Vai al contenuto

Cosa succede a Novoli/Come eravamo, come siamo

Wikibooks, manuali e libri di testo liberi.
Indice del libro

Questo gruppo ha comparato luoghi fotografati nel passato e oggi.

Il lavoro che segue è frutto di varie riflessioni, nate dall'osservazione di alcune immagini che ritraggono il passato e il presente di Novoli, quartiere fiorentino. Nell'analizzare e descrivere alcune fotografie di alcuni luoghi specifici del quartiere di Novoli, confrontandole con una serie di foto della zona che abbiamo scelto nell’archivio dell'associazione Novoli bene comune che lo ha messo a disposizione del nostro progetto. Questo ci ha permesso di riflettere sui cambiamenti nel tempo; le fotografie, infatti, sono uno strumento potente per raccontare la trasformazione dei paesaggi e delle città, consentono di tracciare una linea di continuità tra il passato e il presente. Attraverso questo confronto, avremo l'opportunità di esplorare come l'evoluzione del contesto storico e delle tecnologie abbia influenzato l'aspetto dei luoghi che oggi frequentiamo e che, a loro volta, raccontano la nostra storia.

Torre degli Agli

[modifica | modifica sorgente]

Le due immagini mostrano la zona in cui si trovava la Torre degli Agli. La prima immagine è un disegno del 1925 (Archivio Novoli bene comune)  che raffigura Torre degli Agli. Ormai la torre non è più presente a Novoli, perché fu fatta saltare in aria il 30 agosto del 1944 dalle retroguardie tedesche, che la usarono come punto d’osservazione[1]. La zona e la fermata della tramvia portano, tuttavia, ancora il suo nome. Del vecchio muro di recinzione rimangono ormai soltanto l'ingresso circondato dalle inferriate e le piccole guglie che lo sovrastano. Molto è cambiato negli anni da quando il disegno è  stato realizzato. Non soltanto il modo di vestirsi degli abitanti del luogo, ma anche tutto l'ambiente che circonda la torre. Tutta la vegetazione è sparita, lasciando il posto a una strada trafficata, a freddi binari della tramvia e a qualche lampione che di notte illumina le vie della città.

Via di Novoli

[modifica | modifica sorgente]
Vista di via di Novoli con focus sulla sede Fiat e sui distributori che erano presenti sulla zona
Via di Novoli, vista sulla sede Fiat e sui distributori

Il cambiamento forse più significativo si può vedere in via di Novoli dove la più moderna struttura urbanistica ha rivoluzionato la concezione della stessa. In Italia la gente non è mai stata meglio: il boom economico ha portato beni di seconda necessità nelle case degli Italiani e la vendita dell’automobile utilitaria è schizzata alle stelle; la preferita dagli italiani è la Fiat 600. Niente ZTL, niente telecamere, no zone verdi, ma larghe carreggiate, distributori e insegne di ogni genere: le strade sono il regno della macchina e della benzina, l’apoteosi della modernità. Nel 2025 nuovi palazzi moderni sono sorti, le vistose insegne completamente scomparse. I binari della tramvia dividono la strada e alleggeriscono il caos. Sembra un altro mondo. Gli unici segni di una continuità con il relativamente recente passato sono la torre sulla destra, probabilmente spaesata dal radicale cambiamento ma caparbia e resistente, e la Fiat 500 sulla sinistra, certo un modello rivisitato più volte, adattato alla nuova modernità.

Angolo di Via Lippi e Macia

[modifica | modifica sorgente]

Le due foto confrontate mostrano lo stesso luogo, e cioè, l’angolo di via Lippi e Macia. La torre che si vede nella seconda foto è la Torre degli Agli. La strada spoglia, ma occupata da delle donne, ospita adesso parcheggi occupati da macchine, i cui proprietari probabilmente risiedono nei palazzi vicini. Ciò che rimane presente nelle due foto è la chiesa di Santa Maria a Novoli, circondata da quartieri periferici.

La chiesa di San Donato in Polverosa

[modifica | modifica sorgente]

La chiesa di San Donato risale al lontano XII secolo. Nasce come monastero, vedendo passare all'interno delle sue mura numerosi ordini, fino a quando, nell'ottocento, viene trasformato in villa residenziale dalla famiglia Demidoff. La chiesa però, dopo essere stata rimodernata, viene riaperta al culto negli anni ‘60. I cambiamenti portati dal tempo sono evidenti anche solo da un semplice confronto tra le due foto. La maggior parte dei muri sono stati “rifrescati”, nonostante in alcuni punti, specialmente sulla torre del campanile, sia stato lasciato il vecchio muro originale.

