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Elettrodinamica classica/I tensori

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Indice del libro

Facciamo adesso una "digressione matematica" sui concetti di tensore e di campo tensoriale, che come abbiamo in parte visto (e come vedremo approfonditamente in seguito) sono fondamentali per poter formulare una descrizione relativistica dell'elettromagnetismo.

Cosa si intende per tensore? Un tensore è una quantità che rispetto al gruppo di Poincaré si trasforma linearmente in maniera ben definita.[1] Vediamo di capirlo meglio per esempi.

Il più semplice tensore possibile è uno scalare: si tratta di una quantità rappresentata da un numero, chiamiamolo φ, che non trasforma fra sistemi di riferimento inerziali: φ=φ. Esempi di scalari sono la massa o la carica di un corpo.

Il primo tipo di tensore non banale è il quadrivettore (controvariante), ossia una quantità che in un sistema di riferimento inerziale è rappresentata da quattro numeri, e si trasformano rispetto al gruppo di Poincaré tramite la seguente legge:

a'μ=Λ νμaν

Se per esempio in K si ha Vμ=Wμ, allora in K si avrà V'μ=W'μ; un esempio di quadrivettore è dxμ. Se si hanno due quadrivettori, Vμ e Wμ, è facile vedere che la quantità ημνVμWν è uno scalare. Infatti:

ημνVμWν=ημνΛ ρμVρΛ σνWσ=ημνΛ ρμΛ σνVρWσ==ησρVρWσ=ημνVμWνημνVμWν=ημνVμWν

Dati due quadrivettori, dunque, la loro contrazione è uno scalare.

Definendo Vμ=ημνVν, allora la contrazione fra Vμ e Wμ si può scrivere VμWμ; ovviamente VμWμ=VμWμ.

I quadrivettori del tipo Vμ sono detti quadrivettori covarianti; per capire come si trasformano sfruttiamo la legge di trasformazione dei quadrivettori controvarianti:

Vμ=ημνVνV'μ=ημνV'ν=ημνΛ ρνVρ=ημνΛ ρνηρσVσ=Λ~μ σVσ=Λ~μ νVνV'μ=Λ~μ νVν

Generalizzando: un tensore di rango (m,n) è un oggetto con m indici "alti" e n "bassi", che indichiamo con T   ν1νnμ1μm, che si trasforma per il gruppo di Poincaré secondo la legge:

Tν1νnμ1μm=Λρ1μ1ΛρmμmΛ~σ1ν1Λ~ σnνnTσ1σnρ1ρm

Adesso, che operazioni si possono compiere fra i tensori?

Prodotto tensoriale.
Dati un tensore di rango (m,n) e uno di rango (k,), il loro prodotto tensoriale è un tensore di rango (m+k,n+) che ha come componenti i prodotti algebrici delle componenti dei due tensori di partenza:

V   ν1νnμ1μm,W   ν1νμ1μkT   ν1νn+μ1μm+k=V   ν1νnμ1μmW   ν1νμ1μk

Contrazione degli indici.
Dato un tensore di rango (m,n), contraendo k dei suoi indici controvarianti con k di quelli covarianti si ottiene un tensore di rango (mk,nk). Ad esempio partendo dal tensore T   ρσλμν, di rango (3,2), e contraendo gli indici μ e ρ si ottiene il tensore

W  σλν=T   μσλμν

che è di rango (2,1).

Caratteristica importante dei tensori sono le loro proprietà di simmetria o antisimmetria. Un tensore Sμν si dice simmetrico se Sμν=Sνμ, mentre un tensore Aμν si dice antisimmetrico se Aμν=Aνμ. Da notare che nel caso di un tensore misto, come può essere T νμ, non ha alcun senso chiedersi se sia simmetrico o antisimmetrico; la condizione T νμ=T μν non è infatti invariante sotto trasformazioni di Lorentz.

T νμ=T μνT νμT μν

Se un tensore è simmetrico o antisimmetrico, tale è in qualunque sistema di riferimento inerziale.

