Filosofia dell'informazione/Etica informatica

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Problemi tradizionali ed emergenti[modifica]

Information society tradotto in italiano con società dell'informazione è un termine usato (specialmente da economisti e sociologi) per descrivere quelle società in cui tutte le attività umane e le istituzioni sociali sono state significativamente pervase e trasformate dall'uso dei computer. Ecco che quindi l'etica informatica può essere pensata come un campo in cui si esaminano accuratamente quei problemi etici sviluppatesi, negli ultimi decenni, proprio all'interno della società dell'informazione: il problema della privacy, del cybercrime, della virtual reality e via discorrendo.

Etiche dei professionisti informatici[modifica]

In una società dell'informazione molti individui vengono sempre più frequentemente assunti ed educati in tipologie di lavoro che implicano lo sviluppo, il mantenimento, la compravendita e l'uso dei computer. Una information society, infatti, finisce spesso per dipendere da questi professionisti informatici, i quali grazie alle loro straordinarie competenze in campo tecnologico, possono dare un impulso significativo alle attività sociali ed umane. Tuttavia permane un problema: queste stesse conoscenze possono essere usate non solo in modo positivo, al fine di arrecare beneficio alla comunità umana, ma possono anche agevolare attività illecite. Ecco che quindi, nella società attuale, uno dei problemi filosofici più importanti ha a che fare con le responsabilità sociali di un esperto informatico. Molti professionisti dei computer, infatti, frequentemente, essendo semplici impiegati in compagnie o in agenzie informatiche non sono critici nei confronti dei risultati dei loro progetti. Essi non si chiedono il perché di quello che fanno, interessandosi solamente al come.

Esiste, invece, una specie di contratto sociale tra i membri di un gruppo professionale e le comunità di cui sono parte integrante. Le società (Stati, province, comunità), invero, consentono ai gruppi professionali informatici, di avvalersi di istituzioni educative per formare i loro membri, tuttavia, solo a patto che questi ultimi vengano controllati, in modo da favorire il bene della comunità. A tal proposito, sono stati promulgati alcuni codici professionali che delineano, in termini generalissimi, le linee guida di comportamento che un esperto di informatica deve seguire nella sua professione. Si pensi, ad esempio, al Codice etico e professionale di ACM o al Codice di condotta della British Computer Society. Anche se è necessario precisare, in realtà, come negli ultimi anni, questi codici sono stati oggetto di numerose critiche proprio a causa del loro carattere troppo generale. Essi, infatti, non delineano precisamente le funzioni, il ruolo, che deve assolvere un esperto dei computer, ed inoltre, non precisano neanche se sono previste sanzioni o punizioni da applicare verso coloro che violano il codice, rivelandosi quindi, più che altro, delle dichiarazioni di ideali, a cui l'esperto informatico deve ispirarsi nel suo lavoro.

Il problema della privacy[modifica]

Una delle maggiori preoccupazioni, nate all'interno di una società dell'informazione, consiste nel problema della privacy La tecnologia informatica, infatti, oggi, rende possibile una inimmaginabile raccolta, conservazione e scambio di dati ed informazioni di molti individui. Ecco che quindi gli etici del computer non possono non concentrare la loro attenzione su due interrogativi fondamentali: cos'è la privacy? E perché essa ha così tanto valore? Il timore è che una società dell'informazione possa facilmente diventare una società della sorveglianza. Timore fondato sul lavoro svolto, nel secolo scorso, dal filosofo Jeremy Bentham, il quale progettò la forma di una struttura per le prigioni: il Panopticon. Il concetto della progettazione è di permettere alla guardia di osservare tutti i soggetti all'interno delle celle. L'effetto, tuttavia, non è bidirezionale, i prigionieri, infatti, non possono vedere la guardia nella torre e quindi non potranno mai sapere di essere controllati o meno. Trasferendo questo concetto in ambito informatico, le attività di raccolta dei dati, aventi luogo nelle società dell'informazione attuali, potrebbero avere un effetto panottico, in quanto gli individui sono perfettamente consapevoli che la maggiorparte di ciò che fanno può essere osservato, e questo potrebbe influenzare il modo in cui si comportano.

Questo problema si ripresenta anche nella riflessione sulla democrazia e la libertà. Le persone, mosse dalla paura di essere controllate, infatti, potrebbero divenire incapaci di agire liberamente e pensare in modo critico. Le preoccupazioni in merito alla privacy, sono state affrontate in ambito politico, con una varietà di normative che controllano e limitano la raccolta e l'uso di dati personali; tuttavia, in un'economia oramai globalizzata, i dati raccolti in un paese -dove vige un determinato tipo di protezione dati- possono circolare liberamente in un altro paese in cui esiste un tipo di protezione differente. Per assicurare che ciò non accada, si sta attualmente concentrando l'attenzione sull'elaborazione di accordi internazionali per il flusso di dati anche oltre i confini nazionali.

La dignità umana come base per il diritto alla privacy[modifica]

Il 4 Aprile 2016 il Parlamento europeo ha approvato il General Data Protection Regulation (GDPR), il regolamento generale sulla protezione dei dati.

