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Elettrodinamica classica/Soluzioni delle equazioni di Maxwell nel vuoto

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Indice del libro

Alla luce di ciò, consideriamo le equazioni di Mawxell:

Aμ=0

Si tratta di quattro equazioni identiche a quelle che abbiamo appena visto, una per ogni componente di Aμ. In modo analogo si determina che:

Aμ(x)=1(2π)212|k|[εμ(k)eikx+c.c.]|k0=|k|d3k

ove stavolta εμ è un quadrivettore (detto vettore di polarizzazione), e quindi cambierà sotto trasformazioni di Lorentz come

ε'μ(k)=Λμνεν(k)

In questo caso, dunque, sembrerebbe che il campo elettromagnetico abbia quattro gradi di libertà (uno per ogni componente di Aμ, ossia uno per ogni funzione complessa che costituisce εμ(k)); dobbiamo però imporre la gauge di Lorenz μAμ=0, ossia kμεμ(k)=0, e pertanto εμ ha solo tre componenti indipendenti. Tuttavia, come abbiamo già visto porre μAμ=0 non fissa completamente la gauge, perché possiamo ancora eseguire trasformazioni di gauge residue del tipo AμAμ+μΛ con Λ=0. La generica soluzione di Λ=0, però, è[1]:

Λ(x)=1(2π)212i|k|[eikxα(k)c.c.]d3k|k0=|k|

e quindi sotto la trasformazione AμAμ+μΛ, il quadrivettore εμ diventa:

εμ(k)εμ(k)+kμα(k):=ε~μ(k)

Inoltre:

kμε~μ(k)=kμεμ(k)+kμkμα(k)=0

perché ambo gli addendi sono nulli. Pertanto neanche tutte le componenti di ε~μ(k) (e quindi neanche quelle di εμ(k)) sono linearmente indipendenti; risulta quindi che delle quattro componenti di εμ(k) solo due sono linearmente indipendenti, in quanto una viene eliminata dalla gauge di Lorenz, e l'altra dalla gauge residua. Pertanto, Aμ e quindi Fμν ha due gradi di libertà, come già avevamo visto.

Introduciamo ora delle notazioni che ci saranno utili in seguito. Dato kμ con kμkμ=0, poniamo:

nμ=kμ|k|nμnμ=0n0=1n=k|k||n|=1

che altro non è che il versore che indica la direzione di propagazione dell'onda. Poiché si ha (sottintendiamo il pedice k):

μAμ=ikμεμeikx+c.c.

allora:

A˙μ=0Aμ=i|k|εμeikx+c.c.

Confrontando queste ultime due equazioni, risulta:

μAν=nμA˙ν

e si ha anche:

nμA˙μ=0nμnμ=0

Queste ultime si chiamano relazioni delle onde, e valgono per ogni onda elementare.

  1. Rispetto a quanto visto prima, ridefiniamo la λ in modo che compaia la i a denominatore, di modo che poi si semplifichi e non appesantisca inutilmente la notazione.