Le proprietà di simmetria si estendono facilmente a tensori di rango maggiore: un tensore si dice completamente simmetrico o completamente antisimmetrico se valgono le relative proprietà di simmetria o antisimmetria per lo scambio di una qualsiasi coppia di indici.

Dato un tensore Tμν, si definisce la sua parte simmetrica come

T(μν):=12(Tμν+Tνμ)

e la sua parte antisimmetrica come

T[μν]:=12(TμνTνμ)

Ovviamente, T(μν) e T[μν] sono rispettivamente simmetrici e antisimmetrici, anche se il tensore di partenza Tμν non lo era.

Altro fatto importante è che la contrazione di un tensore simmetrico con uno antisimmetrico vale zero. Supponiamo infatti che Sμν sia simmetrico e Aμν antisimmetrico. Allora:

SμνAμν=SμνAνμ=SνμAνμ

cambiamo ora il nome degli indici (operazione lecita in quanto sommati, e dunque muti): μν, νμ. Allora:

SμνAμν=SμνAμνSμνAμν=0

Per tensore invariante si intende un tensore che ha le stesse componenti in ogni sistema di riferimento. In altre parole, Tμν si dice invariante se Tμν=Tμν. Vediamo alcuni esempi:

  • ημν è un tensore invariante, infatti: η'μν=Λ ρμΛ σνηρσ=ημν.
  • δ νμ non è un tensore invariante, infatti δ νμ=Λ ρμΛ σνδρσδ νμ.
  • Il tensore di Levi-Civita εμνρσ, che è un tensore completamente antisimmetrico con ε0123=+1. Verifichiamo che è invariante:

ε'μνρσ=Λ αμΛ βνΛ γρΛ δσεαβγδ

Quest’ultimo oggetto è completamente antisimmetrico rispetto allo scambio di una qualsiasi coppia di indici; infatti, scambiando μ con ν:

ε'μνρσ=Λ βνΛ αμΛ γρΛ δσεβαγδεβαγδ=εμνρσ

Ma di un tensore completamente antisimmetrico a quattro dimensioni, a meno di multipli, ce n’è solo uno (fissata una “casella” del tensore, tutte le altre sono automaticamente determinate). Dunque:

εμνρσ=xεμνρσ

È un fatto (in sostanza ne è la definizione) che x=detΛ. Lo si può “vedere” facilmente in due dimensioni:

Λ=(Λ 11Λ 21Λ 12Λ 22)Λ αμΛ βνεαβ=xεμν

e se poniamo ad esempio μ=1 e ν=2 allora, tenendo conto che ε12=1 e che εμμ=0, si ha

Λ1αΛ2βεαβ=xx=Λ11Λ22ε12+Λ12Λ21ε21=Λ11Λ22Λ12Λ21=detΛ

Dunque:

ε'μνρσ=detΛεμνρσ

Ma come conseguenza del fatto che Λ deve soddisfare la condizione del gruppo di Poincaré si ha[2] che detΛ=±1, e quindi:

εμνρσ=±εμνρσ

In realtà, quindi, ε è invariante rispetto a tutte le trasformazioni di Lorentz con detΛ=1, mentre cambia di segno per quelle con detΛ=1; è per questo che la dicitura corretta per ε è quella di pseudotensore invariante.

Ora, esistono altri tensori invarianti diversi da quelli visti? Ossia, esistono tensori invarianti che non siano combinazioni lineari di ημν e εαβγδ? La risposta, contenuta in un teorema che noi non dimostriamo, è negativa: se Tμνρσ è un generico tensore invariante, questo non può che essere una combinazione lineare di ε o di prodotti di η, ossia:

Tμνρσ=aεμνρσ+bημνηρσ+cημρηνσ+dημσηνρ

  1. Matematicamente, un tensore forma una rappresentazione del gruppo di Poincaré, cioè una maniera di associare ad ogni elemento del gruppo una matrice.
  2. ΛTηΛ=ηdet(ΛTηΛ)=detηdetΛTdetηdetΛ=detηdetΛdetΛ=(detΛ)2=1detΛ=±1