Nei metodi iterativi si crea una successione di vettori
, avendo assegnato un vettore
iniziale, e una matrice
. Il metodo viene iterato finché
è un'approssimazione sufficientemente buona della soluzione.
I metodi iterativi sono convenienti quando
è una matrice sparsa, cioè quando il numero degli elementi diversi da 0 è trascurabile.
Applicando un metodo diretto a matrici di questo tipo, ho il fenomeno del fill in.
I metodi iterativi non alterano la struttura della matrice, e la loro operazione di base è quella di un prodotto matrice per vettore, che costa
operazioni se la matrice è piena, e
se la matrice è sparsa (vantaggio computazionale).
Per sua natura un metodo iterativo è meno sensibile all'errore algoritmico di un metodo diretto. Supponiamo che le operazioni iterative convergano. A causa dell'errore algoritmico la
può variare, ma questo non importa perché con questi metodi non si cerca di calcolare una soluzione esatta, ma solo un'approssimazione.
Il fatto di troncare la successione causa la presenza di un errore analitico, che era assente nei metodi diretti.
Si dice che
converge a
se questo vale puntualmente, cioè se
Consideriamo la
-esima equazione di un sistema
, cioè
ed esplicitando rispetto a
otteniamo
e al passo successivo otteniamo:
In forma compatta, questo metodo si scrive come:
dove
Si ha quindi una scrittura della forma
Dato il sistema lineare
,
, chiamiamo
la soluzione esatta. Consideriamo uno splitting della matrice
che viene scritta come
, dove
sono matrici quadrate e
è invertibile.
Applichiamo lo splitting alla matrice
nel sistema lineare, cioè
e posso riscrivere
allora poniamo
e
quindi abbiamo il sistema
Il metodo iterativo è
e
viene chiamata matrice di iterazione.
Supponiamo che la successione dei vetori
converga, allora
Passando al limite nella relazione
:
Sottraendo membro a membro le relazioni
e
otteniamo:
dove
è l'errore assoluto
al passo
-esimo, e si ha
Per ogni
,
Definizione
Diciamo che un metodo iterativo è convergente se
per ogni vettore d'innesco

.
Il metodo iterativo
è convergente se e solo se
per ogni
, e quindi se
Il metodo è convergente, cioè
se e solo se
.
: supponiamo che il metodo sia convergente, allora
Scegliamo
in modo tale che
sia un autovettore rispetto a
che realizza il raggio spettrale, quindi
(infatti
è autovettore)
allora
.
:
Caso di
diagonalizzabile:
può essere scritta come
dove
è la matrice diagonale con entrate uguali agli autovalori (la maggior parte delle matrici sono diagonalizzabili).
Allora
e
tende a 0 se
tende a 0, cioè se e solo se
, quindi se e solo se
.
Caso generale: per dimostrare questo caso serve la nozione di forma normale di Shur.
Data una matrice
con autovalori
, allora esiste
unitaria e una matrice
triangolare superiore con elementi diagonali
tali che
.
Se
è hermitiana,
diventa la matrice
degli autovalori.
Consideriamo la forma di Shur di
, cioè
Allora consideriamo
e siccome
è unitria,
, quindi rimane
allora
se e solo se
Inoltre,
perché le due matrici sono simili, e si ha
Definisco la matrice
in modo che:
sia una matrice diagonale, non negativa
,
- gli elementi diagonali di
sono a due a due distinti, cioè richiedo che la matrice
sia diagonalizzabile.
Allora, per
diagonalizzabile, ho già dimostrato che
se e solo se
Allora per confronto
e segue la tesi.
cvd
Supponiamo di considerare
e di ordinarne gli autovalori per modulo decrescente, in modo che
. Allora la matrice
è la matrice diagonale con entrate
dove
Con questa tecnica si riesce a garantire che gli autovalori di
sono a due a due distinti.
Vale la seguente proposizione:
Se esiste una norma matriciale indotta tale
allora il metodo è convergente.
Dim. Per ogni norma matriciale indotta vale che
, allora
.
cvd
Supponiamo che esista una norma tale che
(cioè il metodo converge)
Allora, usando la stessa norma, l'errore decresce in modo monotono.
Dim. Consideriamo
Inoltre sappiamo che
e si ha una decrescita monotona anche dell'incremento.
cvd
Tuttavia
non implica che
per qualsiasi norma, e l'errore prima di convergere può avere una crescita iniziale.
Consideriamo una matrice d'iterazione
invece
, infatti
e il polinomio caratteristico è
quindi
.
Quindi, prima che il metodo converga, l'errore ha una crescita iniziale.
Stiamo considerando metodi che generano la successione
tali che
. In uno spazio finitodimensionale, non abbiamo la dipendenza dalla norma.
Infatti
se e solo se
.
è l'inf delle norme matriciali indotte della norma di
. Questo implica che, se
, allora esiste una norma matriciale indotta
tale che
quindi
allora per il teorema di Banach abbiamo convergenza.
Siccome tutte le norme in uno spazio finitodimensionale sono topologicamente equivalenti, si ha convergenza rispetto a una qualsiasi norma.
Se
, siccome
, anche la norma a primo membro tende a 0.