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Elettrodinamica classica/L'equazione del moto

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Indice del libro

Alla luce di quanto visto, l'equazione del moto della particella diventa:

fμ=mwμ=md2xμds2

ove fμ è la quadriforza. Vogliamo considerare il caso in cui quest'ultima è generata da campi elettromagnetici. In formalismo non covariante le equazioni dell'elettrodinamica sono scritte in termini di E e B; per riscriverle in termini covarianti dobbiamo "creare" un tensore a partire da essi. In questo caso, però, non possiamo "estendere" E e B a quadrivettori, perché non abbiamo niente da usare come loro eventuale componente temporale. "Incorporiamo", dunque, questi due campi in un tensore antisimmetrico Fμν; è necessario che Fμν sia antisimmetrico perché in questo modo non abbiamo problemi di gradi di libertà: E e B in totale hanno sei gradi di libertà[1], tanti quanti quelli di un tensore antisimmetrico[2]. Definiamo dunque questo tensore di modo che:

Fi0=EiFij=εijkBk

In termini di questo tensore, le equazioni di Maxwell si scrivono:

εμνρσνFρσ=0μFμν=jν

le prime sono dette identità di Bianchi[3], e sono le equazioni di Maxwell prive di sorgenti (divergenza di B e rotore di E), mentre le seconde sono propriamente dette equazioni di Maxwell (in seguito quando diremo "equazioni di Maxwell" ci riferiremo a queste), e sono quelle in presenza di sorgenti (divergenza di E e rotore di B). Inoltre, nelle equazioni di Maxwell jν è la quadricorrente:

jν=(ρ,j)

Dunque, tornando all'equazione del moto, si ha:

fμ=mduμds=eFμν(x(s))uν

detta equazione di Lorentz. Queste tre equazioni che abbiamo visto sono "accoppiate" fra loro: mentalmente possiamo pensare che le prime due (Bianchi e Maxwell) servano per ricavare i campi date le sorgenti, mentre l'ultima (Lorentz) permetta di ricavare il moto noti i campi. In realtà il mondo è un po' più complicato: le particelle generano sì i campi, ma questi influenzano il moto stesso delle cariche che li generano; cercare di risolvere esattamente il problema è estremamente complicato, e lo vedremo alla fine del corso. Ai fini pratici, possiamo tranquillamente trascurare l'azione di un campo sulla particella stessa che lo genera.

  1. Tre per le componenti del campo elettrico e tre per quello magnetico.
  2. La condizione Fμν=Fνμ fissa infatti i valori della "diagonale del tensore" (si dovrà avere Fμμ=0), e fuori da essa rimangono 12 componenti vincolate fra loro: fissati i valori di sei di queste, tutto il tensore è automaticamente determinato.
  3. Nota: l'identità di Bianchi si può scrivere come la permutazione ciclica μFνρ+νFρμ+ρFμν=0 Infatti, poiché εμνρσ è completamente antisimmetrico: εμνρσνFρσ=εμνρσ[νFρσ]=0 e poiché ε non è un tensore identicamente nullo, si deve avere [νFρσ]=0. Svolgendo il calcolo esplicitamente (e rinominando gli indici) si ritrova la permutazione scritta sopra.