Elettrodinamica classica/Problema di Cauchy per le equazioni del moto
Equazioni di Lorentz
[modifica | modifica sorgente]Vediamo ora alcuni metodi per risolvere le equazioni che abbiamo appena visto; iniziamo dalle equazioni di Lorentz.
Vogliamo cercare di capire se in linea di principio le equazioni di Lorentz sono risolvibili, e con quali condizioni iniziali.
Sono quattro equazioni differenziali del second'ordine per , e pertanto ammettono univocamente una soluzione con due condizioni al contorno, ossia ci aspettiamo che la soluzione esista e sia unica se sono noti e . Fisicamente, però, conosciamo solo posizione e velocità iniziali della particella, ossia e ; abbiamo dunque 6 () condizioni iniziali, mentre dalle equazioni di Lorentz ce ne aspetteremmo 8 (). In realtà, il problema è risolvibile, e lo si può vedere in due modi: covariante e non covariante.
Covariante
[modifica | modifica sorgente]dobbiamo "costruire" le condizioni iniziali a partire dalle . Innanzitutto, deve soddisfare:
Ci basta però imporre questa condizione per . Vediamo perché. Se infatti vale l'equazione di Lorentz:
Quindi, supponendo valide le equazioni di Lorentz, la quantità è costante, e se vale per varrà per ogni . La quadrivelocità, dunque, dovrà essere tale per cui inizialmente , e dunque non è un quadrivettore arbitrario. Supponiamo dunque di conoscere e , allora posto ad esempio , si ha:
In questo modo è soddisfatto il vincolo per , e dunque per ogni .
Non covariante
[modifica | modifica sorgente]passiamo dalle incognite a , esprimendo tutto in termini di invece che di :
Queste sono quattro equazioni differenziali del second'ordine rispetto alle tre incognite . Quindi, al posto di si trova , e . Vediamo ora che una di queste equazioni è ridondante:
Esiste dunque una combinazione lineare delle che è nulla, e pertanto basta risolverne tre per risolverle tutte (l'ultima è determinata da questa combinazione lineare). Infatti, ad esempio:
Basta quindi risolvere le componenti spaziali di :
che sono equazioni differenziali rispetto alle incognite per le quali conosciamo le condizioni iniziali; pertanto, sono risolvibili. Inoltre:
(che è l'equazione della potenza). Poiché per quanto appena visto implica , l'equazione della potenza è implicata dall'espressione di .
Identità di Bianchi e invarianza di gauge
[modifica | modifica sorgente]Vediamo ora invece come si risolvono in generale le identità di Bianchi:
Il lemma di Poincaré ci permette di risolvere in generalità queste equazioni: questo lemma asserisce che l'equazione è vera se e solo se il tensore antisimmetrico si può scrivere come:
ove è un quadrivettore. Ciò è inoltre vero localmente, ossia in un intorno sufficientemente piccolo del punto considerato; globalmente, invece, ciò può non essere vero. Nel nostro caso (cioè in spazi del tipo di ), tuttavia, ciò è sempre verificato; è detto quadripotenziale. Non verifichiamo qui il lemma, ma ci limitiamo a dimostrarne una implicazione, ossia che se può essere scritto come , allora valgono le identità di Bianchi. Vediamolo:
ove alla seconda uguaglianza abbiamo eseguito la moltiplicazione e nel secondo termine rinominato con e con . Il quadrivettore , però, è particolare: non è univocamente definito. Ciò significa che dato un esistono più tali che . Questa "ridondanza" per è detta invarianza di gauge; per comprenderla meglio, consideriamo la trasformazione:
con campo scalare generico. Allora si ha:
e quindi la trasformazione lascia invariato , ossia i campi elettrico e magnetico. Da notare che mentre ha un significato fisico effettivo (ossia lo si può misurare), no (perché i potenziali sono definiti a meno di invarianza di gauge). Si possono, volendo, imporre condizioni (dette di gauge fixing) che rendano ben definito. Un esempio di gauge fixing è la gauge di Lorenz:
In questo caso, infatti, applicando la trasformazione di prima si ha che:
Quindi in questo caso, a meno che sia tale che (in questo caso si parla di gauge residua), è univocamente definito.
Equazioni di Maxwell e quadricorrente
[modifica | modifica sorgente]Ora, invece, come si risolvono le equazioni dinamiche?
Innanzitutto, affinché quest'equazione sia soddisfatta, non può essere un quadrivettore arbitrario. Infatti:
Quest'equazione esprime la conservazione della carica. Espressa in notazione tridimensionale diventa:
che è proprio l'equazione di continuità della carica. Ci chiediamo ora: che espressione esplicita ha ? Il caso più semplice possibile è quello di una particella carica in moto. Se è la sua carica, la sua traiettoria e la sua velocità, allora in notazione tridimensionale si ha:
ove è la delta di Dirac tridimensionale. In generale, quindi, la quadricorrente è un quadrivettore le cui componenti sono distribuzioni matematiche.
Cenni sulle distribuzioni
[modifica | modifica sorgente]
Il prodotto di due distribuzioni non è una distribuzione: , infatti, non ha senso. La inoltre si può generalizzare a più dimensioni:
Trasformata di Fourier di una distribuzione :
Una trasformata notevole è quella della :