Ritratti di attivismo: Donne che stanno cambiando il mondo/Gisèle Pelicot
Gisèle Pelicot
[modifica | modifica sorgente]Gisèle Pelicot, nata nel 1952, è una donna francese che è stata segretamente drogata e violentata dal marito Dominique Pelicot. Oggi è un simbolo per il femminismo.
Biografia
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Nata il 7 dicembre 1952 a Villingen in Germania Ovest, Gisèle Pelicot si è trasferita in Francia a cinque anni dopo la morte della madre. Ha sposato Dominique Pelicot nel 1973 e insieme hanno avuto tre figli: David, Caroline e Florian. Gisèle ha lavorato nell’amministrazione di un’azienda elettrica, mentre Dominique ha avuto diverse occupazioni. Negli anni '80, Gisèle ha avuto una relazione con un collega, che ha portato a una separazione temporanea. Nel 2020, Dominique è stato arrestato per reati legati ad attacchi alle donne negli anni '90. La coppia ha divorziato nel 2001, si è risposata nel 2007 e hanno vissuto insieme fino a un incidente di upskirting nel 2010, di cui Gisèle non era a conoscenza. Dopo il pensionamento nel 2013, si è trasferita a Mazan, dove trascorrevano tempo con i figli e nipoti.
Mentre la coppia viveva ancora nella zona di Parigi, a Gisèle è stato prescritto il Temesta, una benzodiazepina[1].
Dominique ha approfittato del suo stato di droga per violentarla mentre dormiva. Dopo essersi trasferito a Mazan, Dominique ha iniziato a invitare gli uomini che aveva contattato su Internet a violentare Gisèle mentre era drogata. Gisèle ha sofferto di vuoti di memoria a causa dei farmaci; ha temuto di avere il morbo di Alzheimer o un tumore al cervello, ma i test sono risultati negativi. Dopo che suo marito è stato arrestato per aver fatto upskirting alle donne in un supermercato locale nel settembre 2020, la polizia ha scoperto le immagini di una Gisèle priva di sensi violentata dal marito e da almeno altri 83 uomini sull'attrezzatura informatica sequestrata dalla casa della coppia. Gisèle ha ricordato il giorno, il 2 novembre 2020, in cui sono stati chiamati in commissariato e le sono stati mostrati i video dei suoi abusi: «Tutto è crollato, tutto l'ho costruito per 50 anni».
Attivismo
[modifica | modifica sorgente]Gisele Pelicot è un'attivista per l'impegno sociale dato e per la sua dedizione che riguardano i diritti umani, l'ambiente e la giustizia sociale, strettamente legato alla sua esperienza personale di vittima di violenza sessuale.
La scelta di rendere pubblica l'accaduto a contribuito a:
- Rompere il muro di omertà che circonda la violenza sessuale, portando alla luce il tema della violenza sessuale all'interno del matrimonio.
- Dare la voce alle donne che hanno subito violenza
- Maggiore consapevolezza delle conseguenze psicologiche e fisiche della violenza sessuale e creare un ampio e acceso dibattito pubblico sulla cultura dello stupro
Processo e prove raccolte
[modifica | modifica sorgente]Il processo contro Dominique Pelicot e altri 50 uomini identificati dalle immagini del computer inizia ad Avignone il 2 settembre 2024. Vittima di stupro, Gisèle Pelicot, ha diritto all'anonimato e ad un processo a porte chiuse alla quale rinuncia. Con l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica sulla violenza sessuale facilitata dalla droga, insiste per un processo pubblico, incoraggiando le altre vittime di crimini sessuali a parlare apertamente.
Ha contestato con successo la decisione iniziale del giudice di escludere il pubblico dalla corte quando sono stati mostrati i video del suo stupro.
Il 19 dicembre 2024, Dominique Pelicot viene condannato per stupro aggravato a una pena massima di 20 anni. Dei restanti 50 coimputati, 49 sono vengono giudicati colpevoli di aver commesso stupro aggravato, tentato stupro o violenza sessuale e sono condannati a una pena detentiva compresa tra 3 e 15 anni. Un uomo è giudicato colpevole di aver drogato e violentato la propria moglie con Dominique, ma non viene accusato di aver commesso alcun reato contro Gisèle.
Diciassette dei condannati hanno presentato ricorso mentre Dominique Pelicot, su consiglio dell'avvocato, decide di non contestare la scelta del giudice per imporre un'altra dura prova a Gisele, rischiando di ricorrere in ulteriori accuse e ad una pena detentiva più lunga.
Riconoscimento e impatto
[modifica | modifica sorgente]La decisione di Gisèle Pelicot di rinunciare al suo anonimato e di tenere il processo pubblico, così come il comportamento dignitoso tenutosi, le portano ad un ampio sostegno pubblico. Lasciava l'aula tra gli applausi delle persone radunate fuori, nella quale appariva la sua immagine e svariati slogan di sostegno, incollati sui muri intorno al tribunale.
Gisèle Pelicot viene inclusa nel "Elenco 2024 delle 100 donne della BBC[2]", e viene citata come una delle 25 donne più influenti del 2024 del "Financial Times"[3].
Dopo il verdetto, è stata ringraziata dai sostenitori, che l'acclamavano per il suo coraggio, celebrando la sentenza inflitta al suo ormai ex marito. Il 20 dicembre, il giorno dopo il verdetto, Gisèle appare sulle prime pagine dei giornali di tutta Europa. Nella stessa data, la giornalista britannica, Caterina Mayer lancia una petizione per richiedere il Premio Nobel per la pace per premiare l'attivista in questione.[4]
Il 2 gennaio 2025, Gisèle Pelicot viene nominata personalità dell'anno in un sondaggio d'opinione francese.[5]
Note
[modifica | modifica sorgente]- ↑ Randi Ilaria, Benzodiazepine: quando si usano e a cosa servono? Effetti Collaterali, su my-personaltrainer.it, 26 febbraio 2025.
- ↑ Elenco 2024 delle 100 donne della BBC
- ↑ citata come una delle 25 donne più influenti del 2024 del "Financial Times"
- ↑ Caterina Mayer lancia una petizione per richiedere il Premio Nobel per la pace per premiare l'attivista
- ↑ Il 2 gennaio 2025, Gisèle Pelicot viene nominata personalità dell'anno in un sondaggio d'opinione francese
