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Meccanica dei sistemi di punti e corpi rigidi/Coppia di forze

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Indice del libro

Trattiamo brevemente il caso in cui, a un corpo rigido, è applicata una coppia di forze parallele di verso opposto. Vettorialmente, f2=f1. Nell'esempio più semplice possibile, prendiamo due punti materiali, uniti da una sbarretta rigida di massa trascurabile, ai quali vengono applicate le due forze: il loro effetto è causa una rotazione dell'asta che unisce i due punti con velocità angolare ω.

L'effetto è spiegato dalla seconda legge cardinale. Il momento delle forze esterne non è nullo; chiamata b la lunghezza della corda e r1=r2 le distanze dei due punti dal centro di massa, avremo:

τ=irifi=r1f1+r2f2=(r1r2)f1=bf

Il risultato è, ovviamente, il modulo del momento causato dalla coppia di forze, ovvero il modulo di una delle due forze moltiplicato per la distanza tra i due punti di applicazione. In questo caso abbiamo però considerato le due forze uguali e discordi; se fossero state di modulo differente e verso concorde, andavano calcolati i momenti delle forze, che avrebbero avuto senso discorde (perché avrebbero causato due rotazioni di verso opposto) e il maggiore avrebbe prevalso.

Per chiudere il modulo, sfruttiamo l'esempio del sistema composto da due punti materiali uniti. Calcoliamo allora il momento angolare del sistema:

J=ir1mvi=r1mv1+r2mv2=b2mv1+b2mv2

Nell'ultimo passaggio abbiamo considerato i moduli. Ricordiamo che v=ωr e, in questo caso,v1=v2=ωb2; sostituendo:

|J|=2(ωmb24)=Iω

Infatti il fattore 2mb24 corrisponde al momento d'inerzia del sistema, definito dalla somma imiri2. Vettorialmente avremo:

J=Iω

A questo punto, possiamo scrivere la seconda legge cardinale in un altro modo, che stavolta descrive appieno la rotazione del sistema:

τext=dJdt=ddt(Iω)=Idωdt=Iα

Dove α è l'accelerazione angolare del sistema.