono una base ortogonale, i prodotti misti del tipo
si annullano, e rimane solo:
per l'ortonormalità
, allora
Al primo ordine, nella sommatoria sopravvive il termine per
(secondo autovalore più grande), quindi
Allora
nel caso di matrici hermitiane:
A differenza del caso generale compare l'esponente
e la convergenza è più veloce.
Il metodo della potenza non converge su una matrice hermitiana quando la matrice ha autovalori
di moduli massimo. Escludiamo anche il caso di autovalori complessi
Consideriamo
con
unitaria e
. Il caso
non può verificarsi, quindi su una matrice hermitiana definita positiva il metodo delle potenze converge sempre.
Risparmio del costo computazionale: cerchiamo
con il metodo delle potenze inverse. Ad ogni iterazione si risolve il sistema lineare
con costo di fattorizzazione
. La fattorizzazione viene fatta una sola volta. Ad ogni iterazione, risolvo i sistemi triangolari. Se
è triangolare superiore piena il costo è
. Se invece
è a banda, il costo è
. Lo stesso vale se
è sparsa.
Siccome le iterazioni fatte sono numerose, si cerca di ridurre il costo di ogni iterazione a scapito del costo iniziale.
Trasformo la matrice
in una matrice tridiagonale
. A questo punto il costo della fattorizzazione di Cholesky è
, perché
è bidiagonale, e anche il costo delle singole operazioni si riduce.
Passo da
generica a
tridiagonale tramite trasformazioni di Hausolder:
La matrice di sinistra azzera la sottocolonna e quella di destra azzera la sottoriga di
in modo da ottenere una matrice tridiagonale. Questa operazione costa
.
Consideriamo il caso in cui la fattorizzazione di Cholesky non può avvenire (cioè
molto piccolo e
definita positiva). Invece che considerare
, consideriamo
, che è ancora hermitiana e definita positiva. Si usa la tecnica di shift. Gli autovalori di
sono gli autovalori di
shiftati di
.
ed è grande, invece si ha
converge all'autovalore minimo di
, invece
e si ha come rischio l'errore di cancellazione. Bisogna bilanciare
rispetto a
.
Nel caso di matrici hermitiane, calcolare la velocità di convergenza nel caso di autovalore multiplo.
Sia
di molteplicità
.
si ritrova lo stesso risultato di prima con
che sostituisce
, cioè, al posto di
compare il primo valore diverso da
.