Elettrodinamica classica/L'atomo di idrogeno
Vediamo ora un'importante applicazione dello scattering Thomson. Consideriamo un atomo di idrogeno, composto dunque da un protone e un elettrone che gli orbita intorno. Sappiamo che, classicamente, particelle accelerate irradiano, e dunque ci aspetteremmo che gli elettroni, all'interno dell'atomo, siano instabili e emettano radiazione. Vogliamo studiare proprio questa emissione, detta Bremsstrahlung (non relativistica): si tratta della radiazione emessa quando due particelle interagiscono attraverso la forza coulombiana. Si possono distinguere dunque due casi: quello in cui le orbite delle particelle sono aperte (come in un urto contro un bersaglio) e quello in cui sono chiuse (come l'elettrone in un atomo). Come abbiamo detto, il caso fisicamente più interessante è il secondo, e dunque ci occupiamo di questo.
Consideriamo quindi l'atomo di idrogeno nello stato fondamentale; allora si può considerare il protone fermo nel sistema di riferimento del laboratorio (dal momento che è molto più pesante dell'elettrone) e l'elettrone in orbita attorno ad esso lungo traiettorie circolari.
Il raggio di quest'orbita è il raggio di Bohr:
Se a questo sistema fossero applicabili i princìpi della meccanica classica[1], essendo accelerato l'elettrone dovrebbe emettere. L'equazione del moto dell'elettrone è:
ove cm è il raggio classico dell'elettrone. Dunque:
(perché ), e pertanto la potenza emessa dall'elettrone è (usiamo la formula di Larmor):
Quindi, l'energia emessa in un periodo di rotazione è:
Detta ora l'energia iniziale posseduta dall'elettrone, allora:
e inoltre:
L'elettrone, dunque, perde pochissima energia ad ogni giro, e il fatto che la variazione percentuale dell'energia per giro sia piccolissima giustifica a posteriori la validità della nostra approssimazione. Ora, però, il periodo di rotazione dell'elettrone è s; nella nostra approssimazione (che è la più "cruda" possibile), dunque, in circa s l'elettrone perde tutta la sua energia, collassando sul protone. Se dunque la meccanica classica fosse applicabile a questo sistema fisico, gli atomi collasserebbero e la materia non potrebbe esistere. Inoltre, l'elettrone dovrebbe emettere con frequenza , perché il moto dell'elettrone è armonico semplice; infatti , e ha la stessa frequenza del moto dell'elettrone. Pertanto, dovrebbe essere emessa la sola frequenza , ma in realtà ciò è vero solo in approssimazione di dipolo. Volendo "raffinare" questo modello, si può tener conto del fatto che in realtà il raggio varia col tempo ; in questo caso si avrebbe, dunque:
(ossia, la variazione percentuale del raggio è opposta a quella dell'energia), e poiché :
Se stimiamo il tempo al quale , risulta s, in accordo con quanto visto prima. In realtà anche in questo caso abbiamo tralasciato il fatto che via via che il raggio diminuisce, la velocità dell'elettrone aumenta, e ad un certo punto diventano importanti gli effetti relativistici. Volendo, quindi, si potrebbe apportare anche questa correzione, ma il risultato non cambia di molto.
Note
[modifica | modifica sorgente]- ↑ Nota: per "classica" si intende "non quantistica"; per "meccanica classica" intendiamo dunque anche quella relativistica.