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Elettrodinamica classica/Simmetrie interne e esterne

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Indice del libro

Sappiamo dunque che per il teorema di Noether se un sistema ha un gruppo di simmetria c'è una corrente conservata, la cui forma è:

Jμ=δxμ+δφrμφr

Considerando anche le variazioni:

δφr=φ'r(x)φr(x)δφr=φ'r(x)φr(x)

e tenendo conto del fatto che:

δφr=δφrδxννφr

possiamo scrivere:

Jμ=δxν(δμννφrμφr):=T~μν+δφrμφr

ove abbiamo definito il tensore energia-impulso:

T~μν=μφrνφrημν

Considereremo due tipi di simmetrie:

  • simmetrie interne: sono trasformazioni che agiscono sui campi ma non sui punti dello spaziotempo. Si ha dunque δxμ=0 e δφr0
  • simmetrie esterne: agiscono anche sui punti; δxμ,δφr0

Nel caso dell'elettrodinamica non ci sono simmetrie interne (le trasformazioni di Poincaré sono simmetrie esterne).

Simmetrie interne

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Per trattare simmetrie interne dobbiamo dunque considerare altre teorie di campo. Un esempio di questo tipo di teorie è una teoria con campo Φ(x) scalare e complesso (Φ(x)=Φ(x) per trasformazioni di Lorentz, e Φ(x)=φ1(x)+iφ2(x) con φ1,φ2 campi reali). Indichiamo con Φ il complesso coniugato di Φ. Si tratta di campi utili per formulare "teorie efficaci", cioè teorie valide solo a determinate scale di energia (ad esempio, i pioni possono essere descritti da campi scalari complessi). La lagrangiana di una tale teoria dovrà essere nella forma:

=μΦμΦm2ΦΦλ4(ΦΦ)2+

ove il primo addendo è l'oggetto più semplice che sia invariante di Lorentz e che coinvolga le derivate di Φ; inoltre compaiono Φ e Φ perché vogliamo che la densità di lagrangiana sia reale. Considerando Φ e Φ come campi indipendenti, possiamo prendere la variazione di rispetto a Φ e Φ. Si avrà dunque:

Φ+μμΦ=0Φ+μμΦ=0

ove la prima è l'equazione del moto per Φ e l'altra, la sua complessa coniugata, quella per Φ. Scriviamo esplicitamente la prima:

m2Φ+λ2(ΦΦ)Φ+μμΦ=0

In generale, quest'equazione non è semplice da risolvere per via del termine contenente λ, detto termine d'interazione. Nel caso λ=0, l'equazione è lineare in Φ e descrive la cosiddetta teoria libera, ossia quella nella quale le equazioni sono, appunto, lineari:

μμΦ+m2Φ=0

Una soluzione di quest'equazione può essere Φ=Φ0eipx con Φ0 e p costanti. Inserendola nell'equazione:

p2Φ+m2Φ=0p2=m2

e dunque p soddisfa la relazione tipica del quadrimomento di una particella di massa m. La lagrangiana ha sicuramente tutte le simmetrie del gruppo di Poincaré (che poi vedremo), ma anche la simmetria interna:

xμxμΦ(x)Φ(x)=eiαΦ(x)

con α costante indipendente da x; ovviamente vale anche la relazione complesso coniugata:

Φ(x)Φ(x)=eiαΦ(x)

e si ha anche:

μΦeiαμΦμΦeiαμΦ

Applichiamo dunque a questa simmetria il teorema di Noether. Per farlo, consideriamo trasformazioni infinitesime, ossia con α1:

eiα=1+iα+o(α2)Φ(x)=(1+iα)Φ(x)+o(α2)δΦ(x)=Φ(x)Φ(x)=iαΦ(x)

(in questo caso δφ=δφ perché δxμ=0). Dunque:

Jμ=δΦμΦ+δΦμΦ=iα(ΦμΦΦμΦ)

Si verifica che se valgono le equazioni del moto allora μJμ=0. Esiste dunque una carica conservata:

Q=J0d3xdQdt=0

Non possiamo mostrare qual è il suo significato fisico perché abbiamo bisogno di concetti di meccanica quantistica dei quali ancora non disponiamo, ma sarebbe la differenza fra il numero di particelle e di antiparticelle del sistema (il campo, se quantizzato, è descritto da un sistema di particelle e antiparticelle).

Simmetrie esterne

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Vediamo ora un'applicazione del teorema di Noether su simmetrie esterne, come le trasformazioni di Poincaré. Dobbiamo dunque determinare δxμ e δφr:

δxμ=Λμνxν+aμxμ=(δμν+ωμν)xν+aμxμ=aμ+ωμνxν

con |a|1 e ωμν=ωνμ. Per quanto riguarda invece δφr:

  • se φ è scalare: φ(x)=φ(x)δφ=0
  • se φr è un campo vettoriale, ad esempio φr=Aμ: A'μ(x)=Λ~μνAν(x)=(δμν+ωμν)Aν(x)δAμ(x)=ωμνAν(x)=ωμνηνρAρ(x)
  • se φr è un campo tensoriale, in generale: δφr=12ωμν(Σμν)rsφs con (Σμν)rs tensore.

