Supponiamo che l'autovalore di modulo massimo
sia strettamente maggiore dell'autovalore successivo, cioè
si esclude quindi il caso in cui
è un autovalore complesso (e avrebbe modulo uguale a quello del suo coniugato) o in cui
ha molteplicità maggiore di 1 (non sarebbe strettamente maggiore di se stesso).
Supponiamo che esistano
autovettori linearmente indipendenti, che formano una base.
Consideriamo un vettore
rappresentato nella base degli autovettori. Richiedo che nella scrittura di
ci sia un contributo dell'autovettore
relativo all'autovalore
, cioè
.
Genero una successione di vettori
tali che
Allora sostituendo
la rappresentazione
ottengo:
e siccome gli
sono autovettori possiamo scrivere:
e raccogliendo
:
, allora per
,
.
Definisco il quoziente di Rayleigh:
Verifichiamo che
. Sostituisco l'espressione
di
nel
che abbiamo definito:
Per
i termini
, mentre i termini
si semplificano e rimane:
Sul calcolatore il problema compare nella divisione per
, perché si rischia di andare nella barriera di overflow o di underflow. Per risolvere il problema, invece di considerare
, lo si normalizza in norma 2 cioè si considera:
e in questo modo nel quoziente di Rayleigh si divide per un vettore di norma 1.
Dato
, eseguo le seguenti operazioni:
e se una certa condizione imposta nel test d'arresto non è verificata, si procede.
Il costo è dato da
operazioni del prodotto matrice-vettore, e
operazioni per i prodotti scalari nelle norme.
, cioè la velocità con cui
converge a
è come il rapporto tra
, e se i due autovalori sono ben separati il metodo converge rapidamente.
Il metodo converge anche se l'autovalore di modulo massimo non ha molteplicità algebrica uguale a 1, in particolare:
. I due (o
) autovalori dominanti sono coincidenti. In questo caso il metodo risulta ancora convergente, ma
converge a un vettore nel sottospazio generato da
e
;
. I due autovalori dominanti sono opposti. In questo caso l'autovalore di modulo massimo può essere approssimato applicando il metodo delle potenze alla matrice
, in modo che
e l'analisi ricada nel punto precedente;
- i due autovalori dominanti sono complessi coniugati. In questo caso si hanno delle oscillazioni non smorzate nella sequenza dei vettori
e il metodo delle potenze non converge.
non è un'ipotesi essenziale se si lavora in aritmetica floating point.
Test dell'incremento: richiediamo che
e il metodo prosegue fino a quando questa condizione non è verificata.
Nel caso in cui
è una matrice normale, cioè
, possiamo considerare altri due test d'arresto.
Supponiamo di avere
normale, consideriamo
, e
razionale definita su un sottoinsieme del piano complesso che contiene tutti gli autovalori di
. Allora esiste
tale che
Test 1: Impongo la condizione
che permette di avere un controllo sull'errore assoluto.
Infatti, se scegliamo la funzione
(errore assoluto) e
, allora, per la proposizione:
per costruzione, allora
Test 2: se
è normale e non singolare, allora la condizione
permette di controllare l'errore relativo.
Scegliamo
(errore relativo), e poniamo
, applichiamo poi la proposizione: