Imparare a insegnare in biblioteca/Il disegno del corso o il programma? Verso quale spiaggia approdare?
Il disegno del corso o il programma? Verso quale spiaggia approdare? Maria Giacobbe, Patrizia Lùperi, Immacolata Murano
[modifica | modifica sorgente]L’importanza dell’educazione degli adulti - Patrizia Lùperi
[modifica | modifica sorgente]Nel processo di apprendimento per adulti due caratteristiche assumono caratteri rilevanti: la centralità del concetto di autonomia e il cambiamento del ruolo dell’insegnante che diventa facilitatore o tutor didattico e relazionale. In particolare, compito del tutor sarà quello di allestire, intorno a ogni corsista, ambienti ricchi di stimoli e risorse di vario tipo, altamente personalizzati e rispondenti alle molteplici esigenze formative. A partire dagli anni novanta assistiamo a una vera e propria esplosione delle comunità virtuali, all'interno delle quali la figura del formatore va incontro a una rivisitazione che comporta un cambiamento nel concetto stesso di formazione, al cui interno le TIC (Technology communication information ) tendono ad assumere una valenza centrale, nonostante l’interesse comune dei membri continua a essere la prima giustificazione per l’appartenenza alla comunità.
Siamo quindi davanti a processi educativi in cui assume un ruolo di primaria rilevanza l’identità e il sapere professionale che guida i momenti formativi, anche se con la nascita delle competenze trasversali, tali esperienze investono pure la vita individuale e sociale. Per quanto riguarda il tutor, il suo ruolo tende a sostituire quello del docente, creando rapporti diversi rispetto a quelli istruttivi e facilitando in tal modo il percorso educativo, secondo una felice intuizione di Carls Rogers nel 1973. Altro riferimento che mi piace ricordare risale a Lev Vygotskij che, nel 1934 nella sua opera postuma “Pensiero e linguaggio”, conia il termine zona di sviluppo prossimale, concetto ripreso e ampliato nella prospettiva costruttivista con impalcatura di sostegno o scaffolding, in quanto chi si forma ha la necessità di poter contare su soggetti umani, tecnici e organizzativi, opportunamente integrati attraverso funzioni diverse che avranno il compito di potenziare al massimo le capacità individuali. Vengono quindi progressivamente abbandonati tutte quelle teorie pedagogiche che relegano il processo di apprendimento agli anni giovanili, visto che l’intero ciclo della vita costituisce un’occasione per apprendere e in questa ottica l’educazione non può avere un inizio e una fine. Questa nuova strada prende il nome di educazione degli adulti[1], non perché sia limitata a questi ma benché è proprio l’età adulta a definirne i termini. come scrive la pedagogista Elena Marescotti:[2] “ Il fatto che i lavoratori manuali della Gran Bretagna e i contadini della Danimarca abbiano fatto i primi esperimenti da cui noi oggi traiamo ispirazione non implica affatto che l’educazione degli adulti sia destinata unicamente a tali classi. Con ogni probabilità nessuno più del laureato ha bisogno dell’educazione degli adulti, perché è proprio costui ad avere le idee più dubbie sulla funzione dell'apprendimento”.
Note
[modifica | modifica sorgente]- ↑ Lia Bellatalla L., Maddalena Pennacchini M., John Dewey e l'educazione per gli adulti, Roma, Anicia, 2019
- ↑ Elena Marescotti, Il Significato dell’Educazione degli adulti di Eduard C. Lindeman. Un classico dalle molteplici sfaccettature, prima edizione italiana con commento e note critiche, Roma, Anicia, 2013, p. 115.
Letture per approfondimenti a cura di Maria Giacobbe, Patrizia Lùperi
[modifica | modifica sorgente]- Annalisa Murgia, Dalla precarietà lavorativa alla precarietà sociale: Biografie in transito tra lavoro e non lavoro, Città di Castello, I libri di Emil, 2010.
- Anna Maria Tammaro [et al.], Educating Professionals for a Global Vision: No Past, No Future, “Journal of Education for Library and Information Science”, 61 (2020), 3, p. 333-341, <https://files.eric.ed.gov/fulltext/EJ1267821.pdf>, DOI: 10.3138/jelis.61.3.2020-0020.
- AIB, Relazione sull'attività 1997 e programma 1998, <https://tinyurl.com/j3nvmfha>.
- AIB, Rilanciare le biblioteche pubbliche italiane: Documento programmatico, <https://tinyurl.com/2a4wukda>.
- AIB, Osservatorio Formazione, <https://www.aib.it/struttura/osservatori/of/>.
- Raffaele Tarantino, La nuova offerta formativa AIB, “AIB notizie”, 14 maggio 2014, <http://aibnotizie.aib.it/tarantino-offerta-formativa/>.
- AIB - Osservatorio Formazione (a cura di), Direttiva sulla Formazione continua: Tabella corrispondenze Aree formative OF / Aree di attività Norma UNI, <https://tinyurl.com/yruar89n>.
- Portale AIB Formazione, <https://www.aibformazione.it/>.
- AIB - Osservatorio formazione (a cura di), Linee guida per la formazione continua AIB, <https://tinyurl.com/2xsxrdkp>.
- Direzione Generale del Ministero dell’Istruzione, Decreto Dipart. n.1169 del 14 luglio 2021, <https://tinyurl.com/muv6tyac>.
- Patrizia Lùperi, Spazi personali e professionali di apprendimento nelle virtual learning community dell’Associazione Italiana Biblioteche, “Reports on E-Learning, Media and Education Meetings”, 8 (2020), 1, p. 208-213, <https://tinyurl.com/mr4623pm>.
- Andrea Garavaglia, Ambienti per l'apprendimento in rete: Gli spazi dell'e-learning, Azzano San Paolo (BG), Edizioni Junior, 2006.
- Gert Biesta, Il mondo al centro dell'educazione: Una visione per il presente, Roma, Tab, 2023.