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Elettrodinamica classica/Le grandezze del moto

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Indice del libro

Passiamo ora allo studio della cinematica relativistica.

La "traiettoria" di una particella si descrive in modo relativisticamente covariante fornendo una curva xμ(λ) nello spaziotempo, ove λ è un parametro. Questa curva descrive effettivamente la traiettoria di una particella se sono soddisfatte le seguenti condizioni:

dx0dλ>0(dxμdλ)2=ημνdxμdλdxνdλ0

La prima condizione implica che x0(λ) (il tempo) sia funzione monotona crescente del parametro λ, e perciò può essere invertita per determinare λ in funzione del tempo. In questo modo la legge oraria x(t) può essere ricavata eliminando λ in favore del tempo in xμ. Se riscriviamo in questo modo la seconda condizione:

dxμdλdxμdλ=(dtdλ)2dxμdtdxμdt=(dtdλ)2(1v2)0v21

ci rendiamo conto di come essa sia necessaria affinché la particella non assuma velocità maggiori di c. Dato che in generale il cono luce di un quadrivettore Aμ è l'ipersuperficie individuata da AμAμ=0, la seconda condizione seleziona per ogni λ l'interno del cono luce della particella, mentre la prima condizione ne seleziona la metà che si trova nel futuro. Dunque, queste due condizioni assicurano che per ogni valore del parametro λ la linea d'universo della particella sia sempre causale (cioè interna al cono luce, e tale che anche il suo vettore tangente lo sia) e diretta verso il futuro.

Vale inoltre l'invarianza per riparametrizzazione, ossia è sempre possibile effettuare il cambio di parametro λλ invertibile di modo tale che xμ(λ)xμ(λ(λ))=x~μ(λ), e x~ rappresenta sempre la stessa traiettoria. Per via di questa "ridondanza", fra queste quattro le funzioni fisicamente rilevanti sono tre (si ha la stessa informazione che nel caso non relativistico): infatti una delle xμ(λ) rappresenta il tempo della particella, e chiamandola ovviamente x0(λ) si può porre:

x0(λ)=tλ=λ(t)xi(t)xi(λ(t))

L'informazione fisica rilevante è dunque contenuta in tre delle quattro funzioni.

Questa ridondanza può essere sfruttata per fare scelte particolarmente utili. Le due più importanti sono:

λ=t

Questo tipo di descrizione rompe esplicitamente l'invarianza di Lorentz. Con questa scelta si ha:

xμ(t)=(t;xi(t))dxμdt=(1;vi(t))

Notare che quest'ultimo non è un quadrivettore.

λ=s

In questo caso s è il cosiddetto tempo proprio della particella, ossia il tempo misurato in un sistema di riferimento inerziale istantaneamente solidale con la particella. In questo caso si ha:

dsdt=1v2=γ1

Dal punto di vista geometrico, il ds è la distanza invariante fra due punti infinitamente vicini sulla traiettoria spaziotemporale del corpo. Dunque:

ds=dxμdλdxνdλημνdλ

e, come noto s è uno scalare di Lorentz, e questo è il motivo per il quale lo si usa molto spesso. Pertanto, dxμ/ds è un quadrivettore, detto quadrivelocità:

uμ=dxμds

Si ha che:

uμ=dxμds=dtdsdxμdt=γ(1;v)uμuμ=dxμdsdxμds=dsdsdsds=1

In base a ciò si possono definire altre grandezze:

  • Il quadrimomento: pμ=muμ. Si ha che la sua componente temporale è l'energia della particella, mentre quella spaziale è il suo impulso
  • La quadriaccelerazione: wμ=duμds=dtdsddtγ(1;v). Si vede facilmente che wμuμ=0. Infine, wμ|v=0=(0,a), ossia la quadriaccelerazione nel sistema di riferimento istantaneamente solidale con la particella ha come componenti spaziali l'accelerazione stessa della particella in un sistema di riferimento inerziale.