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Giochi all'aperto/Tegna alta

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Indice del libro

E' un linguaggio in dialetto Veneto, riferito ad un gioco del millennio scorso, molto praticato nelle piazze, davanti alle Chiese, allora in terra battuta, soprattutto negli anni del primo dopoguerra, della seconda guerra mondiale. Siamo in provincia di Padova, in località Villatora, una frazione in periferia del Comune di Saonara.

Un gioco di movimento e di riscaldamento, che si svolgeva nei pomeriggi postcatechismo invernali. Un gruppo di 7/10 ragazzi si accordava per il gioco. Il campo di gioco, come già detto era la piazza antistante la chiesa. Da noi a Nord dell'ingresso, quindi sempre ghiacciato d'inverno. Un cortile quadrilatero di, circa 20 m. di lato. Ogni partecipante si sceglie una propria sede sui lati dell'area di gioco, in posizione più alta rispetto al piano di gioco.(alcuni cm., comunque "alto"!). Facendo la solita conta, pari o dispari, oppure la mano-posizione su un bastone, chi rimaneva senza posizione sul bastone, era quello che doveva sfidare il resto del gruppo nel raggiungere la propria sede, durante la partita di movimento tra i giocatori che, furbescamente, si spostavano scambiandosi la sede, con movimenti e mosse veloci. Se il giocatore, rimasto senza sede, riusciva a prendere possesso della sede di un giocatore in ritardo, quest'ultimo diventava il nuovo "uno contro tutti", e il gioco proseguiva fino allo sfinimento, con chi restava sempre presente alla propria sede, senza mai perderla.

Oggi, questo gioco può presentarsi impraticabile, se non impossibile per tanti motivi: mancanza di cortili e/o di aree aperte e, in terra battuta, ma anche protette da circolazione di veicoli, e forse anche per una scarsa frequenza al catechismo. E' un gioco fra ragazzi, maschi, nell'età tra i 9/12 anni. Personalmente l'ho praticato per diversi anni, anche nel cortile di casa mia, ed era significativamente aggregante, caloroso, educante, furbo, educativo perchè non si poteva imbrogliare, ma si sviluppava nella destrezza del movimento e, nell'intesa, rapida tra compagni.

Alla sera, appena tramontato il sole, si era davvero stracchi, si mangiava e si andava a letto, riscaldandosi con la munega, oppure con una bottiglia di acqua calda, obbligatoriamente in lamiera zincata'! Al mattino sveglia bonoriva per arrivare, a piedi, alla nostra scuola elementare, portando anche dei pezzi di legna per alimentare la stufa, monumentale in terra cotta!