Elettrodinamica classica/Sistema con gradi di libertà infiniti
Vogliamo ora estendere il tutto a sistemi con infiniti gradi di libertà, come i campi.
Supponiamo dunque di avere dei campi di qualunque tipo (con indice discreto del campo); assumiamo ad esempio che viva su una retta, e consideriamo dei punti su questa retta a distanza fissa fra di loro, e forniamo i valori del campo in corrispondenza degli . Si considera poi il limite .
In generale un campo, dunque, può essere considerato come una collezione di funzioni , una per ogni ; la dipendenza di da può essere dunque pensata come un indice (stavolta continuo, non più discreto). La lagrangiana di un sistema del genere, dunque, sarà del tipo:
ove è detta densità di lagrangiana, e la derivata del campo è e non solo perché altrimenti non sarebbe invariante. La relativa azione sarà dunque:
In linea di principio, potrebbe dipendere esplicitamente da , ma nei casi che considereremo ciò non avverrà.
L'integrale in che definisce è esteso alla regione di spaziotempo compresa fra gli istanti e : la possiamo pensare come un cilindro le cui basi e sono lo spazio tridimensionale agli istanti e , e il "bordo laterale" di questo cilindro è la sfera all'infinito, che indicheremo con .
Infine, le condizioni al contorno per i campi sono le solite: si assume che
abbastanza velocemente. Anche in questo caso le equazioni del moto discenderanno da:
Le variazioni dei campi sono funzioni che, come i campi, si annullano all'infinito abbastanza velocemente, ma si devono annullare anche agli istanti e ; perciò, si dovrà avere . La variazione di è definita esattamente come prima:
Vediamo dunque che forma assumono le equazioni del moto dei campi:
E poiché:
(il primo contributo si annulla perché le variazioni di si annullano su e , mentre il secondo perché le variazioni di si annullano all'infinito) allora si avrà:
che sono proprio le equazioni di Eulero-Lagrange per i campi.
Affinché la nostra teoria abbia senso, bisogna che le equazioni del moto siano covarianti. Ciò avviene se è invariante di Lorentz; a sua volta, ciò accade se e solo se la densità di lagrangiana è uno scalare di Lorentz:
e affinché è necessario che:
(ricordiamoci che i campi non sono necessariamente scalari, possono essere di qualunque tipo).
La densità di lagrangiana, poi, dev'essere locale. Ciò significa che dev'essere una funzione dei campi e delle loro derivate calcolati tutti nello stesso punto: l'evoluzione di un campo nel punto infatti può essere influenzata solo dai valori del campo e delle sue derivate prime in . Ad esempio, la densità di lagrangiana:
non è locale perché dipende sia da che da , anche se è invariante di Lorentz.
La densità di lagrangiana, inoltre, non è unica: esistono più densità di lagrangiana che generano le stesse equazioni del moto, ad esempio moltiplicando i campi per una costante o aggiungendoci una derivata totale. Supponiamo ora che:
con funzione generica. Allora:
Ora, il secondo integrale è nullo perché, poiché i campi si annullano all'infinito, anche una qualunque loro funzione lo fa. Il primo integrale, invece, è un funzionale dipendente dai valori di su e : la variazione di questo termine è dunque nulla, perché nell'eseguirla si valutano variazioni dei campi sulle due ipersuperfici, dove si annullano. Pertanto: