Elettrodinamica classica/Approssimazione di dipolo
L'approssimazione di dipolo corrisponde a tenere solo il primo termine nell'approssimazione di , e considerare solo i termini spaziali:
Infatti, se volessimo valutare il termine relativo alla componente temporale di , tenendo conto che :
ove è la carica elettrica totale. Questa non è una vera e propria approssimazione di dipolo, in quanto è presente anche un termine di ordine . Ora, per dipolo elettrico si intendono due cariche e tenute a una distanza fissa fra loro; il momento di dipolo è definito come:
con versore diretto come la congiungete le due cariche. Con una distribuzione generica di cariche, invece:
e si ricade nel caso precedente se l'origine delle coordinate è posta a metà fra le due cariche, e è la somma di due , una per e una per . A prima vista, dunque, sembrerebbe che sia riconducibile a (il secondo integrale che compare in è invece esattamente ). Prendiamo dunque la derivata temporale di , tenendo conto che per la continuità della corrente:
il secondo integrale, sfruttando il teorema di Gauss, è nullo perché la corrente si annulla all'infinito. Dunque:
Pertanto:
L'espressione esplicita dei campi di dipolo, dunque, è:
Pertanto, appartiene al piano individuato da e , ed è ortogonale a quest'ultimo.
Detto quindi l'angolo fra e , la potenza irradiata è:
Il fatto che è tipico dell'approssimazione di dipolo. La potenza emessa massima si ha dunque per , ossia in direzione perpendicolare al dipolo, mentre è nulla per , ossia nella direzione del dipolo. Per determinare la potenza totale emessa, tenendo conto che :
Un'altra caratteristica importante dell'approssimazione di dipolo è che la quantità di moto totale emessa è nulla. Infatti, si ha[1]:
Ora, è una funzione pari di (il che è un'altra caratteristica dell'approssimazione di dipolo), dunque è dispari in , e quindi l'integrale è nullo perché esteso a un dominio pari. Quindi:
Esempio. Sistema di cariche in moto. In questo caso:
Dunque:
Nel caso in cui ci sia una sola particella:
nota come formula di Larmor. Da notare che i campi sono lineari, mentre la potenza no: il campo totale di un sistema di cariche è la somma dei campi delle singole particelle, mentre ciò non accade per la potenza emessa.
Ci sono alcuni casi nei quali, in approssimazione di dipolo, la potenza totale emessa è nulla, e dunque non c'è irraggiamento.
Esempio. Un sistema isolato di particelle identiche; in realtà basta molto meno, ossia che il rapporto carica/massa sia lo stesso per tutte le particelle, ossia . Infatti in questo caso:
e per via del fatto che il sistema è isolato.
Esempio. Distribuzioni sferiche di carica. In questo caso, infatti:
ove l'ultimo passaggio è dovuto al fatto che è pari in , dunque è dispari in , e l'integrale è esteso a un dominio pari. Dunque:
In realtà, per distribuzioni sferiche di carica non c'è irraggiamento in nessun ordine dello sviluppo in multipoli; ciò lo si può verificare calcolando i momenti di dipolo di ordine superiore (vedremo poi cosa sono), oppure sfruttando il teorema di Birkhoff.
Note
[modifica | modifica sorgente]- ↑ Quest'espressione di la si ottiene inserendo nell'espressione del tensore energia-impulso nella zona delle onde.