Assumiamo, senza ledere in generalità, che:

(Σμν)rs=(Σνμ)rs

Infatti, se Σ avesse una componente simmetrica, questa non contribuirebbe alla δφr perché è moltiplicato per ω, che è antisimmetrico. Che forma ha Σ? Dipende dal "significato" dell'indice r, ossia dal tipo di campo in questione. Se ad esempio il campo è scalare (Σμν)rs=0; se invece φr=Aα:

δAα=ωανηνβAβ=ωμνδμαηνβAβ=12ωμν(δμαηνβδναημβ)Aβ

Dunque:

(Σμν)αβ=δμαηνβδναημβ

Simmetrie di Poincaré

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Deriviamo dunque la forma esplicita della corrente associata alle simmetrie di Poincaré:

Jμ=δxνT~μν+δφrμφr

ove abbiamo definito il tensore energia-impulso:

T~μν=μφrνφrημν

Quindi:

Jμ=(aν+ωνλxλ)T~μν+12ωνλ(Σνλ)rsφsμφr=aνT~μν+12ωνλ(xλT~μν+xνT~μλ+(Σνλ)rsφsμφr)

Definendo il tensore densità di momento angolare[1]:

M~μνλ=xλT~μν+xνT~μλ+(Σνλ)rsφsμφr

si ha dunque:

Jμ=aνT~μν+12ωνλM~μνλ

Da notare che M~ è antisimmetrico in ν e λ (M~μνλ=M~μλν) e vale inoltre:

μJμ=0aν,ωνλ

Quindi, le quantità aνT~μν e ωνλM~μνλ sono conservate:

μT~μν=0μM~μνλ=0

La prima segue in realtà dall'invarianza della lagrangiana per traslazioni, mentre la seconda è conseguenza dell'invarianza per trasformazioni di Lorentz.

Dunque, in una teoria di campo invariante per trasformazioni di Poincaré esistono un tensore energia-impulso T~μν e un tensore densità di momento angolare M~μνλ conservati. In realtà, queste due grandezze che abbiamo ricavato ora non sono direttamente uguali a quelle che avevamo determinato precedentemente. Innanzitutto, si aveva Tμν=Tνμ. Poiché:

T~μν=μφrνφrημν

L'eventuale simmetria di T~ dipende dalla forma di , e non è evidente. Consideriamo dunque degli esempi.

Se φ è un campo scalare reale (il fattore 12 è messo per convenienza):

=12μφμφV(φ)

T~μν=μφνφημνT~μν=T~νμ

Dunque, in questo caso il tensore energia-impulso è simmetrico.

Se φr è un quadrivettore, ad esempio Aμ:

=14FαβFαβ

e allora:

T~μν=μAλνφrημν

Poiché:

μAλ=12FαβFαβμAλ=12Fαβ(δαμδβλδαλδβμ)=Fμλ

allora:

T~μν=FμλνAλ+14ημνFαβFαβ

Si presentano però due problemi:

  • T~μν non è simmetrico
  • T~μν non è invariante di gauge

La prima questione deriva dal fatto che Yμνλ non è nullo perché (Σνλ)rs0. Se però valgono entrambe le conservazioni del tensore energia impulso e densità di momento angolare, allora:

μM~μνλ=T~νλT~λν+μYμνλ=0

Se poi la teoria è invariante di Lorentz, Yμνλ=0 (perché δφ=0) e dunque T~νλ=T~λν.

Ci chiediamo dunque che relazione ci sia fra T~ e il tensore energia impulso T che avevamo determinato precedentemente. Ricordiamoci innanzitutto che la corrente di Noether non è univocamente determinata: Jμ e Jμ+λXλμ, con Xλμ antisimmetrico, danno luogo alle stesse equazioni del moto. Potremmo dunque scrivere:

Tμν=T~μν+λXλμν

con Xλμν=Xμλν; in questo modo, siamo sicuri che vale μTμν=0, e la carica associata a T è la stessa di T~:

T0νd3x=T~0νd3x

Dobbiamo dunque capire che forma abbia Xλμν affinché Tμν sia simmetrico. Poiché sappiamo che:

T~μνT~νμ+λYλμν=0conYλμν=Yλνμ

potremmo porre:

Xλμν=α(YλμνYμλν)

(in questo modo X è antisimmetrico in λ e μ). Con questa scelta si ha:

Tμν=T~μν+α(λYλμνλYμλν)=T~μν+α(T~μν+T~νμ)αλYμλν

Ora, se α fosse uguale a 12, i primi due termini darebbero luogo alla parte simmetrica di T~μν, ossia si avrebbe:

Tμν=12(T~μν+T~νμ)12λYμλν

Il secondo termine però non è simmetrico, a meno che al suo posto non ci sia λ(Yμλν+Yνλμ). Dobbiamo dunque porre:

Xλμν=12(YλμνYμλνYνλμ)

di modo che:

Tμν=12(T~μν+T~νμ)12λ(Yμλν+Yνλμ)

e pertanto Tμν stavolta risulta effettivamente simmetrico. Ci resta però da verificare se Xλμν è antisimmetrico rispetto a μ e λ: questo però è sicuramente vero, perché la differenza dei due primi Y lo è, così come l'ultima Y lo è per quanto visto poco sopra. In generale, dunque, il tensore energia-impulso non è simmetrico, ma se il sistema è invariante per trasformazioni di Lorentz allora vale

T~μνT~νμ+λYλμν=0conYλμν=Yλνμ

e quindi T può essere reso simmetrico come abbiamo visto (o meglio, esiste un T simmetrico equivalente a T~).

