Imparare a insegnare in biblioteca/Conoscere i propri pubblici per progettare percorsi formativi
Diventare un bibliotecario educatore all'universitàDiventare un bibliotecario educatore all'università
Introduzione
[modifica | modifica sorgente]Il gruppo di lavoro, composto da bibliotecarie accademiche, di pubblica lettura e di musei, basa il suo lavoro sulla sintesi della Sessione del Convegno delle Stelline 2024 "Accademiche: Bibliotecario educatore e formatore”. Uno degli elementi chiave per il bibliotecario educatore e formatore è la conoscenza del fabbisogno degli utenti. Per rilevarlo in maniera sistematica, è necessario che questi acquisisca alcune competenze nei domini dell’attenzione al cliente, design del servizio e marketing e della relazione con il territorio inteso come popolazione a cui rivolgere i propri servizi. Questo contributo si sofferma sull’importanza di aggiungere alla cassetta degli attrezzi del bibliotecario educatore, oltre a competenze pedagogiche, tecnologiche, informative e di comunicazione, competenze relative alla conoscenza dei pubblici, per l’individuazione dei loro bisogni e la costruzione di percorsi formativi centrati sull’utente.
Pubblico, pubblici, comunità: quali apprendimenti in biblioteca?
[modifica | modifica sorgente]Le competenze del bibliotecario nella relazione e conoscenza dei pubblici
[modifica | modifica sorgente]Come tutte le figure professionali che cercano di portare all’esterno le proprie conoscenze, anche il bibliotecario deve avere chiaro a chi si sta rivolgendo al fine di poter strutturare la comunicazione, l’azione o di fornire risposte precise agli input che derivano dai pubblici (spiegheremo più avanti la scelta di usare il plurale) dalla comunità in cui opera.
Ma quali sono queste competenze che può mettere in gioco per conoscere i propri pubblici?
Stiamo parlando di competenze relazionali (soft-skills) come l'ascolto attivo e attenzione sostenuta: Il bibliotecario deve essere in grado di ascoltare attentamente e costantemente la comunità, cogliendo anche i segnali più sottili e i cambiamenti in atto; deve avere competenze nel campo della facilitazione mediando tra le esigenze dei diversi pubblici e le decisioni dei responsabili, creando un ambiente di dialogo costruttivo. Ancora, deve essere in grado di ricevere feedback in modo aperto (anche se si dovesse trattare di feedback negativi) utilizzandoli per migliorare i servizi e rafforzare il rapporto con gli utenti.
A queste competenze vanno aggiunte alcune vere e proprie competenze tecniche. Una buona conoscenza degli strumenti di ricerca, in modo particolare l'uso delle diverse metodologie, come questionari, focus group e analisi dei dati, per comprendere i bisogni dei pubblici. Attraverso la conoscenza degli strumenti tecnologici può operare la migliore scelta degli strumenti e i linguaggi più adatti ai diversi pubblici, tenendo conto dell'età, del livello di istruzione e del contesto sociale e rendendo la sua comunicazione non solo più efficace ma anche maggiormente comprensibile e vicina al suo pubblico.
In sintesi, il bibliotecario è un mediatore culturale che, attraverso l'ascolto attivo, la capacità di facilitazione e la conoscenza degli strumenti tecnici, costruisce un ponte tra la biblioteca e la comunità, offrendo servizi personalizzati e rispondenti alle esigenze di tutti.
Metodologie della ricerca a supporto della conoscenza dei pubblici
[modifica | modifica sorgente]Open Data e dati gestionali
[modifica | modifica sorgente]La profilazione degli utenti
[modifica | modifica sorgente]Con l'avvento del Web 2.0 negli anni ‘90, il marketing subisce una trasformazione radicale grazie alla comunicazione digitale, che permette ai clienti di interagire con le aziende e influenzare il mercato. Si passa dal marketing outbound (promozione massiva) all'inbound marketing (attrazione attraverso contenuti mirati). Nasce la teoria delle Personas, archetipi di utenti utilizzati per definire il target di prodotti e servizi, sviluppata da Alan Cooper. Parallelamente, Don Norman introduce il concetto di User Experience (UX), basato su usabilità, accessibilità e soddisfazione. Insieme a Jakob Nielsen, esperto di usabilità, fonda la Nielsen Norman Group, società specializzata nel design centrato sull'utente.
User Personas per le biblioteche
[modifica | modifica sorgente]Creare user personas permette di modellare utenti con caratteristiche, bisogni e comportamenti tipici, utilizzando metodi quantitativi e qualitativi. Dopo aver raccolto dati demografici, si conducono interviste, focus group e osservazioni etnografiche per definire profili rappresentativi. Questi vengono sintetizzati in schede con foto, bio, necessità e analisi dei comportamenti. A livello internazionale, esistono studi e figure preofesisonali dedicate (UX librarians). In Italia vanno menzionati alcuni contributi in merito e l’azione dell’Agenzia italia per il digitale con le linee guida per lo sviluppo di users design su personas e users, strumenti utili per biblioteche che desiderano migliorare l'interazione con i propri utenti.
L’Intelligenza Artificiale per la conoscenza dei pubblici
[modifica | modifica sorgente]Framework per la costruzione di proposte formative user-centered
[modifica | modifica sorgente]I framework educativi possono supportare i bibliotecari nella comprensione e risposta alle esigenze formative della società moderna. Questi framework, in particolare LifeComp, EntreComp, DigComp e GreenComp, offrono strumenti utili che consentono la progettazione di programmi formativi mirati e centrati sugli utenti.
LifeComp è un quadro europeo che si focalizza sulle competenze personali, sociali e sull'apprendimento continuo. La comprensione delle competenze fondamentali in quest'area permette ai bibliotecari di progettare interventi che aiutino gli individui a svilupparsi in contesti personali e professionali. Ad esempio, si può indagare sulle necessità del pubblico per guidare la formazione in modo che risponda alle reali esigenze del territorio e dei partecipanti.
EntreComp, d’altra parte, è un riferimento per le abilità imprenditoriali, e comprende competenze come il pensiero critico, la pianificazione e la gestione dei progetti, la perseveranza e l'attitudine a cogliere opportunità. Questo quadro è utile per aiutare gli utenti a sviluppare un mindset imprenditoriale e a prepararsi a affrontare le sfide del mondo lavorativo contemporaneo.
DigComp fornisce un modello dettagliato delle conoscenze, abilità e attitudini necessarie per navigare efficacemente nel mondo digitale. È particolarmente utile per i bibliotecari nel valutare le competenze digitali del pubblico e identificare aree in cui gli utenti necessitano di ulteriore supporto. Questa analisi è cruciale in un'epoca in cui l'integrazione delle tecnologie digitali è sempre più presente nella vita quotidiana.
GreenComp emerge come un quadro innovativo che promuove l'apprendimento e la consapevolezza in materia di sostenibilità. Esso funge da attivatore per sviluppare una strategia condivisa che incoraggi l'educazione alla sostenibilità, consentendo ai bibliotecari di affrontare questioni rilevanti per il futuro della comunità.
In sintesi, attraverso l'utilizzo di questi framework, i bibliotecari possono svolgere un ruolo cruciale nella progettazione di interventi formativi che rispondano effettivamente ai bisogni del pubblico. Questi strumenti non solo forniscono una struttura per l'indagine e la valutazione delle competenze esistenti, ma assicurano anche che i programmi siano allineati con gli standard educativi internazionali, contribuendo allo sviluppo di una popolazione informata e competente, pronta ad affrontare le sfide del futuro.
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