Elettrodinamica classica/Approssimazione di quadrupolo
Vogliamo ora capire come "migliorare" l'approssimazione di dipolo. Ci fermeremo solo ai termini immediatamente successivi, detti di quadrupolo elettrico e di dipolo magnetico. Partiamo dunque dall'espressione di nella zona delle onde (reintroduciamo le ):
Dunque, sviluppando il ritardo microscopico in serie di Taylor, arrestandoci ai termini quadratici:
È conveniente scrivere l'integrale fra parentesi come somma di un termine simmetrico e di uno antisimmetrico:
Il primo addendo è un termine detto di quadrupolo elettrico, mentre il secondo di dipolo magnetico. Consideriamoli separatamente. Il tensore di dipolo magnetico è definito come:
(è l'opposto del secondo addendo dell'integrale in ); si tratta di un tensore antisimmetrico tridimensionale, dunque ad esso è associato il vettore tridimensionale definito come:
detto dipolo magnetico, in quanto è definito in modo analogo al dipolo elettrico (con al posto di e il prodotto vettore al posto di quello scalare); si tratta del momento di dipolo magnetico. Se invece di una distribuzione continua di carica si considera una particella carica in moto, si ha:
Il quadrupolo elettrico è invece definito come:
(che è ovviamente un tensore simmetrico). Si ha allora, sfruttando l'equazione di continuità della carica:
Integrando per parti, uno dei due termini si annulla grazie al teorema di Gauss e al fatto che la quadricorrente si annulla all'infinito. Si ha quindi:
e pertanto:
Il quadripotenziale nella zona delle onde può dunque essere espresso come:
Per il teorema di Birkhoff, se il campo ha simmetria sferica si dovrebbe avere che è un quadripotenziale di tipo coulombiano, e dunque i termini contenenti e dovrebbero essere nulli. Infatti, nell'ipotesi che i campi abbiano simmetria sferica si ha e quindi (è l'integrale di una funzione dispari su un dominio pari); dalla definizione di quadrupolo elettrico, invece, non emerge evidentemente che esso è nullo per una distribuzione sferica di carica. In generale, dunque, , ma si tratta solo di un effetto di gauge (ossia, la gauge che stiamo usando non è la più "furba" possibile). Infatti, sotto la trasformazione:
il quadripotenziale diventa, trascurando i termini di ordine :
Questa trasformazione di gauge è quindi equivalente alla trasformazione:
(ove è detto momento di quadrupolo ridotto), di modo che l'espressione di diventa:
Se ora la distribuzione di carica è a simmetria sferica, passando a coordinate polari si ha , . Dunque:
L'ultimo integrale, però, è nullo; infatti si deve avere[1] , e , dunque . Pertanto:
Dunque, .
Studiamo dunque l'emissione di questa distribuzione sferica di carica. In approssimazione di dipolo si ha:
(notiamo che il termine è quello che determina la dipendenza della potenza emessa da ). Nel caso dell'approssimazione di quadrupolo, invece, per studiare la dipendenza della potenza irraggiata bisogna considerare anche che stesso dipende da ; possiamo soltanto dire, dunque, che in approssimazione di quadrupolo la dipendenza dalla direzione della potenza irradiata è più complicata di . Per determinare inoltre le frequenze emesse, notiamo che la relazione che lega il momento di quadrupolo a per una particella in moto è più complicata che in approssimazione di dipolo. Si ha infatti:
che è quadratico in (e non lineare come nel caso ), e analogamente per il dipolo magnetico . Pertanto, se ad esempio il moto della particella è armonico semplice di frequenza , la radiazione emessa in approssimazione di quadrupolo elettrico e di dipolo magnetico contiene anche frequenze multiple di . In generale, più ci si avvicina, nelle approssimazioni, a velocità relativistiche, più è grande la frequenza emessa (sempre come multiplo di ).
Notiamo poi che è quadratico in , dunque in approssimazione di quadrupolo dovremmo anche considerare i termini di ordine , perché nell'eseguire il quadrato di ci sono dei termini di ordine che provengono dal prodotto di con i termini di ordine . Pertanto, per consistenza, supponiamo che i termini di ordine , ossia i termini di dipolo, siano nulli.
Per calcolare la potenza totale emessa si procede come al solito. Saltiamo il conto perché è lungo e noiso; risulta:
Note
[modifica | modifica sorgente]- ↑ Infatti, se allora , altrimenti .