Fondamenti di informatica - Laurea triennale Informatica/Metodi di prova: sistemi matematici, dimostrazioni dirette e controesempi
Sistemi matematici
[modifica | modifica sorgente]Un sistema matematico è formato da:
- assiomi: affermazioni assunte vere senza dimostrazione;
- definizioni: introducono nuovi concetti usando termini già noti;
- termini indefiniti: non vengono definiti esplicitamente, ma il loro significato è determinato dagli assiomi.
A partire da questi elementi si possono dimostrare dei risultati chiamati teoremi.
Tipi particolari di teoremi:
- lemma: teorema utile soprattutto per dimostrare altri teoremi;
- corollario: teorema che segue facilmente da un altro teorema.
Una dimostrazione è un argomento logico che stabilisce la verità di un teorema.
Esempi di sistemi matematici
[modifica | modifica sorgente]Geometria euclidea
[modifica | modifica sorgente]Ha assiomi su punti, rette e parallelismo.
I termini “punto” e “retta” sono indefiniti.
Include definizioni come:
- triangoli congruenti;
- angoli supplementari.
Numeri reali
[modifica | modifica sorgente]Ha assiomi sulle proprietà dei numeri reali e delle operazioni.
Per esempio, viene definito l’insieme dei numeri reali positivi e il valore assoluto.
Teoremi, lemmi e corollari: esempi
[modifica | modifica sorgente]- teoremi: risultati importanti dimostrati;
- corollari: conseguenze immediate di teoremi già provati;
- lemmi: risultati intermedi, utili ma non sempre interessanti da soli.
Dimostrazioni dirette
[modifica | modifica sorgente]Molti teoremi hanno la forma:
Per ogni x, se P(x), allora Q(x).
Per dimostrare una proposizione di questo tipo con una dimostrazione diretta si segue questa idea:
- si prendono elementi arbitrari del dominio;
- si assume vera l’ipotesi P;
- usando definizioni, assiomi, teoremi già noti e regole logiche, si mostra che anche la conclusione Q è vera.
Quindi una dimostrazione diretta parte dalle ipotesi e arriva direttamente alla tesi.
Esempio con numeri pari e dispari
[modifica | modifica sorgente]- un intero è pari se esiste un intero k tale che n=2k;
- un intero è dispari se esiste un intero k tale che n=2k+1.
Con queste definizioni si dimostra, ad esempio:
- se m è dispari e n è pari, allora m+n è dispari.
La dimostrazione consiste nel sostituire:
- m=2r+1,
- n=2s,
e mostrare che
m+n=2(r+s)+1
che ha la forma di un numero dispari.
si può anche dimostrare che : ∃k (m=2k+1) se m è dispari, oppure ∃k (n=2k) se n è pari
Questo esempio fa vedere come, in una dimostrazione diretta, sia fondamentale usare correttamente le definizioni.
Esempi con insiemi
[modifica | modifica sorgente]Per provare che due insiemi sono uguali, bisogna dimostrare doppia inclusione:
- ogni elemento del primo appartiene al secondo;
- ogni elemento del secondo appartiene al primo.
Questa tecnica viene applicata a identità tra intersezioni, unioni e differenze di insiemi.
Ad esempio nell'intersezione fra insiemi si può dimostrare che:
A∩(B−C) = (A∩B)−(A∩C)
si parte affermando la condizione di un elemento x
x∈b−c
da cui si deduce:
x∈B∧x∈/C x∈A∩B x∈A∧x∈B
Analogamente riprendendo la prima formula, mediante equivalenze logiche:
x∈A∩(B−C)
equivale a:
x∈A∧x∈B∧x∈/C
Uso di sottodimostrazioni
[modifica | modifica sorgente]A volte, durante una dimostrazione, serve prima provare un risultato ausiliario.
Questa piccola dimostrazione intermedia è chiamata sottodimostrazione.
Serve a spezzare una prova complessa in parti più semplici.
Confutare un enunciato universale: controesempi
[modifica | modifica sorgente]Per smentire un’affermazione del tipo:
“per ogni x, P(x)”
non bisogna mostrare che è falsa in molti casi: basta trovare un solo valore per cui è falsa.
Questo valore si chiama controesempio.
Esempio: l’enunciato “per ogni intero n, n2+n+41 è primo” è falso, perché esiste almeno un valore di n che produce un numero non primo.
Il controesempio è quindi lo strumento fondamentale per negare una proposizione universale.
Suggerimenti per costruire una dimostrazione
[modifica | modifica sorgente]- scrivere chiaramente ipotesi e tesi;
- tenere sempre presente cosa si deve dimostrare;
- usare le definizioni in modo esplicito;
- guardare esempi concreti per capire meglio l’enunciato;
- giustificare ogni passaggio;
- segnalare chiaramente le parti della dimostrazione;
- se si sospetta che un enunciato sia falso, cercare un controesempio.
Inoltre, quando una prova fallisce, spesso questo fallimento può suggerire proprio dove trovare un controesempio.
Errori comuni
[modifica | modifica sorgente]a. Usare la stessa lettera per quantità diverse
[modifica | modifica sorgente]Non si può usare lo stesso simbolo per due numeri che potrebbero essere diversi.
Questo porta a conclusioni scorrette.
b. Verificare solo esempi particolari
[modifica | modifica sorgente]Mostrare che un enunciato è vero per alcuni valori non basta a dimostrarlo in generale.
c. Ragionamento circolare
[modifica | modifica sorgente]Non si può assumere come vera proprio la conclusione che si deve dimostrare.
Questo errore è chiamato petizione di principio o ragionamento circolare.
Idee chiave
[modifica | modifica sorgente]- la matematica si basa su sistemi formati da assiomi e definizioni;
- i teoremi si dimostrano con ragionamenti rigorosi;
- uno dei metodi più importanti è la dimostrazione diretta;
- per negare un enunciato universale basta trovare un controesempio;
- scrivere una dimostrazione richiede precisione, chiarezza e attenzione agli errori logici.