Supponiamo di essere al
-esimo passo di fattorizzazione, in cui bisogna azzerare i coefficienti della
-esima colonna a partire dall'entrata
. Cerchiamo l'indice
tale che
, e scambiamo quindi la
-esima riga con la
-esima, applicando alla matrice
la matrice di permutazione
, che è l'identità in cui scambio la
-esima riga con la
-esima.
Bisogna verificare che anche moltiplicando per la matrice di permutazione, la fattorizzazione rimane del tipo
.
In dimensione
, all'ultimo passo dell'eliminazione si ottiene
(le matrici di permutazione sono alternate a quelle elementari)
Le matrici di permutazione hanno la proprietà che
, allora, inserisco il doppio prodotto nell'uguaglianza nelle posizioni opportune, per far comparire vicine tra loro le matrici di permutazione.
Ad esempio:
Ponendo
, al passo successivo otteniamo:
e ponendo
, e
, ottengo:
e si pone
.
Vogliamo verificare che anche le matrici segnate sono ancora matrici elementari di Gauss, e quindi invertibili.
Consideriamo, ad esempio,
Invece
Allora calcoliamo il prodotto
:
(scambiiamo la terza riga con la quarta). Invece, moltiplicando a destra per
, scambiamo la terza e la quarta colonna, e otteniamo la matrice
che ha la stessa forma di
.
Consideriamo invece la matrice
che scambia la seconda riga con la terza:
Allora
e moltiplicando per
:
che non è più una matrice elementare di Gauss.
In ogni caso, la moltiplicazione per
non è più un'operazione ammissibile nell'eliminazione di Gauss al passo
, perché si può operare solo nella sottomatrice
in basso a destra, quindi non ci sono problemi.
Dato il sistema
, moltiplichiamo per
ambo i membri per far comparire la matrice di permutazione, e otteniamo:
Allora bisogna considerare il termine noto permutato
, e risolviamo prima il sistema lineare
e poi
Il pivot parziale ha un effetto stabilizzante, ovvero riduce l'errore algoritmico. In particolare:
1. Come prima,
è una matrice triangolare inferiore con 1 sulla diagonale principale e
nella parte inferiore.
2. I moltiplicatori hanno espressione
quindi, per ogni
i coefficienti sono
.
3. La crescita degli elementi di
è limitata, infatti i coefficienti della "nuova" matrice sono:
mentre per
gli elementi della matrice rimangono invariati, e quindi
in definitiva
Chiamiamo
il massimo modulo degli elementi della matrice
. Allora, passando ai massimi nella disuguaglianza sopra,
e applicando a ritroso la relazione
Sia
tale che i suoi elementi siano numeri macchina (focus sull'errore algoritmico). Chiamiamo
le matrici effettivamente calcolate, allora
dove vale la relazione
(a livello notazionale, chiamiamo
la matrice che ha come componenti i moduli degli elementi di
)
In questa relazione, oltre alla dipendenza dalla dimensione, da
e dalla precisione di macchina, il fatto significativo è che compaiono
.
Siano
e, considerando
effettivamente calcolate, chiamiamo
la soluzione del sistema
e
soluzione di
. Allora
è la soluzione di
con
(interpretiamo l'errore algoritmico come errore inerente del problema perturbato)
Consideriamo la matrice
dove
è scelto in modo che la soluzione del sistema lineare
sia
. Il problema è ben condizionato, infatti
e quindi se
è piccolo,
.
Per quanto riguarda la stabilità, senza tecnica del pivot:
mentre la soluzione esatta ha entrambe le componenti uguali a 1, e il problema è dato dalla crescita dei coefficienti di
.
Per ogni passo
, cerchiamo
tale che
assumiamo di poter fare permutazioni di colonne
oltre che permutazioni di righe
.
Il problema che sorge è che, facendo permutazioni di colonne, si permuta l'ordine delle incognite.
Nella catena di moltiplicazioni di matrici elementari, nel caso
,
ma poniamo
. L'altro pezzo di
viene trattato come prima.
Come prima
e per risolvere il sistema
permutiamo a sinistra,
bisogna inserire la
, allora poniamo
Calcoliamo
permutazione del termine noto, e risolviamo quindi:
Questo procedimento ha un effetto più stabilizzante rispetto al pivot parziale, infatti si ha:
e non sono state trovate matrici per cui vale l'uguaglianza.
La risoluzione forward o backward, considerando il numero di operazioni moltiplicative, ha come costo computazionale
infatti, per ogni incognita, si ha l'espressione
Invece la fattorizzazione
ha costo
che è dell'ordine di
(il primo addendo serve per il calcolo dei moltiplicatori, e il secondo per il calcolo del blocco quadrato in basso a destra).