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Elettrodinamica classica/Approssimazione di quadrupolo

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Indice del libro

Vogliamo ora capire come "migliorare" l'approssimazione di dipolo. Ci fermeremo solo ai termini immediatamente successivi, detti di quadrupolo elettrico e di dipolo magnetico. Partiamo dunque dall'espressione di Aμ nella zona delle onde (reintroduciamo le c):

Ai=14πrcji(trc+nyc;y)d3y+o(1r2)

Dunque, sviluppando il ritardo microscopico in serie di Taylor, arrestandoci ai termini quadratici:

Ai=14πrc[D˙i+nyc0ji(trc;y)d3y+o(1c2)]==14πrc[D˙i+nkc0ykji(trc;y)d3y]

È conveniente scrivere l'integrale fra parentesi come somma di un termine simmetrico e di uno antisimmetrico:

ykjid3y=12(ykji+yijk)d3y+12(ykjiyijk)d3y

Il primo addendo è un termine detto di quadrupolo elettrico, mentre il secondo di dipolo magnetico. Consideriamoli separatamente. Il tensore di dipolo magnetico è definito come:

Mik=12(yijkykji)d3y

(è l'opposto del secondo addendo dell'integrale in Ai); si tratta di un tensore antisimmetrico tridimensionale, dunque ad esso è associato il vettore tridimensionale M definito come:

Mik=εikMM=12y×jd3y

detto dipolo magnetico, in quanto è definito in modo analogo al dipolo elettrico (con j al posto di ρ e il prodotto vettore al posto di quello scalare); si tratta del momento di dipolo magnetico. Se invece di una distribuzione continua di carica si considera una particella carica in moto, si ha:

M=e2y×v

Il quadrupolo elettrico è invece definito come:

Dij=yiyjρ(t;y)d3y

(che è ovviamente un tensore simmetrico). Si ha allora, sfruttando l'equazione di continuità della carica:

D˙ij=yiyj0ρ(t;y)d3y=yiyjykjkd3y

Integrando per parti, uno dei due termini si annulla grazie al teorema di Gauss e al fatto che la quadricorrente si annulla all'infinito. Si ha quindi:

D˙ij=(yjji+yijj)d3y

e pertanto:

12(ykji+yijk)d3y=12D˙ik

Il quadripotenziale nella zona delle onde può dunque essere espresso come:

Ai=14πr[1cD˙i+1c2(12D¨ikM˙ik)nk+o(1c3)]

Per il teorema di Birkhoff, se il campo ha simmetria sferica si dovrebbe avere che Ai è un quadripotenziale di tipo coulombiano, e dunque i termini contenenti M˙ik e D¨ik dovrebbero essere nulli. Infatti, nell'ipotesi che i campi abbiano simmetria sferica si ha ji(t;y)=ji(t,|y|) e quindi Mij=0 (è l'integrale di una funzione dispari su un dominio pari); dalla definizione di quadrupolo elettrico, invece, non emerge evidentemente che esso è nullo per una distribuzione sferica di carica. In generale, dunque, Dij0, ma si tratta solo di un effetto di gauge (ossia, la gauge che stiamo usando non è la più "furba" possibile). Infatti, sotto la trasformazione:

AiAii(18πrc13D¨jj(trc))

il quadripotenziale diventa, trascurando i termini di ordine 1/r2:

Ai=Ai18πrc2ni13D¨jj(trc)+o(1r2)

Questa trasformazione di gauge è quindi equivalente alla trasformazione:

DijD'ij=(yiyj13δij|y|2)ρ(trc;y)d3y

(ove D è detto momento di quadrupolo ridotto), di modo che l'espressione di Ai diventa:

Ai=14πr[1cD˙i+1c2(12D¨'ikM˙ik)nk+o(1c3)]

Se ora la distribuzione di carica è a simmetria sferica, passando a coordinate polari si ha d3y=|y|2d|y|dΩ, yi=|y|ni. Dunque:

D'ij=|y|2|y|2ρ(trc,|y|)d|y|(ninj13δij)dΩ

L'ultimo integrale, però, è nullo; infatti si deve avere[1] ninjdΩ=kδij, e ninidΩ=4π=kδii=3k, dunque k=4π/3. Pertanto:

ninjdΩ=4π3δij13δijdΩ=4π3δij

Dunque, D'ij=0.

Studiamo dunque l'emissione di questa distribuzione sferica di carica. In approssimazione di dipolo si ha:

dWdΩ=r2c|n×A˙|2=r2c(δijninj)A˙iA˙j

(notiamo che il termine δijninj è quello che determina la dipendenza della potenza emessa da sin2θ). Nel caso dell'approssimazione di quadrupolo, invece, per studiare la dipendenza della potenza irraggiata bisogna considerare anche che Ai stesso dipende da nk; possiamo soltanto dire, dunque, che in approssimazione di quadrupolo la dipendenza dalla direzione della potenza irradiata è più complicata di sin2θ. Per determinare inoltre le frequenze emesse, notiamo che la relazione che lega il momento di quadrupolo a y per una particella in moto è più complicata che in approssimazione di dipolo. Si ha infatti:

Dij=e(yiyjδij|y|2)

che è quadratico in y (e non lineare come nel caso Di=eyi), e analogamente per il dipolo magnetico Mik. Pertanto, se ad esempio il moto della particella è armonico semplice di frequenza ω, la radiazione emessa in approssimazione di quadrupolo elettrico e di dipolo magnetico contiene anche frequenze multiple di ω. In generale, più ci si avvicina, nelle approssimazioni, a velocità relativistiche, più è grande la frequenza emessa (sempre come multiplo di ω).

Notiamo poi che dW/dΩ è quadratico in A˙, dunque in approssimazione di quadrupolo dovremmo anche considerare i termini di ordine 1/c3, perché nell'eseguire il quadrato di A˙ ci sono dei termini di ordine 1/c4 che provengono dal prodotto di D¨i/c con i termini di ordine 1/c3. Pertanto, per consistenza, supponiamo che i termini di ordine 1/c, ossia i termini di dipolo, siano nulli.

Per calcolare la potenza totale emessa si procede come al solito. Saltiamo il conto perché è lungo e noiso; risulta:

W=dWdΩdΩ=16π|M¨|2+180πD¨˙ijD¨˙ij

  1. Infatti, se i=j allora ninj=nini=1, altrimenti ninj=0.