L'espressione "dignità umana" appare nell'articolo 88, nel quale si afferma che la privacy deve essere considerata un concetto fondamentale per l'etica informatica, dal momento in cui essa è parte integrante della dignità umana, che deve essere posta come principio fondamentale in ogni contesto sociale e lavorativo.

Luciano Floridi sostiene che la difesa della privacy deve essere basata direttamente sulla difesa della dignità umana, la privacy deve rappresentarne il tronco, non un ramo dell'albero. Bisogna intendere la protezione della privacy come protezione dell'identità personale. Egli parla di un'antropologia filosofica in linea con i nostri tempi, un'interpretazione filosofica della natura umana all'interno dell'era digitale e delle nostre società dell'informazione. Ciò che le varie antropologie filosofiche hanno in comune è il fatto di riconoscere all'uomo un eccezionalismo umano ed interpretano il concetto di dignità basandosi su di esso.

Floridi individua ed analizza, nella filosofia occidentale, quattro principali antropologie filosofiche. Nella filosofia greca e romana, in particolare in Aristotele e Cicerone, l'eccezionalismo umano è fondato sull'abilità prettamente umana di controllare virtuosamente se stessi e a realtà circostante. Nell'ambito della filosofia cristiana, ad esempio secondo San Tommaso d'Aquino, l'eccezionalismo umano è fondato sulla creazione divina dell'umanità. Per quanto riguarda la filosofia moderna, dopo l'illuminismo e Kant, l'eccezionalismo umano si basa sull'autonomia razionale e l'abilità di autodeterminazione umana. Secondo la concezione post-moderna, esso si fonda sul riconoscimento del valore altrui. Il problema che Floridi individua nelle varie antropologie filosofiche analizzate è la concezione antropocentrica, la quale pone la dignità in una posizione secondaria rispetto alla centralità dell'uomo. Rifacendosi a Copernico, Darwin, Freud e Turing, il filosofo sostiene la teoria eccentrica, la quale toglie l'uomo dal suo ruolo di protagonista, attribuendogli un ruolo periferico all'interno dell'universo del pensiero. Tale teoria decentralizza l'agente in favore del ricevente di una data azione morale, l'uomo che si comporta moralmente lo fa ponendo i riceventi delle sue azioni al centro delle interazioni e se stesso alla periferia.

Pico della Mirandola considera l'umanità in un processo volto al divenire, l'uomo non è in cima alla catena dell'essere, non ne fa parte, non è né angelo né bruto, perché è capace di diventare altro.

Floridi individua nel termine polytropon, utilizzato da Omero per descrivere Ulisse, la descrizione più adeguata dell'uomo, questa parola rappresenta un uomo intelligente, furbo, capace di cogliere ogni opportunità e di trovare soluzioni. Può assumere anche altri significati,come ad esempio esploratore, viaggiatore. Ciò che rende l'uomo eccezionale è il mix di antica conoscenza e nuova apertura. Come viaggiatori siamo nelle mani dei nostri ospiti e godiamo della protezione e dell'ospitalità che è dovuta agli ospiti, per questo la dignità umana costituisce la base antropoeccentrica del diritto alla privacy, essendo viaggiatori dobbiamo rispetto e cura all'altro che ci ospita. Floridi giunge alla conclusione che solo l'approccio antropoeccentrico può porre l'eccezionalismo umano come giustificazione per la protezione della privacy mediante il concetto della dignità umana. Solo se l'eccezionalismo umano è basato su di una filosofia che vede gli esseri umani come organismi recanti informazioni, ai quali manca intrinsecamente un equilibrio permanente e che conducono un'esistenza di progressivo aggiornamento dell'informazione, allora una completa mancanza della privacy sarebbe disumanizzante.

Gli enti individuali sono progetti aperti, decentralizzando gli agenti, si dà un ruolo centrale al loro rapporto, al quale essi contribuiscono eccentricamente. Al centro non vi è l'individuo, ma la società tutta. Il rispetto delle informazioni altrui è la base di una società entro la quale gli uomini si relazionano tra loro volontariamente e produttivamente, contribuendo tutti, ognuno dalla propria periferia.

Criminalità informatica[modifica]

I diritti della privacy sono a volte minacciati da alcuni individui, i quali sfidano la legge, cercando guadagni personali oppure, semplicemente, cercando di dimostrare le proprie abilità informatiche, godendosi la sfida di comprendere il modo con cui rompere i meccanismi di sicurezza. Questi individui sono spesso chiamati hacker o cracker.

Anche se in passato tali termini erano distinti, in quanto gli hacker erano coloro che cercavano di mostrare semplicemente le proprie capacità informatiche, senza necessariamente violare la legge, mentre gli altri (i cracker) compivano attività illecite; attualmente, invece, questi due concetti, in un discorso concernente l'ambito informatico, possono essere del tutto interscambiabili. Scendendo nei particolari del discorso sull'hacking, oggi molti studiosi di etica del computer si chiedono se esiste una reale differenza morale fra reati quali furti, molestie faccia a faccia e reati effettuati tramite computer, come ad esempio, il copiare e il vendere copie di un programma. La domanda al giorno d'oggi sorge del tutto spontanea, poiché le azioni e le interazioni su internet hanno alcune caratteristiche peculiari. su internet, infatti, gli individui possono agire sotto la copertura di un certo tipo di anonimato, creando in questo modo un ambiente favorevole ad atteggiamenti e comportamenti criminali. Tuttavia, se si vuole cogliere una differenza tra il furto comune ed il cybertheft è che il ladro (il cracker) non priva il proprietario dell'uso della sua proprietà. Quest'ultimo, invero, ha ancora accesso al software, anche se naturalmente il valore di mercato di questi, è diminuito notevolmente, dal momento in cui esiste una copia dilagante.

