Cosa succede a Novoli/Biblioteche come leve di comunità
La Biblioteca di scienze sociali ha pareti di vetro. Chi passa può guardare dentro, ma chi è dentro guarda fuori? In altre parole, in che modo la biblioteca entra in relazione con la con il territorio che abita?
Una biblioteca non è solo un luogo fisico in cui lavorano bibliotecari, soprattutto bibliotecarie, in cui si fanno servizi e si mettono a disposizione spazi destinati allo studio. La biblioteca è un ecosistema, un crocevia. Come una costruzione di creta cambia e si adatta secondo chi la tocca. La biblioteca non può mai essere approssimativa, dare per scontati i bisogni dei suoi pubblici, deve osservare attentamente per deve intercettare più esigenze. I punti di vista da cui la biblioteca può guardare ed essere guardata si moltiplicano; ci sono tanti utenti, e gruppi di utenti, ognuno dei quali può prendere e mettere qualcosa in questa interazione di comunità.
Sulla biblioteca si posano sguardi, più o meno attenti e incuriositi. Lei può ignorarli o ricambiare. Grazie al laboratorio di scrittura è successo proprio questo, la nostra biblioteca ha deciso di “riguardare”, nel senso di farsi carico, di mettere attenzione. Lo scorso anno, il 2024, con la riscoperta della storia, quasi dimenticata, dell’ex stabilimento Fiat di Novoli, che occupava gli spazi del polo universitario, quest'anno, il 2025, con la rilevazione delle percezioni, le convinzioni, le visoni sul rione da parte di chi lo vive. In questo libro sono, poi, documentati i progetti di collaborazione fra l'università e il territorio di Novoli come la biblioteca delle cose, da un'idea di un gruppo di studenti, che coinvolge, oltre alla Biblioteca di scienze sociali, la biblioteca di zona Filippo Buonarroti e le associazioni del territorio. Altrettanto significativa è la valorizzazione del fondo di fotografie dell'associazione Novoli bene comune, in parte scansionato e caricata su Commons, aggiornato da un gruppo di studenti. L'idea era quella di riprodurre, a distanza di anni, gli stessi luoghi fotografati e mettere a confronto come erano e come sono diventati.
La biblioteca, in questo percorso, è diventata architetta di nuove dinamiche, proponendo modelli di reciprocità sociale e mettendo al centro il sapere condiviso. È iniziato un dialogo con i cittadini di Novoli, sta progettando con loro e con un'ampia rete di soggetti. Certo, una biblioteca universitaria non è una biblioteca comunale, che per sua natura ha come pubblico la cittadinanza tutta, ma la collaborazione tra questi due tipi di biblioteche è fondamentale perché ognuna porti le sue peculiarità. Le biblioteche possono essere vera e proprie leve di comunità. Hanno tutto ciò che serve per questo: spazi inclusivi, fonti conoscitive, strumenti e luoghi per conservare e mettere a disposizione memorie e idee, professionalità per attivare reti sociali. La biblioteca universitaria, poi, è un tramite grazie a cui l’università interagisce con il territorio in cui si trova. Nelle attività co-progettate con i cittadini, oltre che con i suoi pubblici più consueti, la biblioteca accademica diventa un catalizzatore di idee e un motore di innovazione sociale, attraverso l'interazione con chi la vive e la utilizza, ma anche con chi la guarda da fuori.
Bibliografia
[modifica | modifica sorgente]Bertazzoli, Agnese. Il ruolo delle biblioteche nell’università un progetto per valutare l’impatto sulla società. Milano: Editrice Bibliografica, 2024.
Cassella, Maria. Biblioteche accademiche e terza missione. Milano: Editrice bibliografica, 2020.
Cassella, Maria. «Accademiche & Sociali: Terza missione e apertura al territorio creano nuove opportunità per le biblioteche accademiche.» Biblioteche Oggi 35.2 6–11.
Lankes, R. David, Wendy Newman, e Lorenza Gamberini. Guida alla biblioteconomia moderna. Milano: Editrice Bibliografica, 2022.