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Elettrodinamica classica/Analisi spettrale

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Indice del libro

Finora abbiamo studiato la dipendenza della radiazione emessa dalla direzione di osservazione. È però interessante anche sapere come è distribuita la radiazione in funzione della frequenza. Vogliamo dunque cercare di capire quantitativamente la distribuzione spettrale della radiazione emessa per irraggiamento. Detta ω la frequenza della radiazione, la sua distribuzione spettrale è:

d2dωdΩ

ossia l'energia emessa per unità di frequenza e di angolo solido; volendo possiamo studiare anche d/dω, ossia l'energia totale emessa per unità di frequenza. Dobbiamo dunque distinguere due casi: quello in cui i fenomeni coinvolti sono periodici e quello in cui non lo sono. Dall'analisi di Fourier sappiamo che una funzione non periodica ha spettro di frequenze continuo:

f(t)=12π+eiωtf~(ω)dω

mentre nel caso di fenomeni periodici, detto T il periodo e ω0 la relativa frequenza, si avrà:

f(t+T)=f(t)f(t)=N=+eiNω0tfN

ove fN sono i coefficienti di Fourier della serie. È utile anche l'identità di Parsifal:

+|f(t)|2dt=+|f~(ω)|2dω

Inoltre se f è reale, ossia f(t)=f(t), allora f~(ω)=f~(ω). In questo caso, dunque:

+|f(t)|2dt=20+|f~(ω)|2dω

L'analogo di questa relazione nel caso di spettro discreto (ossia di fenomeni periodici) è:

1T0T|f(t)|2dt=2N=1|fN|2+|f0|2

Supponiamo dunque di avere a che fare con un fenomeno non periodico; allora la quadricorrente jμ(t;x) non sarà periodica, e quindi:

jμ(t;x)=12π+eiωtjμ(ω;x)dω

Si avrà quindi anche:

E(t;x)=12π+eiωtE(ω;x)dω

Le formule che abbiamo usato finora ci hanno permesso di stabilire che:

dWdΩ=r2|E(t)|2

Dunque:

ddΩ=+dWdΩdt=r2+|E(t)|2dt

e per l'identità di Parsifal:

ddΩ=2r20+|E(ω)|2dω

Pertanto:

d2dωdΩ=2r2|E(ω)|2

Nel caso periodico (indichiamo con x¯ la media temporale di x):

dWdΩ=1T0TdWdΩdtdWNdΩ=2r2|EN|2

ove N è un intero, che indica il multiplo della frequenza fondamentale.

Dobbiamo quindi calcolare E(ω), e lo facciamo partendo dall'espressione del quadripotenziale:

Aμ(t;x)=14πrjμ(tr+ny;y)d3y+O(1r2)

In termini della trasformata di Fourier della quadricorrente:

jμ(t;y)=12π+eiωtjμ(ω;y)dω

allora:

Aμ(t;x)=12π+eiωt[eiωr4πreiωnyjμ(ω;y)d3y]dω

(ove il termine fra parentesi è Aμ(ω;x)). Ora, poiché:

E(t;x)=n×(n×A˙)

(che è un'espressione conseguenza della relazione delle onde, dunque valida per grandi r, come stiamo supponendo noi), allora:

E(ω;x)=iωn×(n×A(ω;x))=iωeiωr4πrn×(n×eiωnyj(ω;y)d3y)

In linea di principio, dunque, il problema è risolto; la questione è se riusciamo a calcolare l'integrale o meno. Vediamo dunque di capire in quali contesti possiamo estrarre informazioni qualitative sullo spettro emesso. Al solito, consideriamo i regimi non relativistico e ultra-relativistico.