Cosa succede a Novoli/Cosa vedo a Novoli
Questo gruppo ha analizzato la percezione del rione di Novoli da parte di chi lo frequenta per lavoro o per studio.
Un quartiere non è fatto solo di chi ci vive, ma anche di chi lo attraversa ogni giorno per lavoro, studio, affari. In questa serie di interviste, vogliamo dare voce a chi, pur non essendo residente, contribuisce alla vita del quartiere.
Come non mai Novoli negli ultimi decenni, è diventato un punto di riferimento per lavoratori e studenti della città di Firenze. Una trasformazione che solo un secolo fa sarebbe sembrata impossibile. Se da un lato, per accorgersi di questo cambiamento possiamo osservare le foto prese a distanza di anni nelle quali non può che saltare subito all’occhio la trasformazione nell'architettura urbana, dall’altro non è altrettanto facile rendersi conto del cambiamento fra chi vive ed ha vissuto questo quartiere.
I commercianti, gli studenti e i lavoratori pendolari, ognuno ha una storia da raccontare e una prospettiva diversa su questo angolo di città.
Abbiamo, quindi, deciso di intervistare diverse categorie di persone che vivono quotidianamente Novoli senza però risiederci. I 5 gruppi soggetti della nostra ricerca saranno:
- Studenti del campus di Novoli
- Personale e professori campus di Novoli
- Personale tribunale
- Lavoratori nel settore aziendale
- Lavoratori nel settore dei servizi
La ricerca avverrà tramite l'utilizzo di un intervista semi strutturata, che somministrata ad un gruppo eterogeneo di circa 10 persone per gruppo. Le domande che comporranno l'intervista sono:
- Quanto e perché frequenti il quartiere di Novoli?
- Quali mezzi utilizzi per spostarti a Novoli e quali per arrivarci?
- Quali credi siano le mancanze più evidenti del quartiere? e quali sono invece i punti di forza?
- Prenderesti in considerazione l'ipotesi di trasferire la residenza a Novoli? perché sì/perché no.
- Come miglioreresti i servizi?
- Ti senti incluso nei progetti del comune di riqualificazione del quartiere?
Se in un primo momento abbiamo avuto un po’ di difficoltà nell'approcciarsi alle persone da intervistare, per paura di disturbare, in generale sono stati tutti molto gentili e disponibili, e questo ci ha aiutato ad affrontare le difficoltà iniziali. Studenti e professori sono stati senza dubbio i più disponibili e “prolissi” mentre risposte più sintetiche sono arrivate dai lavoratori di tribunale e centro commerciale. In totale comunque non ci sono stati problemi nel trovare i soggetti dell’indagine, e in una decina di ore di lavoro autonomo e in gruppo siamo riusciti a raggiungere la totalità del campione di interviste prefissato. Anche la struttura semi-strutturata ci ha permesso di mettere subito a suo agio gli intervistati, ed è stata una buona via di mezzo per raccogliere sia dati empirici sia osservazioni più personali.
Risultati
Attraverso queste interviste, esploriamo il quartiere attraverso gli occhi di chi lo vive ogni giorno, ma poi torna a casa altrove. La nostra indagine inizia fra i nostri colleghi studenti, quasi sempre pendolari, che vivono il quartiere quindi da pochi anni. Fra loro emerge subito grande positività e affetto nei confronti del Campus e più in generale nel quartiere. La maggior parte delle persone afferma che riesce ad arrivare e spostarsi con facilità grazie ai mezzi pubblici. Più difficoltà sono riscontrate fra chi decide di utilizzare la macchina, la maggioranza di questa categoria corrisponde in realtà ai lavoratori e commercianti che trovano impedimenti nel traffico nelle ore di punta e nel parcheggio. “No utilizzare la macchina è praticamente impossibile durante la settimana” ci viene risposto da Massimo, impiegato presso il tribunale.
Spesso poi quando vengono chieste quali siano le maggiori mancanze del quartiere, I lavoratori del centro commerciale di San Donato tendono a trovarsi d’accordo con studenti e collaboratori dell’università, individuando una mancanza nel trovare luoghi tranquilli nel quale potersi ritrovare e magari pranzare lontani dalla confusione. Questa vivacità di vivere il quartiere, coscritta specialmente nella zona del campus e del centro commerciale non è per tutti una carenza, come afferma Chiara, Studentessa del secondo anno: ”Apprezzo molto Novoli, specie per questa suo continuo via vai di persone”. Risposta diversa per i lavoratori del tribunale perché non individuano particolari criticità.
La terza domanda invece mette un po’ tutti d’accordo. La maggior parte degli intervistati afferma che non trasferirebbe la propria residenza a Novoli, e che addirittura preferisce rimanere pendolare. Questa scelta viene giustificata in vari modi: chi ci risponde che non abbandonerebbe mai la propria località di nascita e chi invece ci racconta diverse esperienze negative di parenti e amici che risiedono nel quartiere. La risposta più particolare viene sicuramente da un imprenditore di Napoli, che nonostante stia aprendo la propria attività qui a Novoli, continua a fare la spola fra il capoluogo Campano e il quartiere fiorentino :”Non la sento mia, non sono di qui e il lavoro non mi sprona così tanto a trasferirmi qui, conosco poco la zona, e poi io il fine settimana devo farmi un giro a’ mare o su o’ Vesuvio“. Anche una professoressa, che frequenta Novoli da diversi anni, risponde: ”No, direi proprio no, per quanto ogni mattina faccia un’ora di macchina, trasferirmi la residenza per me è impensabile”.
Le prime scene mute arrivano sui progetti di riqualificazione del quartiere dei quali nessuno sembra essere a conoscenza.
Risposte diverse e anche interessanti arrivano invece su possibili migliorie da proporre al comune. Fra chi propone più pattuglie di polizia per aumentare la sicurezza delle persone che vivono il quartiere anche la notte e chi iniziative per commercianti e lavoratori. Annotiamo fra le più interessanti la risposta di Francesco, studente al primo anno di magistrale, che ricorda come a Padova, dove ha frequentato la triennale, c’erano molti più tavolini e luoghi all’aperto nei quali fare la pausa pranzo. Molto interessante perché poi arriva la stessa proposta da un nuovo studente e anche da una guardia giurata del centro commerciale. Un’ altra risposta fra i professori invece, riguarda la trasformazione dell’intera zona in un'area esclusivamente pedonale, così da andare ad eliminare il problema traffico.
Arriviamo adesso alla domanda conclusiva, riguardante il passato del quartiere. Qui si vede un'immagine abbastanza chiara, fra gli studenti che per la quasi totalità non hanno idea, se non qualche informazione sporadica. E gli adulti che invece hanno fin dalla nascita associato il quartiere di Novoli al polo industriale della Fiat, e che quindi, seppur con carenza di dettagli, sono generalmente a conoscenza del passato del quartiere.
Traendo quindi alcune conclusioni finali, possiamo dire che il quartiere di Novoli viene da un lato apprezzato per l’efficienza dei suoi servizi, dall’altro criticato per l’architettura urbana che poco si adatta a questa sua funzione di polo universitario e lavorativo.