Gli etici informatici, attualmente cercano sempre più di capire e concettualizzare i crimini informatici, pensando anche a possibili punizioni che possono, in qualche modo essere adeguate alle azioni illecite. Insomma, dal punto di vista filosofico, il comportamento criminale non è certamente una novità, ma nelle moderne società dell'informazione diviene estremamente necessario elaborare nuove forme di azione, con cui poter catturare i criminali e prevenire i cosiddetti cybercrime.

Problemi etici legati all'uso di internet[modifica]

Internet è stato, probabilmente, lo sviluppo tecnologico più potente e più importante avuto verso la fine del ventesimo secolo. Riunisce e offre forum per milioni di individui e aziende in tutto il mondo, attirando in questo modo l'attenzione da parte di molti etici informatici. Internet, infatti, sembra avere tre caratteristiche fondamentali che lo rendono unico e speciale:

  • fornisce comunicazioni many to many (molti a molti) su scala globale;
    con internet individui e aziende possono avere comunicazioni in tempo reale, a costi relativamente bassi e con grande facilità.
  • facilita un certo tipo di anonimato;
    si può comunicare con individui di tutto il mondo, usando pseudonimi o identità reali.
  • è riproducibile;
    software, musica e video possono essere duplicati all'infinito.

Queste tre caratteristiche di internet- portata globale, anonimia, e riproducibilità -hanno enormi potenzialità negative e positive. Lo scopo globale many to many infatti, può avvicinare le persone di tutto il mondo, nullificando le distanze geografiche. Tuttavia, uno degli inconvenienti di questo aspetto è che alcuni individui potrebbero, da qualsiasi parte del mondo e con pochissimo sforzo, lanciare virus, architettare inganni su una scala globale molto più ampia, rispetto a quella esistente prima.

Allo stesso modo l'anonimato ha sia vantaggi che pericoli. Il tipo di anonimato disponibile su internet, infatti, rende maggiormente libere le persone di comunicare e fare amicizia, rimuovendo le barriere basate sull'aspetto fisico, sulla razza e sul genere. L'anonimato, inoltre, può anche facilitare la partecipazione ad attività benefiche come discussioni tra vittime di stupro o mogli maltrattate. Allo stesso tempo, però, anche questa caratteristica porta con sé seri problemi, come ad esempio, la difficoltà di catturare criminali che agiscono sotto copertura, ed inoltre, la difficoltà a riconoscere l'identità delle persone con cui si sta chattando La riproducibilità facilita l'accesso alle informazioni e alla comunicazione, fa sì che parole e documenti siano inoltrati (e scaricati) ad un numero infinito di siti, aiuta a rintracciare i criminali informatici. Tuttavia, è necessario precisare come anche la riproducibilità di internet, abbia delle potenzialità assolutamente negative. Essa, infatti, minaccia la privacy e i diritti di proprietà: come si può essere sicuri, ad esempio, che uno studente abbia scritto un documento e non lo abbia scaricato dal web? Insomma, internet ha portato ad una gamma vastissima di cambiamenti nella società, ed il compito dell'etica informatica è quello di scoprire sia la tipologia di cambiamento, sia affrontare i vuoti politici, che talvolta i cambiamenti creano.

Realtà virtuale[modifica]

Una delle potenzialità più filosoficamente intriganti della tecnologia informatica sono i sistemi di Filosofia dell'informazione/Realtà virtuale, che rappresentano graficamente ed oralmente ambienti in cui gli individui possono proiettarsi ed interagire.

Fra gli ambienti virtuali progettati dagli informatici possono essere contemplati quelli che rappresentano situazioni di vita reali, volti ad addestrare i futuri professionisti di un determinato mestiere, come ad esempio i piloti. Altri ambienti, invece, presentano caratteristiche radicalmente diverse dal mondo reale, come ad esempio i giochi fantasy. Proprio per questo, gli etici, nel mondo attuale, hanno iniziato ad occuparsi anche dei problemi posti dalla realtà virtuale. Le azioni nei sistemi virtuali, infatti, possono avere robuste conseguenze nel mondo reale (la violenza in un gioco fantasy può avere un impatto sul giocatore reale, oppure il pilota che vola nel Simulatore di volo può essere giudicato impreparato per il volo reale). Ecco che quindi sorge l'esigenza, da parte degli etici, di studiare ed analizzare accuratamente il significato e la responsabilità sociale non solo delle nostre azioni nel mondo reale, ma anche di quelle che compiamo, sempre più frequentemente, nel mondo virtuale.