Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/USA-3: differenze tra le versioni

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[[Immagine:OCPA-2005-03-09-165522.jpg|330px|right|thumb|M1 Abrams]] L'M1 Abrams è stato il successore designato degli M60, gli ultimi della serie Patton. Esso si è dimostrato un carro di notevole successo, soprattutto contro i malcapitati reparti iracheni. Inizialmente ferocemente criticato per l'affidabilità e sempre anche per i costi, risultati più che doppi rispetto all'M60, l'M1 era armato inizialmente con lo stesso cannone dei carri precedenti. Riarmato poi con il pezzo da 120mm è risultato molto più efficace. La corazza, composita, è stata migliorata, mentre il motore a turbina, potente e compatto, è risultato molto dispendioso in termini di consumo, e i successi export sono stati, forse in conseguenza di questo, relativamente ridotti, malgrado la carriera bellica. Un carro M1 di ultima produzione, con il cannone M256 da 120 mm al posto del vecchio M68, corazze DU per la parte anteriore della torretta e in generale migliorate rispetto ai modelli iniziali, sistemi di controllo del tiro ammodernati, è un mezzo formidabile, anche se ha ridotta autonomia: 450 km su strada con ben 1900 l di pieno, ma in pratica, durante la guerra del 1991 ne sono stati consumati anche 16 l per km come media. Questo risulta dal confronto con l'M60, superato del 250% in termini di consumi, con l'originale M1 di qualcosa peggio nonostante il peso minore, forse per la turbina leggermente meno efficiente, anche se il motore a tutti gli effetti è sempre lo stesso, di origine aviatoria (elicotteri), adattato all'uso con i carri armati. L'M1, dotato di vano in torretta antiesplosione per i proiettili, ha capacità di sopravvivenza fuori dal comune anche se viene perforato da armi nemiche o anche amiche in caso di fuoco fratricida, e questo, assieme alla corazza, all'otttima mobilità (posto che la logistica sia all'altezza), alla capacità di sparare con precisione persino singoli colpi di mitragliatrice e in movimento, rende gli equipaggi orgogliosi del loro carro armato, e relativamente tranquilli in combattimento. L'era dei carri che esplodevano in fiamme appena colpiti è stata superata decisamente da questo mezzo, che resta l'unico con le munizioni quasi esclusivamente in torretta. Da notare che in genere, come nel caso del Merkava, si dice il contrario: è sconsigliato tenere le munizioni sopra l'anello di torretta. Ma nel caso dell'M1 questo si spiega grazie al deposito corazzato ricavato nella controcarena. E'È una soluzione che ha incontrato successo, ma bisogna dire che aumenta molto la sagoma longitudinale e la massa della torre. In ogni caso, ha risolto con successo il dilemma di dove sistemare nell'angusto scafo di un carro armato 1 tonnellata di munizioni. Anche l'Egitto ha comprato gli M1A1 Abrams, che sono apparsi nel 1985 col cannone da 120 mm tedesco, molto più potente di quello da 105 mm precedente, mentre nel 1988 sono apparsi gli M1A1HA con corazze all'uranio, ancora non molto diffuse all'epoca della guerra contro l'Irak del 1991. In tutto sono stati prodotti oltre 8000 carri, tra questi 315 per l'Arabia Saudita all'ultima versione M1A2, dotata tra l'altro di una camera termica per il capocarro su apposito periscopio. Prima l'M1 non aveva nemmeno un vero periscopio di mira per il comandante, e anche se gli equipaggi non trovavano molti problemi in merito, è chiaro che i sistemi montati su mezzi come il Leopard 2 o il Leclerc erano ben altra cosa. In pratica i carri moderni di ultima generazione sono tutti dotati di camera termica per il capocarro, malgrado il costo. Dati: 57-60 t, 7,91/9,76 m x 3,65 x 2,37 m, cannone M68 da 105 con 55 colpi o M256 con 40, oltre 10000 proiettili per le tre mitragliatrici tra leggere e pesanti di bordo.
 
In sostanza, l'M1 è un mezzo di successo, ma non è mai stato chiarito se vi fosse realmente una superiorità sui mezzi come il Leopard 2, forse meno corazzato e con solo la metà delle munizioni in torretta (con relativo comparto corazzato e pannello di sfogo sopra il tetto, come nell'Abrams), con un motore di pari potenza ma molto ingombrante, ma anche con periscopio panoramico per il capocarro, cannone da 120 -sia pure senza munizioni DU- e un turbodiesel che seppure meno compatto con minor consumo, tanto da rendere possibile con 1400 l percorrere 550 km. Di fatto, i motori a turbina sono più compatti ma richiedono più carburante rimangiandosi così il vantaggio nominale, per poter ottenere sufficiente autonomia, e sono meno efficienti a bassa velocità per cui oltre a non consentire una sufficiente reale 'compattazione' del carro portano anche a consumi maggiori e manutenzione specializzata di tipo aeronautico. Di fatto, non hanno ottenuto emuli in Occidente.
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