Il cinema Aldebaran

[modifica | modifica sorgente]

Uno dei cambiamenti più significativi, tanto da rendere il confronto tra le foto irriconoscibile, è quello che possiamo vedere all’incrocio tra Via Baracca e Via Clementi. Qui, già dagli anni ‘70 del novecento, sorgeva il cinema Aldebaran[2]. Con il passare del tempo cambia più volte gestione e destinazione d’uso, passando da cinema multisale a cinema porno per poi chiudere definitivamente nel 2007. Da lì a poco verrà completamente demolito (come si vede chiaramente nel confronto tra le due foto), per lasciare spazio a un complesso residenziale.

Oratorio Sant'Anna

[modifica | modifica sorgente]

L’oratorio di sant'Anna situato nella zona di Peretola, sembra non aver percepito lo scorrere del tempo. Si erge al centro della strada urbana e appare trasandato. Sicuramente la Chiesa mantiene il ricordo di un quartiere che negli anni ha subito vari cambiamenti, tra cui la mancanza della croce al centro del tetto. Oltre alla struttura dell'edificio, ciò che non è cambiata è la targhetta posta in alto a destra e lo stemma della famiglia che edificò l’oratorio, la famiglia degli Spini, situato sul lato esterno destro dell’edificio

Il mercato ortofrutticolo di Novoli

[modifica | modifica sorgente]

Le foto ritraggono uno dei luoghi più significativi del quartiere di Novoli: il mercato ortofrutticolo. Il progetto del complesso fu presentato nel 1954 e l’inaugurazione a lavori completati, si svolse nel 1960. Il progettista fu l’ingegnere Giulio Lensi Orlandini, tecnico comunale e futuro dirigente di tutto l’ufficio tecnico, voluto proprio da La Pira. Inoltre, si fece affiancare dall’ingegnere Riccardo Morandi, il quale lasciò la propria impronta sul progetto, utilizzando quelli che erano i suoi tratti architettonici distintivi. Li possiamo vedere proprio nelle foto, in cui è ritratto il corpo d’ingresso del mercato ortofrutticolo (chiamato anche portale Morandi), e che è caratterizzato dal telaio in cemento armato con i piedritti sagomati[3]. A questo punto, osservando le foto si nota subito che l’edificio principale nel corso del tempo non ha subito grosse modifiche, e con lui anche il parcheggio di fronte all’entrata. Si nota poi come la strada sia cambiata, con l’aggiunta di una rotonda e di come gli edifici adiacenti all’entrata del mercato siano stati abbattuti o siano stati ristrutturati.

I palazzi di via Bisenzio

[modifica | modifica sorgente]

Queste due foto mostrano un confronto diretto tra il passato e il presente. Dove prima il terreno era dominato da enormi cantieri e terreni incolti, circondati da pochi e semplici palazzi, oggi nasce un grande gruppo di edifici, abitati da persone piene di sogni e di speranze. Il verde è rimasto soltanto in queste piccole oasi, dove le persone possono andare a godersi arte contemporanea e alberi in fiore, il tutto mentre si rilassano comodamente su una panchina.

Le due foto sono state scattate in due epoche diverse, e ciò si nota da subito, data la grande differenza. Gli elementi che risaltano maggiormente sono la presenza del ponte della tramvia (nella prima foto in costruzione) e in secondo piano il complesso del centro commerciale di Novoli. L'unica struttura riconoscibile tra le due foto, seppur ristrutturata, è l’ex torre della centrale termica della Fiat. Infatti dove oggi sorge il centro commerciale, in passato sorgeva uno stabilimento di produzione Fiat, che nella prima foto era già stato abbattuto.

Ufficio Daziario

[modifica | modifica sorgente]

L’ufficio Daziario si trova in Via Maraglio nel quartiere di Novoli. Circondato dai palazzi, ancora ad oggi possiamo individuare quello che era l’ufficio daziario della barriera di san Donato, come testimoniato dalla scritta nera posta di lato. L’ufficio, ad oggi non più funzionante, conserva la propria storicità in mezzo alla modernità dei tempi recenti.

  1. Marco Conti, Vincenzo Migliore. “Novoli, le chiese, le ville, i casali. Firenze: Comune di Firenze, Circolo MCL Il Barco, 1989.
  2. Hofstetter Lorenzo. “I cinema perduti di Firenze". Ful Megazine, 17 marzo 2024, ultima consultazione 28 marzo 2025
  3. Gioitta Salvatore. “Il mercato ortofrutticolo di Firenze". Provincia di Prato, 22 febbraio 2017. ultima consultazione 28 marzo 2025