Elettrodinamica classica/Soluzioni dell'equazione di d'Alembert
Passiamo ora a studiare e risolvere le equazioni di Maxwell nel vuoto, ossia in assenza di cariche esterne.
Ognuna delle quattro equazioni sono del tipo , con campo scalare. Dobbiamo quindi risolvere:
detta equazione di d'Alembert. Sappiamo che , e questo operatore è sostanzialmente l'estensione quadridimensionale del laplaciano .
Supponiamo quindi di voler risolvere l'equazione di Laplace:
L'unica soluzione di queste equazioni con queste condizioni, però, è . Infatti, se vale l'equazione si avrà:
Poiché l'integrando è una somma di quadrati, ciò significa che ; pertanto è costante, e dovrà essere necessariamente nulla affinché venga soddisfatta la condizione .
Dunque, l'equazione di Laplace non ammette soluzioni che si annullano all'infinito che non siano banali.
Se però rieseguiamo lo stesso ragionamento per , ciò non è più vero; risulta infatti:
e poiché non è semidefinita positiva non si può concludere nulla (l'integrando non è più una somma di quadrati, o comunque non è in generale una quantità positiva). Per risolvere l'equazione di d'Alembert (supponendo ovviamente scalare di Lorentz, e che sia una distribuzione), passiamo alle trasformate di Fourier:
Notiamo innanzitutto che se è scalare di Lorentz anche la sua trasformata di Fourier lo è; infatti:
perché per le proprietà delle trasformazioni di Lorentz, e e sono scalari di Lorentz. Le trasformate di Fourier in questo caso sono estremamente utili perché:
Dunque:
Ora, l'insieme dei punti con è il cono luce dello spazio dei momenti : ciò significa che è non nulla solo su questo cono luce. Poiché è scalare di Lorentz e le uniche sottovarietà invarianti del cono luce sono l'origine e il cono stesso privato dell'origine, esistono due sole scelte possibili.
1) solo se ; si potrebbe dunque avere qualcosa del tipo[1]:
Ma in questo caso non si annulla all'infinito. Pertanto, non considereremo queste soluzioni in quanto non fisicamente rilevanti
2) | con . In questo caso, invece, si avrà:
Quindi:
ove nella penultima riga abbiamo effettuato il cambio di variabile nel secondo addendo.
Affinché sia reale, per le proprietà delle trasformate di Fourier, si deve avere[2] , e per brevità poniamo .
In questo caso, dunque:
ove c.c. sta per "complesso coniugato". Notiamo che, poiché è sicuramente scalare di Lorentz, dalla sua espressione segue che anche è invariante di Lorentz, fatto assolutamente non ovvio a priori. Ora, sappiamo già che ha un grado di libertà, cioè deve dipendere da due funzioni indipendenti; essendo però complessa, questa sarà esprimibile come una opportuna somma di due funzioni reali: ci deve dunque essere una relazione univoca che lega e con .
La soluzione più generale possibile di , dunque, è:
Questa può essere vista come una sovrapposizione di soluzioni elementari , dette onde piane; se ad esempio , allora:
e i punti con fase costante, cioè i punti tali che rappresentano dei piani ortogonali a , detti fronti d'onda, che si propagano alla velocità della luce. Queste onde sono anche monocromatiche, perché posseggono una frequenza ben precisa (); c'è da dire però che una singola onda piana non si annulla all'infinito, e pertanto considereremo, come soluzioni generali dell'equazione , sovrapposizioni di onde piane, dette pacchetti d'onde.
Note
[modifica | modifica sorgente]- ↑ Ricordarsi che le distribuzioni a supporto in un punto possono essere soltanto combinazioni lineari di e delle sue derivate.
- ↑ Infatti, dalla definizione stessa di trasformata di Fourier si verifica che se è reale allora . La condizione deriva dunque dal fatto che è la trasformata di Fourier della , che è reale (lo avevamo implicitamente supposto).