Verifichiamo ora che nel caso dell'elettromagnetismo questa "ricetta" funziona. Abbiamo che:

T~μν=FμλνAλ+14ημνFαβFαβ

Inoltre:

Yμνλ=(Σνλ)αβAβμAα=(δναηλβδαληνβ)Aβ(Fμα)=FμνAλ+FμλAν

Xλμν=FλμAν

Perciò:

Tμν=FμλνAλ+14ημνFαβFαβλ(FλμAν)

e dalla validità delle equazioni di Maxwell per il campo libero (λFλμ=0) si ha che λ(FλμAν)=(λFλμ)AνFλμλAν=FλμλAν. Allora:

Tμν=Fμλ(νAλλAν)+14ημνFαβFαβ=

FμλFνλ+14ημνFαβFαβ=FμλFλν+14ημνFαβFαβ

e risulta proprio Tμν=Tνμ.

Sappiamo che l'invarianza del sistema per trasformazioni di Lorentz implica l'esistenza di un tensore M~μνλ conservato, ossia tale che μM~μνλ=0, e inoltre:

M~μνλ=xνT~μλxλT~μν+Yμνλ

Abbiamo poi già visto che se disponiamo di un tensore energia-impulso simmetrico e conservato, possiamo definire il tensore:

Mμνλ=xνTμλxλTμν

che, come conseguenza della simmetria di T, è conservato anch'esso; le sue componenti corrispondono ai momenti angolari e ai boost. Sembrerebbe dunque che abbiamo due correnti distinte, M e M~, ma in realtà sono fisicamente equivalenti; si può infatti verificare che:

Mμνλ=M~μνλ+ρχρμνλconχρμνλ=xνXρμλxλXρμν

(e dunque χρμνλ è antisimmetrico in ρ e μ).

Se il campo non è più libero, ossia se ci sono anche delle sorgenti, si dovrebbe ripercorrere lo stesso ragionamento a partire dalla lagrangiana:

TOT=A+P+I

Non ripercorriamo tutte le argomentazioni. Diciamo soltanto che risulta:

T~TOT=T~emgμν+TPμν+jμAν

ove il tensore energia-impulso delle particelle TPμν risulta automaticamente simmetrico. Si pone poi:

TTOT=T~TOT+λXλμν

con lo stesso X di prima. Perciò:

TTOTμν=TPμν+14ημνFαβFαβFμλνAλ+jμAνλ(FλμAν)

e poiché:

jμAνλ(FλμAν)=jμAν(λFλμ)jμAνFλμλAν=FλμλAν

risulta:

TTOTμν=TPμν+Temgμν

che è proprio quello che avevamo trovato precedentemente.

Perché un tensore energia-impulso simmetrico?

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Perché abbiamo speso così tanto tempo per dimostrare che in una teoria invariante per trasformazioni di Poincaré esiste un tensore energia-impulso simmetrico? Un primo motivo l'avevamo già visto: la simmetria di Tμν implica l'uguaglianza Ti0=T0i, ossia implica che densità di quantità di moto e flusso di energia siano la stessa cosa. Un altro motivo, più importante, è che vorremmo introdurre in una teoria di campo la gravità, e per fare questo è importante che Tμν sia simmetrico. Vediamo un attimo perché facendo una piccola analogia con l'elettromagnetismo.

Le sorgenti del campo elettromagnetico sono le cariche, e ad esse è associata la corrente conservata jμ; questa genera il campo Aμ, e il termine della lagrangiana che "concretizza" quest'interazione è I=jμAμ. Nel caso della gravità, invece, dovrebbero essere le masse le sorgenti del campo; poiché però massa ed energia sono la stessa cosa, e l'energia relativistica (ivi compreso anche il momento) si conserva, le "vere" sorgenti del campo gravitazionale sono pμ, la cui conservazione deriva dalla conservazione di un tensore Tμν (l'analogo di jμ). Se dunque sapessimo scrivere le equazioni del moto del campo gravitazionale si dovrebbe avere (cfr equazioni di Maxwell) "qualcosa =Tμν". Non è poi difficile capire quale sia l'analogo di I per la gravità: l'analogo di Aμ è la metrica gμν(x) dello spazio, che ovviamente è un oggetto simmetrico in μ e ν (come η); perciò, l'analogo della lagrangiana d'interazione per la gravità è:

ITμνgμν

(in realtà questa relazione vale solo per campi gravitazionali deboli). Ciò ha però senso solo se Tμν è simmetrico: è per questo che è importante riuscire a dimostrare che un Tμν simmetrico esiste.

  1. Poniamo anche: Yμνλ=(Σνλ)rsφsμφr